Psicologa Silvia Mangiapelo

Psicologa Silvia Mangiapelo -Psicologa clinica
-Psicologa giuridica
-CTP
-Criminologa

14/04/2026

È un dato di fatto: fin dall’inizio di questa vicenda, l’opinione pubblica si è spaccata, ma con Manuela è stata particolarmente feroce. È stata giudicata, attaccata e quasi “condannata” moralmente, soprattutto da altre donne, per la sua relazione extraconiugale.
⚖️ Una disparità che fa riflettere
Quello che emerge è un paradosso tutto italiano:
•Manuela Bianchi viene colpita duramente per un tradimento che lei stessa ha ammesso con sincerità, assumendosi ogni responsabilità davanti alla famiglia.
• Louis Dassilva, d’altra parte, non sembra subire lo stesso stigma sociale, nonostante fosse lui il “marito fedifrago per eccellenza”.
Perché questa diversità di misura? Perché nel 2026 una donna deve ancora essere definita e giudicata prioritariamente per la sua condotta sentimentale, quasi che questa potesse influenzare la percezione della sua onestà o, peggio, la sua posizione in un caso di omicidio?

10/04/2026

DOMANDA : Ma è vero che in una separazione giudiziale con alta conflittualità il giudice spesso colloca i bambini in casa famiglia ?
RISPOST: Non funziona proprio così !!

10/04/2026

Ieri sera a Incidente Probatorio abbiamo approfondito un aspetto inquietante e doloroso: la profanazione della tomba di Pamela Genini. 🕵️‍♀️⚖️
Dietro un gesto così estremo non c’è mai solo il caso. Abbiamo analizzato tre piste principali:
1️⃣ Criminalità organizzata: Un’azione punitiva o un messaggio plateale?
2️⃣ Riti esoterici: Una pratica legata a sette locali?
3️⃣ L’ossessione: La pista che ritengo più plausibile. Una mente disturbata, nata da quel microcosmo di relazioni tossiche che hanno segnato il destino di Pamela ben prima del tragico evento.
Analizzare queste dinamiche non significa solo cercare un colpevole, ma capire come l’ossessione possa trasformarsi in una persecuzione che non si ferma nemmeno davanti alla morte.
Cosa ne pensate? Può un’ossessione arrivare a tanto o credete ci sia dietro un disegno più ampio? Ditemi la vostra nei commenti. 👇

08/04/2026

Il caso di Chiara Poggi continua a far discutere, portando alla luce dettagli che potrebbero riscrivere le dinamiche di quella tragica mattina. Durante l’ultima puntata di Fatti Nera, sono emersi elementi che alimentano nuovi interrogativi:
Le tre sedie spostate: Un dettaglio apparentemente minore che suggerisce la presenza di più persone in casa. Chiara stava ospitando qualcuno che conosceva bene?
L’allarme disattivato: Alle 9:12 il sistema viene spento. Non per far uscire i gatti, che sono rimasti all’interno, ma forse per far entrare qualcuno.
La bicicletta: Un testimone oculare e la condizione di “disimpegno” in cui si trovava Chiara fanno pensare a una persona fidata, qualcuno per cui non era necessario “prepararsi”.
• Ordine e stoviglie: Se la sera prima tutto era in perfetto ordine (come dichiarato da Stasi), cosa è successo in quelle poche ore del mattino per cambiare la scena del crimine?
La giustizia ha emesso i suoi verdetti, ma il dibattito sulle dinamiche probatorie resta aperto. È possibile che la verità sia ancora più articolata di quanto emerso finora?

In questi giorni circola l’immagine di una piccola scimmia rifiutata dal proprio branco che trova conforto stringendo un...
23/02/2026

In questi giorni circola l’immagine di una piccola scimmia rifiutata dal proprio branco che trova conforto stringendo un peluche.

Molti la trovano tenera.
Io la trovo potente.

Secondo la teoria dell’attaccamento di John Bowlby, ogni cucciolo – umano o animale – ha un bisogno primario di una base sicura.
Quando questa viene meno, il sistema di attaccamento non si spegne. Si attiva con forza.

Se la figura di riferimento non è disponibile, ci si aggrappa a ciò che può sostituirla simbolicamente.

Nel contesto delle separazioni conflittuali, questo accade più spesso di quanto immaginiamo.

Un bambino che rifiuta un genitore, che si chiude, che sviluppa sintomi o che sembra “allearsi” con uno dei due, spesso non sta manipolando né scegliendo.
Sta cercando stabilità emotiva in un contesto che percepisce instabile.

La scimmietta non ha scelto il peluche perché lo preferiva.
Lo ha scelto perché era l’unica cosa disponibile.

Quando parliamo di affidamento e tutela dei minori, dovremmo chiederci:
stiamo garantendo al bambino una base sicura?
O lo stiamo costringendo a costruirsene una di fortuna?

Ogni minore ha diritto a legami che lo proteggano dal conflitto degli adulti.

I nomi cambiano, le città anche, ma la dinamica del dolore segue un copione che non possiamo più limitarci a leggere.-IL...
17/02/2026

I nomi cambiano, le città anche, ma la dinamica del dolore segue un copione che non possiamo più limitarci a leggere.
-IL FILO ROSSO:
Ieri in trasmissione abbiamo ripercorso diverse storie, diverse vite spezzate. Eppure, guardando bene, emerge una trama comune che unisce ogni caso di femminicidio trattato:

-IL POSSESSO SCAMBIATO PER AMORE: Il passaggio dal “ti amo” al “sei mia” è il primo segnale d’allarme che troppo spesso viene sottovalutato.

-L’ULTIMO APPUNTAMENTO : La ricorrenza tragica di quel “chiarimento finale” che diventa una trappola. Dobbiamo ribadirlo: l’ultimo incontro non si deve fare. Mai da sole.

-I SEGNALI IGNORATI : Spesso i casi di ieri mostravano denunce pregresse o campanelli d’allarme. Il silenzio non è mai neutralità, è complice.

-LA RIFLESSIONE :
Non sono “raptus”. Non sono “delitti d’impeto”. Sono l’esito estremo di una piramide di violenza che affonda le radici nel controllo e nella mancanza di educazione all’affettività. Ogni volta che ne parliamo, l’obiettivo non è fare cronaca nera, ma accendere una luce sulle crepe di un sistema che deve proteggere prima, non piangere dopo.

28/01/2026

Stai affrontando una separazione e il giudice ha richiesto una CTU ?

28/01/2026

“Siamo sicuri che l’educazione emotiva ‘soft’ basti ancora? Dopo i fatti di La Spezia, credo sia il momento di parlare ai giovani della cruda realtà delle conseguenze, anche portandoli a vedere cos’è davvero il carcere. Guardate qui e ditemi se siete d’accordo.”

27/01/2026

"C’è un punto del processo Paganelli che mi lascia perplessa. Si parla della giornata al mare e dei sospetti della figlia, ma si insiste sul fatto che lei fosse l'unica a sapere. Eppure, lei stessa definisce la nonna come la sua 'grande confidente'. Allora mi chiedo: perché mai avrebbe dovuto tenerle nascosto proprio questo? Secondo me questo filone meritava molta più attenzione. Vi convince la versione emersa in aula?"

22/01/2026

Gli avvocati di Carlomagno attribuiscono la responsabilità del gesto alla paura di perdere il figlio, evocando lo spettro di un affido esclusivo. È difficile, però, non vedere in questa narrazione una dolorosa strumentalizzazione.
Oggi l’affido esclusivo rappresenta un’extrema ratio, applicata dai giudici solo in presenza di gravi elementi pregiudizievoli da parte di un genitore. E anche in quei casi, la frequentazione con l’altro genitore viene comunque garantita. In una separazione “ordinaria”, come sarebbe stata la loro, l’affido sarebbe stato congiunto. Parlare di una sottrazione del figlio significa ignorare la realtà giuridica e usarla come alibi.
La verità, a mio avviso, è un’altra. Quest’uomo aveva compreso (anche per la presenza di un altro uomo nella vita di Federica )che non avrebbe più potuto riconquistare sua moglie. Aveva capito che il nucleo familiare si era spezzato in modo irreversibile, che Federica era lucida, determinata, pronta a cambiare vita.
E questo dolore, questa perdita di controllo, questa ferita narcisistica, per lui erano insopportabili.
Fino a trasformarsi in un pensiero terribile, definitivo: “se non con me, con nessun altro”.
Federica non è stata semplicemente uccisa.
Federica è stata cancellata.
Cancellata nella sua libertà, nel suo futuro, nel suo diritto di scegliere e di vivere.

E questo non può, non deve, essere giustificato!!!

19/01/2026

Questa donna aveva un nome.
Aveva una vita.
E oggi non può più raccontarla.
Ma non è “una donna trovata morta”.
È una donna che non è stata salvata.
Dietro questo volto non c’è solo la morte.
C’è la paura taciuta.
C’è la solitudine.
C’è una violenza che, molto probabilmente, è cresciuta nel silenzio.
Il femminicidio non arriva all’improvviso.
Arriva quando i segnali vengono ignorati.
Quando il controllo viene scambiato per amore.
Quando la sofferenza di una donna viene minimizzata.
Da psicologa giuridica e criminologa so una cosa con certezza:
prima della fine, quasi sempre, c’è una richiesta d’aiuto che non trova risposta.
Guardare questa foto fa male.
Ma dovrebbe far male ancora di più sapere che continuerà a succedere,
se continuiamo a chiamare queste morti “tragedie”
invece di chiamarle con il loro vero nome: femminicidi.
Non è solo una storia che si è spezzata.
È una responsabilità che pesa su tutti noi.

🖤 Per lei.
🖤 Per tutte quelle che non hanno più voce.
🖤 Per quelle che sono ancora in tempo.

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Cisterna Di Latina
04012

Telefono

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