Dottoressa Ada Piacentini - Psicologa Psicoterapeuta

Dottoressa Ada Piacentini - Psicologa Psicoterapeuta Sostegno psicologico,psicoterapia,psicodiagnosi,sostegno pre\post parto,pma, tr. autogeno, dca

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Ambiti di intervento:
•Adolescenza
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Aree di intervento:
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•Sostegno alla genitorialità
•Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza
•Difficoltà relazionali e affettive
•Problemi di autostima
•Problemi nella gestione di emozioni e stress
•Psicologia perinatale (accompagnamento alla gravidanza, lutto perinatale, infertilità e supporto durante i percorsi di pma)

Come comunicare ad una coppia infertile una gravidanza? La cosa più gentile, sapendo che una coppia sta affrontando l'in...
30/03/2026

Come comunicare ad una coppia infertile una gravidanza?

La cosa più gentile, sapendo che una coppia sta affrontando l'infertilità (o una perdita), è comunicare la gravidanza in privato, magari via messaggio, prima di post o annunci, prima che le foto inondino il loro feed. Per dargli il tempo di elaborare e, perché no, di piangere.

Piangere? Si, piangere.

Non vuol dire che non sono felici per te, lo sono. Ma stanno anche soffrendo. Infatti le notizie sulla gravidanza possono essere belle e pesanti allo stesso tempo quando desideri da così tanto tempo una gravidanza.

Per questo è importante comunicarlo con delicatezza. Lasciando che le persone interessate possano sentire i loro sentimenti senza sensi di colpa.

È importante celebrare la tua gioia tenendo presente che c'è anche chi può provare dolore da quella comunicazione.

Quando una coppia perde un bambino una delle domande che si pone è: “Per quanto tempo mi sentirò così?".Non c'è una data...
23/03/2026

Quando una coppia perde un bambino una delle domande che si pone è: “Per quanto tempo mi sentirò così?".

Non c'è una data precisa. Il lutto perinatale non finisce quando il corpo si riprende o quando passa il tempo. Perché non è solo una perdita fisica. È soprattutto la perdita di un futuro immaginato. Il dolore con il tempo non scompare, cambia forma. Da essere una ferita aperta diventa una cicatrice sensibile che fare male "al cambio del tempo" per sempre.

Mentre per gli altri il lutto ha una data di scadenza, per i genitori no. Se gli altri non ne parlano più, non vuol dire che il lutto è terminato. Se non piangi più tutti i giorni, non vuol dire che il lutto è terminato. Se cerchi un'altra gravidanza, non vuol dire che il lutto è terminato. Il lutto non è qualcosa che sparisce, è invece qualcosa che si integra nella propria storia.

Quando le emozioni possono ritornare prepotenti?
- nella data presunta del parto
- nella data di anniversario della perdita
- nuovi annunci ci gravidanza
- vedendo bambini della stessa età che avrebbe il tuo
- festa della mamma o del papà
- tornando in luoghi particolari (es. L'ultimo posto dove si ha avuto la " pancia", il luogo dove è avvenuta la perdita).

Avere questi momenti non significa che "non l'hai superato". Il lutto perinatale non è lineare, è ciclico. Ci saranno giorni buoni e altri in cui il vuoto ti risucchia. Va bene così.

Se invece
il dolore diventa paralizzante,
se c'è un senso di colpa persistente,
se c'è isolamento estremo,
se ci sono gravi sintomi depressivi
CERCA IL SUPPORTO DI UN PROFESSIONISTA.

Chiedere aiuto non significa che il lutto sia mal gestito. Significa che merita un accompagnamento.

**to

Buona festa del papà Ai papà di terra Ai papà di cielo Ai papà di cuoreA chi sta ancora aspettando di diventarlo Auguri ...
19/03/2026

Buona festa del papà

Ai papà di terra
Ai papà di cielo
Ai papà di cuore
A chi sta ancora aspettando di diventarlo

Auguri a tutti i papà in ogni forma ♥️

Piangevo sempre e non cambiava nienteE allora ho cambiato le mie scelteA forza di cadere poi ho imparato a rimbalzareche...
16/03/2026

Piangevo sempre e non cambiava niente
E allora ho cambiato le mie scelte
A forza di cadere poi ho imparato a rimbalzare
che il dolore prima annega e poi ti insegna
a respirare
Guarire non significa che poi sparisce la ferita
Ma che non controllerà più la tua vita

Matteo Faustini - Gli opposti non si attraggono

Happy next: alla ricerca della felicità - Simone Cristicchi Edito da La nave di Teseo"Felicità: cosa significa davvero? ...
09/03/2026

Happy next: alla ricerca della felicità - Simone Cristicchi

Edito da La nave di Teseo

"Felicità: cosa significa davvero? In cosa risiede? Da sempre il genere umano concentra i suoi sforzi per afferrarla, per coglierla tanto nel fascino delle grandi idee quando nella meraviglia delle piccole cose. Eppure, raramente si può dire di esserci riusciti.

In questo libro si sceglie di provare a spiegare cosa la felicità rappresenti".

Ma si parla anche del dolore, del cambiamento, della trasformazione. Vi riporto alcuni stralci che mi sono particolarmente piaciuti per la chiave "terapeutica" che propongono del tema.

Perché non adotti? La cugina di una mia conoscente è andata in vacanza ed è rimasta incinta. Prega. Basta accanirsi, acc...
02/03/2026

Perché non adotti?
La cugina di una mia conoscente è andata in vacanza ed è rimasta incinta.
Prega.
Basta accanirsi, accettalo.

Non ho bisogno di sentire questo!! Pensate che non ci abbiamo già ampiamente pensato in modo autonomo?!

Non voglio consigli! Non ho bisogno di soluzioni che mi vengono lanciate addosso come se fossero facili. Quando di facile, in pma, non c'è nulla. C'è un investimento fisico, emotivo, economico, di tempo che spesso, chi ci sta vicino, non immagina e non comprende.

L'unica cosa di cui si ha bisogno in quei momenti è il supporto, quello vero. "Lo so che per te è pesante questo percorso, fai quello che ti senti" "Lo vedo quanto combatti per realizzare il tuo sogno" "Mi dispiace per le cose che stai passando". La convalida del proprio peso e del proprio dolore è più curativa di mille consigli non richiesti. Dimostra vicinanza, empatia, comprensione. Questo è ciò di cui ha bisogno chi intraprende percorsi di pma, non consigli non richiesti.

“Abbiamo provato per tre anni ad avere un figlio, con degli alti e dei bassi che non si possono raccontare, se non li vi...
23/02/2026

“Abbiamo provato per tre anni ad avere un figlio, con degli alti e dei bassi che non si possono raccontare, se non li vivi non li capisci. È un dolore che ti massacra dentro. Nel frattempo io facevo gli spettacoli la sera, ecco che il teatro mi aiuta. Molte coppie scoppiano, soprattutto quando ci provi per tanti anni.

Ci eravamo promessi che se non ci fossimo riusciti, anche dopo la fecondazione assistita a Barcellona, saremmo andati avanti e non ci avremmo provato più perché alla fine noi siamo una coppia, anche se non c’è un bambino.

Non è stato semplice, è un problema di età, tanti ci dicevano ‘Ci potevate pensare prima’. Ma la vita è questa, che vuol dire? Questo è un argomento che tocca tanti e oggi l’età per avere i figli si è spostata di almeno 15 anni più in là. Mia mamma mi ha avuto a 21 anni, Michi ha avuto il figlio a 43.

Poi i consigli non richiesti: ‘Ma allora un bimbo? Sapete perché non viene? Perché ci pensate troppo. Non ci dovete pensare’. Non funziona così… è una min***ata. Ne ho sentite tante, troppe.

In quei momenti si tende a dare la colpa tra la coppia. Per fortuna a noi non è successo perché Michi è fantastica. Non si è mai permessa di dare la colpa, anzi. Si è sempre presa lei la responsabilità che in realtà non era di nessuno, semplicemente non veniva. Era tra le stelle, ma non riuscivamo a prenderlo.”

- Angelo Pintus

Grande grande grande Di C. Gobetti e M. Rizzardi "I mesi estivi erano passati in un batter d’occhio. Dopo appena un mese...
16/02/2026

Grande grande grande
Di C. Gobetti e M. Rizzardi

"I mesi estivi erano passati in un batter d’occhio. Dopo appena un mese di scuola, si erano già creati i primi gruppetti. Ma nessuno di questi ti voleva tra loro, anche se tutto quello che desideravi era far parte di qualcosa. Sembravi invisibile. Poi, a febbraio, cominciò il mese delle prese in giro. Una ragazza iniziò a canzonarti perché eri un po’ più grande degli altri. E così ogni giorno, a ogni presa in giro, a ogni br**ta parola, a ogni esclusione, ti sentivi sempre più infelice. Era un qualcosa che cresceva dentro. Cresceva, cresceva e cresceva..."

Un libro molto bello e dolce che tratta con tatto sensibilità il tema del bullismo nelle scuole. E le illustrazioni in bianco e nero ne esaltano la narrazione.

Età di lettura: da 5 anni.

Lara e il suo ombrello di C. Ravizza"Lara è una bambina molto timida. Così timida che per uscire di casa si nasconde sot...
09/02/2026

Lara e il suo ombrello di C. Ravizza

"Lara è una bambina molto timida. Così timida che per uscire di casa si nasconde sotto un grande ombrello, da cui non si separa mai. A Lara, però, manca davvero molto poter giocare liberamente. Così, un giorno, prova in tutti i modi a sbarazzarsene...".

L'ombrello che Lara porta sempre con sé è uno strumento che le permette di affrontare i suoi bisogni e paure, la sua zona di confort, che appunto la fa stare bene. Ma è anche uno strumento che non le permette di vivere a pieno. Ed è per questo che, con la crescita, Lara impara a separarsi gradualmente dal suo ombrello.

È un albo che può essere usato come spunto di riflessione per parlare con i bambini (dai 5 anni in su) di timidezza, crescita e dell'importanza di affrontare le paure per liberarsi.

Parlare di pma...si? no? forse? Spesso la pma è un percorso che si fa di nascosto. Non se ne parla. Non prima, non duran...
02/02/2026

Parlare di pma...si? no? forse?

Spesso la pma è un percorso che si fa di nascosto. Non se ne parla. Non prima, non durante, non dopo.

La parola Infertilità spesso è una parola che viene taciuta. Quasi fosse una colpa.

Ma come fa una cosa che riguarda la biologia ad essere una colpa? Può essere una colpa essere in menopausa precoce o soffrire di oligozoospermia? Eppure, viene vissuta come tale dalle coppie che hanno problemi di infertilità. Vivendo nel totale silenzio ad ogni "e voi quando lo fate un figlio?". Funziona così: si sorride, si annuisce, si evita l'argomento.

Si vive dentro un tabù che non si è scelto. Chi mai sceglierebbe l'infertilità? È una valanga che ti piove addosso. E con essa tutti i vissuti emotivi.

Quindi nominiamola!

Nominiamo l'infertilità!

Nominiamo la pma!

Perché non sono una vergogna.

Non esiste un linguaggio condiviso per raccontarla ma esiste il proprio linguaggio. Ma, nominarla, può aiutare anche altre donne, uomini, coppie immersi in questo percorso.

Lola e la nuvola viola - Sorrentino, Galmozzi edito da Sassi "La prima volta che Lola vide la nuvola viola stava aspetta...
26/01/2026

Lola e la nuvola viola - Sorrentino, Galmozzi edito da Sassi

"La prima volta che Lola vide la nuvola viola stava aspettando la mamma all'uscita di scuola, ma lei era in ritardo. Più il tempo passava, più il groviglio di preoccupazione cresceva, fino ad assomigliare a una pesante nuvola viola, che le bloccava i piedi e le annebbiava la vista."

In questo libro si esplora il tema dell'ansia infantile attraverso Lola, la protagonista, che sperimenta l'ansia, la paura dell'abbandono, il blocco, la paura di fare br**ta figura e non essere abbastanza capace. Queste preoccupazioni si manifestano come un groviglio di preoccupazione rappresentate dalla nuvola viola, che blocca Lola nei suoi compiti quotidiani.

Ma come fa Lola a superare questa nuvola viola? Con il supporto degli altri, l'amicizia, la respirazione, il pensiero positivo della nuvola bianca.

Età di lettura: da 5 anni.

"Se ogni lutto, anche quello più elaborato, più “accettato”, conservasse sempre un resto, una scheggia, un punto dolente...
19/01/2026

"Se ogni lutto, anche quello più elaborato, più “accettato”, conservasse sempre un resto, una scheggia, un punto dolente che continua a pulsare dentro di noi?
Ho sempre pensato che esista qualcosa di irriducibile nel dolore della perdita, una ferita che non guarisce mai del tutto.
Possiamo provare a rimarginarla, a darle un senso, ma resta sempre lì: come una cicatrice che, al cambiare del tempo o delle stagioni, torna a farsi sentire...
Forse dovremmo accettare che il lutto non è qualcosa che si supera, ma qualcosa che si trasforma.
Che dentro di noi non muore mai davvero ciò che abbiamo amato: cambia forma, si riconfigura, diventa un’altra presenza.
È un’operazione di metamorfosi, un’opera interiore di trasformazione del dolore in significato, della perdita in creazione.
Il lutto, se resta senza lavoro, ci incatena al passato, ci condanna alla paralisi della malinconia.
Ma se trova una via, se riesce a generare senso, allora può aprirci di nuovo alla vita.
È qui che nasce una nuova forma di nostalgia — non quella sterile del rimpianto, ma quella grata, viva, che illumina come la luce delle stelle morte: una luce che ci raggiunge da un corpo che non esiste più, ma che continua a splendere.
La nostalgia delle stelle morte è questo: la memoria che non spegne, ma accende; il dolore che non distrugge, ma trasforma;
il passato che non ci trattiene, ma ci invita ad andare avanti.
Il lutto, allora, non è mai solo perdita.
È anche promessa.
È un ritorno di luce - quella che proviene da ciò che abbiamo amato, e che, anche se non c’è più, continua a mostrarci la via."

Massimo Recalcati

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