Caterina Medri Ipnosi Experience alle vite precedenti

Caterina Medri Ipnosi Experience alle vite precedenti La vita è un viaggio, non una destinazione

A volte il passo più difficilenon è cambiare.È riconoscere che lo desideri davvero.Non perché stai male.Non perché non c...
17/01/2026

A volte il passo più difficile
non è cambiare.

È riconoscere che lo desideri davvero.

Non perché stai male.
Non perché non ce la fai.
Ma perché senti che continuare a reggere tutto da sola non ti rappresenta più.

E non c’è nulla di sbagliato in questo.

Desiderare una guida,
uno spazio tenuto, un accompagnamento competente non è debolezza.

È un segno di maturità del processo.

Quando smetti di trattenerti
e riconosci ciò che è già pronto dentro,
l’energia non va più contro se stessa.

E da lì,
il cambiamento smette di essere faticoso
e inizia a trovare il suo ritmo.

Negli ultimi giorni ho parlato di ascolto, di azione trasformativae di cosa cambia quando il lavoro interiore è accompag...
16/01/2026

Negli ultimi giorni ho parlato di ascolto, di azione trasformativa
e di cosa cambia quando il lavoro interiore è accompagnato.

Oggi voglio dirlo in modo semplice.

Esiste uno spazio in cui questo lavoro
non resta solo una riflessione,
ma viene accompagnato passo dopo passo.

Uno spazio individuale, tenuto con competenza, rispetto e neutralità.

Non è un percorso per “migliorarsi”.
Non è un luogo in cui aggiustarsi.

È uno spazio in cui ciò che è pronto
può essere visto, riorganizzato
e portato nella vita reale senza forzature.

Non è per tutte.
Ma se leggendo questi giorni
hai sentito più volte un “sì” silenzioso dentro, sappi che questo spazio esiste.

E può essere il passo successivo,
quando senti che è il momento giusto per te.

L’azione trasformativa non è un salto nel vuoto.Quando è accompagnata,ha una forma, un ritmo, una direzione.Non si tratt...
15/01/2026

L’azione trasformativa non è un salto nel vuoto.

Quando è accompagnata,
ha una forma, un ritmo, una direzione.

Non si tratta di spingerti a fare qualcosa.
Si tratta di leggere il momento giusto,
di capire cosa è pronto a muoversi
e cosa no.

Nel lavoro che accompagno
non si forza mai un passaggio.
Si crea uno spazio sicuro
in cui ciò che è stato visto interiormente
può iniziare a prendere forma nella vita.

È così che l’azione diventa sostenibile.
Non perché fai di più,
ma perché fai ciò che è allineato.

Quando c’è una guida esperta,
l’azione non nasce dall’ansia di cambiare,
ma da una chiarezza profonda.

Ed è questo che rende il cambiamento
più stabile,
più rispettoso,
più vero.

Arriva un momento nel lavoro interiorein cui restare in ascolto non basta più.Non perché hai sbagliato qualcosa.Ma perch...
14/01/2026

Arriva un momento nel lavoro interiore
in cui restare in ascolto non basta più.

Non perché hai sbagliato qualcosa.
Ma perché ciò che è pronto
chiede di essere mosso.

L’azione trasformativa non è fare di più.
Non è diventare una versione ideale di te.
Non è migliorarti.

È permettere a ciò che sei davvero
di iniziare a vivere anche fuori,
non solo dentro.

Quando questo passaggio avviene,
non ti senti “diversa”.
Ti senti più allineata.

Le scelte diventano più chiare.
I confini più naturali.
Le reazioni meno automatiche.

Non perché ti controlli di più.
Ma perché qualcosa, dentro,
ha smesso di ti**re in direzioni opposte.

L’azione trasformativa nasce così:
quando ciò che è stato visto,
riconosciuto e riorganizzato
inizia finalmente a prendere forma nella vita.

Ed è lì che il lavoro smette di essere interiore
e diventa reale.

Arriva un momento nel lavoro interiorein cui non è più una questione di forzané di capacità personali.Molte donne sono s...
13/01/2026

Arriva un momento nel lavoro interiore
in cui non è più una questione di forza
né di capacità personali.

Molte donne sono sensibili, profonde, consapevoli.
E possono fare molto anche da sole.

Ma ci sono passaggi in cui
affidarsi a una guida esperta cambia la qualità del percorso.

Non perché tu non sia capace.
Ma perché una guida porta
competenza, rispetto e neutralità.

La neutralità è fondamentale:
per non proiettare,
per non forzare,
per non confondere ciò che emerge
con ciò che la mente vorrebbe.

Una guida esperta non spinge,
non interpreta a caso,
non decide per te.

Tiene lo spazio.
Legge il processo.
Accompagna con precisione
ciò che è già pronto a muoversi.

Affidarsi non significa perdere autonomia.
Significa scegliere un contesto sicuro e competente
in cui il lavoro può diventare più chiaro,
più fluido,
più integrato nella vita reale.

Ed è spesso così
che il cambiamento smette di essere faticoso
e diventa naturale.

Questo è il luogo in cui accompagno chi sente che capire non basta più.Non accompagno chi cerca altre spiegazioni.Non ac...
12/01/2026

Questo è il luogo in cui accompagno chi sente che capire non basta più.

Non accompagno chi cerca altre spiegazioni.
Non accompagno chi vuole sentirsi rassicurata dalla mente.
Non accompagno chi ha bisogno di sapere perché prima di muoversi.

Accompagno chi sente che restare in superficie è diventato più faticoso che scendere.

Chi ha già capito molto,
ma continua a ritrovarsi negli stessi blocchi,
nelle stesse reazioni,
nelle stesse dinamiche interiori.

Qui il lavoro non passa dal ragionare di più.
Passa dall’intervenire lì dove le cose si sono create.

Non prometto di aggiustare.
Non prometto di renderti diversa.
Non prometto scorciatoie.

Prometto un lavoro che non forza,
che non spinge,
che non ti divide.

Un lavoro che va a riorganizzare ciò che, dentro, guida le scelte anche quando la mente non capisce.

Per questo non è per tutte.

È per chi sente che il momento non è più “capire”,
ma entrare davvero nel punto in cui il cambiamento può avvenire.

11/01/2026
A volte non è la ferita a tenerci ferme.È l’immagine che abbiamo costruito di noi stesse.Nel tempo, la mente crea un per...
10/01/2026

A volte non è la ferita a tenerci ferme.
È l’immagine che abbiamo costruito di noi stesse.

Nel tempo, la mente crea un personaggio.
Un’immagine di sé che nasce dall’inconscio individuale, dalle esperienze vissute, dai ruoli imparati, dai meccanismi di protezione che un tempo sono serviti.

Quel personaggio ha una funzione precisa:
tenere tutto sotto controllo, dare continuità, evitare il dolore.

Il problema non è che sia “sbagliato”.
Il problema è quando continuiamo a identificarci lì,
anche se dentro qualcosa è già cambiato.

Può succedere che a livello profondo una dinamica sia risolta, ma la mente continui a dire:
“io sono così”
“questa è la mia storia”
“questo è il mio limite”.

E allora nasce una frattura sottile.
Dentro senti una spinta nuova,
ma fuori continui a muoverti come prima.

Il lavoro interiore vero, a un certo punto,
non è più guarire la ferita.
È lasciare andare l’immagine che si era formata intorno a quella ferita.

Quando l’inconscio si riorganizza,
la mente ha bisogno di tempo, di nuove prove,
di esperienze vissute che le permettano di aggiornare chi sei.

Ed è lì che il cambiamento si stabilizza davvero.
Quando non devi più sostenere un personaggio
per sentirti al sicuro.

Non diventi qualcun’altra.
Smetti solo di restare legata a chi dovevi essere per sopravvivere.

Questo lavoro non è per chi vuole capire.È per chi è pronta a scendere.Non è per chi cerca altre spiegazioni.Non è per c...
09/01/2026

Questo lavoro non è per chi vuole capire.
È per chi è pronta a scendere.

Non è per chi cerca altre spiegazioni.
Non è per chi vuole accumulare consapevolezza.
Non è per chi ha bisogno di sentirsi rassicurata dalla mente.

Questo lavoro non serve a “capire meglio”.
Serve a incontrare ciò che sta sotto.

È per chi ha già capito tanto
e sente che non basta più.

Per chi riconosce che continuare a restare in superficie è diventato più faticoso che scendere.

Scendere non significa perdersi.
Non significa perdere il controllo.
Non significa scombussolarsi.

Significa smettere di tenere tutto insieme con la testa.

Questo lavoro non promette di aggiustarti.
Non promette di renderti diversa.
Non promette scorciatoie.

Promette qualcosa di molto più semplice e radicale: non essere più divisa dentro.

Per questo non è per tutte.

È per chi sente che il momento non è “capire di più”, ma intervenire lì dove le dinamiche si sono create, anche senza capire tutto.

Cosa cambia quando inizi a lavorare davvero nell’inconscioCi sono cambiamenti che, nel lavoro interiore profondo,possono...
08/01/2026

Cosa cambia quando inizi a lavorare davvero nell’inconscio

Ci sono cambiamenti che, nel lavoro interiore profondo,
possono avvenire anche molto velocemente.

A volte accadono dopo una sola seduta.

Non perché “sei pronta” o perché hai fatto qualcosa di speciale,
ma perché quando lavori nell’inconscio
non stai costruendo un gradino dopo l’altro.

È più simile a uno scivolamento.

Uno scivolamento dentro qualcosa
che, una volta avvenuto,
non viene vissuto come “nuovo”,
ma come stranamente naturale.

Succede questo: ti ricordi perfettamente come eri prima,
ma ora senti spontaneamente
una spinta diversa a scegliere, a reagire, a muoverti.

Non è una consapevolezza mentale.
Non è una decisione.

È un comportamento che cambia
senza che tu debba convincerti.

Ed è proprio questo che spesso sorprende le persone: il cambiamento c’è,
ma viene percepito come se fosse sempre stato così.

Quando un problema è presente da molto tempo,
può succedere un’altra cosa.

A livello inconscio la dinamica è già risolta,
ma la mente continua a identificarsi
nel vecchio personaggio.

Nel “io sono fatta così”.
Nel “io ho sempre questo problema”.
Nel “questa è la mia storia”.

In questi casi non è l’inconscio che deve cambiare.
È la mente che ha bisogno di nuove prove,
di nuove esperienze vissute, anche ripetute,
per aggiornare l’immagine che ha di te.

Ed è lì che il cambiamento si stabilizza davvero: quando ciò che dentro è già avvenuto
diventa anche qualcosa che la mente può riconoscere.

Il lavoro profondo non forza.
Non spinge.
Non aggiusta.

Riorganizza.

E da lì, la vita inizia a muoversi
in modo diverso,
senza sforzo,
senza lotta,
senza dover diventare qualcun’altra.

C’è stato un momento, nel mio percorso,in cui ho capito una cosa molto semplice.Non stava funzionando perché stavo cerca...
07/01/2026

C’è stato un momento, nel mio percorso,
in cui ho capito una cosa molto semplice.

Non stava funzionando perché stavo cercando di cambiare restando in superficie.

Avevo compreso tante cose.
Avevo dato un nome a emozioni, schemi, dinamiche.
Eppure, dentro, sentivo ancora una tensione sottile.
Come se una parte di me andasse avanti
e un’altra restasse indietro.

Il cambiamento vero, per me, è iniziato
quando ho smesso di voler aggiustare
e ho iniziato a lavorare dove le cose erano state registrate.

Non è successo tutto insieme.
Non è stato eclatante.

Ma qualcosa si è riallineato.

Ho iniziato a reagire meno automaticamente.
A sentire meno frizione interna.
A non dovermi più convincere di certe scelte.

Non perché fossi diventata “migliore”.
Ma perché non ero più divisa dentro.

Quando questo accade,
la vita non diventa perfetta.
Diventa più coerente.

E da lì, le scelte iniziano a muoversi
con meno sforzo
e più verità.

Indirizzo

Viale Teodolinda Pignocchi 4
Cervia
48015

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