13/04/2026
Monday post di Aprile 1/3
Questo dovrebbe essere il secondo Monday Post di aprile ma lunedì scorso non ho pubblicato perché era Pasquetta e mi sono fermata. In un tempo in cui essere sempre presenti sembra l’unico modo per esistere, fermarsi rischia di sembrare una mancanza, una distrazione, quasi un errore. E invece no. Penso che le pause siano necessarie, sono spazi in cui qualcosa si riorganizza, non vuoti da riempire.
Mi tornano in mente quelle immagini della Terra viste dallo spazio, quelle scattate dagli astronauti che in questi giorni ci hanno emozionato: la guardi da lontano e cambia tutto: i confini spariscono, le urgenze si ridimensionano. Anche l’idea che abbiamo di noi stessi si sposta e quello che da vicino sembra enorme, da lontano trova una misura diversa. Forse le pause servono anche a questo, a prendere la distanza, a uscire dalla visione ravvicinata in cui tutto preme, tutto chiede, tutto sembra urgente. Molte persone fanno fatica a stare nel non fare, nel non produrre, nel non dimostrare, come se il proprio valore passasse solo da ciò che si fa e non anche dalla capacità di fermarsi e guardare, e ascoltare per davvero...
Non si tratta di fare di più o di fare meno, ma di trovare un ritmo tra attivazione e recupero, un’alternanza possibile tra ciò che chiediamo a noi stesse e ciò che ci restituisce energia anzichè consumarci, tra il fare e il rigenerare, tra il tenere e il lasciare. È in questo movimento che possiamo costruire il nostro equilibrio che non sarà perfetto, ma certamente sarà sostenibile 🌸🌿🪶🤗