Emanuela Pelosi Discipline Olistiche Bionaturali

Emanuela Pelosi Discipline Olistiche Bionaturali Life e Mental Coach
Ayurveda Pratictioner
Massage Therapist
Yoga Trainer Discipline Olistiche Bionaturali

09/11/2025
24/09/2025

Dal 22 settembre al 1 ottobre celebriamo Navaratri, le nove notti sacre dedicate alla Devi: forza vitale del cosmo, madre universale, principio dinamico del divino.

Un tempo di introspezione, devozione e rinnovamento, in cui si manifestano tre aspetti della Shakti:
🔴 Durga, la guerriera che dissolve le oscurità interiori;
🟠 Lakshmi, l’energia che dona abbondanza, armonia e bellezza;
⚪ Sarasvati, la luce della conoscenza e dell’ispirazione.
Ogni notte è un invito al cambiamento: si lascia andare ciò che non serve, si coltiva ciò che nutre, si invoca ciò che guida.

In tutta Italia, l’Unione Induista Italiana celebrerà Navaratri con puja, canti, momenti di meditazione e letture sacre, per riconnettersi alla forza del divino femminile, dentro e fuori di noi.
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Unione Induista Italiana: le nostre radici, il futuro di tutti.
🧡 Guidati dalla luce dell'armonia e del rispetto
🤝 Scopri come destinare il tuo 8xMille (Link in BIO)

23/09/2025

Navratra: Significato e Tradizioni
Navratra 2025 da lunedì 22 Settembre a giovedì 02 Ottobre

La celebrazione della devozione e della forza femminile nella cultura indiana.
Navratra, noto anche come Navaratri, è una delle feste più importanti e sentite della tradizione indiana, celebrata con grande fervore e gioia in tutto il subcontinente. Il termine "Navratra" deriva dal sanscrito e significa "nove notti": durante questo periodo, le persone rendono omaggio alla dea Madre, nelle sue diverse forme, attraverso riti, balli, canti e digiuni.
Il significato spirituale
Navratra simboleggia la vittoria del bene sul male e la forza della devozione. Ogni giorno delle nove notti (e dieci giorni) è dedicato a una particolare manifestazione della Dea Durga, che rappresenta la forza divina femminile, la Shakti. Le tre principali dee venerate sono Durga (forza e potere), Lakshmi (ricchezza e prosperità) e Saraswati (saggezza e conoscenza), e ciascuna di esse riceve devozione in giorni specifici durante la festività.
Le tradizioni e i riti
Durante Navratra, le case e i templi vengono addobbati con fiori e luci; le persone indossano abiti dai colori vivaci e, in molte regioni, si osservano digiuni o si consumano solo pasti vegetariani. Ogni sera si svolgono preghiere collettive (aartis) e si recitano mantra dedicati alla Dea.
La danza Garba e Dandiya
In particolare negli stati dell’India occidentale come il Gujarat, Navratra si esprime attraverso danze popolari come il Garba e il Dandiya Raas. Queste danze circolari, eseguite in grandi gruppi, simboleggiano il ciclo della vita e l’energia divina. Le persone danzano intorno ad una lampada o ad un’immagine della Dea, battendo tra loro bastoncini decorati (dandiya).
La puja Kanya
Un rito toccante del Navratra è la Kanya Puja, durante la quale si onorano bambine e ragazze, simbolo vivente della dea, invitandole a pranzo e offrendo loro doni. Questo gesto sottolinea il rispetto della purezza, della saggezza e dell’energia femminile.
L’ultima notte: la vittoria della luce
Il decimo giorno, chiamato Vijayadashami o Dussehra, celebra la vittoria di Durga sul demone Mahishasura, oppure di Rama su Ravana, a seconda delle tradizioni regionali. È un giorno di allegria, in cui si rafforza la fede nella giustizia e nella forza del bene.
Navratra oggi
Nel mondo contemporaneo, Navratra è vissuto come un momento di rinnovamento spirituale e sociale. In molte città indiane e comunità indiane all’estero, si organizzano eventi pubblici, spettacoli e feste che coinvolgono persone di tutte le età, rafforzando il senso di unità e identità culturale.
In conclusione, Navratra è un viaggio di nove notti che conduce dal caos all’armonia, dall’oscurità alla luce, celebrando la forza trasformativa della divinità femminile e l’importanza della devozione, della conoscenza e della prosperità nella vita di ognuno.

22/09/2025

🔥 Quando il Cuore accende e Forgia il Metallo.

Hai mai avuto quella sensazione di portare sulle spalle un peso che non ti appartiene più… ma che non riesci a lasciare andare?

☯️ Nella mia visione dei PsicoPunti e delle Costellazioni energetiche, ogni punto è un portale.

Non un bottone da premere, ma un custode sottile che trattiene, rivela, guida.

E come in ogni mappa energetica, gli Elementi non sono solo archetipi…

Sono costituzioni dell’anima: si imprimono nel corpo, nel modo di camminare, nel tono della voce, nel nostro sentire.

🌬 Il Metallo, quando è rigido, parla attraverso il corpo:
• tristezza che torna, anche senza motivo,

• voce che si spegne tra un sospiro e l’altro,

• spalle che si chiudono come a difendere qualcosa,

• stanchezza che ha il sapore dell’anima, non del corpo,

• pelle e polmoni fragili, come finestre troppo aperte.

👉 Questo è il Metallo che non respira.
Che trattiene, che si difende, che si chiude.

E come si scioglie?

Con il suo antagonista evolutivo: il FUOCO del Cuore.

🔥 Due punti, due chiavi:

🈴 P.1 – MU del Polmone
Apre la porta del respiro dimenticato.
Fa uscire il pianto non versato.

🈴 CV.14 – MU del Cuore
Io lo chiamo Punto della Coerenza del Sé.
È come un fuoco che sa ascoltare.
Quando lo attivi, riaccende il centro del tuo cielo interno.

💥 Insieme, questi due punti aprono una via sottile:

→ trasformano la malinconia in compassione
→ sciolgono la chiusura in abbraccio
→ risvegliano la vitalità da sotto la cenere

💭 Fermati un attimo e chiediti:

• Quale emozione stai ancora trattenendo nelle spalle?

• Il tuo Cuore… ha ancora paura di scaldare il tuo Metallo?

• Riesci a sentire quando il corpo si chiude, e chiede Fuoco?

✨ Condividi questo post con chi porta ancora il Cuore spento e le spalle chiuse.

Perché dietro ogni dolore fisico c’è sempre una verità emozionale che vuole essere ascoltata.

⚠️ Contenuto a scopo educativo. Non sostituisce diagnosi o terapie mediche. Usalo come seme di consapevolezza.

🛡️Non copiare. Condividi con rispetto.

12/09/2025

MAGNESIO: QUANDO MANCA, IL CORPO PARLA

Ci sono sostanze che sembrano invisibili, ma senza le quali la vita, letteralmente, si spegne. Il magnesio è una di queste.

È il quarto minerale più abbondante nel nostro organismo, ed è coinvolto in oltre 600 reazioni biochimiche. Eppure, gran parte della popolazione ne è carente senza nemmeno saperlo. Il corpo ce lo dice, eccome se ce lo dice… ma bisogna saper ascoltare.

Oggi ti voglio accompagnare attraverso i segnali principali che il corpo ci invia quando il magnesio comincia a scarseggiare.

1. La mente si annebbia e fatichi a concentrarti

Ti capita mai di leggere due righe e dimenticartele subito dopo? O di sentirti perennemente rallentata, confusa, “scollegata”? Il cervello ha bisogno di carburante per funzionare, e il magnesio è uno dei suoi principali fornitori.

Le cellule cerebrali (soprattutto i mitocondri) sono affamate di magnesio per produrre energia. Se questo viene a mancare, ecco che si spengono attenzione, memoria e lucidità. Non è un caso che studi abbiano dimostrato come l’integrazione di magnesio possa migliorare le funzioni cognitive, soprattutto in età avanzata.

2. Mal di testa e emicranie ricorrenti

Se soffri spesso di mal di testa, e magari il tuo medico ti ha detto che “capita a molte donne”, sappi che uno dei motivi può essere una semplice carenza di magnesio.

Questo minerale regola i neurotrasmettitori e l’equilibrio del calcio nelle cellule nervose. Quando i livelli di calcio salgono troppo (e il magnesio non li frena), i neuroni diventano iperattivi, provocando dolore, tensione e a volte nausea. Integrare il magnesio può aiutare a ridurre frequenza e intensità delle crisi.

3. Stitichezza ostinata e colon pigro

Uno dei segreti meno conosciuti del magnesio è la sua capacità di idratare l’intestino, attirando acqua nel colon e favorendo l’evacuazione. Quando scarseggia, le feci diventano secche, dure, e restano “bloccate” più a lungo.

In più, il magnesio rilassa la muscolatura liscia intestinale, per questo è utile anche nei casi di colon irritabile, crampi addominali, e alternanza tra stipsi e diarrea.

Non sottovalutare mai la stitichezza cronica...è un messaggio chiaro che il corpo ti sta mandando.

4. Stanchezza cronica anche dopo aver dormito

Hai dormito 8 ore e ti svegli esausta? Oppure senti una stanchezza diffusa e persistente, che non migliora con il riposo? Potrebbe trattarsi di mitocondri in difficoltà.

I mitocondri, ricordiamolo, sono le “centrali energetiche” delle nostre cellule, e senza magnesio non producono ATP, cioè energia. Senza ATP, il corpo rallenta. E non basta il caffè, serve nutrimento vero.

Anche le ghiandole surrenali, che regolano il nostro ritmo energetico, hanno bisogno di magnesio per sostenere la produzione di cortisolo fisiologico. Una carenza le rende meno efficienti… e la fatica si fa sentire.

5. Insonnia, risvegli notturni e difficoltà ad addormentarsi

Il magnesio favorisce la produzione di GABA, il neurotrasmettitore “calmante” che spegne il cervello prima del sonno.

Se GABA è basso (e spesso lo è nei soggetti ansiosi, stressati o carenti di magnesio), il cervello resta “acceso” anche di notte, e il corpo non riesce a rilassarsi completamente. Ecco perché molte persone trovano beneficio nell’assumere magnesio alla sera, rilassa, riduce i pensieri intrusivi, migliora la qualità del sonno profondo.

6. Crampi, spasmi e formicolii

Quante volte ti è capitato un crampo improvviso al polpaccio, o un muscolo che “scatta” da solo senza motivo? Oppure un occhio che trema? Anche questi possono essere campanelli d’allarme.

Il magnesio regola la trasmissione nervosa e la contrazione muscolare. Quando è carente, i muscoli si contraggono in modo involontario e disordinato, provocando dolori, spasmi e rigidità. Questo vale anche per i crampi mestruali.

Nel lungo termine, queste tensioni possono generare infiammazione cronica o dolori diffusi simili alla fibromialgia.

7. Dolori cronici e tensioni persistenti

La carenza di magnesio rende il sistema nervoso più sensibile agli stimoli dolorosi. Questo può portare a un aumento della percezione del dolore, soprattutto nei soggetti già predisposti (come chi soffre di fibromialgia, colon irritabile o sindrome da affaticamento cronico).

In più, bassi livelli di magnesio sono associati a maggiore infiammazione sistemica e a un sistema nervoso in costante iperattivazione. Il magnesio aiuta il corpo a uscire dalla modalità “lotta o fuggi” e a ritrovare uno stato di riposo.

8. Aritmie e battito cardiaco irregolare

Il cuore è un muscolo, e come ogni muscolo dipende dal magnesio per contrarsi correttamente.

Un battito irregolare, troppo lento o troppo veloce, senza cause apparenti, può essere legato a un’alterazione dei livelli di magnesio (che regola anche calcio e potassio nelle cellule cardiache). Nei casi più gravi, una carenza può contribuire ad aritmie, extrasistole, palpitazioni e senso di vuoto al petto.

9. Formicolii e sensazioni strane alle estremità

Il magnesio è essenziale per il funzionamento dei nervi periferici. Se i tuoi piedi si “addormentano” spesso, o se senti formicolii inspiegabili alle mani, alle gambe o alle braccia, potresti non assorbire a sufficienza questo minerale.

Questo può essere particolarmente rilevante in chi ha problemi metabolici, ha subito chemioterapia, ha una neuropatia periferica, o è in fase di recupero post-traumatica. Il magnesio può aiutare a proteggere e riparare il tessuto nervoso.

10. Umore instabile, ansia e irritabilità

Il magnesio non è solo un rilassante fisico. È anche uno stabilizzatore dell’umore naturale.

Aiuta a produrre serotonina, a modulare la risposta allo stress, e a ridurre l’attivazione dell’amigdala (la nostra “sentinella del pericolo”). Quando manca, aumentano irritabilità, tendenza al pianto, tristezza ingiustificata, e anche il rischio di attacchi d’ansia o sbalzi di umore.

In chi è altamente sensibile o vive situazioni di stress cronico, integrare magnesio può fare una grande differenza nel tono dell’umore e nella capacità di adattamento.

E ora patliamo come ripristinare il magnesio in modo efficace:

1. Alimentazione mirata

Non esiste rimedio migliore della natura stessa. Alcuni alimenti particolarmente ricchi di magnesio sono:

- Semi di zucca, canapa e sesamo

- Mandorle e noci del Brasile (queste ultime non più di 2 al giorno perché sono ricche di selenio)

- Cacao crudo e cioccolato fondente

- Verdure a foglia verde (spinaci, bietole, cavolo nero)

- Avocado

- Fichi secchi, banane, datteri

- Legumi (se ben tollerati)

- Quinoa, amaranto e grano saraceno

L’unico problema? Oggi i terreni agricoli sono impoveriti, e spesso nemmeno con una dieta sana riusciamo a raggiungere il fabbisogno reale. Ecco perché vale la pena valutare l’integrazione.

2. Bagni con sali di Epsom o fiocchi di magnesio

Assorbire magnesio attraverso la pelle è un’ottima strategia complementare. I bagni con sali di Epsom (magnesio solfato) o con fiocchi di magnesio (magnesio cloruro) rilassano muscoli, nervi e mente, senza passare per l’intestino.

Sono ideali per chi ha difficoltà a digerire integratori orali o per chi ha intestino irritabile. Bastano 2-3 bagni a settimana da 20-30 minuti. Puoi fare anche dei semplici pediluvi.

3. Supplementazione intelligente

Non tutti i magnesi sono uguali. Ecco una mini-guida per orientarsi:

- Magnesio glicinato: ottimo per ansia, insonnia e intestino sensibile

- Magnesio malato: energizzante, utile in caso di stanchezza cronica

- Magnesio L-treonato: attraversa la barriera emato-encefalica, ideale per cervello, memoria, concentrazione

- Magnesio citrato: utile per la stitichezza, rilassa...ma può dare feci molli

- Magnesio cloruro: molto biodisponibile, utile anche per uso transdermico

- Magnesio taurato: benefico per il cuore e il sistema nervoso

Non serve assumere dosi altissime. Spesso è più utile dividere le dosi nella giornata, o usare una forma combinata (es. glicinato + malato + treonato) per coprire più funzioni.

Ascolta il corpo, lui sa cosa ti manca. Il corpo non fa mai errori. Ti parla in continuazione. Ma se non conosci la sua lingua, potresti pensare che è “vecchiaia”, “stress”, “carattere” o “psicosomatica”.

Quando mancano minerali come il magnesio, il corpo non si spegne all’improvviso. Ti avvisa. Con piccoli segni, apparentemente scollegati tra loro. Ma se impari a riconoscerli, puoi intervenire per tempo.

Non aspettare che i sintomi diventino cronici. Se ti sei riconosciuta in almeno 2-3 segnali tra quelli descritti, inizia già oggi a rivedere la tua alimentazione e considera un’integrazione adeguata, personalizzata, su misura.

Con il magnesio non stai solo trattando un sintomo. Stai sostenendo l’intero sistema... il cuore, la mente, l’intestino, il sonno, l’umore. E ricordalo sempre, quando nutri il tuo corpo, stai anche scegliendo di volerti bene.

XO - Patrizia Coffaro

07/09/2025

I 12 oli essenziali citati nella Bibbia, tra storia, usi antichi e significati simbolici. Dall’incenso al nardo, un viaggio tra fragranze sacre e spiritualità.

25/08/2025

Uno dei rimedi più efficaci per drenare liquidi e catarri purificando il corpo è la Centella Asiatica (积雪草 Jī Xuě Cǎo), tradizionalmente utilizzata da millenni come diuretico per mobilizzare i ristagni e promuovere il funzionamento renale.
Dal punto di vista tradizionale cinese la Centella muove il Qi, i Liquidi Torbidi (Ye) e i Liquidi Limpidi (Jin), rivelandosi utile in caso di edema, cellulite, gambe e caviglie gonfie, oltre a contribuire ad un migliore aspetto della pelle grazie all'eliminazione di tossine.
Avendo tropismo per il Rene, la Centella è legata anche al benessere urinario (prostata e vescica) e cerebrale (memoria, funzioni cognitive, invecchiamento precoce, stress).

In farmacia ed erboristeria è possibile trovare molti preparati a base di Centella, ma si consiglia come sempre il consulto con il proprio medico curante (ad esempio non è indicata in caso di assunzione di diuretici).

Le informazioni riportate hanno il solo scopo divulgativo e non possono in alcun modo sostituire il parere medico.

14/08/2025

Anche l'equilibrio ha bisogno di allenarsi. Questa capacità permette di usare al meglio ogni singolo muscolo e di rimanere stabile

14/08/2025

Le funzioni principali del Cuore sono 5 e sono:

E sede dello Shen
Governa il sangue
Controlla la sudorazione
E collegato al sonno e ai sogni
Si apre alla lingua

Il Cuore e sede dello Shen: Lo Shen è la scintilla divina nell'essere umano ciò che permette alla materia prendere vita. La loro naturale dimora è il cielo; quando gli Shen vengono ospitati nell'essere umano durante la sua breve esistenza terrena vanno a collocarsi principalmente nel Cuore e all'interno degli altri 4 organi conosciuti, con mansioni e caratteristiche differenti a seconda dell'organo da loro occupato. (Ideazione, Creazione, Razionalità, Volontà, Decisione, Equaminità) Ognuno di questi aspetti ha sede in uno dei 5 organi, ma tutti fanno capo al cuore che li unifica e li armonizza. Se per qualsiasi motivazione lo Shen non dovesse trovare radicamento all'interno del cuore possono verificarsi gravi scompensi psicologici che possono andare dall'irrequietezza personale alla follia totale. Qualora lo Shen dovesse abbandonare totalmente il corpo umano, avviene la morte per lo stesso.

continua su
https://www.equilibrioemozionale.it/site/fiori-di-bach-e-meridiano-del-cuore--176.asp

02/08/2025

🌬 Non basta respirare. Bisogna imparare a restare nel respiro.

Tutti parlano di respirare.
Ma pochi parlano di ciò che accade quando smetti di farlo.

👉 Non basta inspirare.
👉 Non basta espirare.
👉 Non basta concentrarsi sul flusso d’aria che entra ed esce.

Il vero segreto è lì, nel vuoto sospeso,
nel momento di attesa tra un respiro e l’altro,
quando non sei più né in entrata né in uscita.
Se sai restarci… “accade” il QI.

✨ È in quella sospensione,
dopo un’espirazione lunga come un abbandono,
che il corpo si dilata,
l’anima si espande,
e lo Spirito si nutre.

Questa non è solo una pratica respiratoria.
È una trasmutazione alchemica,
un rituale quotidiano per ricreare l’energia vitale
che perdiamo a ogni emozione compressa, a ogni tensione trattenuta.

💠 Tecnica segreta del QI GENERATO.
1. Inspira (conta 5)
2. Sospendi (conta 5)
3. Espira lentamente (conta 😎
4. Sospendi di nuovo (conta 5)

Fallo più volte. Poi ascolta.

🎯 A livello psicosomatico, questo processo attiva il nervo vago, regola il sistema parasimpatico, rilascia tensioni profonde e crea un terreno fertile per la guarigione emozionale.

💫 Il QI non si “fa”, si lascia emergere.

Chi ha il coraggio di stare…
inizia a Esistere davvero.

P.S.

Se vuoi approfondire il mio metodo di lavoro psicosomatico sui punti emozionali clicca qui sul link del manuale Psicopunti Svelati https://amzn.eu/d/83PWyby

27/07/2025

OLIO DI RICINO PER RIGENERARE

C'è un rimedio semplice, naturale e sorprendentemente efficace che ha accompagnato l’umanità fin dall’antichità. Non è costoso, non ha bisogno di pubbIicitá, e non ha neppure un nome esotico. È l’olio di ricino. Sì, proprio lui, quell’olio denso, ambrato, spesso relegato a rimedio della nonna, oggi riscoperto anche da chi pratica medicina funzionale, naturopatia, e detossificazioni mirate.

In questo post voglio accompagnarti alla scoperta profonda dell’olio di ricino, delle sue incredibili proprietà, dei mille usi, interni ed esterni, e di tutte le precauzioni da tenere presenti. Perché sì, è potente, ma va anche maneggiato con rispetto.

Partiamo dallo spiegare cosa sia l’Olio di Ricino?

L’olio di ricino si ottiene dalla spremitura a freddo dei semi della pianta Ricinus communis. Il suo aspetto è denso, viscoso, con un colore che va dal giallo paglierino all’ambrato e un odore tenue, erbaceo. Ma ciò che rende quest’olio un concentrato di virtù è la sua composizione chimica: oltre il novantapercento del contenuto è acido ricinoleico, un acido grasso con proprietà uniche.

Questo acido interagisce con recettori specifici dell’intestino e dell’utero, stimolando la motilità intestinale e persino, in certi casi, le contrazioni uterine. Ma non è solo un lassativo naturale, l’olio di ricino agisce su più livelli, dalla pelle al sistema linfatico, dal fegato alla circolazione.

1. Supporto al sistema linfatico e detossificazione:

Il nostro sistema linfatico è spesso trascurato, ma è cruciale per la rimozione di tossine, patogeni e cellule morte. Se il sistema linfatico è lento o stagnante, ci sentiamo gonfi, infiammati, mentalmente annebbiati.

E qui entra in gioco l’olio di ricino, applicato localmente sotto forma di impacchi, stimola il drenaggio linfatico, favorisce la produzione di linfociti e migliora la microcircolazione. È come una spinta dolce, ma decisa, al sistema immunitario. Una mano santa per chi si sente “intasato” a livello profondo.

2. Antinfiammatorio naturale:

L'acido ricinoleico ha dimostrato in vari studi effetti antinfiammatori e analgesici. Se soffri di dolori articolari, infiammazioni muscolari o tensioni da stress cronico, massaggiare l’olio di ricino direttamente sulle zone interessate può aiutare a lenire il dolore, rilassare i tessuti e favorire il recupero.

Una curiosità, uno studio cIinico ha messo a confronto capsule di olio di ricino e dicIofenac (un antinfiammatorio di sintesi) nei pazienti con artrosi del ginocchio. Risultato? Effetto comparabile. Ma senza effetti collaterali gastrici.

3. Sostegno alla bile e alla funzione epatica:

L’olio di ricino è noto per la sua azione benefica sulla cistifellea e sul flusso biliare. La bile è essenziale per digerire i grassi, ma anche per eliminare tossine liposolubili.

Gli impacchi di olio di ricino sull’addome, soprattutto nella zona del fegato, possono:

- Fluidificare la bile troppo densa

- Rilassare i dotti biliari

- Ridurre spasmi e dolori da disfunzioni della colecisti

- Favorire la disintossicazione epatica

Chi ha difficoltà digestive, senso di pesantezza dopo i pasti o un reflusso biliare può trovare un valido aiuto in questo semplice trattamento.

4. Migliora la motilità intestinale:

Sì, lo sappiamo, l’olio di ricino è famoso per il suo effetto lassativo. Ma attenzione, non è un lassativo meccanico irritante come molti farmaci da banco. Agisce stimolando naturalmente la peristalsi, grazie all’interazione dell’acido ricinoleico con i recettori dell’intestino tenue.

Può essere utile in caso di:

- Stitichezza cronica

- Intestino pigro

- Disbiosi legata a ristagno fecale

- Detox intestinale profondo

Mi raccomando, va usato con criterio, mai più di qualche giorno consecutivo, e sempre iniziando da dosi minime (1 cucchiaino o anche meno). Soprattutto, meglio evitarlo in caso di colon irritabile o infiammazione acuta.

5. Combatte microbi, funghi e batteri:

È stato dimostrato che l’olio di ricino ha attività antibatterica e antimicotica. Può aiutare con contrastare:

- Candida

- Streptococco

- Escherichia coli

- Pseudomonas

Utile sia per via interna (in piccoli cicli) sia esterna, come applicazione topica su infezioni cutanee, micosi, acne batterica o impacchi locali.

6. Potente cicatrizzante e rigenerante cutaneo:

Uno dei motivi per cui l’olio di ricino è usato in cosmesi naturale è la sua incredibile capacità di:

- Idratare la pelle in profondità

- Accelerare la cicatrizzazione

- Ridurre infiammazioni e arrossamenti

- Lenire dermatiti, eczema, psoriasi, screpolature

Può essere usato puro o miscelato con olio di jojoba, cocco o mandorla. Ottimo anche per impacchi su ulcere da decubito, scottature solari e rughe marcate.

7. Favorisce la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti:

Stimolando il flusso linfatico e sanguigno, l’olio di ricino migliora l’ossigenazione dei tessuti e la rimozione dei prodotti di scarto. Questo si traduce in:

- Gambe meno gonfie

- Ritenzione idrica ridotta

- Tessuti più vitali

- Meno edemi

Se soffri di mani fredde, piedi gonfi, pesantezza circolatoria o cellulite infiammatoria, gli impacchi di olio di ricino possono fare la differenza.

8. Rafforza il sistema immunitario:

L’olio di ricino agisce come un “tonico invisibile” per il sistema immunitario:

- Aumenta la produzione di linfociti T

- Stimola il funzionamento del timo

- Supporta la detossificazione epatica e intestinale (da cui parte la regolazione immunitaria)

In un corpo intossicato, l’immunità è sempre compromessa. L’olio di ricino, agendo su più livelli, contribuisce a ristabilire l’equilibrio.

9. Stimola la crescita di capelli, ciglia e sopracciglia:

Per chi soffre di diradamento, perdita di sopracciglia o ciglia radi, quest’olio è una benedizione. Basta applicarne una piccola quantità ogni sera sulle radici (con bastoncino o dito), lasciando agire tutta la notte.

Idrata, nutre, stimola la microcircolazione del bulbo pilifero e promuove una crescita più rapida, forte e uniforme.

10. Come si usa:

Ecco i principali modi per usare l’olio di ricino:

🔹 Via interna

In Ayurveda, per la stitichezza acuta, suggeriscono 1 cucchiaino al mattino, eventualmente aumentabile a 2 cucchiaini. Mai superare i 3 giorni consecutivi senza controllo medico. Sconsigliato in gravidanza.

🔹 Via topica

- Massaggi articolari

- Dolori mestruali

- Coliche biliari

- Acne

- Eczema

- Verruche

- Talloni screpolati

🔹 Impacchi

Il metodo più potente per lavorare su fegato, cistifellea e sistema linfatico.

Come preparare un impacco all’olio di ricino:

1. Procurati olio di ricino biologico, spremuto a freddo, in vetro.

2. Prendi una flanella o un panno di cotone naturale piegato in 3-4 strati.

3. Versa l’olio fino a impregnarlo bene.

4. Appoggialo sull’addome (zona fegato o pancia).

5. Copri con pellicola trasparente e un panno asciutto.

6. Aggiungi una fonte di calore (borsa dell’acqua calda o termoforo).

7. Resta distesa per almeno 45-60 minuti.

8. Rimuovi e pulisci la zona con acqua tiepida e bicarbonato.

Ripeti 3-5 volte a settimana per un mese, poi valuta i risultati. Puoi metterlo anche direttamente sulla pelle e coprirlo con un panno e poi termoforo o borsa dell'acqua calda.

Chi deve evitare l’olio di ricino?

Nonostante i tanti benefici, l’olio di ricino non è per tutti:

❌ Gravidanza: può stimolare contrazioni

❌ Flusso mestruale molto abbondante: meglio evitarlo nei giorni di ciclo

❌ Malattie intestinali infiammatorie attive (colite ulcerosa, diverticolite, ulcere)

❌ Pelli iper-reattive o dermatiti severe

❌ Persone con problemi renali severi (per via del carico sulla disintossicazione)

Usa solo olio di ricino non raffinato, in bottiglia di vetro scuro. Evita confezioni in plastica (rilasciano ftalati), oli profumati o miscelati con solventi chimici.

In un mondo che ci bombarda di integratori costosi, superfood esotici e dispositivi high-tech per “disintossicare”, l’olio di ricino resta uno degli strumenti più umili… e più potenti.

Agisce in profondità, senza effetti collaterali gravi, lavora sull’intestino, sul fegato, sulla pelle, sul sistema linfatico e sull’infiammazione. Non fa miracoli, ma se lo integri in un percorso più ampio (alimentazione pulita, gestione dello stress, cicli detossinanti mirati), può diventare un pilastro della tua rigenerazione.

Se vuoi inserirlo nel tuo protocollo, parti da impacchi delicati e costanti, magari accompagnati da una tisana di tarassaco o ca****fo. Ascolta il corpo, osserva i segnali, e ricordati... spesso i rimedi più semplici sono quelli più profondi.

XO - Patrizia Coffaro

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