20/01/2026
“ESSERE BRAVE NON È ESSERE LIBERE”
Molte giovani donne arrivano in terapia con una storia apparentemente “a posto”.
Sono responsabili, sensibili, attente, capaci di tenere insieme tutto.
Eppure soffrono.
Soffrono di ansia, stanchezza profonda, senso di colpa, blocchi, vuoto.
Soffrono senza capire fino in fondo perché.
Dal punto di vista psicodinamico, spesso ciò che emerge è una struttura precoce del compiacere.
Un assetto relazionale in cui l’amore è stato vissuto come qualcosa da meritare,
non come qualcosa da ricevere.
Essere brave è diventata una strategia di sopravvivenza psichica:
– non disturbare
– non deludere
– non chiedere troppo
– non sentire rabbia
Il desiderio, lentamente, viene sacrificato.
Non perché non ci sia, ma perché è stato percepito come pericoloso per il legame.
Molte giovani donne non sono fragili.
Sono iper-adattate.
Hanno imparato troppo presto a leggere l’altro,
prima ancora di imparare ad ascoltare se stesse.
In terapia, il lavoro non è “aggiustarle”,
ma aiutarle a fare qualcosa di profondamente nuovo e spaventoso: tornare a desiderare senza chiedere il permesso.
Perché essere brave può proteggere.
Ma essere libere richiede di rischiare la relazione ....‼️