Emanuela Pelosi Discipline Olistiche Bionaturali

Emanuela Pelosi Discipline Olistiche Bionaturali Life e Mental Coach
Ayurveda Pratictioner
Massage Therapist
Yoga Trainer Discipline Olistiche Bionaturali

04/12/2025

Il ritorno del Sacro Matriarcato Sofia, Lilith e Maria Maddalena ✨

C'è stato un tempo in cui la terra respirava sotto il ritmo della Grande Madre, e il femminile era visto come origine, mistero e forza creatrice. Tutto era nutrito da lei: vita, spirito, conoscenza. Ma quando il femminile ha iniziato a risvegliare troppa coscienza, è diventata una minaccia per coloro che cercavano il potere. Così il patriarcato si è alzato, non solo per governare, ma per cancellare i custodi del sacro. Così iniziò la più grande inversione spirituale della storia umana.

Sofia è stata la prima vittima di questa cancellazione. Lei, che negli antichi testi gnostici era la Saggezza Divina stessa, la scintilla pura che precede ogni creazione, è diventata sinonimo di errore e caduta. Sofia è la Madre di Gnosi, la luce che si è espansa e scivolata nella materia, e che da allora cerca di guidare l'umanità alla sua origine. Ma quando la religione istituzionale si rese conto che la figura di Sofia si liberava, la sostituì con una Maria docile, silenziosa e obbediente. Hanno tolto alla donna il diritto di essere saggezza, e le hanno concesso solo la funzione di essere “pura”. Ciò che era luce l'hanno trasformato in sottomissione.

Lilith è stata la seguente. Nata dalle tradizioni più antiche, simboleggia il fuoco femminile che non si piega, non tace, non chiede permesso. Lilith rappresenta il corpo sacro, il desiderio libero, la donna che non si sottomette ad Adamo o a nessun dio maschile. Ecco perché è stata demonizzata. Non è stato il diavolo, è stato demonizzato. E non perché fosse pericolosa, ma perché era libera. Il patriarcato teme solo una cosa: il femminile che non può essere controllato.

E poi arrivò Maria Maddalena, forse la più temuta di tutte. Non perché fosse debole, ma perché camminava fianco a fianco con Cristo. Maddalena non era una pr******ta: questa menzogna è nata secoli dopo, inventata per cancellare il suo ruolo di sacerdotessa e iniziata. Faceva parte delle stirpe essenie, conosceva i misteri del tempio ed era custode del sacro femminile. Gesù non camminava da solo. Camminava con una donna sveglia accanto a lui. E questo, per le strutture di potere dell'epoca, era insopportabile Ridurre Maddalena a uno stigma era l'unico modo per cercare di spegnere la luminosità della donna che ha assistito, compreso e sostenuto Cristo.

Quando guardiamo queste tre figure — Sofia, Lilith e Maddalena — comprendiamo ciò che è stato tolto all'umanità. Sofia rappresenta lo spirito, Lilith il corpo e Maddalena l'anima. Insieme formano la trinità femminile proibita, il treppiede che sostiene il vero sacro prima della caduta. È il femminile divino, il femminile selvaggio e il femminile sacerdotale. La tripla fiamma del matriarcato originale.

La caduta del matriarcato non è stata solo sociale. Era spirituale. Hanno messo a tacere Sofia perché la donna non pensasse. Hanno demonizzato Lilith perché non fosse libera. Hanno abbassato Maddalena perché non fosse una sacerdotessa Hanno cancellato il femminile dai testi, hanno trasformato Dio in maschile e insegnato che il corpo della donna era colpa, vergogna e pericolo. Il mondo ha perso l'equilibrio e l'umanità ha perso il suo asse interiore.

Ma nessuna forza divina si spegne per sempre. La memoria della Madre è rimasta addormentata nelle donne — e anche negli uomini che portano dentro di sé il femminile ferito. Ora, in quest'epoca di risveglio, il sacro matriarcato ritorna, non come dominio femminile, ma come equilibrio che il pianeta aspetta da millenni.

Il ritorno del matriarcato è il ritorno dell'intuizione, della guarigione, della sensibilità, dell'anima si risveglia. È il corpo che torna ad essere tempio, lo spirito che torna ad essere libero e la donna che torna ad essere quello che è sempre stata: ponte tra cielo e terra. Il ritorno di Sofia porta la saggezza interiore. Il ritorno di Lilith porta libertà. Il ritorno di Maddalena porta il sacerdozio

E insieme annunciano qualcosa che nessuna struttura può impedire:

La donna non torna per obbedire.
Torna per ricordarsi di te.
Torna a regnare sulla propria vita.
Torna per risvegliare l'umanità
Torna per ripristinare la luce perduta.

Fernanda Luzia

Enzo Palomba 💖💎👽 Altro Pianeta

28/11/2025

QUANDO L’EVITANTE SI AVVICINA… E POI SCAPPA

✒️ Dr. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie

Ci sono persone che entrano nella relazione come chi entra in casa propria: silenziosamente, senza bussare, con naturalezza. E poi ci sono gli evitanti.
Gli evitanti entrano come chi ha paura che la porta possa richiudersi sul loro corpo.
Si avvicinano con cautela, si affacciano,
sentono il calore, si spaventano, e poi fuggono. Non è incoerenza. È un antico meccanismo di sopravvivenza.
Cosa accade dentro un evitante quando si avvicina troppo? Accade una cosa semplice e tremenda: l’intimità attiva una memoria antica di pericolo. Per un attimo si sente visto, scelto, desiderato. E proprio lì, nel punto in cui l’amore inizia a toccarlo davvero,
si riapre la ferita più profonda: “Se mi affido, mi perderò.” Se mi lascio andare, sarò invaso.” Se qualcuno entra, io sparisco.” L’evitante non fugge dall’altro. Fugge da ciò che l’altro risveglia in lui:
il bisogno. Quel bisogno che ha imparato, da piccolo, a reprimere, negare, anestetizzare.
L’avvicinamento è il momento più rischioso per lui. Non la distanza. Perché la distanza la conosce. È la sua casa. L’intimità, invece, è territorio straniero. Così accade la dinamica più dolorosa: si avvicina, perché sente desiderio, curiosità, attrazione, connessione. si accorge di quanto sta provando, e proprio in quell’istante arriva il panico. scappa, perché la vicinanza gli sembra una richiesta impossibile: Non farmi essere ciò che non so essere.” torna, perché la mancanza brucia. Perché non voleva davvero andarsene. Perché la distanza è sicura ma è anche vuota. fugge di nuovo, perché il ritorno riattiva la paura. È un ciclo. E non lo fa per cattiveria. Lo fa perché il suo sistema nervoso non regge l’intimità stabile.
Non è contro di te.
È contro la sua storia.La persona che gli sta accanto spesso pensa:
“Non gli importo abbastanza.”
“Non mi vuole davvero.”
“Non sono la persona giusta.”
Ma la clinica è chiara:
L’evitante non fugge quando non gli importa.
Fugge quando gli importa troppo. È il coinvolgimento che lo terrorizza. Non l’indifferenza.
Cosa accade quando l’evitante impatta con qualcuno che davvero tocca il suo cuore?
Accade questo paradosso: vuole restare e vuole scappare, nello stesso momento. desidera contatto ma teme di essere assorbito. cerca amore ma vive l’amore stesso come una minaccia. ti guarda con intensità, e cinque minuti dopo ti evita come fossi un pericolo. Non è crudeltà: è disorganizzazione interna. È un cuore cresciuto in ambienti dove l’amore faceva male, o non c’era, o arrivava troppo tardi, o non doveva essere chiesto.
La verità è dura:
L’evitante non vuole ferire, ma ferisce perché non sa reggere la vicinanza. E allo stesso tempo soffre. Perché ogni fuga è anche un tradimento verso sé stesso. Ogni volta che scappa, perde ciò che più desidera:
essere amato senza essere inghiottito.
E allora cosa fare?
Non inseguirlo. Non incalzarlo. Non interpretare la sua paura come rifiuto. L’evitante non ha bisogno di essere spinto:
ha bisogno di un luogo dove non deve difendersi dal proprio cuore. Un luogo dove possa imparare, lentamente, che l’intimità non è invasione, che la vicinanza non è pericolo,
che l’amore non è perdita di sé. E questo richiede tempo, pazienza,
confini, e soprattutto una verità: nessuno può guarire la paura dell’intimità al posto dell’evitante stesso. Si può solo restare nella propria verità: chi sei, cosa vuoi, cosa meriti. Il resto è il suo cammino. La sua lotta. La sua soglia da attraversare.

✒️ Dr. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie

09/11/2025
24/09/2025

Dal 22 settembre al 1 ottobre celebriamo Navaratri, le nove notti sacre dedicate alla Devi: forza vitale del cosmo, madre universale, principio dinamico del divino.

Un tempo di introspezione, devozione e rinnovamento, in cui si manifestano tre aspetti della Shakti:
🔴 Durga, la guerriera che dissolve le oscurità interiori;
🟠 Lakshmi, l’energia che dona abbondanza, armonia e bellezza;
⚪ Sarasvati, la luce della conoscenza e dell’ispirazione.
Ogni notte è un invito al cambiamento: si lascia andare ciò che non serve, si coltiva ciò che nutre, si invoca ciò che guida.

In tutta Italia, l’Unione Induista Italiana celebrerà Navaratri con puja, canti, momenti di meditazione e letture sacre, per riconnettersi alla forza del divino femminile, dentro e fuori di noi.
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Unione Induista Italiana: le nostre radici, il futuro di tutti.
🧡 Guidati dalla luce dell'armonia e del rispetto
🤝 Scopri come destinare il tuo 8xMille (Link in BIO)

23/09/2025

Navratra: Significato e Tradizioni
Navratra 2025 da lunedì 22 Settembre a giovedì 02 Ottobre

La celebrazione della devozione e della forza femminile nella cultura indiana.
Navratra, noto anche come Navaratri, è una delle feste più importanti e sentite della tradizione indiana, celebrata con grande fervore e gioia in tutto il subcontinente. Il termine "Navratra" deriva dal sanscrito e significa "nove notti": durante questo periodo, le persone rendono omaggio alla dea Madre, nelle sue diverse forme, attraverso riti, balli, canti e digiuni.
Il significato spirituale
Navratra simboleggia la vittoria del bene sul male e la forza della devozione. Ogni giorno delle nove notti (e dieci giorni) è dedicato a una particolare manifestazione della Dea Durga, che rappresenta la forza divina femminile, la Shakti. Le tre principali dee venerate sono Durga (forza e potere), Lakshmi (ricchezza e prosperità) e Saraswati (saggezza e conoscenza), e ciascuna di esse riceve devozione in giorni specifici durante la festività.
Le tradizioni e i riti
Durante Navratra, le case e i templi vengono addobbati con fiori e luci; le persone indossano abiti dai colori vivaci e, in molte regioni, si osservano digiuni o si consumano solo pasti vegetariani. Ogni sera si svolgono preghiere collettive (aartis) e si recitano mantra dedicati alla Dea.
La danza Garba e Dandiya
In particolare negli stati dell’India occidentale come il Gujarat, Navratra si esprime attraverso danze popolari come il Garba e il Dandiya Raas. Queste danze circolari, eseguite in grandi gruppi, simboleggiano il ciclo della vita e l’energia divina. Le persone danzano intorno ad una lampada o ad un’immagine della Dea, battendo tra loro bastoncini decorati (dandiya).
La puja Kanya
Un rito toccante del Navratra è la Kanya Puja, durante la quale si onorano bambine e ragazze, simbolo vivente della dea, invitandole a pranzo e offrendo loro doni. Questo gesto sottolinea il rispetto della purezza, della saggezza e dell’energia femminile.
L’ultima notte: la vittoria della luce
Il decimo giorno, chiamato Vijayadashami o Dussehra, celebra la vittoria di Durga sul demone Mahishasura, oppure di Rama su Ravana, a seconda delle tradizioni regionali. È un giorno di allegria, in cui si rafforza la fede nella giustizia e nella forza del bene.
Navratra oggi
Nel mondo contemporaneo, Navratra è vissuto come un momento di rinnovamento spirituale e sociale. In molte città indiane e comunità indiane all’estero, si organizzano eventi pubblici, spettacoli e feste che coinvolgono persone di tutte le età, rafforzando il senso di unità e identità culturale.
In conclusione, Navratra è un viaggio di nove notti che conduce dal caos all’armonia, dall’oscurità alla luce, celebrando la forza trasformativa della divinità femminile e l’importanza della devozione, della conoscenza e della prosperità nella vita di ognuno.

22/09/2025

🔥 Quando il Cuore accende e Forgia il Metallo.

Hai mai avuto quella sensazione di portare sulle spalle un peso che non ti appartiene più… ma che non riesci a lasciare andare?

☯️ Nella mia visione dei PsicoPunti e delle Costellazioni energetiche, ogni punto è un portale.

Non un bottone da premere, ma un custode sottile che trattiene, rivela, guida.

E come in ogni mappa energetica, gli Elementi non sono solo archetipi…

Sono costituzioni dell’anima: si imprimono nel corpo, nel modo di camminare, nel tono della voce, nel nostro sentire.

🌬 Il Metallo, quando è rigido, parla attraverso il corpo:
• tristezza che torna, anche senza motivo,

• voce che si spegne tra un sospiro e l’altro,

• spalle che si chiudono come a difendere qualcosa,

• stanchezza che ha il sapore dell’anima, non del corpo,

• pelle e polmoni fragili, come finestre troppo aperte.

👉 Questo è il Metallo che non respira.
Che trattiene, che si difende, che si chiude.

E come si scioglie?

Con il suo antagonista evolutivo: il FUOCO del Cuore.

🔥 Due punti, due chiavi:

🈴 P.1 – MU del Polmone
Apre la porta del respiro dimenticato.
Fa uscire il pianto non versato.

🈴 CV.14 – MU del Cuore
Io lo chiamo Punto della Coerenza del Sé.
È come un fuoco che sa ascoltare.
Quando lo attivi, riaccende il centro del tuo cielo interno.

💥 Insieme, questi due punti aprono una via sottile:

→ trasformano la malinconia in compassione
→ sciolgono la chiusura in abbraccio
→ risvegliano la vitalità da sotto la cenere

💭 Fermati un attimo e chiediti:

• Quale emozione stai ancora trattenendo nelle spalle?

• Il tuo Cuore… ha ancora paura di scaldare il tuo Metallo?

• Riesci a sentire quando il corpo si chiude, e chiede Fuoco?

✨ Condividi questo post con chi porta ancora il Cuore spento e le spalle chiuse.

Perché dietro ogni dolore fisico c’è sempre una verità emozionale che vuole essere ascoltata.

⚠️ Contenuto a scopo educativo. Non sostituisce diagnosi o terapie mediche. Usalo come seme di consapevolezza.

🛡️Non copiare. Condividi con rispetto.

12/09/2025

MAGNESIO: QUANDO MANCA, IL CORPO PARLA

Ci sono sostanze che sembrano invisibili, ma senza le quali la vita, letteralmente, si spegne. Il magnesio è una di queste.

È il quarto minerale più abbondante nel nostro organismo, ed è coinvolto in oltre 600 reazioni biochimiche. Eppure, gran parte della popolazione ne è carente senza nemmeno saperlo. Il corpo ce lo dice, eccome se ce lo dice… ma bisogna saper ascoltare.

Oggi ti voglio accompagnare attraverso i segnali principali che il corpo ci invia quando il magnesio comincia a scarseggiare.

1. La mente si annebbia e fatichi a concentrarti

Ti capita mai di leggere due righe e dimenticartele subito dopo? O di sentirti perennemente rallentata, confusa, “scollegata”? Il cervello ha bisogno di carburante per funzionare, e il magnesio è uno dei suoi principali fornitori.

Le cellule cerebrali (soprattutto i mitocondri) sono affamate di magnesio per produrre energia. Se questo viene a mancare, ecco che si spengono attenzione, memoria e lucidità. Non è un caso che studi abbiano dimostrato come l’integrazione di magnesio possa migliorare le funzioni cognitive, soprattutto in età avanzata.

2. Mal di testa e emicranie ricorrenti

Se soffri spesso di mal di testa, e magari il tuo medico ti ha detto che “capita a molte donne”, sappi che uno dei motivi può essere una semplice carenza di magnesio.

Questo minerale regola i neurotrasmettitori e l’equilibrio del calcio nelle cellule nervose. Quando i livelli di calcio salgono troppo (e il magnesio non li frena), i neuroni diventano iperattivi, provocando dolore, tensione e a volte nausea. Integrare il magnesio può aiutare a ridurre frequenza e intensità delle crisi.

3. Stitichezza ostinata e colon pigro

Uno dei segreti meno conosciuti del magnesio è la sua capacità di idratare l’intestino, attirando acqua nel colon e favorendo l’evacuazione. Quando scarseggia, le feci diventano secche, dure, e restano “bloccate” più a lungo.

In più, il magnesio rilassa la muscolatura liscia intestinale, per questo è utile anche nei casi di colon irritabile, crampi addominali, e alternanza tra stipsi e diarrea.

Non sottovalutare mai la stitichezza cronica...è un messaggio chiaro che il corpo ti sta mandando.

4. Stanchezza cronica anche dopo aver dormito

Hai dormito 8 ore e ti svegli esausta? Oppure senti una stanchezza diffusa e persistente, che non migliora con il riposo? Potrebbe trattarsi di mitocondri in difficoltà.

I mitocondri, ricordiamolo, sono le “centrali energetiche” delle nostre cellule, e senza magnesio non producono ATP, cioè energia. Senza ATP, il corpo rallenta. E non basta il caffè, serve nutrimento vero.

Anche le ghiandole surrenali, che regolano il nostro ritmo energetico, hanno bisogno di magnesio per sostenere la produzione di cortisolo fisiologico. Una carenza le rende meno efficienti… e la fatica si fa sentire.

5. Insonnia, risvegli notturni e difficoltà ad addormentarsi

Il magnesio favorisce la produzione di GABA, il neurotrasmettitore “calmante” che spegne il cervello prima del sonno.

Se GABA è basso (e spesso lo è nei soggetti ansiosi, stressati o carenti di magnesio), il cervello resta “acceso” anche di notte, e il corpo non riesce a rilassarsi completamente. Ecco perché molte persone trovano beneficio nell’assumere magnesio alla sera, rilassa, riduce i pensieri intrusivi, migliora la qualità del sonno profondo.

6. Crampi, spasmi e formicolii

Quante volte ti è capitato un crampo improvviso al polpaccio, o un muscolo che “scatta” da solo senza motivo? Oppure un occhio che trema? Anche questi possono essere campanelli d’allarme.

Il magnesio regola la trasmissione nervosa e la contrazione muscolare. Quando è carente, i muscoli si contraggono in modo involontario e disordinato, provocando dolori, spasmi e rigidità. Questo vale anche per i crampi mestruali.

Nel lungo termine, queste tensioni possono generare infiammazione cronica o dolori diffusi simili alla fibromialgia.

7. Dolori cronici e tensioni persistenti

La carenza di magnesio rende il sistema nervoso più sensibile agli stimoli dolorosi. Questo può portare a un aumento della percezione del dolore, soprattutto nei soggetti già predisposti (come chi soffre di fibromialgia, colon irritabile o sindrome da affaticamento cronico).

In più, bassi livelli di magnesio sono associati a maggiore infiammazione sistemica e a un sistema nervoso in costante iperattivazione. Il magnesio aiuta il corpo a uscire dalla modalità “lotta o fuggi” e a ritrovare uno stato di riposo.

8. Aritmie e battito cardiaco irregolare

Il cuore è un muscolo, e come ogni muscolo dipende dal magnesio per contrarsi correttamente.

Un battito irregolare, troppo lento o troppo veloce, senza cause apparenti, può essere legato a un’alterazione dei livelli di magnesio (che regola anche calcio e potassio nelle cellule cardiache). Nei casi più gravi, una carenza può contribuire ad aritmie, extrasistole, palpitazioni e senso di vuoto al petto.

9. Formicolii e sensazioni strane alle estremità

Il magnesio è essenziale per il funzionamento dei nervi periferici. Se i tuoi piedi si “addormentano” spesso, o se senti formicolii inspiegabili alle mani, alle gambe o alle braccia, potresti non assorbire a sufficienza questo minerale.

Questo può essere particolarmente rilevante in chi ha problemi metabolici, ha subito chemioterapia, ha una neuropatia periferica, o è in fase di recupero post-traumatica. Il magnesio può aiutare a proteggere e riparare il tessuto nervoso.

10. Umore instabile, ansia e irritabilità

Il magnesio non è solo un rilassante fisico. È anche uno stabilizzatore dell’umore naturale.

Aiuta a produrre serotonina, a modulare la risposta allo stress, e a ridurre l’attivazione dell’amigdala (la nostra “sentinella del pericolo”). Quando manca, aumentano irritabilità, tendenza al pianto, tristezza ingiustificata, e anche il rischio di attacchi d’ansia o sbalzi di umore.

In chi è altamente sensibile o vive situazioni di stress cronico, integrare magnesio può fare una grande differenza nel tono dell’umore e nella capacità di adattamento.

E ora patliamo come ripristinare il magnesio in modo efficace:

1. Alimentazione mirata

Non esiste rimedio migliore della natura stessa. Alcuni alimenti particolarmente ricchi di magnesio sono:

- Semi di zucca, canapa e sesamo

- Mandorle e noci del Brasile (queste ultime non più di 2 al giorno perché sono ricche di selenio)

- Cacao crudo e cioccolato fondente

- Verdure a foglia verde (spinaci, bietole, cavolo nero)

- Avocado

- Fichi secchi, banane, datteri

- Legumi (se ben tollerati)

- Quinoa, amaranto e grano saraceno

L’unico problema? Oggi i terreni agricoli sono impoveriti, e spesso nemmeno con una dieta sana riusciamo a raggiungere il fabbisogno reale. Ecco perché vale la pena valutare l’integrazione.

2. Bagni con sali di Epsom o fiocchi di magnesio

Assorbire magnesio attraverso la pelle è un’ottima strategia complementare. I bagni con sali di Epsom (magnesio solfato) o con fiocchi di magnesio (magnesio cloruro) rilassano muscoli, nervi e mente, senza passare per l’intestino.

Sono ideali per chi ha difficoltà a digerire integratori orali o per chi ha intestino irritabile. Bastano 2-3 bagni a settimana da 20-30 minuti. Puoi fare anche dei semplici pediluvi.

3. Supplementazione intelligente

Non tutti i magnesi sono uguali. Ecco una mini-guida per orientarsi:

- Magnesio glicinato: ottimo per ansia, insonnia e intestino sensibile

- Magnesio malato: energizzante, utile in caso di stanchezza cronica

- Magnesio L-treonato: attraversa la barriera emato-encefalica, ideale per cervello, memoria, concentrazione

- Magnesio citrato: utile per la stitichezza, rilassa...ma può dare feci molli

- Magnesio cloruro: molto biodisponibile, utile anche per uso transdermico

- Magnesio taurato: benefico per il cuore e il sistema nervoso

Non serve assumere dosi altissime. Spesso è più utile dividere le dosi nella giornata, o usare una forma combinata (es. glicinato + malato + treonato) per coprire più funzioni.

Ascolta il corpo, lui sa cosa ti manca. Il corpo non fa mai errori. Ti parla in continuazione. Ma se non conosci la sua lingua, potresti pensare che è “vecchiaia”, “stress”, “carattere” o “psicosomatica”.

Quando mancano minerali come il magnesio, il corpo non si spegne all’improvviso. Ti avvisa. Con piccoli segni, apparentemente scollegati tra loro. Ma se impari a riconoscerli, puoi intervenire per tempo.

Non aspettare che i sintomi diventino cronici. Se ti sei riconosciuta in almeno 2-3 segnali tra quelli descritti, inizia già oggi a rivedere la tua alimentazione e considera un’integrazione adeguata, personalizzata, su misura.

Con il magnesio non stai solo trattando un sintomo. Stai sostenendo l’intero sistema... il cuore, la mente, l’intestino, il sonno, l’umore. E ricordalo sempre, quando nutri il tuo corpo, stai anche scegliendo di volerti bene.

XO - Patrizia Coffaro

07/09/2025

I 12 oli essenziali citati nella Bibbia, tra storia, usi antichi e significati simbolici. Dall’incenso al nardo, un viaggio tra fragranze sacre e spiritualità.

25/08/2025

Uno dei rimedi più efficaci per drenare liquidi e catarri purificando il corpo è la Centella Asiatica (积雪草 Jī Xuě Cǎo), tradizionalmente utilizzata da millenni come diuretico per mobilizzare i ristagni e promuovere il funzionamento renale.
Dal punto di vista tradizionale cinese la Centella muove il Qi, i Liquidi Torbidi (Ye) e i Liquidi Limpidi (Jin), rivelandosi utile in caso di edema, cellulite, gambe e caviglie gonfie, oltre a contribuire ad un migliore aspetto della pelle grazie all'eliminazione di tossine.
Avendo tropismo per il Rene, la Centella è legata anche al benessere urinario (prostata e vescica) e cerebrale (memoria, funzioni cognitive, invecchiamento precoce, stress).

In farmacia ed erboristeria è possibile trovare molti preparati a base di Centella, ma si consiglia come sempre il consulto con il proprio medico curante (ad esempio non è indicata in caso di assunzione di diuretici).

Le informazioni riportate hanno il solo scopo divulgativo e non possono in alcun modo sostituire il parere medico.

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