13/06/2021
William James nei suoi "Principles of Psychology" (1950) scriveva:
"La facoltà di riportare indietro volontariamente un'attenzione vagante è ancora una volta la vera radice del giudizio, del carattere e della volontà.
Nessuno è padrone di sè se non la possiede. Un'educazione che dovesse accrescere questa facoltà sarebbe l'educazione per eccellenza".
È vero infatti che molto spesso la nostra attenzione viene catturata e rimane dolorosamente attaccata a pensieri, preoccupazioni e fantasie che provocano dolore e ci tengono lontani dalle azioni impegnate, lanciandoci spesso contromano con un Pilota Automatico alla guida. E ci ritroviamo sempre al punto di partenza di percorsi che non vorremmo ripercorrere.
James al tempo non seppe dare indicazioni pratiche, ora che la psicologia occidentale si è aperta ai contributi delle psicologie orientali sappiamo che la capacità "di riportare indietro volontariamente un'attenzione vagante" è l'essenza delle pratiche meditative: riconoscere dove va l'attenzione e ridirigerla volontariamente sull'oggettivo meditativo (ad es il respiro) è ciò che ci permette di tornare, poi nella quotidianità della vita, in cabina di pilotaggio.