Dott.ssa Cinzia Bellotta - Psicologa, Psicoterapeuta

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18/04/2026

Sarebbe rimasta imprigionata nel castello di bugie che aveva costruito nel tempo. Senza via d'uscita, avrebbe deciso per il gesto estremo nel giorno in cui avrebbe dovuto conseguire la laurea...

17/04/2026

Episodi di violenza che coinvolgono giovani richiamano l’attenzione sul senso del limite e sulla responsabilità educativa degli adulti, in un contesto sociale sempre più complesso.

In un’intervista a La Repubblica, la Presidente del CNOP, Maria Antonietta Gulino, sottolinea: «Diciamolo subito. Non sono dei mostri, ma sono capaci di fare cose orribili, dalle conseguenze irreparabili come purtroppo in questo caso, di cui il più delle volte non comprendono le conseguenze. La domanda che dobbiamo farci è proprio questa: è possibile per questi ragazzi, sempre più giovani, fare qualsiasi cosa, andare oltre ogni limite, senza porsi il problema delle conseguenze»?

E aggiunge: «viviamo in una società assai complessa in cui il rapporto genitori-figli è reso più difficile dal terzo incomodo, quello che io definisco ''il mondo in tasca'', il cellulare che sta nelle tasche di ogni figlio ma anche di ogni genitore».

Il senso del limite si apprende fin dall’infanzia e si costruisce nella relazione con gli adulti: famiglie, scuola e istituzioni hanno un ruolo centrale nel sostenere questo percorso.

Il CNOP ribadisce la necessità di rafforzare la presenza della psicologia nei contesti di vita e investire nella prevenzione e nel supporto psicologico: «Psicologo a scuola, subito e ovunque e psicologo di base. Di sostegno ai giovani, agli educatori, alle famiglie».

Leggi l'articolo completo 👉🏻 https://www.repubblica.it/cronaca/2026/04/13/news/intervista_psicologa_maria_antonietta_gulino_violenza_giovanile-425279167/

L’Io nomade Tra fragilità, perdite e rinascite Cosa succede quando l’amore viene percepito come instabile, incerto, da m...
16/04/2026

L’Io nomade
Tra fragilità, perdite e rinascite

Cosa succede quando l’amore viene percepito come instabile, incerto, da meritare ogni giorno?
Attraverso la storia di Maya, l'autrice accompagna il lettore in un viaggio nel vissuto della paura dell’abbandono e nel possibile percorso verso una nuova sicurezza interiore.

Un viaggio che parla di iper-vigilanza, ferite antiche e della possibilità di trasformarle in risorse.
Perché la vera svolta arriva quando impariamo a non abbandonare noi stessi.

👉 Leggi l’articolo e lasciati accompagnare in questa riflessione sulla cura, l’identità e la forza che nasce dalla fragilità.

Tra perdite, sconfitte e conquiste… dove la fragilità diventa forza

Un luogo dove quello che senti può prendere forma attraverso quello che fai!
12/04/2026

Un luogo dove quello che senti può prendere forma attraverso quello che fai!

27/03/2026

per info : 0871/331498

01/03/2026

SUICIDI NELL'ARMA, LA LETTERA DEL GENERALE LUONGO

È passata finora in sordina, ma ha un evidente interesse pubblico. È la lettera che il comandante generale dell'Arma Salvatore Luongo ha rivolto ai suoi carabinieri, rompendo con grande coraggio e sensibilità umana il silenzio sul fenomeno preoccupante dei suicidi degli uomini e delle donne in divisa.

È un messaggio importante, del quale apprendiamo grazie alle forze sindacali e, in particolare, al Sim Carabinieri. Giunge a poche settimane dal suicidio di Battista Mastroianni, brigadiere dell'Arma in servizio a Bovalino, che si è tolto la vita a Lamezia Terme.

"Quando un Comandante sceglie di parlare apertamente di sofferenza, fragilità, disagio psicologico e suicidi tra i militari, non sta compiendo un atto ordinario - spiega il Sim Carabinieri -. Sta riconoscendo che dietro l’uniforme ci sono donne e uomini, con famiglie, tensioni, malattie e difficoltà che non sempre trovano spazio di ascolto. E questo, per chi rappresenta il personale, va riconosciuto come un passaggio di profonda umanità".

Questo il testo della lettera del generale Salvatore Luongo ai suoi militari.

Cari Carabinieri,
quando apprendiamo che un nostro commilitone ha ceduto al peso della sofferenza, la perdita ferisce l’intera nostra famiglia. Comprendere dopo, dalle parole lasciate, che dietro quel gesto c’erano fragilità personali, tensioni in famiglia o malattie, purtroppo non restituisce nulla a chi non c’è più. Di fronte a queste tragedie, che ci toccano profondamente, mettiamoci in discussione su come essere più attenti, più presenti, più capaci di riconoscere i segnali che spesso rimangono celati nel silenzio.

Ciascuno di noi affronta prove difficili, nella professione come negli affetti, ma qualsiasi ostacolo, anche il più gravoso, può trovare una via d’uscita se condiviso con chi sa ascoltare e comprenderti. Ricordate che chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di maturità e consapevolezza del proprio ruolo; significa riconoscere che prendersi cura di sé e dei nostri colleghi è indispensabile per svolgere al meglio il servizio verso i cittadini.

Da anni l’Arma dedica al tema del disagio psicologico un’attenzione costante, sviluppando strumenti e percorsi di accompagnamento per chi attraversa momenti di minore serenità. Tuttavia, nessuna iniziativa istituzionale può sostituire la vicinanza umana che nasce dall’amicizia tra colleghi e dall’attenzione e sensibilità dei comandanti. Noi siamo i primi testimoni della quotidianità di chi ci sta accanto: un cambiamento d’umore o un gesto insolito possono essere campanelli d’allarme preziosi che non devono essere sottovalutati.

Se recentemente ho richiamato l’attenzione sul valore della fiducia reciproca e sull’importanza di “essere comunità”, adesso chiedo un passo ulteriore: impegnatevi a coltivare il dialogo e creare spazi di confronto autentico, per far sì che chi soffre non resti in disparte. Insieme dobbiamo dimostrare che ogni ferita può trovare cura se non rimane nascosta.

Conto su di voi e sulla vostra umanità per rendere migliore la grande famiglia dell’Arma.

Grato di cuore
Salvatore Luongo

21/02/2026

LA TEORIA DELLA SEDIA: SE DEVI SUPPLICARE PER IL TUO POSTO, SEI AL TAVOLO SBAGLIATO 🥹

Tempo fa qualcuno mi spiegò la teoria della sedia, e quella conversazione cambiò per sempre il mio modo di vedere le relazioni umane.

È un concetto semplice ma potente: immagina che ogni persona nella tua vita abbia un tavolo. Quel tavolo rappresenta il suo mondo, la sua cerchia, le sue priorità. E attorno a quel tavolo ci sono delle sedie.

Le persone che ti apprezzano davvero fanno qualcosa di naturale quando arrivi: tirano fuori una sedia per te senza che tu lo chieda. Non esitano, non fanno calcoli, non ti pongono condizioni. Ti fanno semplicemente spazio perché la tua presenza per loro è importante.

Poi esiste un altro tipo di persone. Quelle che, quando arrivi, non spostano di un centimetro la loro sedia. Ti guardano aspettandosi che tu resti in piedi, che ti metta in silenzio in un angolo o che tu debba supplicare per avere un posto. E se insisti, forse — solo forse — ti daranno uno sgabello scomodo, lontano dal centro.

Qui sta la lezione che mi ha fatto male imparare: se devi continuamente supplicare, giustificarti o dimostrare perché meriti di stare lì, non è perché non sei abbastanza. È perché sei seduto a un tavolo tossico.

Per anni ho perso tempo cercando di conquistarmi un posto a tavoli dove ero di troppo. Amicizie in cui ero sempre io a fare il primo passo. Famiglie in cui la mia assenza passava inosservata. Lavori in cui mi chiedevano lealtà ma mi offrivano indifferenza.

Finché ho capito qualcosa di liberatorio: la mia sedia esiste, devo solo trovare il tavolo giusto.

Esistono luoghi dove il tuo arrivo è atteso, celebrato, protetto. Dove non devi spiegare perché meriti rispetto. Dove sei semplicemente il benvenuto.

Smetti di mendicare spazio. Cerca tavoli dove la tua sedia è già pronta.

02/01/2026

"Il limite non nasce per togliere qualcosa a un bambino. Nasce per non lasciarlo solo davanti a tutto. Dire “no” non è un gesto di forza, è un gesto di presenza.

È dire: io resto qui mentre tu ti arrabbi.

E ogni volta che lo evitiamo per stanchezza, per paura o per senso di colpa, non stiamo risparmiando dolore: lo stiamo solo rimandando.
Educare è anche reggere la frustrazione di essere, per un momento, l’adulto meno amato della stanza.

"La bussola educativa" L. Braina

Nell'area riservata del sito INPS sono disponibili le graduatorie definitive dei beneficiari del Bonus Psicologo 2025, s...
06/12/2025

Nell'area riservata del sito INPS sono disponibili le graduatorie definitive dei beneficiari del Bonus Psicologo 2025, suddivise per Regione.
A partire dal 5 dicembre 2025 i beneficiari avranno 270 per utilizzare il contributo.

03/12/2025
"Mentre due persone chiacchierano, entrambe lanciano di tanto in tanto un'occhiata allo smartphone, mostrando così di es...
12/11/2025

"Mentre due persone chiacchierano, entrambe lanciano di tanto in tanto un'occhiata allo smartphone, mostrando così di essere solo parzialmente presenti per l'altro. [...]
Viviamo in un'era in cui le conversazioni con Alexa e con altre voci digitali possono essere più frequenti dell'interazione fra esseri umani. I social media stanno eliminando il contatto visivo con un'altra persona, e i messaggi riducono il bisogno della voce umana. Siamo soli insieme!"
[Gabbard G.O., Crisp H., Il disagio del narcisismo, 2025]

26/10/2025

Indirizzo

Via Colonnetta 22
Chieti Scalo
66100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393284923673

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