Donne fuori dal silenzio - Ciampino

Donne fuori dal silenzio - Ciampino Associazione di promozione sociale contro la violenza di genere

Tutte in piazza! Non un passo indietro. No al ddl Bongiorno!Senza consenso è sempre stupro.Con il codice Rocco, trent'an...
24/02/2026

Tutte in piazza! Non un passo indietro. No al ddl Bongiorno!
Senza consenso è sempre stupro.
Con il codice Rocco, trent'anni fa, il reato di stupro venne cancellato.Da reato contro la morale pubblica si passò a reato contro la persona.
Si cancellò il codice Rocco, non si cancellò la cultura patriarcale dello stupro.
Non c'è parità tra libertà femminile e maschile nella sessualità, non c'è riconoscimento della sessualità come rapporto tda esseri umani, che sottintende un implicito consenso che solo la sensibilità può avvertire attimo dopo attimo.
Con questo ddl torna l' onere della prova a carico della donna, torna la vittimizzazione secondaria.
Restano i pregiudizi, gli stereotipi nei confronti della vittima, l'assoluzione degli uomini.
'Se l'è cercata" "Lei ci stava"....
Cancellare la parola CONSENSO, non è un problema lessicale, è un colpevole passo indietro.

Questa mattina,  con il sostegno di Aeroporti di Roma, abbiamo iniziato al Liceo Scientifico "Vito Volterra" di Ciampino...
20/02/2026

Questa mattina, con il sostegno di Aeroporti di Roma, abbiamo iniziato al Liceo Scientifico "Vito Volterra" di Ciampino, il progetto della lettura del libro "Femminicidi giovanili senza scampo. La storia di Michelle Causo la ragazza ritrovata nel carrello", scritto dalla Dottoressa Virginia Ciaravolo .
Questo progetto di lettura non serve a dare risposte preconfezionate, ma a porre le domande giuste.
È un invito a capire che il rispetto non è un concetto astratto, ma una scelta che ogni studente compie quotidianamente nel modo in cui tratta gli altri.
Leggere il libro impone a fermarsi, a dare un volto e un nome a una storia, trasformando "un fatto di cronaca" in una lezione di vita.

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Virginia Woolf parlava spesso di libertà mentale perché sapeva quanto fosse fragile.Pensare liberamente, per lei, era un...
18/02/2026

Virginia Woolf parlava spesso di libertà mentale perché sapeva quanto fosse fragile.
Pensare liberamente, per lei, era un atto di resistenza.

La scrittura diventava uno spazio di autonomia.

Questa frase fa bene perché ricorda che la libertà inizia dalla mente.
Anche quando tutto il resto sembra limitato.

Il pensiero resta un luogo inviolabile.

Ed è qui che sta il suo lato più culthic: la cultura come emancipazione interiore.

Quando la cultura funziona così.

Zoe Trinchero, 17 anni, uccisa e buttata in un canale come si butta un oggetto che non ha alcun valore. Uccisa per un "n...
09/02/2026

Zoe Trinchero, 17 anni, uccisa e buttata in un canale come si butta un oggetto che non ha alcun valore. Uccisa per un "no" da un ragazzo di 19 anni. L'ennesimo episodio di violenza di genere che nasce dall'incapacità di accettare un rifiuto.
In un mondo sempre più iperconnesso ma emotivamente frammentato, imparare a dare un nome a ciò che si prova è la prima linea di difesa contro la violenza e il disagio.
Bisogna investire in questo ambito per la prevenzione e l'educazione all'affettività nelle scuole.
Donne fuori dal silenzio - Ciampino

Lo stupro è frutto di una cultura che si fonda sul fatto che a metà del genere umano (anzi, più della metà) viene negato...
05/02/2026

Lo stupro è frutto di una cultura che si fonda sul fatto che a metà del genere umano (anzi, più della metà) viene negato il diritto di esprimere la proprietà di sé, di esprimere il consenso. Si tratta di un complesso di credenze che incoraggia l'aggressività sessuale maschile e supporta la violenza contro le donne. La violenza è vista come sexy e la sessualità come intrinsecamente e inevitabilmente violenta.
Il femminismo, in tutte le sue metamorfosi e differenze, resta ancora un movimento radicale, anche solo perché basato sull'affermazione che le donne sono persone. Se tu ammetti che una donna è una persona, non hai nessun problema a riconoscere la questione del consenso. Nel mondo patriarcale essere donna è una funzione: quello femminile è un genere recessivo, essere donna vuol dire fare delle cose, essere delle cose.
Se tu tenti di essere e fare altro, il sistema patriarcale ti punisce duramente. Se lo rispetti e stai ai patti (cioè al tuo posto, e zitta) hai invece dei corrispettivi: alcuni dividendi del patriarcato ti arrivano. L'unico potere che il patriarcato riconosce come legittimo è quello che ti concede lui, mai quello che ti prendi da sola.
Se sei interessata a quei dividendi, all'interno del sistema patriarcale fai tutta la carriera che vuoi. Ti può capitare addirittura di ricoprire posti di comando. Naturalmente in un determinato modo. Se il patriarcato vuole dominare il sesso femminile senza ricorrere continuamente alla forza, ha bisogno di convincere delle sue ragioni almeno una parte delle donne. E lo fa offrendo a qualcuna il vantaggio che alle altre è negato.
C'è chi mi dice: «Eh, però c'è una donna al potere». Discutiamo allora del modello di potere, invece che dell'individuo al potere. Se si sta comportando in modo adeguato rispetto alle aspettative del patriarcato, che sia maschio o femmina non fa nessuna differenza. Anzi, a una donna sarà chiesto di essere più feroce. Di ricalcare tutti i tratti della mascolinità tossica, che sono l'altra faccia del patriarcato: il prezzo che il patriarcato chiede ai maschi. Di essere spietati, di essere competitivi, di nascondere le fragilità.

Michela Murgia, Ricordatemi come vi pare, 2024

02/02/2026
TERESA MATTEI, MADRE COSTITUENTE E RIBELLE “RAGAZZINA DI MONTECITORIO”Il 1 febbraio 1921 nasceva Teresa Mattei, comandan...
01/02/2026

TERESA MATTEI, MADRE COSTITUENTE E RIBELLE “RAGAZZINA DI MONTECITORIO”

Il 1 febbraio 1921 nasceva Teresa Mattei, comandante partigiana, politica, educatrice, la più giovane delle Madri Costituenti e anche la più anticonformista. Una vita avventurosa di ribelle per la libertà.

Era il 1° febbraio 1945 quando le donne italiane conquistarono uno dei diritti più preziosi: il diritto di voto. Un pass...
01/02/2026

Era il 1° febbraio 1945 quando le donne italiane conquistarono uno dei diritti più preziosi: il diritto di voto. Un passo storico, ufficializzato dal decreto legislativo n.23 su volontà dell’allora Presidente del Consiglio dei ministri Ivanoe Bonomi, che non solo segnò un punto di svolta epocale nella lunga battaglia per l’uguaglianza, ma pose anche le basi per una società più equa e democratica.

Fino ad allora, infatti, la voce delle donne era rimasta inascoltata, soffocata da una cultura che le relegava ai margini della vita pubblica. Ma quel primo febbraio di 80 anni fa le cose finalmente cambiarono e le donne presero parte attiva allo svolgersi della storia.

📌 QUESTA E' UNA CHIAMATAProssimi appuntamenti:📍15 febbraio - Mobilitazioni territoriali📍28 febbraio - Mobilitazione nazi...
30/01/2026

📌 QUESTA E' UNA CHIAMATA
Prossimi appuntamenti:
📍15 febbraio - Mobilitazioni territoriali
📍28 febbraio - Mobilitazione nazionale

♀️per aderire al comunicato e alle prossime mobilitazioni scrivere a nosuinostricorpi@gmail.com

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29/01/2026

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Condividiamo la lettera di Luciana Litizzetto : NO È NO
27/01/2026

Condividiamo la lettera di Luciana Litizzetto : NO È NO

Ieri sera a “Che tempo che fa” Luciana Littizzetto ha rivolto la sua “letterina” direttamente a Giulia Bongiorno, spiegandole e spiegando più o meno all’intera destra la differenza enorme tra Consenso e Dissenso e le conseguenze enormi che avrà una sola parolina per tutte le donne.

Da donna a un’altra donna.

“Premetto che le mie competenze di legge sono ferme a Perry Mason e a Forum, ma ancora quello di Rita Dalla Chiesa, e lei invece non è solo principessa del foro, è imperatrice galattica di tutti i fori, anche quelli imperiali.

Ma ho letto, ho riletto, ho studiato questa legge, mi son fatta spiegare e ho compreso con stupore i cambiamenti. Uno stupore che secondo me ci ha coinvolte tutte, comprese le statue della giustizia nelle aule giudiziarie che si sono tolte la benda davanti agli occhi per essere sicuri di aver letto bene.

Prima la legge era chiara: “Solo se ti dico sì e sì. Solo sì e sì. Consenso. Fine. Lo capiscono tutti, anche i ciuchi, cioè esseri che hanno un cervello a volte superiore a quello di certi maschi. Ora invece c'è il dissenso: cioè è violenza sessuale solo se la vittima ha detto no, ha espresso e manifestato chiaramente contrarietà.

Lo ridico in modo ancora più chiaro. Prima era: io lo voglio, tu lo vuoi, scopi***? Consenso. Ora lui dice: io ti sco**, poi tu al limite mi dici di no. Dissenso, che è un po diverso. Conta la volontà contraria da valutare nel contesto, che è quella cosa elastica che serve sempre quando non vuoi essere chiaro, perché il contesto lo decide chi giudica, non chi subisce.

E nel frattempo le pene scendono per la violenza sessuale semplice come lo stupro senza lividi. Capirai, come fosse una versione light. Si passa a quattro-dieci anni, invece di dodici-sedici come era prima, che rimangono però solo se c'è violenza ma anche minaccia, abuso di autorità, inferiorità fisica o psichica.

Lei, avvocata Bongiorno, si è difesa molto dalle critiche. D'altronde se non è brava lei a difendersi. C'è però una cosa che ci tenevo a dirle con questa PEC che inoltro anche al signor Matteo Salvini, che di tutto si occupa tranne che di trasporti. Ovvero il senso di delusione profonda di una cittadina nel vedere una buona proposta di legge ve**re sbriciolata per questioni interne di politica e di maggioranza .

Cioè l'ennesima dimostrazione che alla fine l'obiettivo non è la tutela di noi donne, ma l'equilibrio di voi partiti. E nella settimana del tremendo femminicidio di Federica Torzullo, questo passo indietro lo sentiamo ancora più amaro. Non mi spingo oltre per non rubarle tempo, visto che immagino la sua parcella al minuto .

Però mi chiedo com'è possibile che più di venti Paesi europei e che nazioni come la Spagna o la Francia, senza contare quelle del Nord che sono un campionato a parte, abbiano una legge sul consenso chiara e precisa, mentre noi ci impelaghiamo tutte le volte. Ma a sto punto, visto che facciamo fatica a scrivere leggi decenti da soli, copiamo quelle degli altri paesi, quelle dove il principio è chiaro senza consenso è reato .

Facciamo come i format della tv, compriamo i diritti, paghiamo la SIAE legislativa, mettiamo una bella targhetta: “Legge originale sp****la, adattamento italiano autorizzato”.

E poi un'ultima riflessione. Che non si riesca ad ottenere una legge decente contro la violenza sulle donne proprio adesso che i due schieramenti politici sono guidati da due donne e che a riformulare il testo di una legge ben fatta e a renderla zoppa ci sia un'altra donna, beh, è veramente avvilente”.

Grazie Luciana 🙏

20/01/2026

Oggi Giornanata Nazionale del Rispetto, istituita dalla legge N.70/2024 in memoria di W***y Monteiro Duarte, riflettiamo sull'importanza di ascoltare, valorizzare e proteggere la dignità di ogni persona.
Il rispetto non è solo una parola: è un gesto concreto che può fermare la violenza, il bullismo e ogni forma di discriminazione.
Insieme, nelle scuole e nella vita quotidiana, possiamo seminare comprensione, gentilezza e coraggio civile.
Ogni piccolo gesto conta.
Oggi scegliamo di fare la differenza.
Donne fuori dal silenzio - Ciampino

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