09/01/2026
Quando l’identità è fragile, non basta “stare meglio”:
serve ricostruire dall’interno.
I sintomi – vuoto, instabilità emotiva, relazioni che oscillano tra bisogno e rifiuto – non si risolvono con consigli o tecniche rapide. Hanno bisogno di uno spazio terapeutico in cui ciò che accade nelle relazioni di vita può essere compreso mentre si manifesta, dentro la relazione di cura.
Il trattamento efficace lavora proprio lì:
nel modo in cui ti leghi, nel modo in cui senti l’altro, nel modo in cui temi di perderlo o di esserne invaso.
Non si evita l’intensità: la si contiene, la si osserva, la si trasforma.
È un percorso strutturato, profondo, che aiuta a dare continuità all’identità, a integrare parti opposte, a rendere le relazioni meno caotiche e più reali.
Se ti riconosci in questi segnali, sappi che esiste una psicoterapia pensata specificamente per questo funzionamento e che può portare a cambiamenti stabili, non solo a sollievi momentanei.
Curare non significa spegnere ciò che senti.
Significa imparare a reggerlo senza perderti.