Mimesia Studio di Psicologia e Psicoterapia, Dott.ssa Caterina Vitale

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Mimesia Studio di Psicologia e Psicoterapia, Dott.ssa Caterina Vitale Lo studio MΨmesia nasce dall’intento di promuovere ed integrare ricerca, diagnosi, cura e azione

Dott.ssa Caterina Vitale, psicologa e psicoterapeuta ad approccio gestaltico-integrato.

SIAMO VIBRAZIONELe emozioni ci attraversano, suscitando vibrazioni, piccoli movimenti oscillatori rapidi, più o meno amp...
21/04/2026

SIAMO VIBRAZIONE

Le emozioni ci attraversano, suscitando vibrazioni, piccoli movimenti oscillatori rapidi, più o meno ampi, attorno a un punto centrale del nostro corpo che invece rimane in equilibrio.

Vibriamo in modo diverso per ogni emozione, e ciascuna ci mette immediatamente in contatto con ciò che c’è nella nostra vita.

Allora chiudere gli occhi, ascoltare e restare può sembrarci complesso, arduo, vorremmo subito smorzarla.

Questo incontro vuole creare uno spazio di pratica che amalgama insieme vari ingredienti: parole, silenzi...

Un’esperienza d’ascolto e presenza, dove la vibrazione  diviene “azione” creativa e consapevole, bussola del nostro prenderci cura, per risvegliare la nostra parte che ha più bisogno di tornare a sentire.

Vibrazioni e ascolto ci  concederanno di sottrarci ai vortici della vita quotidiana per dedicarci alla semplicità di una vita scandita da un ritmo naturale armonioso.

È possibile partecipare previa iscrizione entro il 30 aprile

Tutto quello che vivi, lo vivi perché pensi che possa un giorno arrivare il tempo per raccontarlo.    ( Roberto Saviano)...
15/04/2026

Tutto quello che vivi, lo vivi perché pensi che possa un giorno arrivare il tempo per raccontarlo. ( Roberto Saviano).

Scrivere è un'esperienza profonda, un affaccio nelle trame della nostra vita.

Imbastire storie, personaggi, luoghi ed emozioni è un'azione che va fatta con consapevolezza e metodo.

Potrai acquisire i fondamenti basilari della scrittura narrativa.

Il laboratorio full immersion si propone infatti di fornire questa opportunità.

Il tema del primo incontro è dedicato all'analisi del PERSONAGGIO: sua individuazione ed evoluzione dentro un quadro coerente di riferimento.

Laboratorio di scrittura narrativa condotto da: Fabrizia Sala, Vanessa Leone, Caterina Vitale.

16 Maggio dalle 9. 00 alle 18.00

PER INFO, COSTI E ISCRIZIONE CONTATTARE IL NUMERO 3394245626

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Siamo partiti dal sentire, per approdare alle parole, abbiamo dato voce al corpo, che ha tanto da raccontarci di noi, di...
13/04/2026

Siamo partiti dal sentire, per approdare alle parole, abbiamo dato voce al corpo, che ha tanto da raccontarci di noi, di chi siamo, e soprattutto come stiamo, è stata una curiosa scoperta anche incontrare l'unicità e l'originalità di ogni parte del corpo, che ci ha restituito il senso di unità: dalla pelle al cuore. Ci siamo emozionati insieme nell'eco di ciascuna storia emersa nella condivisione, siamo grate per questo.
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Per essere nella presenza, devo coltivarea lungo uno sguardo sull’io, anziché guardaretutto dai suoi occhi. Anziché guar...
12/04/2026

Per essere nella presenza, devo coltivare
a lungo uno sguardo sull’io, anziché guardare
tutto dai suoi occhi. Anziché guardare il mondo
dalla rabbia, dalla tristezza, dall’eccitazione,
guardo la rabbia, la tristezza, l’eccitazione.
La presenza è riconoscere quello che c’è,
riconoscere la calma, riconoscere il movimento
dei pensieri, non preferire la calma
al movimento dei pensieri, non scegliere.
La presenza è smettere di aver paura
della propria delicatezza.
Ciò che osserva la paura non è spaventato,
ciò che osserva la rabbia non è arrabbiato.
Nella presenza c’è discontinuità rispetto all’io.
Per sentire la presenza, bisogna fare un passo fuori dall’io,
dalle reazioni mentali di cui è fatto, dalle identificazioni
che coprono la sua paura di essere nulla.
Il modo in cui guardiamo al nostro io è essenziale
quanto lo sguardo stesso. Va allenato
uno sguardo tenero, compassionevole,
uno sguardo fermo che vede i limiti
ma non si trasforma in giudice, in critico puntiglioso
e acido, né in risolutore dei problemi altrui.
In noi c’è qualcosa che non pretende
e non si impone, qualcosa che semplicemente è.
Un puro conoscere sorridente.

Chandra Candiani da 'Il silenzio è cosa viva.'

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A volte la vita sembra trattenere il respiro,come se ci chiedesse di fermarci un attimoprima di andare avanti.Restiamo l...
11/04/2026

A volte la vita sembra trattenere il respiro,
come se ci chiedesse di fermarci un attimo
prima di andare avanti.
Restiamo lì, sospesi,
a domandarci se stiamo scegliendo bene,
se i passi fatti ci appartengono davvero
o se stiamo solo seguendo una direzione imparata.

Eppure, anche quando tutto appare immobile,
dentro qualcosa continua a muoversi.
È una voce discreta,
quasi impercettibile,
che non promette miracoli
ma non smette di credere.
Resiste alle delusioni,
alle attese che fanno male,
alle porte chiuse senza spiegazioni.

Quella voce è la nostra parte più vera.
Non chiede applausi,
non ha bisogno di essere vista,
ma resta.
Ci ricorda che il senso non si perde,
che il cammino non finisce in un punto fermo,
che ciò che sembra una fine
spesso è solo una pausa necessaria.

La vita, in fondo,
ci deve ancora qualcosa.
Forse non ciò che avevamo immaginato,
ma qualcosa che somiglia di più
a ciò che siamo diventati.
Un sogno che non è una meta,
ma un orientamento,
una luce interiore
a cui tornare quando ci sentiamo lontani da noi.

Crescere non è rinunciare ai sogni,
è imparare a custodirli senza ingenua fretta.
Sapere che arriveranno tempeste,
che il cielo si farà pesante,
ma che esiste sempre un dopo,
un varco di luce,
un nuovo inizio possibile.

E finché il cuore continua a ba***re,
finché siamo disposti ad ascoltarci davvero,
la rinascita non è un’illusione:
è una scelta silenziosa
che facciamo,
ogni giorno,
anche quando non ce ne accorgiamo.

Luca Ferrand

``Da dove nascono le storie``Narrazione tra istinto e tecnica.Imbastire trame e personaggi, creare incipit accattivanti ...
02/04/2026

``Da dove nascono le storie``
Narrazione tra istinto e tecnica.

Imbastire trame e personaggi, creare incipit accattivanti e percorsi narrativi credibili non è talento puro, bensì frutto di un lavoro che si affina col tempo e l'esercizio.

Laboratorio di scrittura condotto da
Fabrizia Sala, Vanessa Leone, Caterina Vitale.

Programma:

19 Aprile I personaggi
3 Maggio Incipit ed emozioni
17 Maggio Tecniche
31 Maggio Trame

È possibile partecipare previa iscrizione entro il 15 Aprile

PER INFO, COSTI E ISCRIZIONE CONTATTARE IL NUMERO 3394245626

Durante una seduta di psicoterapia il paziente parla, cerca con attenzione le parole che più possano corrispondere al su...
22/03/2026

Durante una seduta di psicoterapia il paziente parla, cerca con attenzione le parole che più possano corrispondere al suo vissuto, non è facile, è scandagliare, mentre il corpo racconta ciò che accade senza bisogno di filtri o surrogati, si contrae, si irrigidisce, il respiro diventa irregolare, a volte veloce altre trattenuto. In questi momenti resto presente alle parole, porgo qualche domanda che apra,invito all'ascolto del proprio tono di voce,delle proprie parole, ma soprattutto cerco una sintonizzazione, regolo il mio respiro, lo rendo ampio, lo offro come 'ancora' per una stabilizzazione, e nel silenzio che si crea, il paziente sa che adesso oltre me c'è se stesso.

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La postura della meditazione è una postura fisica: stiamo seduti a terra con un forte senso di radicamento, le ginocchia...
15/03/2026

La postura della meditazione è una postura fisica:
stiamo seduti a terra con un forte senso di radicamento,
le ginocchia toccano il pavimento, le natiche sono appoggiate,
la schiena è eretta, ma flessuosa, non rigida,
il petto è aperto al mondo, all’infinito,
le mani sono appoggiate con semplicità una sull’altra
oppure sulle ginocchia, gli occhi sono chiusi o lo sguardo
è abbassato e fuori fuoco, una vista periferica.
Ma la postura è soprattutto una postura del cuore,
senza la postura del cuore non c’è nemmeno quella del corpo
o è forzata e rigida. La postura del cuore è:
io sono qui, aperta a qualsiasi cosa sorga e mi visiti,
sono radicata a terra, sento il suo sostegno,
e insieme mi alzo verso il cielo, nello spazio, li cucio.
Il respiro è il mio alleato,
mi fa stare qui in questo momento che fugge,
nel presente che non è un tempo,
sono seduta come un gatto, pronto a lanciarsi nel mondo
se necessario. Sono seduta per conoscere,
non per fuggire in un mondo solo interno,
in un oltre. Sono seduta perché tutto brucia
di illusione e di incantamento e ora so
che non voglio piú essere incantata, che voglio svegliarmi.
Sono seduta e seguo umilmente e con pazienza il respiro
perché so che pensare non dà soluzioni, solo aggiunge
nuove narrazioni all’autonarrazione
e la narrazione non è la vita. La voce dell’autonarrazione
non è nostra, è convenzionale, antenata,
è strategia di sopravvivenza. La postura è esporsi all’essere. Dunque, sedersi in meditazione,
accogliere in silenzio il respiro, conoscere senza pensare,
è un gesto politico. Ha una portata collettiva indelebile,
mi trasforma e con me trasforma tutto il mondo
attraverso il cambiamento del mio atteggiamento
verso ogni fenomeno con cui entro in contatto,
non solo mentre medito, la meditazione formale
non è che una palestra, un laboratorio,
ma sempre e ovunque, nella vita quotidiana
che è l’unica che c’è.

Chandra Candiani, Il silenzio è cosa viva.
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E poi mi colpisce la mancanza di vuoto, non c’è spazio vuoto nella maggior parte delle vite, nessuno guarda più per aria...
13/03/2026

E poi mi colpisce la mancanza di vuoto,
non c’è spazio vuoto nella maggior parte delle vite, nessuno guarda più per aria, o fissa un punto.
Riempiono tutto di comunicazione istantanea.
Dove finiranno le sfumature dei sentimenti?
Nostalgia, malinconia, tenerezza, timidezza, tristezza?

Chandra Livia Candiani

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28/02/2026

Una parola tocca il corpo
perché non nasce mai neutra.
Arriva già calda di un passaggio,
porta con sé una pressione,
una temperatura,
un ritmo che il corpo riconosce
prima ancora di capirlo.

Dentro ogni parola
c’è un gesto antico:
un respiro che ha urtato i denti,
una lingua che ha scelto
dove fermarsi,
un silenzio che ha deciso
quanto durare.

La parola è medicina
non perché cura,
ma perché entra:
attraversa le difese,
scivola tra i tessuti della memoria,
tocca un punto che non ha nome
e lo sveglia.

La parola conserva la voce.
Non la voce acustica,
ma la sua impronta.
Come una conchiglia
che non suona più il mare
ma ne trattiene la forma.

In Omero c’è ancora
il ritmo del passo,
in Virgilio il fiato lungo del canto,
in Dante la voce che sale e precipita
come chi ha visto troppo.

E anche nei versi frettolosi
inermi e nudi,
c’è una voce vera:
tremante, esposta,
a volte stonata,
ma viva.

Non riascoltiamo la voce,
riascoltiamo una traccia:
una firma vibratoria
che il tempo non cancella
perché il corpo la sa leggere.

Quali sensori ha il corpo
per mettersi in sintonia con le parole?

Non quelli che si studiano.
Il corpo ascolta con:
- la pelle della memoria,
che si increspa quando qualcosa ritorna;
- il diaframma,
che si tende o si scioglie
a seconda del ritmo;
- le viscere,
che riconoscono subito
se una parola è vera
o solo ben vestita;
- le cicatrici,
che si accendono
quando una frase le sfiora.

Il corpo legge prima degli occhi.

Sa quando una parola
è stata pagata con la vita
e quando no.
Per questo alcune frasi
ci fanno male,
altre ci consolano,
altre ancora
ci eccitano o ci salvano
senza chiedere permesso.

Scrivere, allora,
non è dire qualcosa,
ma mettere il corpo in una forma.
E leggere
è prestare il proprio corpo
perché quella forma
possa accadere di nuovo.

Così una sola parola basta.
Perché non entra da sola:
entra con chi l’ha scritta,
con il suo respiro trattenuto,
con la sua paura o il suo desiderio.
E il corpo,
che non dimentica mai come si ascolta,
risponde.

(Giovanni Ripani - "I Sensori del Corpo")

È ancora disponibile qualche posto per chi vuole scoprire le parole della propria vita...

" A Parole Tue: raccontare e raccontarsi". Una giornata dedicata alla scrittura, in cui esploreremo la relazione tra let...
08/02/2026

" A Parole Tue: raccontare e raccontarsi".

Una giornata dedicata alla scrittura, in cui esploreremo la relazione tra lettura e scrittura. Attraverso l'analisi di testi e stimoli creativi, ci porremo domande fondamentali:
Cosa vogliamo scrivere di noi?
Cosa vorremmo che gli altri scrivessero di noi?
Oggi le parole sembrano perdere il loro peso e valore, sostituite da immagini e frasi brevi diffuse sui social media. Ma cosa ne è della nostra capacità di esprimerci? Qual è il significato delle nostre identità, costruite fin dalle prime parole apprese?

Obiettivo del Seminario:
Questo laboratorio offre l’occasione di riscoprire quelle "paroline" che tendiamo a dimenticare, nascoste dal frastuono del quotidiano. Vogliamo creare uno spazio in cui i partecipanti possano:
Riflettere e scrivere su temi personali.
Scoprire e riscoprire il potere delle parole.
Condividere storie e esperienze in un ambiente accogliente e stimolante.

Faremo espereinza di varie modalità:
Lettura Guidata: Analisi di brani significativi che esplorano l'identità e l'espressione personale.
Scrittura Libera: Esercizi di scrittura ispirati alla lettura, per stimolare la creatività e la riflessione.
Discussione di Gruppo: Condivisione delle scritture e discussione sui temi emersi, per un confronto aperto e costruttivo.

Invitiamo tutti a partecipare, per riscoprire insieme il valore delle parole e la bellezza della scrittura. Torniamo a dare voce a ciò che sentiamo e a ciò che siamo. Prenota il tuo posto se questo risuona con Te Adesso.
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Beato chi non si sente arrivato,perché resta disponibile a cambiare.Beato chi conosce la fatica di stare,e non la scambi...
31/01/2026

Beato chi non si sente arrivato,
perché resta disponibile a cambiare.
Beato chi conosce la fatica di stare,
e non la scambia per un errore.
Beato chi ha perso appigli,
perché non vive più aggrappato alle illusioni.
Beato chi non ha risposte pronte,
e per questo sa ascoltare davvero.
Beato chi ha conosciuto il vuoto
e non lo riempie in fretta con qualcuno.
Beato chi trema davanti all’amore
e non lo usa per dominare o fuggire.
Beato chi non chiede di essere salvato,
ma di essere incontrato.
Beato chi ha pianto senza vergognarsi,
perché ha smesso di difendersi dalla vita.
Beato chi non confonde la forza con il controllo, né la libertà con l’assenza di legami.
Beato chi sa restare anche quando non capisce, perché la verità non arriva sempre subito.
Beato chi non pretende di guarire l’altro,
ma regge la sua presenza.
Beato chi non si crede migliore,
perché ha visto da vicino la propria fragilità.
Beato chi attraversa senza indurirsi,
perché non tutto ciò che ferisce deve diventare corazza.
Non sono beati perché giusti.
Sono beati perché veri.
E perché hanno scelto di restare umani, anche quando costava.

Carlo D’Angelo - da "Voce delle Soglie"

Indirizzo

Via Roma, 230
Cinisi
90045

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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