Dott.ssa Natascia Tumedei Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Natascia Tumedei Psicologa Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Natascia Tumedei Psicologa Psicoterapeuta, Psicoterapeuta, Via Prima Masiera, Cesena.

Psicologa Psicoterapeuta con Indirizzo Sistemico Relazionale, effettua consulenze e psicoterapia ,individuale di coppia e familiare, percorsi di valutazione DSA per alunni di Scuola Primaria e Secondaria di 1°-2° grado

"Buona Pasqua, accogliete tutti questo augurio, pieno di speranza, pieno di energia. La vita è bella se è nuova, è nuova...
04/04/2026

"Buona Pasqua, accogliete tutti questo augurio, pieno di speranza, pieno di energia. La vita è bella se è nuova, è nuova se è buona, se è saggia, se è forte, in una parola, se è cristiana" (Paolo VI) 🐥🕊️💜

02/04/2026

𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 - 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨

🧩 L’autismo non riguarda mai solo una persona, riguarda la famiglia, i contesti di vita, tutta la comunità.

💙 Per questo la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo non è solo un momento di sensibilizzazione, ma è un’occasione per promuovere conoscenza, contrastare stereotipi e disinformazione, affermare diritti, rispetto e inclusione concreta.

🤝 Costruire contesti sociali, educativi, sanitari e lavorativi più accoglienti e consapevoli significa riconoscere il valore, la dignità e l’unicità di ogni persona autistica.

🧠 Anche la psicologia può offrire un contributo importante in questo percorso, sostenendo ascolto, comprensione e qualità della vita, nel rispetto dei bisogni, delle differenze e dell’autodeterminazione della persona.

Se non si sa ascoltare anche col cuore si ascolta solo metà! ❤️
18/03/2026

Se non si sa ascoltare anche col cuore si ascolta solo metà! ❤️

IL SILENZIO SULLA SALUTE MENTALE DEI GIOVANI E IL RUOLO DELLA FAMIGLIA
I dati globali sulla salute mentale degli adolescenti mostrano una realtà allarmante in cui ansia e depressione sono sempre più diffuse. Come evidenziato da chi opera attivamente sul campo, esiste ancora un profondo divario nella percezione sociale delle malattie. Se un giovane affronta una patologia fisica, riceve immediata solidarietà. Quando invece si tratta di disagio psicologico o autolesionismo, subentrano spesso lo stigma, il silenzio e la vergogna. In questo delicato scenario, la famiglia rappresenta un punto cardine. Curare un ragazzo in difficoltà senza coinvolgere e supportare i genitori è inefficace, poiché il nucleo familiare fa parte della cura stessa. Gli adulti sono chiamati a osservare il malessere dei figli mettendo in secondo piano i propri sensi di colpa e le proprie aspettative, offrendo uno spazio sicuro in cui i ragazzi possano chiedere aiuto senza sentirsi giudicati. Affrontare la malattia mentale richiede un profondo cambio di prospettiva collettivo, basato sull'ascolto e sul superamento di ogni pregiudizio.
Autori: Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi
Focus 3.0 associazione no profit

Auguri a tutte le donne che conosco oggi e tutti i giorni! 💛
08/03/2026

Auguri a tutte le donne che conosco oggi e tutti i giorni! 💛

La Giornata Internazionale della Donna non è una festa, ma una riflessione imprescindibile sulla parità: celebra le storiche conquiste sociali e politiche, denunciando al contempo le ombre che offuscano il cammino verso di essa.

In Italia e nel mondo, il percorso è ancora lontano dall'essere compiuto. L’uguaglianza rimane un ideale da tradurre in realtà concreta.

Troppe donne affrontano barriere strutturali nel mercato del lavoro: tassi di inattività elevati, contratti precari, part-time spesso imposto dalle responsabilità familiari, e un gender pay gap che penalizza il loro talento e impegno.

Senza dimenticare le discriminazioni quotidiane e, soprattutto, le violenze che segnano troppe esistenze in ambito domestico e relazionale. Ogni caso rappresenta un fallimento collettivo e un appello urgente a interventi mirati, con azioni concrete come l’educazione alle emozioni e al rispetto, fin dall'infanzia.

Con passione e competenza si rinnova e si auspica l’impegno per un futuro di parità autentica, dove ogni donna possa realizzarsi pienamente.

07/03/2026
Lieto fine e felice inizio di nuovo anno a tutti voi ed alle vostre famiglie! ✨🥂🍾🎇❤️
31/12/2025

Lieto fine e felice inizio di nuovo anno a tutti voi ed alle vostre famiglie! ✨🥂🍾🎇❤️

Buona giornata a tutti con questa saggia riflessione💓🎄
19/12/2025

Buona giornata a tutti con questa saggia riflessione💓🎄

Le persone non si svelano nel repertorio delle frasi giuste. Si svelano nel motivo che le muove e nel modo in cui si muovono: nella direzione che scelgono quando nessuno guarda, e nella postura con cui attraversano la giornata.

Il “si dovrebbe” è un copione pulito, ordinato, spesso anche elegante. Ma resta un copione: dice come apparire, non come esistere. È la grammatica sociale della rispettabilità, quella che mette in fila le azioni e le rende presentabili. Il problema non è che sia falso: è che è incompleto. Perché la vita vera non si recita. La vita vera inciampa, ripete, negozia, tenta.

Il perché è la radice. È ciò che rende un gesto un gesto e non solo un movimento: fame, paura, cura, vendetta, bisogno di pace, desiderio di essere visti, ricerca di controllo, speranza minuscola, rabbia antica. Il come è la firma. Due persone possono fare “la stessa cosa” e raccontare due storie opposte: c’è chi si prende cura per amare, e chi si prende cura per non essere abbandonato; chi dice la verità per liberare, e chi dice la verità per ferire; chi lavora per costruire, e chi lavora per non sentire.

Ma non siamo altro che noi noi: tendini e sangue, esseri sgangherati che provano a tenere insieme un corpo, una memoria, una reputazione, un futuro. “Fare del proprio meglio” non è una medaglia: è spesso un compromesso tra risorse limitate e richieste infinite. A volte il meglio è resistere senza diventare crudeli. A volte è chiedere scusa prima che l’orgoglio faccia danni. A volte è non scrivere quel messaggio. A volte è alzarsi, lavarsi la faccia, mettere un confine, fare una telefonata, andare via.

Quindi sì: chi obietta che non sempre si agisce per stare bene, ma anche per interesse o per potere, ha ragione. Ma proprio per questo la riflessione iniziale regge: non idealizza l’umano, lo descrive. Dice che il senso sta dietro e dentro l’azione, non nell’etichetta morale che le appiccichiamo sopra. Il perché e il come sono una radiografia: mostrano le fratture e anche i tentativi di saldatura.

Il copione del “si dovrebbe” promette una cosa: approvazione. Il prezzo, però, è alto: ci educa a sostituire il contatto con la performance. Quando viviamo per “come appare”, perdiamo l’accesso a “cosa sto davvero facendo” e “perché lo sto facendo”. E senza quel contatto, diventiamo facili prede delle scorciatoie: ripetiamo gesti che danno sollievo rapido, anche se ci impoveriscono dopo. Ci attacchiamo a ciò che calma subito, anche se poi chiede interessi. Chiamiamo “carattere” quello che spesso è una strategia. Chiamiamo “destino” quello che spesso è un automatismo.

La domanda è più onesta, e più utile: che cosa stai cercando davvero, con questo gesto? E che tipo di persona diventi mentre lo fai?

Non è facile farsela nel momento giusto: spesso ci arriviamo dopo, a mente fredda, quando il corpo si è calmato e l’ego ha abbassato la voce. Va bene così: anche a posteriori, quelle domande rimettono ordine nel perché e nel come. Perché è lì che ci raccontiamo: non nello “si dovrebbe”, ma in quel punto fragile in cui scegliamo come restare umani, anche quando siamo sgangherati.

13/11/2025

La gentilezza è un linguaggio universale.
Non ha bisogno di spiegazioni: si riconosce in uno sguardo, in un gesto, in una parola detta con attenzione.

Oggi, nella Giornata Mondiale della Gentilezza, ricordiamo che essere gentili non è solo un gesto verso gli altri, ma anche verso noi stessi.

La gentilezza costruisce relazioni, veicola il rispetto reciproco, apre spazi di ascolto e rafforza la fiducia.

"Ognuno è circondato da assenze presenti. Siamo fatti anche dei nostri innumerevoli morti, da tutte le perdite che hanno...
02/11/2025

"Ognuno è circondato da assenze presenti. Siamo fatti anche dei nostri innumerevoli morti, da tutte le perdite che hanno scavato nella nostra anima dei vuoti, da tutte le persone significative che abbiamo incontrato e poi perduto" (Massimo Recalcati) 🥀🌹🩶🌹🥀

20/10/2025

DDL Educazione sessuale e affettiva, vietarla non protegge i giovani: li espone alla disinformazione.

La Presidente del CNOP, Maria Antonietta Gulino, richiama l’attenzione del Legislatore sul valore dell’educazione affettiva e sessuale come tutela della salute psicologica e prevenzione della violenza. In assenza di percorsi educativi adeguati, ragazze e ragazzi rischiano di apprendere modelli disfunzionali e stereotipi dannosi.

La scuola deve restare luogo di conoscenza, dialogo e crescita emotiva, nel rispetto della dignità di ogni persona.

Leggi il comunicato stampa ---> https://www.psy.it/ddl-educazione-affettiva-gulino-cnop-vietarla-significa-esporre-i-giovani-a-disinformazione/

06/10/2025

Molti genitori in questi giorni, si stanno ponendo una domanda: come parlare ai bambini di guerra senza spaventarli, ma offrendo verità e rassicurazione?

Secondo la Psicoterapeuta Roberta Bommassar «non dobbiamo nascondere quello che sta accadendo, ma spiegare le cose con chiarezza, adattandole all’età» e «non serve caricare i piccoli con responsabilità che non sono le loro».

La psicoterapeuta invita gli adulti a offrire risposte semplici e sincere: riconoscere le emozioni dei bambini, validare le loro paure e far sentire che non sono soli. Come lei stessa afferma, «i bambini cercano significati e sicurezze», ed è nostro compito costruire un racconto che li aiuti a trovare un senso, ma anche a sentirsi protetti.

La Bommassar infine sottolinea il ruolo cruciale della scuola: «La scuola sarebbe il luogo ideale. Gli insegnanti possono accompagnare i bambini a fare domande e a esprimere paure, creando un contesto protetto in cui riflettono insieme. La guerra non dovrebbe restare fuori dalle aule, perché il silenzio rischia di alimentare più timori che comprensione».

Nel dialogo con i nostri figli, non serve avere tutte le risposte, ma offrire un contesto di ascolto, accoglienza e fiducia.

Leggi l’articolo completo 👉🏼 https://www.leggo.it/italia/cronache/bambini_guerra_sciopero_come_spiegare_cosa_dire_genitori_psicologa_oggi_4_10_2025-9105041.html?refresh_ce

❤️
16/09/2025

❤️

Il punto non è non cedere per paura. Il punto è restare vivi. La flessibilità non è resa: è forza che sa cambiare forma senza perdere la sostanza. È il bambù che si piega e non si spezza, perché ha radici profonde. Rigido è il pensiero che non ascolta, il cuore che non si lascia toccare, il corpo che trattiene ogni scossa finché si incrina. Rigido è anche il “si è sempre fatto così” che sbarra la strada al nuovo. E il nuovo arriva comunque, con la delicatezza di una pioggia o la furia di un fiume.

Il cambiamento non chiede il nostro permesso: ci trova. La flessibilità è il modo in cui scegliamo di farci trovare. È la qualità di chi sa dire “non lo so, ma posso imparare”, di chi sa spostarsi di un passo per vedere meglio, di chi sa cambiare idea senza tradire se stesso. La rigidità, invece, confonde coerenza con ostinazione: si mette l’armatura anche quando servirebbe la pelle nuda del coraggio.

Essere “morbidi e cedevoli” non significa diventare tappeti. Significa distinguere tra confini e muri. I confini respirano: proteggono e insieme lasciano passare l’aria dell’incontro. I muri, no: tengono fuori gli altri e, alla lunga, tengono imprigionati anche noi. Nelle relazioni, la flessibilità è la danza tra il mio passo e il tuo: se conduco sempre io, calpesto; se seguo sempre io, scompaio. La vita chiede ascolto, ritmo, pause—chiede l’arte di accordarci.

C’è anche una flessibilità del pensiero: riconoscere che le nostre opinioni non sono ossa, ma muscoli da allenare. Che la complessità è un terreno morbido: ci si affonda un po’, ma è lì che le radici prendono nutrimento. Nel lavoro, nell’amore, nella città, la capacità di rinegoziare rotte è ciò che salva i ponti quando il fiume sale.

Indirizzo

Via Prima Masiera
Cesena
47522

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

3472384444

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Natascia Tumedei Psicologa Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare