29/05/2026
Le critiche che arrivano dagli altri possono colpirci profondamente, soprattutto quando arrivano da persone importanti per noi: da chi amiamo, da chi stimiamo, da chi conta tanto per noi.
Alcune possono aiutarci a crescere, altre nascono da dinamiche come rabbia, invidia, gelosia, vecchie ferite.
Per questo è importante imparare a dare alle parole degli altri il giusto peso.
Infatti, le critiche esterne hanno un confine: arrivano da fuori e, per quanto possano ferire, possiamo imparare a prenderne distanza.
Le critiche interne, quelle che ci facciamo da soli, spesso sono peggiori.
👉Perché non hanno pause.
👉Non si fermano.
👉Possono diventare una voce costante nella nostra testa: sbagli sempre, non sei abbastanza, non vali.
La nostra voce interiore è spesso troppo severa, non la mettiamo mai in discussione e diventiamo i nostri giudici più spietati.
Un giudice che dimentica gli sforzi, i passi avanti, la fatica che c’è dietro ciò che facciamo ogni giorno.
Infatti, il lavoro più delicato riguarda proprio le critiche che ci rivolgiamo da soli.
Ci sembrano verità assolute e invece, a volte, sono solo abitudini mentali costruite nel tempo. Modi di guardarci che abbiamo imparato e che continuiamo a ripetere, senza accorgercene.
Oggi prova a chiederti questo:
La critica che mi sto facendo è davvero una verità?
O è una voce che ascolto da così tanto tempo da aver smesso di metterla in dubbio?
A volte ciò che ci fa soffrire di più non è quello che gli altri ci dicono è quello che continuiamo a dire a noi stessi.
Marta 💫