Studio Abhaya - Yoga e Ayurveda

Studio Abhaya - Yoga e Ayurveda Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Studio Abhaya - Yoga e Ayurveda, Palestra yoga, Corso Ubaldo Comandini, 46, Cesena.

Ti guido in Pratiche e Trattamenti a ritmo di Natura con 𓁿Ayurveda | Yoga | Embodiment
✨️Formatrice Yoga Planet e Ayurveda
𓁿Trattamenti Monaci Erranti
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Viviamo in un tempo di rumore.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀Ma la collettività non è qualcosa di distante.Non è “il mondo là fuori”.⠀⠀⠀⠀⠀⠀...
02/03/2026

Viviamo in un tempo di rumore.
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Ma la collettività non è qualcosa di distante.
Non è “il mondo là fuori”.
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È anche il modo in cui ognuno di noi sceglie di stare.
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Anche quando nessuno guarda.
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Nel modo in cui parliamo.
Nel modo in cui reagiamo.
Nel modo in cui vogliamo emergere.
Nel modo in cui ci trattiamo.
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Nello Yoga, Satya e Ahimsa non sono concetti spirituali. Sono criteri. Concreti.
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La collettività è l’individuo moltiplicato.
Non inizia dai grandi eventi.
Inizia da micro-scelte invisibili.
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Si comincia da sè. ♡

03/02/2026

Yoga e Ayurveda non sono discipline sterili,
ma nascono da un ascolto profondo di sè,
del 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨,
dei 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐢,
dell' 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞,
e di ciò che è realmente disponibile qui e ora
(deśa, kāla, bala).

Non parlano solo di seguire la natura,
ma di trovare un ritmo che sia 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞
e 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 con ciò che siamo,
nel corpo e nella vita.

Un ritmo che permetta all’energia di muoversi
senza travolgere.
All’espressione di sé di emergere
non da reazioni o dal bisogno di sguardi e conferme,
ma da un luogo interiore radicato,
che semplicemente 𝐞̀. ♡

Nel mio lavoro questo significa anche
creare uno spazio che sostiene.
Uno spazio capace di accogliere ciò che si intensifica,
senza forzarlo o disperderlo.

Per questo, accanto agli oli medicati ayurvedici,
nel tempo hanno trovato spazio
anche le 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐢𝐚𝐦𝐨.
Non come alternativa,
ma come un modo concreto
di restare in relazione con il luogo.
Perché il corpo riconosce
ciò che cresce nella stessa terra che abita
(satmya).

Dopo un lungo tempo di ascolto e sperimentazione,
ho scelto di rendere questo dialogo
una struttura stabile nei trattamenti in studio.

🌱 Nei prossimi mesi, questo ascolto prenderà forma anche attraverso strumenti sempre più accurati.
Prodotti ayurvedici ed erboristici scelti con la stessa attenzione,
per sostenere il lavoro in studio, e a casa, in modo coerente e radicato.

In un’epoca che tende ad accelerare tutto
- stimoli, identità, espressione -
la differenza non la fa ciò che accende e poi si spegne,
ma ciò che 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐬𝐜𝐞.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚
𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐥𝐢,
𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥'𝐞𝐧𝐭𝐮𝐬𝐢𝐚𝐬𝐦𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐞...
𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢 𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞?

18/01/2026

Non tutto ciò che rilassa è nutriente.
Non tutto ciò che fa stare bene è davvero utile.

Yoga e Ayurveda nascono per sostenere un ritorno alla nostra natura più autentica.

Non per coprire il disagio,
non per addolcire ciò che chiede ascolto,
ma per accompagnarlo con rispetto,
senza forzature e senza fretta.
Nascono per creare le condizioni affinchè il corpo, il respiro e la mente possano ricordare chi sono.

Queste discipline servono a riequilibrare ciò che tende a cristallizzarsi e a ripetersi nel tempo, invece di compensare ciò che siamo.

Ogni corpo, ogni mente, ogni storia ha infatti una direzione naturale.
E ogni scelta quotidiana - cibo, relazioni, ritmi, pratiche - tende a rafforzarla.
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Per questo non lavoro per “aggiungere qualcosa”,
ma per interrompere ciò che non sostiene più l’evoluzione.
I percorsi che propongo non sono standard, né pensati per adattarsi a tutti.
Sono costruiti per chi sente che il benessere non è consumo, ma presenza, continuità, stabilità che sostiene il movimento (sthiram - sukham).

Quando le qualità della mente (guna) vengono solo assecondate o compensate, si crea sollievo temporaneo.
Quando invece vengono riconosciute e riequilibrate,
il cambiamento diventa reale.
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Yoga e Ayurveda diventano strumenti concreti
solo quando smettono di inseguire il desiderio immediato
e iniziano a sostenere una direzione più vera.

Ogni pratica, respirazione, meditazione,
così come ogni trattamento, olio, erba o rimedio utilizzato
tiene conto della persona,
del momento che sta vivendo
e del contesto in cui vive: stagioni, clima, piante, territorio, oltre che vissuto, tendenze e ciò che le è necessario - ma forse scomodo - per arricchirsi.

La profondità non esclude la cura,
la dolcezza, né il piacere.
Li rende reali.
E soprattutto, duraturi.

I nuovi pacchetti nascono da qui.
Non per fare di più.
Ma per fare meglio, nel tempo giusto, nel modo giusto.

Se senti che è il momento di lavorare in profondità,
scrivimi.
Lo guardiamo insieme,
con il tempo e la cura che meritano le cose vere. ♡

Il sapore prezioso degli anni che passanonon sta in ciò che si vede,ma in ciò che ti abita dentro.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀Con chi re...
06/01/2026

Il sapore prezioso degli anni che passano
non sta in ciò che si vede,
ma in ciò che ti abita dentro.
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Con chi resti.
Con quanto dai.
Con quanto smetti di forzare.
A volte è il riposo a insegnare.
A volte una scelta che non fai.
A volte una distanza che chiarisce più di mille parole.
A volte la disciplina: non come rigidità,
ma come il modo più concreto che hai
per esprimere la tua Natura.
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Brillare non è esporsi a tutti i costi
né costruire un’immagine da sostenere.
È una conseguenza spontanea
di quando incarni davvero ciò che sei.
Smettere di adattarsi.
Sostenere ciò che senti,
anche quando non è comodo.
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E se fosse proprio questo il passaggio?
Smettere di tradirsi nelle piccole cose quotidiane.
Essere, anche laddove altri occhi non arrivano.
Non sembrare, incarnare.
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C’è qualcosa che questo anno
ti ha chiesto di vedere con più onestà?
E qualcosa che senti di poter portare con te,
così com’è?
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Le meravigliose foto sono di in diretta dalla Lapponia ♡❄️

19/12/2025

Ci sono momenti in cui non serve aggiungere altro.
Serve 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙨𝙥𝙖𝙯𝙞𝙤.

Questo periodo richiede chiarezza, ma non quella mentale fatta di spiegazioni e slogan.
Chiede una chiarezza più sottile: quella che nasce quando inizi a guardare da dove partono le tue scelte𝙙𝙖 𝙙𝙤𝙫𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙤𝙣𝙤 𝙡𝙚 𝙩𝙪𝙚 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙚.

Non tanto cosa fai,
ma 𝘥𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘭𝘶𝘰𝘨𝘰 lo fai.

Alcune direzioni sembrano giuste perchè sono luminose, rumorose, riconosciute.
Altre sono più silenziose, meno esponibili, ma incredibilmente coerenti.
E spesso è lì che si gioca la differenza.

Yoga e Ayurveda non servono a "migliorarci" nè a costruire un'immagine più spirituale.
Servono a 𝙙𝙞𝙨𝙘𝙚𝙧𝙣𝙚𝙧𝙚.
A sentire quando qualcosa è allineato...
e quando invece è solo spinta, bisogno, performance.

Ci sono scelte che non fanno rumore,
ma cambiano tutto.
Determinano il modo in cui pensi,
le abitudini che coltivi,
la persona che sei e che diventi.

E allora forse la domanda non è:
"Sto facendo la cosa giusta?"

Ma:
🪷 "𝘊𝘩𝘪 𝘴𝘵𝘰 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘵𝘢?"
🪷 "𝘔𝘪 𝘢𝘷𝘷𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢 𝘰 𝘮𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘯𝘵𝘢𝘯𝘢 𝘥𝘢 𝘤𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘥𝘢𝘷𝘷𝘦𝘳𝘰?"

Questo, per me, è il cuore del lavoro interiore.
Non arrivare da qualche parte.
Ma 𝙣𝙤𝙣 𝙥𝙚𝙧𝙙𝙚𝙧𝙨𝙞 mentre si cammina.

Se senti che è tempo di fare ordine,
fermarsi un attimo,
e ripartire con più solidità e autenticità...
questa è una buona soglia da attraversare.

Una domanda che non mi stanco mai di fare, a voi come a me stessa:
𝘾𝙝𝙞 𝙨𝙚𝙞 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙣𝙚𝙨𝙨𝙪𝙣𝙤 𝙩𝙞 𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙖?



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In questi giorni mi avete chiesto che cosa mi ha portata qui, allo Yoga, all’Ayurveda, a questo lavoro.⠀⠀⠀⠀Sono sempre s...
15/12/2025

In questi giorni mi avete chiesto che cosa mi ha portata qui, allo Yoga, all’Ayurveda, a questo lavoro.
⠀⠀⠀⠀
Sono sempre stata una bambina molto riflessiva, con un mondo interiore ampio e silenzioso.
Da piccola scrivevo poesie sulla perdita e sulla felicità, mi rifugiavo nei libri, osservavo più di quanto parlassi.
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Già da prima dell'adolescenza ho attraversato anni difficili, non tanto per eventi eclatanti, quanto per dinamiche sottili fatte di parole, pettegolezzi, esclusioni.
Oggi le chiamiamo bullismo indiretto; allora non avevano nome, ma lasciavano segni.
Non avevano a che fare con ciò che facevo, ma con ciò che gli altri non sapevano gestire.
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In quel periodo, dove non trovavo alcun sostegno, mi ripetevo una frase come una preghiera:
“Non farti cambiare da tutto questo.”
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Avevo una paura molto chiara, anche se allora non sapevo ancora nominarla:
diventare un adulto scollegato da sé, incastrato in una vita che non sentiva.
Non per giudizio, ma per sopravvivenza.
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Così ho iniziato, lentamente, a fare ciò che mi spaventava: espormi, cantare, suonare, salire su un palco.
Non per diventare qualcun altro, ma per restare in contatto con me stessa.
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Ho fatto molte cose “in ritardo”.
Poi ho capito che non ero in ritardo: stavo seguendo un tempo diverso. Il mio.
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Lo yoga è arrivato così, a diciannove anni circa.
Non come risposta, ma come spazio.
Uno spazio in cui ascoltare, togliere strati, incontrare anche ciò che è scomodo.

Negli anni mi ha insegnato a distinguere ciò che ero da ciò che mi era stato attribuito.
Ho studiato, viaggiato, attraversato pratiche e culture, non per accumulare, ma per riconoscere.
⠀⠀
A un certo punto diventa chiaro: alcune persone non possono vivere separandosi da ciò che sentono.

Questo percorso, anche se non fosse diventato un "lavoro", sarebbe comunque esistito.
Perché lo scopo, per me, non è mai stato arrivare.
È non perdersi.

Ed è questo ciò che cerco di trasmettere nel mio lavoro:
non guarire,
non salvare,
ma creare spazi di ascolto e onestà,
per diventare sempre più autonomi nel proprio sentire.

È un percorso d’anima, non di ego.
E non finisce mai.

Molte persone confondono il distacco con l’indifferenza.Ma nello Yoga, vairāgya non è chiudersi:è aprirsi con più lucidi...
10/12/2025

Molte persone confondono il distacco con l’indifferenza.
Ma nello Yoga, vairāgya non è chiudersi:
è aprirsi con più lucidità, da un luogo interiore neutro.
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È la capacità di sentire - davvero sentire -
senza perdersi dentro ogni onda che arriva.
È presenza, non freddezza.
È radicamento, non fuga.
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Vairāgya è vedere la realtà senza il filtro dei vecchi condizionamenti
o di ciò che ti attraversa (che non è ciò che sei).
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E non è un’abilità che “arriva”.
Si costruisce pian piano,
ogni volta che scegli un respiro di lucidità
al posto di un automatismo.
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Nel carosello trovi un gesto semplice da provare:
non per calmarti, questo accade da sé,
ma per vedere più chiaramente.
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Perché il distacco non allontana.
Vairāgya libera...e avvicina.
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♡ Ti risuona questa idea di sentire senza perderti?

A volte quello che senti non parla davvero di te.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀Negli anni ho imparato che non tutto ciò che si muove dentr...
05/12/2025

A volte quello che senti non parla davvero di te.
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Negli anni ho imparato che non tutto ciò che si muove dentro è crescita.
A volte è una vecchia ferita che bussa,
a volte è solo un riflesso di qualcosa di più antico.
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Lo Yoga ci regala vairāgya: quel distacco gentile che ti permette di fare un mezzo passo indietro dentro di te.
Non è freddezza, è lucidità.
È la capacità di osservare un’onda senza diventare quell’onda.
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Dall’infanzia ai ventitré anni ho attraversato ombre che mi hanno costretta a guardarmi senza scorciatoie.
E credo che sia anche per questo che Yoga e Ayurveda sono diventati i modi più onesti per non perdermi
e restare fedele a quella promessa che mi feci, molto prima di capire come mantenerla.
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Con il tempo ho capito che non è maturità reprimere una reazione.
È maturità chiedersi cosa c’è dietro.
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Reagire non è di per sè sbagliato.
È una parte che chiede ascolto.
Ma se rispondi da lì, rischi di farti guidare dalle ferite
e non da ciò che sei davvero.
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Ed è qui che entra viveka, il discernimento
che in questo caso ci aiuta a distinguere una crisi d’identità
da un reale passo di crescita.
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Non tutto ciò che ci scuote è trasformazione.
A volte è solo avidyā,
la confusione che ci fa credere di essere ciò che proviamo
anche quando è solo un’onda che passa.
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Sinceramente? Preferisco un momento di onestà davanti a me stessa
piuttosto che vivere guidata dagli automatismi.
Quel momento in cui posso dire:
“Ok, c’è movimento.
Ma io non sono quel movimento.
Da qui scelgo.”
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L’Ayurveda direbbe che è un meteo interno:
Vāta accelera,
Pitta si accende,
Kapha trattiene.
Non è identità.
È informazione.
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E forse è proprio qui che si apre lo spazio:
fare un passo indietro,
guardare senza giudicare,
e chiederci se quella reazione viene da ciò che siamo
o da qualcosa che ci sta chiedendo ascolto.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
✨ Ti è mai capitato di scambiare un’onda emotiva per una verità su di te?
Cosa succede se ti concedi un mezzo respiro di lucidità prima di rispondere?

Come avete chiesto, parliamo di emozioni ♡Quando l’emozione è tanta…come si rimane interi?⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀Ci sono periodi in...
26/11/2025

Come avete chiesto, parliamo di emozioni ♡
Quando l’emozione è tanta…come si rimane interi?
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Ci sono periodi in cui tutto si muove insieme:
il corpo, le relazioni, il lavoro, le intuizioni.
È come se l’emozione bussasse più forte…
e a volte sembra troppo.
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Ma l’intensità non è un nemico.
È un segnale di vita. ♡
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
In Ayurveda, le emozioni “forti” sono spesso un incontro fra Pitta (che vuole verità, direzione, chiarezza) e Vata (che corre, si agita, amplifica).
Quando si uniscono…è facile sentirsi scossi, reattivi, o confusi!
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La chiave non è spegnere l’emozione.
La chiave è non perdersi dentro di essa.
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E allora ti lascio tre immagini che mi hanno accompagnata in queste settimane, e che forse possono aiutarti:
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🪷 Il corpo come primo contenitore.
Quando l’emozione arriva, prima ancora di capirla…
riportala nel corpo.
Piedi a terra, respiro basso, movimento lento.
Così Vata si calma e Pitta torna onesto.

🪷 L’emozione non va evitata, ma guardata con gentilezza.
Quello che non si affronta, non scompare:
si ingrandisce finché non trova forma.
Guardare è già metà del lavoro.

🪷 Non tutto merita una risposta immediata.
Il ritmo dell’emozione non deve diventare il nostro ritmo.
Possiamo fare un passo indietro, ritrovare il centro,
e scegliere da dove vogliamo rispondere.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Da quando pratico così,
ho scoperto di essere più forte e centrata di quanto pensassi, e allo stesso tempo più morbida, più vera.

Se stai attraversando un periodo intenso,
ti auguro questo:
♡ restare nel corpo
♡ restare nel vero
♡ restare in te
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
L’intensità non distrugge.
Rivela.

07/11/2025

A volte la vita ci parla in modo semplice.
Ti mette davanti due monete da cinquanta cent e ti fa capire che non tutto ciò che sembra diverso lo è davvero.
Cambia la forma, non la sostanza.

A volte pensiamo di aver scelto diversamente,
ma in realtà abbiamo solo cambiato forma alla stessa paura.
La stessa ferita, con un vestito nuovo.

Succede quando le scelte non nascono dal cuore,
ma da un luogo che ancora vuole salvarsi.
E allora cambiamo, ma dentro resta la stessa contrazione.
Stessa radice, stesso copione,
solo con un linguaggio più elegante, più sottile, più spirituale.

Eppure la vita, con la sua pazienza ostinata,
continua a mostrarci quel punto.
Finché non lo attraversiamo davvero: non con la mente, ma con il corpo, con la presenza, con la verità che purifica.

Il rischio di perdersi non è nel cambiare,
ma nel non esserci mentre cambiamo.
Nel fare, parlare, “scegliere per noi”,
ma da una voce che non è ancora libera.

Ci hanno insegnato che seguire la pace significhi allontanarsi da ciò che scuote.
Ma non sempre il silenzio è pace: a volte è la paura che si è data un nome diverso.
Si chiama “lasciar andare”, ma in realtà evita di guardare.
Si chiama “seguire la propria verità”, ma spesso è solo fuga travestita.
La vera pace, a volte, nasce proprio nel restare presenti al movimento che ci spaventa.
Perché solo lì la ferita può trasformarsi in forza,
e il cuore può imparare a non chiudersi più.

La crescita non è fuggire ciò che ci smuove,
ma restare in ascolto senza perdersi dentro.
Non è chiudere tutto ciò che disturba,
ma imparare a vedere da dove nasce il disturbo.

Forse la vera libertà è proprio questo: riconoscere quando la nostra “scelta” è solo la ferita che parla.
Forse non dobbiamo diventare “forti”.
Forse dobbiamo solo imparare a restare morbidi
anche quando tutto vacilla.
Perché è lì che la vita trova spazio.

E lì…iniziare a scegliere davvero.

Questa Luna piena ci accompagna proprio qui.
Ti sei mai chiesta/o da dove viene la tua idea di sicurezza?
È una scelta viva o un riflesso antico?
Ti ancora o ti chiude? Ti nutre o ti consuma?

Riesci a sentire se la tua scelta nasce dall’amore o dalla paura?

Non tutta la luce illumina.Alcune abbagliano, altre scaldano.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀A volte riempiamo per non sentire,altre svuotia...
30/10/2025

Non tutta la luce illumina.
Alcune abbagliano, altre scaldano.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
A volte riempiamo per non sentire,
altre svuotiamo per non sentire troppo.
Ma la verità non si trova né nel pieno né nel vuoto.
La verità abita nell’attimo in cui restiamo, presenti,
anche quando brucia.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
È lì che Agni trasforma e Ojas fiorisce,
quando smetti di reagire e inizi ad ascoltare.
⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
🕯️
Non temere la discesa.
È da lì che si ricorda la via di casa.

A volte pensiamo all'equilibrio come a qualcosa da conquistare. Un punto fermo, una forma da mantenere. A volte anche qu...
17/10/2025

A volte pensiamo all'equilibrio come a qualcosa da conquistare. Un punto fermo, una forma da mantenere. A volte anche qualcosa di già scritto - lavoro stabile, casa, famiglia...come se la quiete avesse sempre la stessa forma per tutti!
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Ma l'equilibrio , nello Yoga come nella vita, nasce dalla pausa. In quello spazio sottile tra impulso e respiro, dove smettiamo di reagire e iniziamo semplicemente ad ascoltare.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
È lì che la verità si fa chiara, e l'autenticità smette di essere un ideale, diventando presenza.
Reale, imperfetta, viva.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
A volte basta un solo respiro consapevole
per tornare a sé.
Provalo ora: inspira profondamente, resta un istante...e lascia che il silenzio ti riporti al centro. ♡

Indirizzo

Corso Ubaldo Comandini, 46
Cesena
47521

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Yoga Abhaya

Ciao! Il mio nome è Gabriella, sono istruttrice Yoga e operatrice Ayurveda tradizionale in formazione. Questo percorso è nato un po’ per caso, iniziando probabilmente alle elementari, quando leggevo manga giapponesi con i miei fratelli..sembra strano ma i fumetti mi hanno avvicinato alla passione per la cultura orientale, sfociata poi nella pratica yoga, nel corso universitario di Antropologia, religioni e civiltà orientali e in un viaggio in solitaria di 3 mesi in Giappone, dove ho avuto modo di vivere la quotidianità orientale: ho vissuto i giorni dettati da una calma quasi sconosciuta in occidente, l’attenzione alle piccole cose che ogni giorno ti dona, alla cura minuziosa verso gli altri, verso di sé e verso l’ambiente circostante. Pian piano la mia passione si è estesa e ho acquisito il diploma di istruttrice yoga (2018) e iniziato un percorso di formazione per diventare operatore Ayurveda tradizionale - del quale ho acquisito al momento il diploma di operatore di I livello, ma che è ancora in corso per una specializzazione più approfondita. Credo in realtà di essere sempre stata una ricercatrice. Qualunque cosa abbia fatto nella vita, dalla musica allo yoga, dall’antropologia alla recitazione, in ogni cosa ho sempre cercato me stessa, o meglio scoperto. Perché da quando ho incontrato lo Yoga tutto è scoperta, consapevolezza. Ed è quello che vorrei riportare con umiltà a tutti coloro che si affidano a me: il mio scopo non è “insegnare”, ma dare gli strumenti attraverso lo Yoga, l’Ayurveda, le filosofie e le culture orientali per la consapevolezza e la scoperta di sé, per portare lo yoga fuori dal tappetino e per portare il benessere a 360° nella propria quotidianità, per vivere con consapevolezza e con coraggio.

A gennaio 2019 inizia il progetto Yoga Abhaya. Nel 2020 inizia anche il progetto Ayurveda Caravan. Grata dal cuore.