Dott.ssa Marica Miccoli- Psicologa, Psicoterapeuta-

Dott.ssa Marica Miccoli- Psicologa, Psicoterapeuta- Psicologa specializzata in Psicopatologia dell'apprendimento.Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

03/03/2026

Edoardo si sente in ansia; non sa neanche lui perché, ma da qualche settimana quando si sente così agitato lo fa sentire meglio mettere in un certo ordine le sue matite o dire certe frasi. La mamma, nell’osservare questi comportamenti, si sente invadere prima dal timore che sia colpa sua e poi dall’irritazione; con tono infastidito dice «Smettila subito, che mi fai sentire male!» (messaggio: ciò che fai fa sentire sbagliata mamma).
Anche se vorremmo tutti dei figli sempre felici e in salute, come osserviamo in questa scena quando questo non accade il problema non è solo il dispiacere per il bambino che soffre: le emozioni dei bambini, e i comportamenti a essi associati, possono rappresentare una MINACCIA per il genitore.
Il problema, infatti, è come risuonano dentro di noi le emozioni, i pensieri, le sensazioni del bambino: «Ho sbagliato qualcosa»; «Sarà che è successo qualcosa e non me ne sono accorta? Oddio, non sono una buona mamma!»; «Mia figlia sta soffrendo troppo, è insopportabile per me». Quante volte ci capita di avere un dialogo interno di questo tipo? La risposta e il modo di gestire le emozioni e i comportamenti del bambino da parte del genitore, dunque, sono mediati dalle proprie reazioni a quelle emozioni o comportamenti. Questo è vero sia in positivo che in negativo. In positivo, le nostre reazioni alle emozioni del bambino ci rendono più recettivi, più attenti a quello che gli succede; come dire: se una mamma non si allarmasse un po’ nel vedere la tristezza del figlio, forse avrebbe bisogno di più tempo per accorgersi che c’è qualcosa che non va. L’altra faccia della medaglia, però, è che il genitore rischia di essere regolato più dal desiderio di non provare lui stesso un dispiacere, sentimenti di colpa o un’altra forma di disagio emotivo che dai bisogni del bambino. È quello che osserviamo nelle scene iniziali: le mamme sembrano focalizzate più che sul bambino sul trovare dei modi per non sentirsi tristi, rifiutate o in colpa. Quanto più il genitore si sente minacciato, tanto più tenderà a mettere in atto comportamenti tesi a prevenire o inibire le emozioni dei bambini, anche magari quando ci sono evidenti effetti controproducenti, con il risultato che il messaggio rischia di essere «Se tu sei triste, io sto male» o «Non voglio che provi ciò che provi»; questo attraverso comportamenti diversi: • come la mamma di Barbara, il genitore può dispiacersi empaticamente per il figlio, provare lui stesso un intenso dolore nel vederlo soffrire e cercare dunque di «cancellare» o distrarlo da una sofferenza, che in vero è inevitabile e normale.Come la mamma di Edoardo, il genitore può vivere il comportamento o l’emozione del figlio come la prova di un proprio errore nella capacità di proteggerlo e preservarlo, viverlo con sentimenti di colpa; colpa che a sua volta può alimentare anche irritazione verso il figlio, che quindi viene colpevolizzato per quello che prova.
Da "Il linguaggio del cuore".

Rental family - nelle vite degli altri.Un film delicato, dolce, attento, ironico.Pieno di riflessioni sulle relazioni in...
27/02/2026

Rental family - nelle vite degli altri.
Un film delicato, dolce, attento, ironico.
Pieno di riflessioni sulle relazioni interpersonali e sul valore dei gesti di cura, anche quando sono apparentemente non autentici. Infatti è molto facile che dalla finzione si passi alla realtà,
perché solo il ruolo è qualcosa di costruito,
mentre i sentimenti e i legami che si formano sono assolutamente reali.
Nel rendersi disponibili ad essere "affittati" come componenti temporanei di una famiglia per risolvere un problema di relazione, si entra in una sorta di gioco di rappresentazione dove i nodi si sciolgono e il contatto empatico che si realizza è autentico e trasformativo.

E poi sullo sfondo c'è Tokyo, c'è il Giappone🤩

Da non perdere!

🎯 Bonus Psicologo 2025: tutto quello che c’è da sapere per richiederloIl bonus per accedere a percorsi di psicoterapia è...
13/08/2025

🎯 Bonus Psicologo 2025: tutto quello che c’è da sapere per richiederlo
Il bonus per accedere a percorsi di psicoterapia è stato confermato anche per il 2025, con più fondi a disposizione rispetto all’anno scorso.

💶 A quanto ammonta?
Il contributo massimo è di 1.500 €, erogato in base all’ISEE e utilizzabile anche per sedute online.
👉 Fino a 50 € a seduta, direttamente al professionista.

📌 Chi può richiederlo?
✔ Residenti in Italia
✔ ISEE valido sotto i 50.000 €
✔ Priorità a chi vive condizioni di ansia, depressione, stress o fragilità psicologica

📅 Quando fare domanda?
La finestra per inviare la richiesta non è ancora aperta, ma durerà 60 giorni e sarà annunciata con almeno un mese di anticipo.

🧾 Come fare domanda?
✔ Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
✔ Seleziona “Contributo sessioni psicoterapia”
✔ Puoi anche chiamare il numero verde 803.164 (da rete fissa)

📊 Contributo in base all’ISEE:
• ISEE < 15.000 € → fino a 1.500 €
• ISEE 15.000–30.000 € → fino a 1.000 €
• ISEE 30.000–50.000 € → fino a 500 €

🔒 Ogni beneficiario riceverà un codice univoco da comunicare allo psicologo per ogni seduta. Il rimborso va direttamente al professionista.

⏳ Il codice ha validità 270 giorni. Dopo, decade e le risorse vengono riassegnate.

🧠 Il Bonus Psicologo è un’opportunità concreta per prendersi cura del proprio benessere psicologico. Se pensi di averne bisogno, non aspettare l’ultimo momento: informati e preparati per fare domanda.

In terapia cognitivo-comportamentale, il perfezionismo non è visto come una sana ambizione, ma come una strategia disfun...
03/06/2025

In terapia cognitivo-comportamentale, il perfezionismo non è visto come una sana ambizione, ma come una strategia disfunzionale per evitare il giudizio. Infatti, il perfezionismo tende ad alimentare ansia, insoddisfazione e rigidità nei pensieri: “Devo essere impeccabile”, “Se sbaglio, deludo tutti, “Non posso mostrarmi fragile”.

La CBT, aiutia le persone a riconoscere questi schemi di pensiero, a metterli in discussione, e a costruire una visione più flessibile e compassionevole di sé stesse.

"HANAMI" in Giappone significa "osservare i fiori". I fiori di ciliegio in primavera, sbocciano, rendono il panorama inc...
18/04/2025

"HANAMI" in Giappone significa "osservare i fiori". I fiori di ciliegio in primavera, sbocciano, rendono il panorama incantevole e poi appassiscono nell'arco di 2 settimane. Ammirarli si tratta di un vero e proprio carpe diem. L' HANAMI non é una semplice osservazione della natura: chi vi si immerge entra in contatto con la fugacità della vita, con la fragilità di ciò che ci circonda, con la consapevolezza del divenire in tutte le cose, del ciclo di genesi, trasformazione, morte e rinascita che dall'alba dei tempi si ripete incessante riflettendosi cosi come nel mondo esterno allo stesso modo anche nel nostro mondo interiore.
Risvegliarsi, fiorire, crescere, maturare, evolversi, reinventarsi!

Inside Out 2 è il film della nostra epoca, non solo del momento.Il merito è soprattutto di Ansia, una delle nuove emozio...
03/07/2024

Inside Out 2 è il film della nostra epoca, non solo del momento.Il merito è soprattutto di Ansia, una delle nuove emozioni che con Noia, Invidia e Imbarazzo stravolgono la personalità di Riley.
Durante tutta la proiezione non riuscivo ad uscire dal mio ruolo di psicoterapeuta. Ho trovato che questo cartone utilizzasse termini tipici della mia professione come "valori", "accettazione", "senso di sé", "sistema di credenze".

Un momento in particolare del film mi è rimasto impresso. È quando, le emozioni di base e le nuove emozioni si abbracciano tutte insieme riuscendo a calmare Riley che era in preda al panico.

Si ride, ci si commuove e, soprattutto, ci si immedesima, perché tutti abbiamo avuto a che fare con quella baraonda emotiva che sembra voler stravolgere la nostra personalità, anche se in realtà la rende solo più complessa e completa. Il regista Kelsey Mann ha voluto traferire proprio quello, cioè che l’Ansia, in particolare, non è un’emozione sbagliata o cattiva. Deve solo trovare il suo modo per esprimersi. "Era importante iniziare da un estremo e poi portarla all’altro, così che chiunque soffrisse di ansia potesse vedere tutte le possibilità", ha detto Mann al New York Times, aggiungendo che la scena più amata del sequel è un dialogo tra Gioia e Ansia, che svela la natura profonda di quest’ultima emozione: "Mi dispiace Gioia — dice quando Riley pare crollare, sopraffatta da lei —. Stavo cercando di proteggerla".

Chi ha lavorato su di sé sa quanto sia importante esprimere ed accogliere tutte le emozioni.
Consiglio la visione a tutti, perché troppo spesso ci si dimentica dell' importanza delle nostre e altrui emozioni.

Andate al cinema e non ve ne pentirete!!

«Penso di essere portato a una certa intensità, a spingermi sul filo della commozione. È una caratteristica umana che ne...
04/05/2024

«Penso di essere portato a una certa intensità, a spingermi sul filo della commozione. È una caratteristica umana che nella vita reale ha alcune controindicazioni, ma in musica aiuta a raggiungere il confine, quello in cui si può perdere l’equilibrio emotivo. Io riesco a camminare su questo filo, e la tensione che si crea tra il cadere e il rimanere in piedi rende le cose che faccio molto vive e intense.

La mia testa aspira all’equilibrio, la mia pancia alle emozioni. Il risultato è che vivo perennemente in curva, con una forza che mi spinge fuori strada, ma il volante in mano a cercare di rimanere in pista.

[...] Da un punto di vista professionale vedo che chi mi ascolta, le persone che hanno il mio stesso algoritmo, che stanno nella mia bolla, sono contente di trovare un’oasi di pace, una riserva, un luogo in cui si va più piano, a un ritmo più naturale. L’aspetto più interessante della mia storia è proprio questo: che c’è una strada diversa e possibile.

Al di là di alcune canzoni riuscite, o amate perché fanno parte della storia personale di chi mi ascolta, penso che la gente apprezzi di me anche un certo modo di parlare, vestirsi, presentarsi, comunicare, andare o non andare in determinati posti. La somma di queste scelte restituisce un personaggio credibile di un certo modo di essere. Non è solo la musica la ragione per cui le persone si sono affezionate a me. Ma una coerenza: le mie canzoni mi assomigliano».

[Niccolò Fabi]

L’AMORE È ANCHE LIBERTÀ In qualsiasi forma si manifesti, tra partner o tra genitore e figlio, l’amore si configura come ...
16/04/2024

L’AMORE È ANCHE LIBERTÀ

In qualsiasi forma si manifesti, tra partner o tra genitore e figlio, l’amore si configura come relazione, ma comincia nella solitudine più profonda, nel trovare se stessi e non lasciarsi più andare.

Saper stare bene con se stessi significa essere pieni di amore, rispetto e attenzione per la nostra persona, dedicarsi a fare crescere il proprio potenziale, cercare di esprimere tutto ciò che in noi può essere espresso.

Solo quando sei assolutamente felice nella tua solitudine, quando non hai affatto bisogno dell’altro sei in grado di amare, di fare in modo che anche chi ti è accanto possa conquistare la propria libertà, esprimere se stesso, compiere le proprie scelte anche se questo significasse allontanarsi da noi.

La solitudine e l’indipendenza dell’altro fanno spesso paura. Una volta che le avrà conquistate, non avrà bisogno di noi e potrà metterci da parte in qualsiasi momento. Cerchiamo così di farlo rimanere in uno stato di dipendenza, di perenne bisogno, in modo da restare ai suoi occhi una presenza di vitale importanza. Questa forma di baratto è però sempre fioriera di conflitti, frustrazioni e sofferenza.

Se hai bisogno dell’altro, lo puoi solo usare, manipolare e dominare.
Se lo ami, lo aiuti a fiorire.

“L’amore non è un bisogno, ma un traboccare. L’amore è un lusso, è abbondanza. Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi. Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Tu devi comunque cantare, devi danzare la tua danza”.
Osho

Perché la Schema Therapy è così potente e speciale?Questo approccio combina tecniche e idee di tutte le principali scuol...
04/04/2024

Perché la Schema Therapy è così potente e speciale?
Questo approccio combina tecniche e idee di tutte le principali scuole di psicoterapia.
L'obiettivo è soddisfare i bisogni primari insoddisfatti durante l'infanzia. Questi bisogni sono:
- sicurezza
- legame e cura
- autonomia
- regole
- gioco

Da terapeuta e da essere umano che ha abbracciato le sue fragilità, credo che fare Schema Therapy sia una delle esperienze più significative e toccanti.

"Sii l'adulto di cui avevi bisogno quando eri un bambino"



Da leggere e rileggere
20/03/2024

Da leggere e rileggere

La Gente ti FA quello che ÈE se comprendi questoChe vale anche per teIntegri il fatto che nulla è personaleE che non pos...
15/03/2024

La Gente ti FA quello che È
E se comprendi questo
Che vale anche per te
Integri il fatto che nulla è personale
E che non possiamo MAI pretendere da nessuno
Qualcosa che vorremmo.

Se qualcuno non ti sceglie
Non è personale
Se qualcuno non ti vuole
Non sei sbagliato/a
Se qualcuno ti tradisce
Non sei da meno di nessuno

Sono tutte azioni che facciamo verso noi stessi
Che parlano di una storia nascosta
Programmi o condizionamenti
Che nel profondo continuano ad agire
Sempre.

Chi non elabora la propria storia personale
Avrà sempre una ripetizione
Una ricerca nascosta di qualcosa o qualcuno
Che non ha integrato dentro di sé.

Non è personale.
Ma risveglia in te la tua storia
Quel pezzo che vuole esser visto
Perché non è stato Amato.

Abbiamo tanti pezzi di storia personale
Dove l’amore non è emerso
Dove vi sono buchi di calore
E ognuno di noi
Per sopravvivere
Li ha tappezzati di credenze e comportamenti.

Lavorare su di noi
Implica entrare nei contenuti nascosti
Ai quali cerchiamo di dare spiegazioni logiche
Ma queste radici sono SOLO
Un ammasso di emozioni rimaste lì
Non ascoltate
Non amate.

In queste parole il riassunto del mio lavoro ❤️"Ho capito che dove non c’è certezza del futuro, serve vivere con più int...
08/02/2024

In queste parole il riassunto del mio lavoro ❤️
"Ho capito che dove non c’è certezza del futuro, serve vivere con più intensità il presente. Ho strappato alla mia fine una manciata di anni e li voglio vivere come un presente allargato.
Cosa darei oggi per suonare davanti a 15 persone.
I numeri non contano. Perché ogni individuo è unico, irripetibile e a suo modo infinito.
Quando tutto crolla e resta in piedi solo l’essenziale, il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più.
Io sono quel che sono, noi siamo quel che siamo.
Come è liberatorio essere se stessi."

Giovanni Allevi , grazie per il tuo immenso dono.

Indirizzo

Via Angelo Giacobelli N. 17
Cisternino
72014

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
Sabato 09:00 - 14:00

Telefono

+393282595044

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