26/04/2026
Un ambiente familiare emotivamente sano è quello in cui passa un messaggio inequivocabile: "Il mio amore, il mio legame con te non è condizionato dai tuoi successi e dai tuoi risultati, ma è vincolato alla persona che sei".
Quello che viene imposto con la forza si chiama VIOLENZA. Educare significa tirar fuori, non reprimere e terrorizzare.
Quando un educatore (sto parlando in termini generali) confonde il suo ruolo di guida con quello di chi deve dominate, usando la forza brutale, la prepotenza fisica e verbale, invece di quella delle parole pertinenti e dell'esempio, ha smesso di essere un educatore.
Educare, al contrario, non ha nulla a che fare con la vis intesa come sopraffazione; l'etimologia di educare ci riporta al latino ex-ducere, che significa trarre fuori, valorizzare, accompagnare. Sono due direzioni opposte: da una parte l'imposizione che mortifica, dall'altra l'accompagnamento che costruisce. Quando un educatore sceglie la violenza, ha smesso di essere un educatore e sta in realtà ammettendo la propria incapacità comunicativa e relazionale.
La scuola deve essere il luogo del pensiero critico e del rispetto, non un campo di battaglia dove si vince con la forza. Se togliamo ai ragazzi il diritto di sentirsi al sicuro in aula, abbiamo distrutto l'essenza stessa dell'alleanza educativa.