Dr.Rita Vaccarino

Dr.Rita Vaccarino Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dr.Rita Vaccarino, Medicina e salute, Via Silvino Olivieri 68, Chieti.

Come medico mi occupo di
medicina alternativa
ossia fitoterapia omeopatia iridologia fiori di Bach agopuntura auricoloterapia taping educazione alimentare
dalla nascita alla vecchiaia non ci sono fasce di età limitative comprese fasi gravidiche e post

04/09/2023
Ottenere questi risultati senza una dieta pesata È.........entusiasmante!!
18/02/2023

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13/02/2023

RUGHE ....SEGRETI PER PREVENIRLE
O.... RIDURLE !
Per combattere le rughe è bene iniziare molto presto, alla loro prima comparsa, cercando di potenziare il nostro sistema antiossidante dall’interno.
Un’alimentazione sana con cibi ricchi di vitamine, minerali e altri antiossidanti, oltre a mantenerci in salute, previene le rughe.
E’ importante consumare tantissima frutta e verdura soprattutto a crudo, cercando di variarla sempre, e seguendo la stagionalità.

A completamento di un’alimentazione che dovrebbe essere in prevalenza vegetale, è suggerito anche l’apporto di:
pesce azzurro, cereali integrali (che forniscono fibre che aiutano l’intestino, proteine leggere da assimilare, carboidrati complessi, minerali) uova, ricche di vitamine, proteine, carotenoidi e minerali (da preparare possibilmente alla coque), e il nostro amato olio extravergine d’oliva (da preferire rispetto ad altri condimenti perché, oltre che di lipidi insaturi, è ricco di vitamina E e polifenoli, potenti antiossidanti).

Da limitare, invece, gli alimenti confezionati o con conservanti, le preparazioni molto elaborate, gli alcolici, i formaggi stagionati, salumi e insaccati, le fritture e i metodi di cottura che lasciano parti bruciate sui cibi. Tutti alimenti che sovraccaricano fegato e intestino e possono fungere da stimolo ossidativo e pro-infiammatorio.
Un’altra corretta abitudine è quella di evitare di assumere alimenti troppo zuccherati Questo perché un elevato valore glicemico nel sangue, cronicizzandosi, può portare alla glicazione delle fibre collagene e dell’elastina: le molecole di glucosio si legano a queste proteine fibrose che diventano più rigide e fragili, con inevitabile perdita di elasticità della pelle.
Non bastano le cremine, dunque, a combattere le rughe.
Se nella nostra quotidianità sono presenti fattori come il fumo di sigaretta, l’inquinamento ambientale, lo stress lavorativo o psicofisico, il cibo confezionato, la mancanza di sport e di vita all’aria aperta, l’esposizione eccessiva ai raggi UV del sole o delle lampade… la cosa da fare è ridurli, e allo stesso tempo bilanciarli con uno stile di vita migliore e l’introduzione di cibi antiossidanti.

A proposito di cibi antiossidanti, esistono alimenti che hanno ad esempio la capacità di assorbire i radicali liberi e potrebbero quindi impedire loro di propagarsi e di estendere il danno alle cellule vicine. Questa loro capacità è stata scientificamente calcolata e si chiama Unità ORAC (Oxigen Radical Absorbance Capacity) e rappresenterebbe una misura del potere antiossidante.
Per ostacolare l’invecchiamento cutaneo e, quindi le rughe, si dovrebbero assumere, ogni giorno, almeno 2000 unità ORAC.
Uso il condizionale poiché non vi sono prove certe che i valori ORAC dei vari alimenti siano direttamente correlati ai loro effetti biologici, a causa dei limiti di questa metodica analitica in vitro. Però ci possono dare certamente un’idea di base, un punto di partenza per migliorare la nostra alimentazione.

Ecco una classifica del “potere antiossidante” dei cibi con le rispettive unità ORAC:

1) Carciofi (9828 unità ciascuno)
2) Succo di melograno (6000 unità per 100 g)
3) Succo d’uva nera (5216 unità per un bicchiere)
4) Mirtilli (3480 unità per una tazza)
5) Pere (3000 unità ciascuna)
6) Melanzane (2463 unità ciascuna)
7) Peperoni rossi (2463 unità ciascuno)
8) Spinaci cotti (2042 unità a porzione)
9) Cipolle rosse (1900 unità a porzione)
10) Barbabietola cotta (1800 unità per 100 g)
11) Prugne nere (1500 unità per 3 unità)
12) More e frutti di bosco (1500 unità per 100 g)
13) Prezzemolo fresco (1473 unità per 2 g)
14) Cavoli di Bruxelles cotti (1400 unità per 100 g)
15) Kiwi (1220 unità a frutto)
16) Pompelmo rosa (1200 unità ciascuno)
17) Fragole (1200 unità per 100 g)
18) Succo di arancia (1150 unità per un bicchiere)
19) Arancia (1000 unità per ciascuna)

Naturalmente la lista è incompleta e i valori sono approssimati

Diversi studi, comunque, hanno dimostrato che la pelle di chi si nutre regolarmente di frutta e verdura ha una maggiore elasticità e tonicità, e quelli più recenti indicano una capacità addirittura in grado di prevenire l’elastosi solare in pazienti con cancro alla pelle.
Concludo il tema alimentazione con l’invito a depurarvi sempre ai cambi di stagione e a raggiungere gradualmente il vostro peso forma. La restrizione calorica, infatti, attiva positivamente le sirtuine, ovvero le proteine mediatrici dell’invecchiamento, della resistenza allo stress e delle malattie degenerative.
Evitate però le diete lascio-prendo: perdere chili per poi riprenderli stressa eccessivamente la cute, oltre che il resto dell'organismo.

ATTIVITÀ FISICA
E’ bene potenziare, con un’attività sportiva costante, i sistemi antiossidanti interni al nostro organismo. Il nostro corpo è in grado di ossigenarsi, espellere le tossine e rigenerarsi, soprattutto quando lo manteniamo in un sano movimento, e di ciò ne beneficia anche la pelle.

RIPOSO
Importante tanto quanto l’attività fisica, il riposo serve a rigenerare il corpo ma anche una mente stressata, che può influire negativamente sulla fisiologia corporea.
Durante il riposo notturno, preferire la posizione supina a quella prona. Chi dorme a pancia in giù tende ad avere più rughe sul volto di chi dorme a pancia in su!

ACQUA
L’idratazione è importantissima per prevenire rughe e invecchiamento. La sostanza fondamentale, che si trova nel derma, è un gel fluido, ossia è acqua “ingabbiata” da strutture fibrose e reticolate. Questo gel nel nostro corpo è responsabile del turgore della pelle: è per questo che bere molta acqua contribuisce, oltre che all’idratazione cutanea e alla capacità di espellere le tossine, anche a mantenere il tono dei tessuti. Inutile che ve lo dica: bevete almeno due litri di acqua al giorno.

SOLE
Il sole fa bene all’organismo ma va preso con moderazione, per evitare la comparsa precoce di rughe. I raggi UV innescano una rapida produzione di radicali liberi, responsabili del danno ossidativo e dell’invecchiamento cutaneo: è importante perciò utilizzare creme solari ad alta protezione ed evitare l’esposizione prolungata o nelle ore più calde. In inverno invece devono fare attenzione le persone che lavorano molte ore all'aperto: meglio che si proteggano come se fossero in spiaggia!

FUMO E INQUINAMENTO
Alcune sostanze che respiriamo possono aumentare la quantità di radicali liberi e contribuire alla senescenza cutanea. E’ d'obbligo smettere di fumare, per preservare sia la salute degli organi interni, sia la bellezza della pelle, e cercare di allontanarsi appena possibile dalla città, facendo “bagni” di campagna, insomma... stare il più possibile a contatto con la natura.

STRESS PSICO-FISICO
E’ essenziale mantenere bassi livelli di stress, cercando di vivere in armonia con se stessi, con gli altri e con i ritmi della natura. Praticare uno sport non troppo impegnativo ma costante nel tempo aiuta il tono dell’umore, e se è all’aria aperta è ancora meglio. Concedersi un massaggio o pratiche di rilassamento e meditazione può aiutare a distendere i lineamenti e a ritardare le rughe, oltre che ad aumentare la salute e il benessere del corpo e della

29/09/2022

Sindrome alcolico fetale

Il consumo di alcol in gravidanza è associato a una vasta gamma di danni al feto e al bambino quali l’aborto spontaneo, la natimortalità, la sindrome della morte improvvisa in culla, il parto pretermine, alcune malformazioni congenite, il basso peso alla nascita, il ritardo di sviluppo intrauterino e una serie di disordini racchiusi dal termine “Spettro dei disordini feto-alcolici – Fetal Alcohol Spectrum Disorders (FASD)” a partire dalla manifestazione più grave, la Sindrome Feto-Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS), una serie di anomalie strutturali e di sviluppo neurologico che comportano gravi disabilità comportamentali e neuro-cognitive.

L’esposizione prenatale all’alcol interferisce con il normale sviluppo del feto causando un danno a carico del sistema nervoso centrale, il più grave tra i danni, alla base di tutte le diagnosi nell’ambito dello spettro dei disordini feto-alcolici, danni che si manifestano con segni e sintomi di disabilità e che includono disturbi comportamentali, di attenzione, cognitivi, delle funzioni esecutive e di memoria. Le persone con disturbi della FASD mostrano deficit di pensiero astratto, di organizzazione, di pianificazione, di apprendimento, nel ricordare sequenze di eventi, nel collegare relazioni di causa-effetto, deficit di linguaggio espressivo e ricettivo, nelle abilità sociali e di consapevolezza e regolazione dei comportamenti e delle emozioni: l’elenco attuale comprende più di 400 condizioni associate e che comportano disabilità più o meno gravi che accompagnano i pazienti per tutta la vita
Anche una quantità minima di alcol può causare danni al feto e pregiudicarne la salute. Inoltre, tutte le fasi dello sviluppo embrionale sono vulnerabili agli effetti teratogeni dell’alcol, per questo motivo secondo le linee guida cliniche della maggioranza dei Paesi del mondo il consumo di alcol in gravidanza è controindicato e il messaggio di salute pubblica è “non bere in gravidanza (zero alcol) e non bere quando si decide di avere un figlio”. I disordini feto-alcolici sono prevenibili al 100 per cento, se si evita l’alcol in gravidanza.

Il feto non può metabolizzare l’alcol, perché privo degli enzimi adatti a questo compito. Di conseguenza l’alcol e i suoi metaboliti (acetaldeide) si accumulano nel sistema nervoso del feto e in altri organi danneggiandoli.
consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino
durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto
il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione
l’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre
il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione
l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza
se si pianifica una gravidanza, è opportuno non bere alcolici. E si è già in gravidanza, è meglio interromperne l’assunzione sino alla nascita. I danni causati nel bambino dall’esposizione prenatale dall’alcol sono irreversibili e non curabili
è opportuno non consumare bevande alcoliche anche durante l’allattamento
si possono prevenire tutti i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza, evitando di consumare bevande alcoliche
interrompere il consumo di alcol è un gesto di responsabilità e di amore verso il nascituro.Tutto l’alcol consumato dalla mamma in gravidanza finisce nel futuro del bambino”è singolare che le future mamme si preoccupino di non consumare farmaci o cibi particolari che possono interferire con una gravidanza normale e il regolare sviluppo del proprio bambino . Ragion per cui, se in Italia circa il cinquanta per cento delle donne in gravidanza non interrompe l’assunzione di bevande alcoliche (ritenendo di non nuocere o ignorando l’urgenza) è necessario rendere le donne consapevoli col messaggio :«Una vita che nasce teme l’alcol”.!!!!

08/09/2022

Prostata e sue problematiche

La prostatite è una infiammazione della prostata che può dipendere da infezioni batteriche, disfunzioni intestinali, alimentazione irregolare, stress, sedentarietà ed emorroidi. Scopriamo i rimedi omeopatici per curarla.

Prostatite

Cause e sintomi della prostatite
La prostata è una ghiandola a forma di castagna che si trova, nel maschio, sotto la vescica. Essa produce un liquido che ha proprietà antibatteriche e aumenta il grado di motilità, oltre alla resistenza degli spermatozoi.
L’affezione più comune che colpisce la prostata, e che interessa tutti gli uomini, a gradi diversi ovviamente, è l’ingrossamento progressivo delle sue dimensioni, noto come ipertrofia prostatica.
Non è tuttavia infrequente la sua infezione/infiammazione, che produce un quadro piuttosto fastidioso e, spesso, persistente, di prostatite, di cui si riconoscono:

la semplice congestione, per lo più inosservata;

l’infezione acuta di origine batterica;

l'infezione cronica sia di origine batterica sia abatterica.

La prostata, nella sua porzione periferica, o mantellare, può andare incontro anche ad affezioni di tipo neoplastico, molto comuni – e quindi del tutto innocue - ma in alcuni casi anche aggressive e metastatizzanti.
La prostatite acuta di origine batterica è spesso causata da microorganismi che abitano normalmente l'intestino, e che possono raggiungere la prostata per via ascendente attraverso l'uretra.
L’infezione acuta si manifesta con malessere generale, brividi e ipertermia, e si accompagna a sintomi urinari comprendenti difficoltà o sensazione di bruciore durante la minzione, bisogno impellente di urinare, e una tipica sensazione di pesantezza in sede pelvica e/o perianale.
Alcune forme particolarmente aggressive provocano anche la comparsa di sangue nelle urine.
Il trattamento medico tradizionale consiste nella somministrazione precoce di antibiotici, a volte preceduta dall’effettuazione di un’urinocoltura, questo per prevenire possibili complicanze che consistono nell’interessamento, da parte dell’infezione, di strutture limitrofe come i testicoli (orchite) e gli epididimi (epididimite).
La cura antibiotica in questi casi va protratta oltre i termini abituali, dal momento che la prostata è scarsamente vascolarizzata e questo non permette ai farmaci di raggiungere un’adeguata concentrazione nella sede dell’infezione.
La mancata completa eradicazione dei germi responsabili dell’infezione, può provocare l’insorgenza di una prostatite cronica, che si manifesta con dolori locali intermittenti, sensazioni saltuarie di bruciore durante la minzione, oppure ancora di pesantezza in sede pelvica o perianale.
In questa forma la terapia antibiotica, spesso a cicli, può durare anche diversi mesi, e non sempre associarsi a remissione completa dei sintomi.
Possibile complicanza a lungo termine di queste forme, che per questo motivo devono essere trattate e risolte, è la comparsa di deficit di erezione, oppure di infertilità.
Esistono comunque anche forme di prostatite cronica abatterica, cioè non sostenute da microorganismi rilevabili, che spesso si riscontrano in persone che impegnano la parte pelvica con sforzi o carichi eccessivi anche di tipo sportivo. Queste forme, nella pratica tradizionale, sono ancora più difficili da trattare, perché non è possibile individuare batteri o altri agenti responsabili

Rimedi omeopatici contro la prostatite

La prostatite, così come altri disturbi , si presta ad un trattamento diverso a seconda che i disturbi insorgano acutamente oppure tendano a cronicizzarsi nel tempo.
In ogni caso è bene ricordare che, nella scelta del rimedio, in acuto, l’omeopatia tiene conto solo marginalmente del possibile germe responsabile dell’affezione, perché considera quale prima causa dell’insorgenza di affezioni, anche sostenute da batteri o virus, la rottura di un sottile equilibrio di tutto l’organismo, provocato dalle situazioni più disparate (libagioni eccessive, sforzi della regione pelvica inusuali, surmenage emotivo o fisico, vessazioni, collere ritenute, esposizione a fonti di perfrigerazione, ecc).
La scelta del rimedio in base ad ognuna di queste diverse motivazioni provoca sempre un deciso miglioramento dei sintomi, anche in assenza di una terapia diretta su uno specifico microorganismo, pure opportunamente identificato.
In assenza di una motivazione evidente, tuttavia, la miglior guida alla somministrazione del rimedio sarà data dai sintomi locali di bruciore alla minzione (Cantharis),
di minzioni frequenti ma ridotte(Mercurius), di senso di pesantezza locale(Sepia),
di bruciori che cessano all’inizio della minzione (Staphysagrya).
Nelle forme croniche importante l’osservazione generale del paziente, l’omeopatia sarà in grado di provocare la remissione dei sintomi laddove le terapie tradizionali falliranno, in quanto diretta sempre alla cura di fattori personali - emotivi e caratteriali - ma anche limitrofi alla ghiandola (congestione del circolo epatico e intestinale, alterazioni della postura e della statica vertebrale) che sono sovente gli autentici responsabili di questi quadri.
Una volta confermata tramite esami ematici e strumentali la natura benigna della malattia, potranno essere prescritti per periodi protratti rimedi fitoterapici, gemmoterapici e omeopatici, i quali rappresentano un’integrazione efficace nel trattamento dell’IPB.
La loro efficacia verrà valutata via via dal paziente stesso (riduzione o scomparsa dei sintomi) e dal medico tramite i controlli periodici.
Fra i medicinali omeopatici con azione locale sono segnalati (in ordine alfabetico):

1 ) Aloe socotrina: senso di peso perineale che accompagna i disturbi urinari; congestione pelvica con emorroidi i cui sintomi si accentuano con una concomitante prostatite.
Posologia: 9 CH, 5 granuli due volte al dì.

2) Clematis erecta: in caso di uretrite con dolori durante e dopo la minzione (che risulta molto difficile).
Posologia: 5 CH, 5 granuli due volte al dì.

3) Chimafila umbellata: la minzione viene effettuata con molte difficoltà, specie all’inizio, e può essere necessaria una posizione a gambe divaricate e busto flesso in avanti. Vi può essere la sensazione da seduti di “sedere sopra una palla”.
Posologia: 5 CH, 5 granuli due volte al dì.

4) Conium maculatum: l’ipertrofia prostatica si manifesta soprattutto con minzione difficile e getto intermittente, pollachiuria notturna e diurna. Il soggetto è rallentato sui versanti psichico e motorio.
Posologia: 9 CH, 5 granuli, due volte al dì.

5) Pareira brava: si consiglia in caso di IPB associata a litiasi urinaria e cistite. La sintomatologia è più fastidiosa rispetto a Conium e Sabal: la pollachiuria è frequentissima, e la minzione difficile (possibile solo con flessione del tronco in avanti).
Posologia: 9 CH, 5 granuli due-tre volte al dì; 6 DH, 20 gocce ogni quattro-sei ore e diradare in base al miglioramento (diluire in poca acqua e sorseggiare lentamente).

6) Rawolfia serpentina: ipertrofia prostatica con l’urina che cola goccia a goccia alla fine della minzione, in pazienti con perdita della libido e impotenza.
Posologia: 9 CH, 5 granuli due volte al dì.

7) Sabal serrulata: viene prescritta quasi di routine, di preferenza in bassa diluizione (6 DH, 5 CH). Pollachiuria, nicturia, debolezza nella minzione con peso o dolore a livello perineale:
8) «Completa i medicinali di fondo per la sclerosi e l’ipertrofia prostatica: Thuya, Baryta carbonica, Conium maculatum, ecc,»
Posologia: 6 DH, 20 gocce due volte al giorno (diluire in poca acqua e sorseggiare lentamente)

Fra i medicinali omeopatici di terreno (Thuya occidentalis, Baryta carbonica, Lycopodium, Silicea, Sulfur ecc.) Thuya occidentalis è il medicinale di prescrizione più frequente. Rappresenta, infatti, il medicinale dell’ipertrofia e della tendenza alle neoplasie (che potrebbero far parte della storia clinica del paziente prostatico). Sul versante psichico è caratteristica la nevrosi ossessiva con paura delle malattie, idee fisse (di corpo estraneo, di un tumore ecc.), inquietudine e iperemotività.
La prostata è voluminosa e di consistenza morbida.
Vi possono essere dolori acuti dopo la minzione e brividi durante (senza febbre). Sono frequenti le flogosi urinarie (cistiti, uretriti) spesso recidivanti. La modalità più tipica del medicinale è l’aggravamento con l’umidità.
Va anche detto che nell'omeopatia il "fai da te" non è consigliabile,ma va sempre consultato il medico omeopata!!!

07/09/2022

VERTIGINI
I rimedi naturali omeopaticI

La vertigine è una sensazione illusoria e soggettiva di oscillazione e rotazione del proprio corpo su se stesso e rispetto all’ambiente esterno. Quando la sensazione è riferita allo spazio circostante con compromissione del senso dell’equilibrio si parla di vertigine oggettiva (o periferica).
Quando invece la sensazione si riferisce al proprio corpo viene definita soggettiva (o centrale).
Le vertigini sono spesso associate ad altri sintomi quali nausea, vomito, ipotensione, sudorazione, pallore, sensazione di testa vuota.
Le cause sono diverse.
Possono essere sintomi di patologie specifiche; le più frequenti sono quelle a carico del labirinto dell’orecchio (l’organo dell’equilibrio) come la labirintite e la sindrome di Ménière.
Altre cause scatenanti del disturbo sono:
malattie cerebrovascolari
come l’arteriosclerosi,
disturbi della pressione,
infiammazioni a carico dell’orecchio interno,
infezioni della mucosa nasale o laringea,
disturbi della cervicale,
emicrania,
epilessia.
sintomo è anche la conseguenza di condizioni non patologiche
come ad esempio l’abuso di alcol,
uso di sostanze stupefacenti,
assunzione di alcuni tipi di farmaci,
fobia dell’altitudine.
Le vertigini possono avere anche una chiara origine psichica e questa rappresenta una delle cause più frequenti del disturbo.
Se la vertigine è una patologia acuta a carattere transitorio e occasionale non c’è una diretta corrispondenza con una specifica struttura di personalità.
Se il sintomo è cronico e ricorrente, invece, vuol dire che il soggetto ha scelto quel canale per esprimere qualcosa a livello emotivo.
La personalità-tipo di chi soffre di questo sintomo oscilla tra la tendenza ad abbandonarsi ai propri impulsi
al tentativo di controllarli e reprimerli.
Il vacillamento tipico della vertigine è la traduzione fisica dell’esplosione della parte emozionale che sfugge al controllo razionale.
Il soggetto è molto dipendente a livello emotivo e teme fortemente i cambiamenti ai quali la sua personalità rigida e conservativa si oppone.
Ha costantemente bisogno di una figura di riferimento da cui dipendere e se questa per qualsiasi motivo viene a mancare si destabilizza e vacilla.

Rimedi omeopatici per le vertigini
L’uso dei rimedi omeopatici interviene molto sulla correlazione tra sintomo fisico e stato emotivo del soggetto.
Il trattamento omeopatico prevede l’assunzione di 3 granuli più volte al giorno e al bisogno ma anche in via preventiva in base alle cause del disturbo

Gelsemium 5 CH:
vertigini che iniziano all’occipite e si irradiano alla testa e alle palpebre; il soggetto ha la sensazione di cadere e di perdere l’equilibrio, soprattutto tenendo gli occhi chiusi. Vertigini da ansia da prestazione con crisi di panico con tremore, paralisi, grande debolezza.

Argentum nitricum 5 CH:
vertigini associate alle fobie in individuo ansioso, frettoloso, stressato, ipocondriaco con ansia anticipatoria, turbe del coordinamento motorio, astenia, diarrea emotiva. I capogiri peggiorano guardando dal basso verso l’alto e osservando edifici alti.
Vertigine associata al vuoto dal quale il soggetto è attratto e spaventato allo stesso tempo.

Bryonia 5 CH:
vertigini associate al movimento che si presentano al mattino. Capogiri violenti che costringono a letto accompagnati da nausea, dolori al collo e alla testa. Il soggetto è irritabile e irascibile, spesso la vertigine è scatenata da collera e da turbe digestive.

Cocculus 5 CH:
si usa nelle vertigini associate al movimento come nel caso del malessere da mezzo di trasporto (ad esempio: mal d’auto); in questi casi è utile l’assunzione dei granuli poco prima della partenza e al bisogno. Il rimedio è utile per i capogiri violenti scatenati da crisi vestibolari che peggiorano sedendosi, girando lo sguardo o osservando oggetti in movimento. Crisi scatenate da veglie notturne prolungate.

Aconitum napellus 5 CH:
vertigini che compaiono in seguito a spaventi, agitazione, arrabbiature, crisi ipertensive. Rimedio usato in tutti gli stati acuti in soggetti con nevrosi d’ansia e attacchi di panico.

Borax 5 CH:
vertigini da fobia dell’altitudine associate alla posizione inclinata in avanti o al movimento che si fa per scendere da un punto alto. I capogiri si associano ad altri sintomi quali diarrea, nausea, vomito, cefalea, afte ricorrenti, herpes, estrema sensibilità al rumore.

Conium 5 CH:
vertigini che peggiorano restando sdraiati o muovendosi con sensazione di rotazione degli oggetti e dello spazio circostante con fotofobia e lacrimazione. Soggetto vivace che ha paura di restare solo ma teme la compagnia di persone che non conosce. È molto sensibile agli sforzi fisici e all’affaticamento psicofisico. Una chiave del rimedio è il miglioramento quando il paziente lascia pendere le gambe.

Alumina 5 CH:
rimedio indicato nelle turbe neurosensoriali con sensazione di vertigine, indebolimento della vista, confusione mentale. Soggetto con comportamento frettoloso ma con una paradossale lentezza nei movimenti; è confuso, indeciso e molto impressionabile.

07/09/2022

Il Fegato come disintossicarlo

Il fegato è un organo importantissimo per l'organismo poiché interviene nel metabolismo degli alimenti, dei farmaci, delle tossine e più in generale di qualsiasi cosa venga introdotta nel corpo umano.

Il fegato può essere paragonato ad un lavoratore modello, sempre puntuale, efficiente e che difficilmente si ammala o si lamenta per il troppo lavoro.
Nonostante la natura ci fornisca alimenti con azione disintossicante e rivitalizzante, particolarmente utili nel proteggere il fegato, prima di chiedersi come depurare questo prezioso organo occorrerebbe domandarsi quali regole rispettare per non sovraccaricarlo ed intossicarlo inutilmente:

Evitare di utilizzare farmaci senza che vi sia un reale bisogno.

Evitare di associare tra loro più medicinali senza aver consultato il proprio medico; attenzione anche ai rimedi naturali ed erboristici. Per citare un esempio, la spremuta di pompelmo può aumentare di molto l'assorbimento di farmaci e la loro biodisponibilità, anche di 5-9 volte.

Evitare l'automedicazione.

Limitare il consumo di alcolici limitandosi ad un bicchiere di vino o birra durante i pasti principali.

Non assumere medicinali in associazione con bevande alcoliche.

Adottare uno stile di vita sano caratterizzato da alimentazione equilibrata e regolare attività fisica.

Moderare il consumo di fritture e di grassi in particolar modo di quelli saturi, contenuti soprattutto nei latticini, nella margarina e nelle carni grasse. Il consumo di tali alimenti va ridotto anche per tenere sotto controllo i valori di colesterolo nel sangue.

Moderare il consumo di cibi affumicati, grigliati o bruciacchiati.

Limitare il consumo di sale, sostituendolo eventualmente con delle spezie

Incrementare il consumo di alimenti ricchi di fibre come frutta e verdura.

Mantenere il proprio peso corporeo nella norma.

Evitare diete dell'ultimo minuto.

Assicurarsi di assumere le giuste quantità di vitamine e minerali anche se si sta seguendo una dieta
Tra gli alimenti più indicati per depurare il fegato e stimolarne la funzionalità ricordiamo:

Spremuta di limone: ricca di acido ascorbico (vitamina C), depura efficacemente il fegato, ma può causare qualche problema a chi soffre di gastrite;
Ca****fo;
Cardo mariano;
Mela;
Mirtillo;
Cavolo;
Polline;
Acerola;
Olio extravergine di oliva crudo, ovviamente senza esagerare con le dosi.

Indirizzo

Via Silvino Olivieri 68
Chieti

Orario di apertura

Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 03:30 - 20:30

Telefono

+393334533666

Sito Web

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