08/09/2022
Prostata e sue problematiche
La prostatite è una infiammazione della prostata che può dipendere da infezioni batteriche, disfunzioni intestinali, alimentazione irregolare, stress, sedentarietà ed emorroidi. Scopriamo i rimedi omeopatici per curarla.
Prostatite
Cause e sintomi della prostatite
La prostata è una ghiandola a forma di castagna che si trova, nel maschio, sotto la vescica. Essa produce un liquido che ha proprietà antibatteriche e aumenta il grado di motilità, oltre alla resistenza degli spermatozoi.
L’affezione più comune che colpisce la prostata, e che interessa tutti gli uomini, a gradi diversi ovviamente, è l’ingrossamento progressivo delle sue dimensioni, noto come ipertrofia prostatica.
Non è tuttavia infrequente la sua infezione/infiammazione, che produce un quadro piuttosto fastidioso e, spesso, persistente, di prostatite, di cui si riconoscono:
la semplice congestione, per lo più inosservata;
l’infezione acuta di origine batterica;
l'infezione cronica sia di origine batterica sia abatterica.
La prostata, nella sua porzione periferica, o mantellare, può andare incontro anche ad affezioni di tipo neoplastico, molto comuni – e quindi del tutto innocue - ma in alcuni casi anche aggressive e metastatizzanti.
La prostatite acuta di origine batterica è spesso causata da microorganismi che abitano normalmente l'intestino, e che possono raggiungere la prostata per via ascendente attraverso l'uretra.
L’infezione acuta si manifesta con malessere generale, brividi e ipertermia, e si accompagna a sintomi urinari comprendenti difficoltà o sensazione di bruciore durante la minzione, bisogno impellente di urinare, e una tipica sensazione di pesantezza in sede pelvica e/o perianale.
Alcune forme particolarmente aggressive provocano anche la comparsa di sangue nelle urine.
Il trattamento medico tradizionale consiste nella somministrazione precoce di antibiotici, a volte preceduta dall’effettuazione di un’urinocoltura, questo per prevenire possibili complicanze che consistono nell’interessamento, da parte dell’infezione, di strutture limitrofe come i testicoli (orchite) e gli epididimi (epididimite).
La cura antibiotica in questi casi va protratta oltre i termini abituali, dal momento che la prostata è scarsamente vascolarizzata e questo non permette ai farmaci di raggiungere un’adeguata concentrazione nella sede dell’infezione.
La mancata completa eradicazione dei germi responsabili dell’infezione, può provocare l’insorgenza di una prostatite cronica, che si manifesta con dolori locali intermittenti, sensazioni saltuarie di bruciore durante la minzione, oppure ancora di pesantezza in sede pelvica o perianale.
In questa forma la terapia antibiotica, spesso a cicli, può durare anche diversi mesi, e non sempre associarsi a remissione completa dei sintomi.
Possibile complicanza a lungo termine di queste forme, che per questo motivo devono essere trattate e risolte, è la comparsa di deficit di erezione, oppure di infertilità.
Esistono comunque anche forme di prostatite cronica abatterica, cioè non sostenute da microorganismi rilevabili, che spesso si riscontrano in persone che impegnano la parte pelvica con sforzi o carichi eccessivi anche di tipo sportivo. Queste forme, nella pratica tradizionale, sono ancora più difficili da trattare, perché non è possibile individuare batteri o altri agenti responsabili
Rimedi omeopatici contro la prostatite
La prostatite, così come altri disturbi , si presta ad un trattamento diverso a seconda che i disturbi insorgano acutamente oppure tendano a cronicizzarsi nel tempo.
In ogni caso è bene ricordare che, nella scelta del rimedio, in acuto, l’omeopatia tiene conto solo marginalmente del possibile germe responsabile dell’affezione, perché considera quale prima causa dell’insorgenza di affezioni, anche sostenute da batteri o virus, la rottura di un sottile equilibrio di tutto l’organismo, provocato dalle situazioni più disparate (libagioni eccessive, sforzi della regione pelvica inusuali, surmenage emotivo o fisico, vessazioni, collere ritenute, esposizione a fonti di perfrigerazione, ecc).
La scelta del rimedio in base ad ognuna di queste diverse motivazioni provoca sempre un deciso miglioramento dei sintomi, anche in assenza di una terapia diretta su uno specifico microorganismo, pure opportunamente identificato.
In assenza di una motivazione evidente, tuttavia, la miglior guida alla somministrazione del rimedio sarà data dai sintomi locali di bruciore alla minzione (Cantharis),
di minzioni frequenti ma ridotte(Mercurius), di senso di pesantezza locale(Sepia),
di bruciori che cessano all’inizio della minzione (Staphysagrya).
Nelle forme croniche importante l’osservazione generale del paziente, l’omeopatia sarà in grado di provocare la remissione dei sintomi laddove le terapie tradizionali falliranno, in quanto diretta sempre alla cura di fattori personali - emotivi e caratteriali - ma anche limitrofi alla ghiandola (congestione del circolo epatico e intestinale, alterazioni della postura e della statica vertebrale) che sono sovente gli autentici responsabili di questi quadri.
Una volta confermata tramite esami ematici e strumentali la natura benigna della malattia, potranno essere prescritti per periodi protratti rimedi fitoterapici, gemmoterapici e omeopatici, i quali rappresentano un’integrazione efficace nel trattamento dell’IPB.
La loro efficacia verrà valutata via via dal paziente stesso (riduzione o scomparsa dei sintomi) e dal medico tramite i controlli periodici.
Fra i medicinali omeopatici con azione locale sono segnalati (in ordine alfabetico):
1 ) Aloe socotrina: senso di peso perineale che accompagna i disturbi urinari; congestione pelvica con emorroidi i cui sintomi si accentuano con una concomitante prostatite.
Posologia: 9 CH, 5 granuli due volte al dì.
2) Clematis erecta: in caso di uretrite con dolori durante e dopo la minzione (che risulta molto difficile).
Posologia: 5 CH, 5 granuli due volte al dì.
3) Chimafila umbellata: la minzione viene effettuata con molte difficoltà, specie all’inizio, e può essere necessaria una posizione a gambe divaricate e busto flesso in avanti. Vi può essere la sensazione da seduti di “sedere sopra una palla”.
Posologia: 5 CH, 5 granuli due volte al dì.
4) Conium maculatum: l’ipertrofia prostatica si manifesta soprattutto con minzione difficile e getto intermittente, pollachiuria notturna e diurna. Il soggetto è rallentato sui versanti psichico e motorio.
Posologia: 9 CH, 5 granuli, due volte al dì.
5) Pareira brava: si consiglia in caso di IPB associata a litiasi urinaria e cistite. La sintomatologia è più fastidiosa rispetto a Conium e Sabal: la pollachiuria è frequentissima, e la minzione difficile (possibile solo con flessione del tronco in avanti).
Posologia: 9 CH, 5 granuli due-tre volte al dì; 6 DH, 20 gocce ogni quattro-sei ore e diradare in base al miglioramento (diluire in poca acqua e sorseggiare lentamente).
6) Rawolfia serpentina: ipertrofia prostatica con l’urina che cola goccia a goccia alla fine della minzione, in pazienti con perdita della libido e impotenza.
Posologia: 9 CH, 5 granuli due volte al dì.
7) Sabal serrulata: viene prescritta quasi di routine, di preferenza in bassa diluizione (6 DH, 5 CH). Pollachiuria, nicturia, debolezza nella minzione con peso o dolore a livello perineale:
8) «Completa i medicinali di fondo per la sclerosi e l’ipertrofia prostatica: Thuya, Baryta carbonica, Conium maculatum, ecc,»
Posologia: 6 DH, 20 gocce due volte al giorno (diluire in poca acqua e sorseggiare lentamente)
Fra i medicinali omeopatici di terreno (Thuya occidentalis, Baryta carbonica, Lycopodium, Silicea, Sulfur ecc.) Thuya occidentalis è il medicinale di prescrizione più frequente. Rappresenta, infatti, il medicinale dell’ipertrofia e della tendenza alle neoplasie (che potrebbero far parte della storia clinica del paziente prostatico). Sul versante psichico è caratteristica la nevrosi ossessiva con paura delle malattie, idee fisse (di corpo estraneo, di un tumore ecc.), inquietudine e iperemotività.
La prostata è voluminosa e di consistenza morbida.
Vi possono essere dolori acuti dopo la minzione e brividi durante (senza febbre). Sono frequenti le flogosi urinarie (cistiti, uretriti) spesso recidivanti. La modalità più tipica del medicinale è l’aggravamento con l’umidità.
Va anche detto che nell'omeopatia il "fai da te" non è consigliabile,ma va sempre consultato il medico omeopata!!!