Dott.ssa Valentina Polifemo

Dott.ssa Valentina Polifemo Psicologa, psicoterapeuta psicoanalitico

Almeno un individuo su quattro è vittima di eventi traumatici, tra cui si inseriscono le diverse forme di maltrattamento...
27/06/2022

Almeno un individuo su quattro è vittima di eventi traumatici, tra cui si inseriscono le diverse forme di maltrattamento e abuso dell'infanzia.
Possono configurarsi come acute o croniche e i loro effetti possono perdurare nel tempo influenzando negativamente il funzionamento cognitivo, emotivo, sociale e il generale adattamento dell'individuo sia nell'età dello sviluppo sia in quella adulta.

Qualsiasi forma di violenza costituisce una grave minaccia alla personalità ancora in formazione del bambino provocando gravi conseguenze sia a breve sia a lungo termine sulla crescita del suo benessere psicofisico.

In particolare le esperienze di violenza sembrano:
- compromettere la creazione del legame di attaccamento;
- ostacolare la regolazione delle emozioni;
- ostacolare lo sviluppo delle competenze sociali e cognitive.

Nel bambino vittima di violenza si può riscontrare:
- un ritardo complessivo nello sviluppo;
- maggiori livelli di aggressività e di distruttività;
- depressione;
- ritiro sociale;
- bassi livelli di autocontrollo;
- scarsa autostima.

📚 Studi clinici hanno messo in luce come la traduzione in pensiero narrativo di eventi stressanti o traumatici possa determinare un notevole beneficio fisico e psicologico. Il racconto di un evento produce consapevolezza.

30/05/2022
"In primo luogo, è necessario porsi come primo ed essenziale fine della terapia la costanza. L'oggetto non deve sparire ...
18/05/2022

"In primo luogo, è necessario porsi come primo ed essenziale fine della terapia la costanza. L'oggetto non deve sparire ma deve reggere l'urto delle continue oscillazioni cui è sottoposto. In pratica, questo significa, ricercare il paziente quando scompare, non farsi spaventare da lui, non scoraggiarsi per le rotture del setting, non scoraggiarsi per le continue interferenze.

Un secondo punto riguarda l'atteggiamento nel setting che è bene sia centrato su quella che vorremmo definire come un empatia sensoriale. Nulla è più esasperante per il paziente borderline, nelle prime fasi della cura, che vedersi spiegare i motivi del proprio comportamento mettere.

Un terzo atteggiamento riguarda le attitudini narrative: bisogna fargli da memoria pacata e non intrusiva.

Questi atteggiamenti mettono a dura prova la pazienza e, in certi casi, il bisogno di gratificazione del terapeuta ma creano le premesse per la comparsa di una seconda fase del trattamento".

Gli individui borderline provano un vissuto di vuoto e solitudine così insostenibile che spinge queste persone a:• compo...
16/05/2022

Gli individui borderline provano un vissuto di vuoto e solitudine così insostenibile che spinge queste persone a:
• comportamenti autolesivi;
• acting;
• gesti impulsivi,
• comportamenti tossicomani e sessuali caotici.

Il soggetto, in modo impulsivo, stabilisce legami affettivi, investendo l'altro di fantasie idealizzate e caricandolo di aspettative.
Percepiscono un senso depressivo della propria esistenza, un senso di perdita irreversibile.

Nella storia del bambino, futuro borderline, sono presenti traumi continuativi e intensi.
Si tratta di climi familiari tensivi e violenti.
Una costante è il tratto di impulsività imprevedibile di una figura genitoriale o di entrambe.

Nello sviluppo normale, la madre e il bambino sono coinvolti in un processo intersoggettivo che implica la comunicazione di stati affettivi in cui la madre ha un ruolo vitale nel regolare e rispecchiare in modo adeguato gli stati emotivi del figlio.
Da qui la necessità che il terapeuta si ponga come nuovo oggetto trasformativo per il paziente borderline che può riuscire a trovare se stesso nella mente dell’analista inteso come essere pensante e capace di sentimento.

"Insegnami l'arte dei piccoli passi". È a piccoli passi, con semplicità e costanza, che un genitore, un educatore o uno ...
13/05/2022

"Insegnami l'arte dei piccoli passi".

È a piccoli passi, con semplicità e costanza, che un genitore, un educatore o uno psicologo possono aiutare un bambino autistico a raggiungere gli obiettivi.

👨‍👩‍👧‍👦 Indispensabile è il sostegno delle famiglie nella fase della diagnosi, dell'accettazione e dell'elaborazione di un programma d'intervento completo.

La scrittrice di questo libro è la madre di un bambino con autismo.L'autrice fa un elenco di "10 cose" essenziali da ten...
11/05/2022

La scrittrice di questo libro è la madre di un bambino con autismo.

L'autrice fa un elenco di "10 cose" essenziali da tenere a mente immaginando che siano gli stessi bambini a parlare agli adulti:
1. lo sono un bambino;
2. I miei sensi non si sincronizzano;
3. Distingui fra ciò che non voglio fare e non posso fare;
4. Interpreto il linguaggio letteralmente;
5. Fai attenzione a tutti i modi in cui cerco di comunicare;
6. Fammi vedere! lo ho un pensiero visivo;
7. Concentrati su ciò che posso fare e non su ciò che non posso fare;
8. Aiutami nelle interazioni sociali;
9. Identifica che cos’è che innesca le mie crisi;
10. Amami incondizionatamente.

È un libro per genitori, familiari, educatori che ha lo scopo di fornire informazioni e strumenti utili per rendere un bambino autistico un adulto indipendente.
Buona lettura 📚

L'autismo è un disturbo del neuro sviluppo caratterizzato da un deficit/atipia della comunicazione e dell’interazione co...
09/05/2022

L'autismo è un disturbo del neuro sviluppo caratterizzato da un deficit/atipia della comunicazione e dell’interazione con conseguente grave compromissione delle capacità adattive soprattutto nell’area sociorelazionale.

Negli ultimi anni i contributi psicoanalitici e le recenti ricerche neuroscientifiche hanno cercato di colmare le tante incertezze sull'eziologia, sulla diagnosi, sull'evoluzione, sui confini dell'autismo.

La "solitudine" che caratterizza gli autistici sembrerebbe dipendere dalla "drammatica impossibilità di accedere al mondo intersoggettivo".
I disturbi dello spettro autistico sono contraddistinti da deficit nei comportamenti comunicativi e sociali e da limitato interesse per l'ambiente. Hanno difficoltà a stabilire un contatto visivo con gli altri, a comprenderne pensieri ed emozioni.

I bambini autistici presentano disturbi della sfera affettivo-emozionale.
Tutti questi deficit possono derivare da deficit di base dei meccanismi di simulazione, causato da un mal funzionamento dei neuroni specchio.

Sono necessari interventi precoci che prevedono il coinvolgimento di tutta la realtà di vita del bambino (familiare, scolastica, sociale, ecc).

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