24/11/2025
Il messaggio del Presidente della Cooperativa La Rondine
In un mondo civile, basato sul rispetto, il 25 novembre di ogni anno dovrebbe essere un giorno normale. Uno di quelli classici da calendario, che ti puoi ricordare per una festa di un familiare o di un amico, al massimo perché cade di domenica.
Invece, purtroppo da anni, è diventato un momento di riflessione e spesso di bilancio rispetto a continue violenze che subiscono le donne. Le statistiche si arricchiscono di dati e le cronache ci tengono costantemente aggiornati su episodi a volte ai limiti dell’umanità. Non sempre però siamo coinvolti nella conoscenza di situazioni eclatanti, ci sono tanti piccoli fatti che restano sommersi e che contribuiscono a rendere sempre più violento il mondo femminile.
Nell’epoca della tecnologia che può tutto, siamo ancora di fronte a situazioni di forte arretratezza mentale e culturale. Non è più solo una questione geografica o di religione, la donna è costantemente a rischio anche nei paesi più sviluppati. Un’esposizione su più fronti, dalla famiglia, al lavoro, passando per le ‘temibili’ e a volte dolorose relazioni sentimentali.
Ce lo diciamo ogni anno con la speranza di non ripeterci: ed invece eccoci qui anche quest’anno a dire basta violenza sulle donne. Lo facciamo con la stessa forza di sempre, perché anche una voce, un allarme o una denuncia può cambiare un destino, salvare una vita, restituire dignità.
Noi uomini della cooperativa ‘La Rondine’ facciamo fatica a comprendere certi gesti, certe azioni, così lontane e contrarie a quelle che quotidianamente mettiamo in campo per accogliere e rendere serene nel lavoro le nostre colleghe. Il nostro rapporto con le tante donne che animano e sorreggono i nostri valenti servizi e con quelle che fanno parte della nostra quotidianità, è sano, vero e basato sul rispetto che si deve non ad un sesso debole, ma a persone dotate di grande intelletto, spirito di collaborazione e socialità.
Ci battiamo da anni per diffondere la parità di genere, convinti che il dialogo, la fiducia, e la stima siano dei validi mezzi di comunicazione e relazione. Violenza, arroganza e prevaricazione non fanno parte del nostro vocabolario.
Noi proseguiamo convinti per la nostra strada e speriamo, con la giusta umiltà ma anche con un pizzico di orgoglio, che anche il mondo fuori possa trarre esempio dal ‘nostro rispetto’.