26/11/2025
"La violenza spesso non inizia con un urlo.
Inizia con un sussurro".
Con un “non sei abbastanza”.
Con uno sguardo che sminuisce.
Con un confine che si restringe di pochi centimetri alla volta.
La violenza non riguarda solo le donne.
A volte colpisce gli uomini, spesso in silenzio. A volte i bambini, invisibili nelle loro paure. A volte chiunque abbia imparato – troppo presto – che l’amore può fare male.
La violenza è un’ombra lunga, e comincia molto prima del gesto.
Comincia nelle storie di attaccamento, laddove qualcuno ha vissuto un amore instabile, imprevedibile, o troppo doloroso per potersi fidare.
Comincia nei modelli familiari, in quelle case in cui non si parlava mai o si parlava solo urlando.
Comincia nei copioni che ci abitano, quando impariamo che il controllo è un modo per non sentirsi soli, o che sopportare è un modo per essere amati.
E così, prima ancora di un pugno, arrivano la gelosia che si traveste da cura, le critiche “per il tuo bene”, i silenzi che puniscono, la manipolazione sottile, il bisogno di controllare telefoni, orari, respiri...
il dare per scontato che l’altro “deve capire”...
E dall’altra parte, chi subisce spesso è qualcuno che ha imparato, da molto piccolo, che per sentirsi amato bisogna essere accomodante, paziente, comprensivo oltre il limite umano.
Qualcuno che conosce bene la solitudine, e per paura di riviverla sopporta ciò che non dovrebbe.
Qualcuno cresciuto nello stile di attaccamento in cui l’amore si rincorre, si merita faticosamente.
Non si arriva mai alla violenza all’improvviso, ci si scivola dentro un passo alla volta.
E per questo riconoscere i passi precedenti è fondamentale, possiamo imparare a individuarla quando ancora è solo un’ombra.
Perchè dove c'è controllo non c’è amore, dove c’è paura non c’è casa.
Dove c’è rispetto, invece, c’è un luogo in cui si può respirare ❤️💬