19/02/2026
Negli ultimi anni mi sono ritrovata a cambiare lavoro,
a lasciare e riprendere,
a perdermi e a ritrovarmi.
Mi sono sempre sentita in difetto per questo ma forse nell’ultimo periodo ho trovato una nuova chiarezza.
Non cambio lavoro perché sono irrequieta.
Cambio, studio, esploro perché sto cercando uno spazio che mi assomigli davvero.
Uno spazio in cui ciò che faccio nasce da ciò che credo.
In cui ciò che studio diventa pratica.
In cui ciò che imparo non resta teoria, ma viene messo a servizio dell’altro.
In queste foto convivono due parti di me:
la farmacista e l’insegnante di yoga.
La scienza e l’ascolto.
La conoscenza e la presenza.
E no, non sono in contrasto. Anzi, si stanno incontrando.
In questo carosello, ho condiviso anche un testo che mi ha profondamente toccata perché finalmente ho letto ciò in cui da sempre credo.
“Il nostro lavoro, quando lo troviamo, ci appartiene, ci si addice, è senza fatica.. è una gioia”
“Libera te stesso” di E. Bach
Sì, forse può sembrare pura utopia, quasi un’illusione. Ma è ciò in cui credo davvero e
qualcosa di grande, essenziale,
che - una gran persona - aveva già intuito molto tempo fa.
Allora forse la realizzazione, non è arrivare.
È sentire che ciò che fai è tuo.
Che ti rappresenta e che magari serve per il bene tuo e degli altri.
Se anche tu stai cambiando direzione,
se senti che stai lasciando qualcosa non per fuggire ma per avvicinarti a te,
sappi che non sei sbagliato.
Stai provando ad ascoltare la parte più autentica di te.
E forse, proprio lì,
stai già creando il tuo spazio ✨