04/11/2025
Il paradigma moderno della salute andrebbe ribaltato: non è semplicemente l’attività fisica a “fare bene”, ma è l’inattività fisica a “fare male”, al pari del fumo o dell’abuso di alcol.
La sedentarietà rappresenta oggi uno dei principali fattori di rischio modificabili per mortalità precoce e malattie croniche.
Numerose meta-analisi e studi di coorte, tra cui quelli pubblicati su The Lancet e JAMA Network Open, mostrano che chi svolge attività fisica regolare riduce fino al 46% il rischio di morte prematura rispetto ai soggetti sedentari, con una relazione dose-risposta: più ci muoviamo, maggiore è la protezione.
L’esercizio fisico migliora la funzione endoteliale, la sensibilità insulinica, la composizione corporea e i meccanismi antinfiammatori sistemici, contribuendo così a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, tumori e declino cognitivo.
Questo non significa che chi si allena non si ammalerà o non morirà, ma che l’attività fisica è uno dei principali determinanti di salute e longevità.
Insieme a una dieta equilibrata, sonno adeguato e gestione dello stress, il movimento quotidiano rimane la strategia più efficace per mantenere nel tempo una vita più lunga e di migliore qualità.
Diventa padrone dei concetti e non essere più schiavo delle diete con PROJECT NUTRITION (link in bio o su Amazon).
Sei un nutrizionista? Segui