Progetto010

Progetto010 Un’equipe di psicologi uniti per supportare le famiglie e gli insegnanti della fascia 0/10.

13/09/2024

PERCHE’ E’ SUCCESSO? DALLA PAURA AL CORAGGIO
Nessuno di noi può sapere che cosa è scattato nella mente del 17enne che ha compiuto l’efferata strage familiare che ci ha lasciato tutti atterriti. Certo è che in questi giorni ci siamo trovati a parlare più volte di casi di cronaca in cui una violenza inaudita è stata compiuta senza alcuna consapevolezza reale della gravità che quel “gesto assassino” porta non solo nella vita di chi viene ucciso, ma anche nella vita di chi uccide. Le poche parole dell’adolescente reo confesso, rese disponibili dai media nazionali, ci fanno intuire che quel ragazzo si sentiva estraneo, dislocato e sconnesso sia rispetto al mondo intorno a sé sia nei confronti di se stesso. Capita in adolescenza di soffrire di intensi stati di disagio emotivo, in cui si prova dolore e sofferenza, senza però sapere che cosa li generi e come fare ad attraversarli e affrontarli. Questo è ciò che il 17enne di Paderno Dugnano diceva di provare da giorni. Come questo vissuto di depersonalizzazione e derealizzazione possa portare ad uccidere con un coltello tutta la propria famiglia saranno la magistratura, gli specialisti e forse il tempo a dircelo. Io percepisco la dimensione del vuoto interiore in questi eventi così tragici, che coinvolgono adolescenti che uccidono senza sapere perché. Mi colpisce il fatto che il ragazzo abbia dichiarato che un minuto dopo aver compiuto la strage, si sia reso conto che ciò che aveva fatto non risolveva il suo dolore e rappresentava qualcosa di irreparabile. C’è in tutto questo una lontananza siderale dal principio di realtà e un’incapacità enorme di dotarsi di una responsabilità - rispetto ai propri agiti e alle proprie scelte - che alle soglie dei 18 anni dovrebbe essere ben formata e strutturata. Invece ci troviamo di fronte a “quasi adulti” che trattano la vita propria e degli altri come un bene di poco valore, come se avessero a che fare con bambolotti o pupazzi di pezza. Che non sembrano aver sviluppato il concetto di bene e di male e quindi non lo usano come filtro da interporre tra ciò che pensano e ciò che fanno. C’è una totale diseducazione a guardarsi dentro e a leggersi dentro. Quasi tutti in adolescenza abbiamo sperimentato disagio, fatica e dolore. Per ve**re fuori da certe sabbie mobili emotive, abbiamo dovuto comprenderle, condividere il nostro disagio parlando con amici e/o adulti di riferimento. Lo abbiamo dovuto affrontare e tollerare sapendo che la vita spesso ci obbliga a camminare in salita, a fare fatica e non sempre ci dà - in modo immediato e magico - il rimedio che ci serve per stare meglio. In questo società del tutto e subito, sentire dolore e disagio interiore senza sapere come dirlo, a chi dirlo e cosa farne è un fenomeno frequente soprattutto nei maschi che vivono una crescita in cui essi stessi fanno milioni di cose, ma parlano pochissimo del dolore che vivono ed elaborano ancora meno il significato che accompagna i loro stati emotivi disagevoli. Tra l’altro i giovani maschi crescono immersi in una cultura che chiede loro di immergersi nella violenza e nella potenza, considerati valori molto più importanti – se sei nato maschio – della competenza. Devi essere un “vero uomo”: ancora oggi è un mantra che inibisce e cancella il diritto/dovere che ciascuno ha di essere un uomo vero. Così, crescere maschi, vuol dire confrontarsi più spesso con supereroi che sparano e uccidono, piuttosto che con uomini adulti che salvano vite o si prendono cura del dolore di chi vive al proprio fianco. Diventi campione di un videogioco quante più persone uccidi, vai al cinema a vedere storie impregnate di azioni violente e canti canzoni in cui sballo e prepotenza, sbruffonaggine e criminalità sono identificate come valori identitari. Mi guardo bene dal dire che siano queste le ragioni del massacro di Paderno Dugnano. So bene che non lo sono. Ma se il dolore degli uomini è inteso sempre e solo come qualcosa che va nascosto e che rende fragili, se chiedere aiuto è considerato fragilizzante e “roba da femmine”, che cosa resta nell’esperienza e dell’esperienza del dolore a chi nasce e cresce maschio? Solo il bisogno di nasconderlo, di fingere di non sentirlo e se arriva, di lasciarsene travolgere nel silenzio di tutti per poi trasformarlo in gesti caotici pieni di potenza distruttiva. In tutti noi genitori, oggi c’è sgomento e dolore. Continuo a ricevere messaggi di madri e padri che vorrebbero essere rassicurati, che chiedono parole che ci facciano sentire dalla parte giusta, in un territorio della vita in cui garantirsi la certezza che a noi queste cose non capiteranno mai. Io non posso dare a nessuno questa certezza. Tanto meno la posso dare a me, che sono padre di quattro figli. Però invito tutte le mamme e i papà a non lasciarsi sopraffare dal senso di impotenza e di paura. Continuiamo ad essere presenti sulla scena della vita dei nostri figli, senza invaderla. Continuiamo a farli stare nella vita reale, in modo tale che escano nel mondo e continuino a desiderare di esplorarne la bellezza e quell’ignoto della cui esplorazione non puoi fare a meno quando sei adolescente. Aiutiamoli a fare rete perché possano incontrarsi con persone vere e reali, dentro comunità e non dentro a community virtuali dove si socializza e si videogioca senza avere mai nessuno in carne e ossa davanti a sé o al proprio fianco. Costruiamo scuole e luoghi di aggregazione dove imparino a parlare, a dire, a sperimentare la bellezza e la fatica, la gioia e la tristezza che la vita reale reca con sé. Continuiamo a parlare tra noi adulti di ciò che davvero conta nella vita, che non è garantire benessere e protezione fisica ai nostri figli. Certo questi due elementi sono molto importanti. Ma ciò che serve di più è che i nostri figli ci vedano desiderosi della loro autonomia, capaci di spingerli là dove il terreno della vita è sconnesso e aspro, non impauriti dalle loro cadute e dalle sbucciature dei loro cuori e delle loro ginocchia. In questo momento dove tutti siamo pieni di paura, i nostri figli hanno bisogno di una sola cosa: di adulti coraggiosi che sappiano testimoniare che anche dentro il dolore ciò che conta davvero è tenere alto lo sguardo verso il cielo. E verso lo sguardo di tutti gli altri intorno a noi.
Se pensate che queste parole, oggi possano essere di aiuto per altri genitori, condividetele.

01/09/2024
Martedì 21 Giugno alle 20:30 nella Parafarmacia Favarin Cittadella parliamo dei capricci.🌪😵‍💫🌪Ma anche delle emozioni, d...
18/06/2022

Martedì 21 Giugno alle 20:30 nella Parafarmacia Favarin Cittadella parliamo dei capricci.
🌪😵‍💫🌪

Ma anche delle emozioni, delle regole, dei limiti, della pazienza…
❣️🧸🧘‍♂️

Aperto alle mamme, ai papà, ai nonni, agli zii.
Iscrivetevi!! 😉

Festeggiamo oggi la nostra collega Paola Matussi che riceve un’importante riconoscimento dal capo dello stato per la ded...
02/06/2021

Festeggiamo oggi la nostra collega Paola Matussi che riceve un’importante riconoscimento dal capo dello stato per la dedizione, la passione e l’impegno messo nella sua professione.
Paola siamo orgogliose di te e grate per il percorso fatto insieme ♥️

Trieste – Giornata intensa in piazza Unità d’Italia che alle ore 10.00 ha visto l’alzabandiera solenne per celebrare la Festa

Mercoledì abbiamo concluso il progetto con i bambini.È stato un percorso importante durante il quale abbiamo riflettuto ...
05/03/2021

Mercoledì abbiamo concluso il progetto con i bambini.
È stato un percorso importante durante il quale abbiamo riflettuto sulle emozioni provate in questo periodo e la possibilità di trasformarle in nuove storie.
Il prossimo appuntamento sarà con i genitori per condividere quanto emerso in classe.

Il terzo incontro del progetto "creiamo insieme nuove storie" partendo da questi elementi, cosa sarà venuto fuori?? Lo s...
25/02/2021

Il terzo incontro del progetto "creiamo insieme nuove storie" partendo da questi elementi, cosa sarà venuto fuori?? Lo scopriremo durante il nostro ultimo incontro

SCUOLA PRIMARIA - 4^

Terzo incontro per la classe quarta, del progetto “Creiamo insieme nuove storie: giochi e disegni per ripartire”, tenuto dalla dottoressa Clementina Ripepi (equipe Progetto 0-10).

Oggi abbiamo disegnato la nostra storia, a partire da questi elementi
😷 🔔 📱🌡 ✉️ 🧴.

Il secondo incontro con i bambini della quarta dell'istituto Farina.Pensare insieme alle emozioni vissute e poi creare u...
18/02/2021

Il secondo incontro con i bambini della quarta dell'istituto Farina.
Pensare insieme alle emozioni vissute e poi creare un personaggio... Che storia inventeremo la prossima volta???

Ieri è iniziato il progetto nella quarta della Scuola Primaria Farina di Cittadella. Una nuova avventura che coinvolge i...
11/02/2021

Ieri è iniziato il progetto nella quarta della Scuola Primaria Farina di Cittadella. Una nuova avventura che coinvolge insegnanti, genitori e soprattutto i bambini durante la quale rifletteremo insieme sulle emozioni che questo periodo ci sta facendo vivere!

SCUOLA PRIMARIA - Classe 4^

Oggi in classe 4^ è iniziato il progetto “Creiamo insieme nuove storie: giochi e disegni per ripartire”, tenuto dalla Dottoressa Clementina Ripepi (equipe Progetto 0-10).

🧐Tutti insieme, cerchiamo di capire un po’ meglio questo particolare periodo...💭

Se domani i vostri bimbi andranno in classe con i calzini spaiati non sarà per distrazione, sarà per un’ottima causa! ❤️
04/02/2021

Se domani i vostri bimbi andranno in classe con i calzini spaiati non sarà per distrazione, sarà per un’ottima causa! ❤️

Oggi è la prima giornata mondiale dell’educazione.Educare è uno dei termini più meravigliosi che esistano. Etimologicame...
24/01/2021

Oggi è la prima giornata mondiale dell’educazione.
Educare è uno dei termini più meravigliosi che esistano.
Etimologicamente “portar fuori”, “far uscire”.
Per alcuni richiama l’accompagnare o il far crescere.
Ricordiamo quanto sia importante per i bambini avere chi fornisce loro la possibilità di conoscere che cosa sia il mondo e come starci bene dentro.

L’istruzione è un diritto umano, un bene pubblico e una responsabilità civile.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 24 gennaio Giornata Internazionale dell’Educazione, come ruolo chiave nell’educazione alla pace e allo sviluppo sostenibile.

“Senza un’istruzione di qualità ed equa, i paesi non riusciranno a raggiungere l’uguaglianza di genere nè a rompere il ciclo di povertà che sta lasciando indietro milioni di bambini, giovani e adulti.
262 milioni di bambini e ragazzi non frequentano la scuola; 617 milioni di bambini e adolescenti non sanno leggere e fare compiti di matematica di base; meno del 40% delle ragazze nell’Africa sub-sahariana completa la scuola secondaria inferiore e circa 4 milioni di bambini e giovani rifugiati non vanno a scuola. Il loro diritto all’istruzione è stato violato ed è inaccettabile, l’UNESCO invita i governi e tutti i partner a fare dell’istruzione di qualità una ‘priorità fondamentale’, ecco perché nasce la Giornata Internazionale dell’Educazione, appunto per dare voce a questi bambini.”

Per molti è un momento difficile.Per molti la fatica si fa sentire più forte.Per molti sorridere a volte può sembrare un...
21/01/2021

Per molti è un momento difficile.
Per molti la fatica si fa sentire più forte.
Per molti sorridere a volte può sembrare un’impresa.

Noi e i nostri bambini abbiamo bisogno di sorridere perché farlo insieme crea piacere, crea relazione, crea futuro.

Buoni sorrisi!

Indirizzo

Via Gallio, 3
Cittadella
35013

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