01/03/2026
SUICIDI NELL'ARMA, LA LETTERA DEL GENERALE LUONGO
È passata finora in sordina, ma ha un evidente interesse pubblico. È la lettera che il comandante generale dell'Arma Salvatore Luongo ha rivolto ai suoi carabinieri, rompendo con grande coraggio e sensibilità umana il silenzio sul fenomeno preoccupante dei suicidi degli uomini e delle donne in divisa.
È un messaggio importante, del quale apprendiamo grazie alle forze sindacali e, in particolare, al Sim Carabinieri. Giunge a poche settimane dal suicidio di Battista Mastroianni, brigadiere dell'Arma in servizio a Bovalino, che si è tolto la vita a Lamezia Terme.
"Quando un Comandante sceglie di parlare apertamente di sofferenza, fragilità, disagio psicologico e suicidi tra i militari, non sta compiendo un atto ordinario - spiega il Sim Carabinieri -. Sta riconoscendo che dietro l’uniforme ci sono donne e uomini, con famiglie, tensioni, malattie e difficoltà che non sempre trovano spazio di ascolto. E questo, per chi rappresenta il personale, va riconosciuto come un passaggio di profonda umanità".
Questo il testo della lettera del generale Salvatore Luongo ai suoi militari.
Cari Carabinieri,
quando apprendiamo che un nostro commilitone ha ceduto al peso della sofferenza, la perdita ferisce l’intera nostra famiglia. Comprendere dopo, dalle parole lasciate, che dietro quel gesto c’erano fragilità personali, tensioni in famiglia o malattie, purtroppo non restituisce nulla a chi non c’è più. Di fronte a queste tragedie, che ci toccano profondamente, mettiamoci in discussione su come essere più attenti, più presenti, più capaci di riconoscere i segnali che spesso rimangono celati nel silenzio.
Ciascuno di noi affronta prove difficili, nella professione come negli affetti, ma qualsiasi ostacolo, anche il più gravoso, può trovare una via d’uscita se condiviso con chi sa ascoltare e comprenderti. Ricordate che chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di maturità e consapevolezza del proprio ruolo; significa riconoscere che prendersi cura di sé e dei nostri colleghi è indispensabile per svolgere al meglio il servizio verso i cittadini.
Da anni l’Arma dedica al tema del disagio psicologico un’attenzione costante, sviluppando strumenti e percorsi di accompagnamento per chi attraversa momenti di minore serenità. Tuttavia, nessuna iniziativa istituzionale può sostituire la vicinanza umana che nasce dall’amicizia tra colleghi e dall’attenzione e sensibilità dei comandanti. Noi siamo i primi testimoni della quotidianità di chi ci sta accanto: un cambiamento d’umore o un gesto insolito possono essere campanelli d’allarme preziosi che non devono essere sottovalutati.
Se recentemente ho richiamato l’attenzione sul valore della fiducia reciproca e sull’importanza di “essere comunità”, adesso chiedo un passo ulteriore: impegnatevi a coltivare il dialogo e creare spazi di confronto autentico, per far sì che chi soffre non resti in disparte. Insieme dobbiamo dimostrare che ogni ferita può trovare cura se non rimane nascosta.
Conto su di voi e sulla vostra umanità per rendere migliore la grande famiglia dell’Arma.
Grato di cuore
Salvatore Luongo