09/03/2026
🌿 𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐞̀ 𝐝’𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐨: 𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐮𝐠𝐮𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚?
E, purtroppo, la risposta è ovvia: siamo ancora molto lontani.
La parità è un dato giuridicamente acquisito, ma non coincide sempre con quello reale.
👨👩👧In Italia, la genitorialità continua a pesare in modo molto diverso su donne e uomini. A chiedere il congedo parentale è circa l’84% delle madri e poco più del 15% dei padri, continuando a considerare la cura come un “destino prevalentemente femminile”.
Questo, però, non dipende solo dalle scelte individuali: il congedo di paternità obbligatorio, a oggi, è ancora limitato a 10 giorni. Siamo ben lontani dagli standard di molti Paesi europei, e continuiamo a esserlo dopo l’affossamento della proposta di congedo paritario.
Il risultato è che il lavoro di cura continua a ricadere soprattutto sulle donne, con effetti diretti su carriera, reddito, stabilità lavorativa. E non solo: anche il carico mentale ed emotivo diventano sempre più pesanti.
🧠Organizzare la vita familiare, pianificare le attività quotidiane, coordinare i bisogni di figli e familiari è un lavoro cognitivo ed emotivo che ricade ancora prevalentemente sulle donne. E questo si traduce in maggiore stress, affaticamento psicologico e difficoltà di conciliazione vita-lavoro, con effetti sul benessere mentale, relazionale, sociale.
💰Perché siamo ancora lontani dall’aver raggiunto l’uguaglianza lo si vede anche nel divario retributivo. Stesso lavoro, riconoscimento economico diverso: in Italia le donne guadagnano mediamente circa il 10,7% in meno degli uomini, con differenze che possono arrivare oltre il 27% nei ruoli dirigenziali.
📈Esiste poi un fenomeno meno visibile, ma tangibile per alcune: il cosiddetto glass ceiling, il “soffitto di cristallo”, che rende più difficili per le donne raggiungere posizioni decisionali. In Italia, salendo nella gerarchia organizzativa, la presenza femminile diminuisce: nel settore privato solo il 19% dei dirigenti è donna. Ma qui non si tratta solo di equità, si tratta anche di cultura e di conoscenza: sappiamo che quando le organizzazioni diventano più inclusive, migliorano anche innovazione, qualità delle decisioni e benessere nei contesti lavorativi.
🌍La parità riguarda tutta la comunità, non solo le donne. E perché si possano fare passi avanti verso questo obiettivo, serve cultura, ascolto, e azioni concrete. E la nostra professione, in questo, può dare una grande mano.
A tutte le nostre iscritte e a tutte le donne, e a tutti gli uomini che vogliono raggiungere l’obiettivo dell’uguaglianza, buona giornata internazionale della donna!