13/03/2021
L’emergenza Coronavirus, ci ha messo in una crisi di enorme portata, ed anche se di “crisi” ne abbiamo attraversate e superate tante, questa situazione di emergenza mondiale, sanitaria ed economica, sta mettendo a serio rischio i nostri equilibri, sconvolgendo le nostre abitudini e le sicurezze personali, relazionali e professionali.
Seguendo i bisogni emotivi di sicurezza, appartenenza, stima e auto-realizzazione che, per il nostro bene, richiedono e meritano di essere soddisfatti, siamo approdati su un terreno spesso fonte di ansia, paura, rabbia e tristezza, quello del “cambiamento”. Che ci porta a riattivare le nostre capacità di sopravvivenza e di adattamento, la nostra potenzialità di mutare, di trasformare il nostro modo di pensare, di conformarci a un contesto “nuovo” (trovando ogni volta la soluzione più giusta per vivere alle condizioni più diverse), risvegliando il senso di speranza, di voglia di ripartenza, di volontà di tornare in pista e di rimettersi in gioco.
L’adattamento ha a che fare con la nostra capacità di conformarci alle condizioni ambientali e di vita, ad essere flessibili e aperti, il che significa dover modificare schemi, comportamenti e riferimenti conosciuti per svilupparne altri del tutto nuovi.
Non è affatto semplice, ognuno di noi incontra delle resistenze, che ci rendono difficile abbandonare o modificare il “vecchio” stile di vita.
La difficoltà è del tutto normale, perché, ogni cambiamento richiede impegno, energia ed elasticità mentale, le difficoltà e resistenze dipendono anche dalle esperienze passate, chi nel tempo ha maturato una struttura rigida e abitudinaria vive il “cambiamento” con stress che genera: stanchezza, frustrazione e alti livelli di ansia.
Cambiare significa mettersi in discussione, e talvolta rinunciare ai nostri schemi, alle nostre letture interpretative, ai significati che abbiamo costruito, alle nostre consuetudini e ai comportamenti consolidati.
Provare ad accogliere le novità con entusiasmo, anche quando inizialmente vorremmo tirarci indietro. Il cambiamento diventa una costante e offre una continua occasione di crescita, un vantaggio.
La cosa si fa invece più dura se il cambiamento provoca preoccupazioni e mal di pancia, se il nostro corpo prova inquietudine e irrequietezza, se ci fa perdere l’orientamento. Proviamo paura e irrigidimento, opponiamo resistenza, ma opporre resistenza non serve a niente.
Il cambiamento è inevitabile. Allo stesso tempo incominciamo a dubitare delle nostre capacità, ma non si può più tornare indietro, l’energia dev'essere convogliata verso il futuro e ai nuovi obiettivi in modo positivo, alimentando la fiducia in noi stessi.
Sforzarsi di riconoscere le diverse opportunità derivanti dalla nuova situazione aumenta la motivazione. L’atteggiamento generale migliora e l’autostima aumenta.
Cogliere l’opportunità con coraggio e curiosità, e un pizzico di fiducia in se stessi, con responsabilità ed un po' di sana incoscienza, guardandosi dentro e spronandosi, evitando di assumere un atteggiamento vittimistico. È vero che gli stimoli al cambiamento arrivano di regola dall’esterno, come è anche vero che sta soltanto a noi cambiare, accettare la situazione e prenderla in mano.
Dott.ssa Monica Mammoliti