Dottor Mauro Testa Psicoterapeuta - Psicanalista

Dottor Mauro Testa Psicoterapeuta - Psicanalista Psicoterapia ad indirizzo analitico

03/02/2026

Buongiorno

Oggi, martedì 3 febbraio ore 17.00, presso la Sala Consiliare di Ciampino in via IV Novembre, terró una conferenza dal titolo

“Il fenomeno del bullismo”

Vi aspetto…

Naturalmente ingresso libero

08/01/2026
02/12/2025

Nella violenza nei confronti delle donne si evidenzia la ciclicità delle fasi che si mettono in atto: la prima fase, chiamata love bombing, in cui la donna è inondata di amore, di attenzioni ed abbassa le difese nei confronti di un uomo che si dedica interamente a lei; è necessario già in questa prima fase scorgere dei campanelli di allarme, che possono far presagire atteggiamenti violenti, quali la pretesa di esclusività e l’isolamento personale della partner, la necessità di contatti continui e l’essere informato degli spostamenti che fa, ed infine collocare la partner al centro del proprio mondo; attraverso il Digital monitoring, il controllo digitale, questa fase è accentuata dal continuo controllo sulla propria partner grazie ad apparecchi sempre più sofisticati

La ciclicità è rappresentata, nei momenti di crisi della coppia, da una fase di accumulo della tensione inespressa con elucubrazioni mentali e costruzioni per lo più immaginarie sulla vita vissuta della partner, da una fase di esplosione espressa con accuse e minacce, da una fase di violenza acuta fisica o psicologica ed infine da una fase di pentimento in cui il soggetto si pente dei gesti fatti che induce la donna a pensare che la situazione si va evolvendo e si sta sistemando

Ma, nelle storie di violenza, la ciclicità con la quale essa si ripresenta indica che, salvo rari casi, il pentimento è solo un modo per riprendere il controllo della persona che si sta allontanando da sé e la violenza ben presto si ripresenta con maggiore gravità ed intensità

Martedì 21 ottobre ore 17 in Sala Consiliare a Ciampino, tratterò un argomento di grande attualità “La violenza in famig...
20/10/2025

Martedì 21 ottobre ore 17 in Sala Consiliare a Ciampino, tratterò un argomento di grande attualità

“La violenza in famiglia”

16/09/2025

Consapevolezza e presa di coscienza forse potrebbero sembrare sinonimi, ma nel vocabolario psicologico appartengono a due diversi modi di affrontare le situazioni da parte degli individui

Avere consapevolezza dei propri mezzi, significa considerare ciò che siamo nel pieno rispetto delle nostre potenzialità e della nostra capacità di esprimerci rispetto alle situazioni, con la determinazione che è tipica colui che sa attingere pienamente alle proprie risorse

La presa di coscienza è invece un percorso più tortuoso e complicato, che ha come obiettivo portare alla luce ciò che è inconscio e rappresentativo di movimenti dinamici profondi

Questo secondo aspetto, a differenza del primo, necessita di un lavoro che soltanto nell’ambito psicanalitico o nelle psicoterapie dinamiche è possibile che venga effettuato: non bisogna quindi confondere la consapevolezza di aver raggiunto un incontro perfetto con le proprie potenzialità psicofisiche con l’incontro di ciò che muove la nostra vita e lo fa in un modo per noi inconsapevole

La presa di coscienza permette al soggetto di strutturare a livello cosciente episodi, pensieri e situazioni rimossi durante la propria vita

NOTIZIA IMPORTANTE Bonus Psicologo 2025Dal 15 settembre 2025 via alle domandeSpiegazioni sulle foto sotto
14/09/2025

NOTIZIA IMPORTANTE

Bonus Psicologo 2025

Dal 15 settembre 2025 via alle domande

Spiegazioni sulle foto sotto

06/09/2025

Le terapie nei gruppi monosintomatici (ad esempio gruppi di soggetti anoressici, tosicodipendenti, alcolisti, socialdipendenti ecc.) permettono alla persona di poter passare dall’identificazione alla malattia nel contesto sociale (io sono anoressica, io sono tossicodipendente, io sono alcolista, io sono dipendente dai social media) che produce una identificazione soggetta immaginaria, al noi siamo all’interno del contesto gruppale

È un primo passaggio per uscire dall’isolamento del sintomo alla produzione di una prima relazione con l’Altro, che, soprattutto nella costellazione dei nuovi sintomi contemporanei, è assente

Nel momento successivo il terapeuta che guida il gruppo estrarrà dal noi gruppale la particolarità del sintomo soggettivo, con l’estrazione del soggetto che produrrà una metafora significante rispetto al sintomo di cui soffre

05/09/2025
17/07/2025

L’importanza della modalità relazionale tra i genitori nel percorso educativo dei figli

Nel percorso educativo dei figli racchiude un’importanza fondamentale la modalità relazionale che i genitori hanno quando si tratta di sottolineare la loro responsabilità

Non è necessario essere d’accordo su come educare i figli, l’importante è che esso diventi un momento di confronto tra la madre e il padre; spesso si assiste invece a contrapposizioni manifestate di fronte ai figli, i genitori sembrano più preoccupati di esprimere le loro tensioni di coppia nel momento meno opportuno

È molto difficile, ma sarebbe corretto per il genitore che non è d’accordo su come l’altro sta educando il figlio rimanere in silenzio quando c’è una discussione in corso e riprendere il discorso in un momento successivo; se c’è una cosa in cui i figli sono particolarmente bravi e quello di scorgere una crepa, una situazione di tensione tra la coppia ed usarla a proprio beneficio

Silenzio opportuno e discussione successiva, riuscendo, se si può, a mantenere un tono calmo e cercando di comprendere anche le motivazioni dell’altro, che, spesso, sono incomprensibili perché in quel momento il vissuto emotivo negativo della coppia si manifesta aldilà di quello che è l’obiettivo che i genitori dovrebbero sempre avere: essere in grado di costruire un percorso educativo corretto ed opportuno per i propri figli rispettando la loro peculiarità di personalità

02/07/2025

“Una strada, un piccolo percorso che ho fatto tante volte che mi portava nel suo studio e su quella poltrona, vestita come capitava, ma con il desiderio di mettere a n**o la mia anima, un’anima ferita da tanti traumi che la vita mi aveva fatto vivere.

Avevo paura di farlo, ma quando ho iniziato la mia analisi non potevo più farne a meno; il mercoledì, il mio giorno in cui facevo analisi, è diventato il giorno più bello della mia settimana il giorno in cui mi ritrovavo, in cui mi sentivo me stessa, un soggetto protagonista della sua storia“

Un piccolo stralcio di un dialogo analitico, una delle tante storie di vita che ho sentito durante la mia attività, un’attività unica che mi ha permesso di entrare a contatto con la parte più intima di tante persone, con i loro traumi, le loro paure e, soprattutto, con la sofferenza ed il dolore che sono necessari per poter lasciare ciò che paradossalmente è rappresentativo di qualcosa che non è il soggetto, ma di un meccanismo compulsivo che non si riesce a frenare e che non permetta al soggetto di affermarsi

L’analisi e una rinascita, quella del Soggetto, con le sue peculiarità ed unicità, che fino ad allora è rimasto imbrigliato nel meccanismo involontario della coazione a ripetere

25/06/2025

Raccontare la propria vita sorprendendoci di fronte al nostro racconto e prendere coscienza che rispetto alle cose che ci accadono, seguendo il percorso involontario dai nostri meccanismi inconsci, non siamo semplici spettatori, ma protagonisti attivi anche rispetto a quello che a prima vista può sembrare dannoso per noi

Il meccanismo di coazione a ripetere, alla cui base ci sono nuclei dinamici inconsci, agisce sui nostri comportamenti senza che noi riusciamo ad opporvisi per cui, molte volte, quello che agli occhi degli altri è sicuramente nocivo per la persona è, per la stessa, inconsapevolmente inevitabile e, nonostante il dolore che ne consegue, non riesce a fermarsi e continua nella ripetizione

Durante un’analisi questi nuclei dinamici vengono portati alla luce, resi consapevoli dal soggetto che, elaborandoli spesso anche con grande dolore, riesce a scioglierli e a eliminare il meccanismo di coazione inconscio alla ripetizione

11/06/2025

Come poter riconoscere, quando ci si è incastrati all’interno, una relazione tossica?

Bisogna riconoscere che a causa del “godimento” inconscio che ne contraddistingue l’incastro patologico essa risulta essere difficilmente individuabile e i soggetti che ne sono protagonisti appunto “godono” nell’esservi all’interno

Il godimento è un aldilà del principio di piacere e rappresenta un vero e proprio motore della spinta pulsionale, che ha sempre una meta e brama nel realizzarla, anche a scapito della propria tranquillità e felicità

Ma cosa vuol dire? Che siamo noi stessi a ricercare una relazione tossica e rimanerne incastrati?

Ebbene si! Può sembrare assurdo, ma tutti gli sforzi umani nel cercare il piacere si scontrano con la spinta pulsionale e nel godimento che a poco interessa se il soggetto soffra

Ed è proprio per questo che è difficile disincastrare i soggetti in gioco e fargli riconoscere le vere sfaccettature della relazione tossica: ma, come mi piace ripetere in questi casi, ricordiamoci che un altro tipo di relazione è sempre possibile

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Ciampino
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