16/10/2025
Com’è che cantava Vasco? “Si, stupendo, mi viene il vomito”. Ecco, proprio cosi! È da un po' di tempo che un conato costante mi accompagna durante la giornata e non solo, mi sveglia la notte togliendomi il respiro…Rabbia e disgusto sono le emozioni prevalenti che comunque, prima che qualche Dottoressa GraziaAlca dica cosa fare per non pensarci e distrarsi, non mi impediscono di essere lucida e presente perché ho delle responsabilità e non gioverebbe a niente e nessuno né lo sbrocco né l’annichilimento.
Non riesco proprio più a digerire/metabolizzare quello a cui stiamo assistendo ormai da mesi, anzi da anni, ossia un susseguirsi di scelte politiche, dentro e fuori i nostri confini, che stanno demolendo pezzo dopo pezzo percorsi e conquiste costruiti con fatica e visione
E stamattina leggo che si vuole vietare l’educazione sessuale/affettiva/emotiva nelle scuole medie (alle superiori è permessa previo consenso dei genitori).
Questa è una scelta miope e pericolosa!
Ora, premesso che stiamo parlando di un diritto, parlo per esperienza diretta perchè mi è capitato negli scorsi anni, durante la Settimana dello Studente, di essere invitata in un Liceo direttamente dai ragazzi, per svolgere interventi su temi legati alla sessualità, alle emozioni e alle relazioni (l'immagine sopra è una delle slides che ho creato per il corso).
Fare educazione sessuale/emotiva/affettiva significa infatti parlare di corpi, consapevolezza, diritti e responsabilità.
E di questo abbiamo parlato: di come siamo fatti, di come funzioniamo, di come evitare situazioni indesiderate, a chi rivolgersi in caso di problemi.
Abbiamo affrontato rischi concreti come gravidanze precoci e malattie sessualmente trasmissibili. Abbiamo dato spazio a domande, emozioni, curiosità, spesso inespresse. Abbiamo parlato di consenso. Di rispetto. Di libertà di scegliere.
Per molti di loro era la prima volta che qualcuno ne parlava apertamente e con rispetto. Perché in famiglia non se ne parla. Tra amici, ancora meno.
E intanto, la p***ografia e i social riempiono questo vuoto educativo con messaggi distorti, violenti e fuorvianti, accessibili con un semplice click.
In questo contesto, vietare l’educazione sessuale ed emotiva nelle scuole non è neutro. È un atto politico preciso. Significa scegliere il silenzio.
Significa lasciare i ragazzi senza strumenti, in balia di un mare di informazioni tossiche e contraddittorie. Si parla tanto di “protezione dei minori”. Ma proteggere non significa censurare la realtà. Proteggere significa dare strumenti per comprenderla, affrontarla, viverla con consapevolezza.
Vietare questi interventi significa abbandonare le nuove generazioni.
Significa chiudere gli occhi davanti a ciò che già accade ogni giorno, nelle loro vite, nei loro corpi, nelle loro relazioni.
E sì, sono indignata! E disgustata!
Perché non si gioca con l’educazione.
Perché non dare parole è il modo più sicuro per lasciare che siano altri (p***o, influencer, algoritmi ) a educare al posto nostro.
E ancora un’altra cosa: L’EDUCAZIONE SESSUALE/AFFETTIVA/EMOTIVA NON È UN’IDEOLOGIA MA UNO STRUMENTO DI PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE, UN MODO PER GARANTIRE CHE NEL FUTURO LE RELAZIONI SIANO PIÙ RISPETTOSE E PARITARIE!