Dott.ssa Valeria Pedroncelli, Psicologa e Psicoterapeuta EMDR

Dott.ssa Valeria Pedroncelli, Psicologa e Psicoterapeuta EMDR Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Valeria Pedroncelli, Psicologa e Psicoterapeuta EMDR, Ospedale, Via Lena Perpenti 6, Chiavenna.

11/05/2021
11/05/2021

Se i nostri corpi vedessero le anime invece dei corpi, quanto sarebbe diversa la nostra idea di bellezza.

- Frida Kahlo
Illustrazione fonte Pinterest

03/05/2021

“Il fine della terapia consiste nel far sì che il paziente non dipenda da altri e scopra fin dal primissimo momento che può fare molte cose , molte più cose di quelle che crede di saper fare.“

F. Perls

18/04/2020

SONO PASSATO ANCH’IO DA QUELLA STRADA 🛣

Dove tu sei ora, lo conosco bene. Sono passato anch’io da quella strada. Ricordo com’è stato e quanto era dura. Conosco i tentacoli della solitudine, le insidie di una notte interminabile, la mente dirottata dai pensieri; so cosa vuol dire trovare un magro sollievo al dolore nel sonno, ma scoprire che il dolore è come un cane che non dorme mai e ti aspetta, al risveglio, ancora più feroce. Ho provato le molte forme di dolore nel corpo ma, soprattutto, il dolore dell’anima, che è il peggiore di tutti. Niente può alleviarlo, non ci sono antidolorifici, né rimedi. Ho sentito crollare la terra sotto i miei piedi, sentendo che qualcuno da me amato aveva lasciato questo piano di esistenza. Ma ho vissuto uno spaesamento simile e per certi versi ancor più inquietante, quando qualcuno a me vicino si è allontanato senza spiegazioni, senza ragioni, senza umanità. Anch’io ho detto cose che non avrei voluto dire e pensato cose che non avrei dovuto pensare. Ho teso una mano dall’abisso, quando una luce mi è passata accanto e sono fiero di essere uscito dal tormento anche grazie alle mie forze, alla mia disciplina, alla mia resistenza ma – soprattutto – alla mia capacità di riconoscere una guida o un Maestro, quando la pioggia della vita cadeva troppo forte.

25/03/2020

C’è stato un momento
in cui mi sono persa.
Ho perso tutto quello che avevo
attaccato alla schiena,
i vecchi paradigmi,
forme,
maschere,
vergogna,
senso di colpa,
costumi
e le regole.
Ho perso ore e orologio,
calendario e aspettative,
le speranze e le certezze.
Ho perso tutto ciò che era,
tutte le inutili attese,
tutto quello che avevo cercato
e tutto quello per cui avevo camminato
e tutto ciò che è avevo lasciato sul ciglio della strada.
E così, nel perdere tutto,
ho anche perso la paura,
la paura di infrangere le regole
e le autocritiche feroci,
la paura della morte
e la paura della vita,
la paura di perdersi,
e la paura di perdere
E completamente nuda,
priva della vecchia pelle,
ho trovato un cuore
che vibra dentro ogni poro del mio essere,
un profondo tamburo
fatto di argilla, stelle e radici
il suo eco dentro di me
è la voce della Vecchia Donna,
fu allora che ricordai
battito dopo battito,
che ero viva,
eternamente viva,
che ero libera,

coraggiosamente libera.

Hermana Águila

12/11/2019

Quale che sia stato il rapporto con le figure genitoriali e di attaccamento è fondamentale, ad un certo punto della propria vita, "trasformarsi" nel genitore di se stesso.
Questo, in molti casi, significa .
❤️

"Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato, ne è diventato il padre e la madre.
Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole per vedere se ci sono cancrene in atto, guardandole in faccia, non nascondendo il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo profondamente riconoscendone la verità dei sentimenti passati, che se non ascoltati diventano presenti, futuri, eterni.
Adulto è colui che smette di cercare i propri genitori ovunque, e ciò che loro non hanno saputo o potuto dare.
È qualcuno che non cerca compiacimento, rapporti privilegiati, amore incondizionato, senso per la propria esistenza nel partner, nei figli, nei colleghi, negli amici.
Adulto è colui che non crea transfert costanti, vivendo in un perpetuo e doloroso gioco di ruolo in cui cerca di portare dentro gli altri, a volte trascinandoli per i capelli.
Adulto è chi si assume le proprie responsabilità, ma non quelle come timbrare il cartellino, pagare le bollette o rifare i le lavatrici. Ma le responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, delle proprie paure e delle proprie fragilità.
Responsabile è chi prende la propria vita in carico, senza più attribuire colpe alla crisi, al governo ladro, al sindaco che scalda la poltrona, alla società malata, ai piccioni che portano le malattie e all’insegnante delle elementari che era frustrata.
Sembrano adulti ma non lo sono affatto.
Chi da bambino è stato umiliato, chi ha pensato di non esser stato amato abbastanza, chi ha vissuto l’abbandono e ne rivive costantemente la paura, chi ha incontrato la rabbia e la violenza, chi si è sentito eccessivamente responsabilizzato, chi ha urlato senza voce, chi la voce ce l’aveva ma non c’era nessuno con orecchie per sentire, chi ha atteso invano mani, chi ha temuto le mani: per tutti questi “chi”, se non c’è stato un momento di profonda rielaborazione, se non si è avuto ancora il coraggio di accettare il dolore vissuto, se non si è pronti per dire addio a quel bambino, allora “l’adultità” è un’illusione.
Io ho paura di questi bambini feriti travestiti da adulti, perché se un bambino ferito urla e scalcia, un adulto che nega le proprie emozioni è pronto a fare qualsiasi cosa.
Un bambino ferito travestito da adulto è una bomba ad orologeria.
Ciò che separa il bambino dall’adulto, è la consapevolezza.
Ciò che separa l’illusione dalla consapevolezza è la capacità di sostenere l’onda d’urto della deflagrazione del dolore accumulato.
Ciò che rimane dopo che il dolore è uscito è amore, empatia, accettazione e leggerezza.
Non si giunge alla felicità attraverso la menzogna.
Non si può fingere di non aver vissuto la propria infanzia.
Non si può essere adulti se nessuno ha visto il bambino che siamo stati, noi per primi.
Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato e ne è diventato il padre e la madre. "

(Janusz Korczak)

17/10/2019

Madre Teresa di Calcutta diceva “Ieri è passato. Il domani non è ancora arrivato. Abbiamo solo l’oggi: cominciamo“. Questa frase ... Leggi tutto

13/10/2019

Annunci Forse quando tornerai, non ci sarò più. Tutte le coppie vivono momenti critici, in cui hanno bisogno di una pausa, di un momento di riflessione per sapere se la relazione dovrebbe continuare o se sarebbe meglio lasciarsi per il bene di tutti e due. Le discussioni, la costrizione a partire...

18/09/2019

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Indirizzo

Via Lena Perpenti 6
Chiavenna
23022

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 11:00
14:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 16:30
Giovedì 08:00 - 16:00
18:00 - 20:00
Venerdì 13:00 - 15:00
17:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 15:00

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