05/01/2026
✨ Quest’anno il mio lavoro mi ha insegnato molto.
Ho lavorato con anziani, adolescenti, persone con disabilità, in ambito di psichiatria e di nevrosi.
Età diverse, problemi diversi, storie molto lontane tra loro.
Eppure, al di là delle diagnosi, dei contesti e dei momenti di vita, ho notato una cosa che torna sempre:
l’altro ha bisogno di essere visto, legittimato, riconosciuto.
Di sentirsi preso sul serio.
Di sapere che quello che prova ha un senso, anche quando fa male, anche quando è confuso, anche quando non ha ancora un nome.
Questo, più di qualsiasi tecnica, è ciò che accomuna tutti i percorsi:
uno spazio in cui poter esistere senza doversi giustificare.
Ed è forse questo che mi ricorda ogni giorno perché amo così tanto il mio lavoro. 🧠💬