Biologa Nutrizionista Dr.ssa Ilaria Iannetti

Biologa Nutrizionista Dr.ssa Ilaria Iannetti 👩‍⚕️Biologa Molecolare Nutrizionista e PhD in Genetica
🧬Dimagrimento e Ricomposizione Corporea Scientifica ZERO Stress! Come fare?

Qui inizi GRATIS 👇🏻

https://bodycheck.nutrizionistailariaiannetti.com/ Sono Ilaria Iannetti, una Biologa Nutrizionista che si occupa di far perdere peso ai suoi pazienti senza ricorrere a inutili diete restrittive. Quelle da petto di pollo e insalata o beveroni, abbandonate in men che non si dica perché impossibili da portare nella propria vita. Sostanzialmente ti aiuto a gestire lo stress e la fame emotiva, fornendoti delle tecniche che ti fanno capire se il tuo bisogno di cibo è reale o se è un atto che serve a compensare un vuoto emotivo. Lo scorso 13 Novembre ho pubblicato un libro che si chiama "Distese di emozioni - riconoscere, combattere e vincere il bisogno di consolazione e compensazione attraverso il cibo" che tratta proprio di queste tematiche. Il mio metodo è ricco di ricette bilanciate e sazianti, in questo modo la fame fisiologica sparisce, e si ottiene uno stato di equilibrio che facilita il cambiamento emotivo rispetto al cibo, in questo modo puoi davvero fare caso se ciò di cui oggi hai bisogno è mangiare oppure iniziare a fare qualcosa per te stessa.

25/01/2026

Perché chiamarla biscotti ammollati nello yogurt fa meno figo.
Ma chi siamo noi per non provarla? 😂

Ingredienti per 1 Japanese cheesecake monoporzione:
• 1 vasetto di yogurt greco (125g) – gusto cocco o caffè (Fruyo)
• 3-4 biscotti tipo frollini integrali o al cacao senza zuccheri aggiunti

🥄 Procedimento:
1. Spezzetta i biscotti con le mani.
2. Versa lo yogurt in una ciotolina o stampino rotondo e livella bene.
3. Infilaci dentro i biscotti, a seconda di come vuoi servire la cheesecake.
4. Lascia riposare in frigo per almeno 30 minuti, ma meglio tutta la notte.

💡 Puoi anche versare lo yogurt in stampi in silicone e congelare per ottenere dei mini cheesecake gelato!

📊 Valori nutrizionali indicativi per 1 porzione (con 3 biscotti e yogurt Fruyo):
• Calorie: ~230 kcal
• Proteine: 12 g
• Carboidrati: 18 g
• Grassi: 10 g
(le quantità possono variare in base al tipo di biscotti e yogurt usati)!

24/01/2026

Ogni giorno qualcuno ti spiega come ottenere un corpo mozzafiato, perché c’è un segreto che ti aiuterà a raggiungere quel risultato!
Ma nessuno ti dice che non tutti possono raggiungerlo, anche facendo “tutto giusto”.

La visibilità degli addominali dipende da molti fattori che non sono sotto il nostro pieno controllo: genetica, distribuzione del grasso, assetto ormonale, livelli di stress, qualità del sonno, storia metabolica (la letteratura su composizione corporea e risposta individuale a dieta e allenamento è chiarissima su questo).

Avere il six pack non è un indicatore di salute, è un risultato estetico, spesso temporaneo, che richiede livelli di restrizione e controllo non sostenibili per molte persone (e in alcuni casi associati a peggioramento del rapporto con il cibo e con il corpo).

Il problema non è allenarsi o avere obiettivi estetici, assolutamente no, il problema è far passare l’idea che:
👉 se non ci riesci è perché non ti impegni abbastanza,
👉 se non lo hai stai sbagliando qualcosa,
👉 se non lo vuoi sei “meno disciplinata”.

Questi messaggi non motivano, intossicano.

La salute non è un addome e il valore di una persona non dipende da quanto è definito il suo corpo.

In menopausa il metabolismo può rallentare leggermente, non perché il corpo “si rompe”, ma per una combinazione di fatto...
23/01/2026

In menopausa il metabolismo può rallentare leggermente, non perché il corpo “si rompe”, ma per una combinazione di fattori fisiologici: cambiamenti ormonali, perdita di massa muscolare, sonno peggiore, più stress, meno movimento.

Questo rende molto facile vendere una promessa:
👉 “riattivare il metabolismo con una pillola”.

Il problema è che questa promessa non è supportata dalla scienza.

La maggior parte degli integratori “brucia-grassi”:
– stimola lievemente (caffeina, tè verde, guaranà)
– agisce sull’energia percepita, non sul metabolismo reale
– oppure non ha evidenze solide di efficacia

E soprattutto: nessun integratore può sostituire il muscolo, un’alimentazione adeguata e uno stile di vita sostenibile.

Questo non significa che gli integratori non servano mai.
In menopausa alcuni nutrienti possono essere utili solo in caso di carenza (vitamina D, calcio, proteine, a volte ferro, omega 3).
Non per “bruciare di più”, ma per proteggere ossa, muscoli e salute metabolica.

Il problema nasce quando si fa passare il messaggio che:
“sei in menopausa, quindi sei rallentata” e che basti una pillola per sistemare tutto.

Questo non è supporto è marketing che sfrutta un momento delicato della vita di una donna.

La menopausa non è un difetto da correggere, è una fase da accompagnare con competenza, realismo e rispetto.

E quando un integratore promette di “riattivare il metabolismo”, la domanda giusta non è funziona?
ma: sta parlando di scienza o sta parlando alla paura di ingrassare?

In menopausa il metabolismo può rallentare leggermente,non perché il corpo “si rompe”, ma per una combinazione di fattor...
23/01/2026

In menopausa il metabolismo può rallentare leggermente,
non perché il corpo “si rompe”, ma per una combinazione di fattori fisiologici: cambiamenti ormonali, perdita di massa muscolare, sonno peggiore, più stress, meno movimento.

Questo rende molto facile vendere una promessa:
👉 “riattivare il metabolismo con una pillola”.

Il problema è che questa promessa non è supportata dalla scienza.

La maggior parte degli integratori “brucia-grassi”:
– stimola lievemente (caffeina, tè verde, guaranà)
– agisce sull’energia percepita, non sul metabolismo reale
– oppure non ha evidenze solide di efficacia

E soprattutto: nessun integratore può sostituire il muscolo, un’alimentazione adeguata e uno stile di vita sostenibile.

Questo non significa che gli integratori non servano mai.
In menopausa alcuni nutrienti possono essere utili solo in caso di carenza (vitamina D, calcio, proteine, a volte ferro, omega 3).
Non per “bruciare di più”, ma per proteggere ossa, muscoli e salute metabolica.

Il problema nasce quando si fa passare il messaggio che:
“sei in menopausa, quindi sei rallentata” e che basti una pillola per sistemare tutto.

Questo non è supporto è marketing che sfrutta un momento delicato della vita di una donna.

La menopausa non è un difetto da correggere, è una fase da accompagnare con competenza, realismo e rispetto.

E quando un integratore promette di “riattivare il metabolismo”, la domanda giusta non è funziona?
ma: sta parlando di scienza o sta parlando alla paura di ingrassare?

22/01/2026

SAVILLUM – IL DOLCE DELL’ANTICA ROMA

Una ricetta tramandata da Catone nel De Agri Cultura, che ci riporta ai sapori autentici della cucina contadina romana.

Ingredienti per 4 porzioni:
• 250 g di ricotta romana
• 50 g di farina di farro (integrale o semi-integrale)
• 1 uovo intero
• 1 cucchiaio di miele (circa 20 g)
• miele per la superficie (altri 20-30 g circa)
• Semi di papavero.

Procedimento:
1. In una ciotola, mescola la ricotta con l’uovo, il miele e la farina fino a ottenere un composto omogeneo.
2. Versa in una piccola teglia di terracotta da 20 cm di diametro e leggermente oliata.
3. Cuoci in forno statico a 180°C per circa 15-20 minuti, controllando che non si secchi troppo.
4. Appena sfornato, spennella la superficie con un altro cucchiaio abbondante di miele e semi di papavero.
5. Lascia intiepidire e gustalo con una tisana o come merenda “storica”.

🧠 Curiosità storica:
Il Savillum veniva servito durante i banchetti o nei riti religiosi. È uno dei pochi dolci codificati che conosciamo dell’antica Roma pre-imperiale, in un’epoca in cui lo zucchero non esisteva e il miele era il solo dolcificante.

💡 Proprietà nutrizionali per 1 porzione (su 4):
• Calorie: circa 180 kcal
• Proteine: 9 g
• Carboidrati: 17 g (di cui zuccheri 8-10 g)
• Grassi: 8 g

Perché provarlo?
✔️ Ricco di proteine grazie alla ricotta
✔️ Dolce naturale, senza zuccheri raffinati
✔️ Senza b***o né olio
✔️ Fonte di fibre e minerali dal farro

📌 Salva la ricetta e provala: un dolce “povero”, ma ricchissimo di storia, gusto e nutrimento.

21/01/2026

Negli ultimi anni in Cina sono nati quelli che sui social vengono chiamati “fat prisons”.
In realtà non sono prigioni nel senso legale, ma boot camp per la perdita di peso, spesso a gestione privata, con regole molto rigide.

Nascono in un contesto preciso: l’aumento rapido dell’obesità nella popolazione, una forte pressione sociale sulla performance fisica e una cultura che valorizza molto disciplina, controllo e risultati visibili in poco tempo.

Come funzionano?
Le persone si iscrivono (a volte spinte dalle famiglie), entrano in strutture chiuse per settimane, seguono allenamenti intensi ogni giorno, pasti rigidamente controllati e una routine scandita al minuto.
L’obiettivo è uno solo: dimagrire velocemente.

Per alcuni viene raccontato come un “reset”, per altri come un’esperienza durissima, più simile a una punizione che a una cura.
Ed è qui che nasce il dibattito, perché quando la salute diventa controllo totale e il dimagrimento passa dalla coercizione, stiamo davvero parlando di benessere?

Non è una domanda semplice, e forse non esiste una risposta unica.

Curare una condizione complessa come l’obesità richiede tempo, ascolto, contesto, continuità, ma è anche vero che molte persone faticano ad accettare soluzioni lente e non spettacolari.

La domanda che vorrei lasciare è questa:
👉 secondo te dove finisce la cura e dove inizia la punizione?
👉 È questo il modo in cui immaginiamo la salute?

Negli ultimi anni la letteratura scientifica è sempre più coerente su un punto: la fibra alimentare è uno dei nutrienti ...
20/01/2026

Negli ultimi anni la letteratura scientifica è sempre più coerente su un punto: la fibra alimentare è uno dei nutrienti più protettivi in assoluto per la salute umana.

È ciò che emerge da ampie meta-analisi, cioè studi che mettono insieme decine di ricerche e centinaia di migliaia di persone, riducendo il peso dei singoli casi.

Una delle più citate, pubblicata su The Lancet (Reynolds et al.), ha mostrato che un’elevata assunzione di fibra è associata a:
– riduzione della mortalità totale
– minor rischio cardiovascolare
– minore incidenza di diabete di tipo 2
– minore rischio di alcuni tumori

Con riduzioni di rischio che arrivano anche al 20–30% rispetto ai consumi più bassi.

E il dato interessante è questo: nessun altro nutriente mostra una protezione così costante e trasversale su più esiti di salute.

La fibra agisce su più livelli:
– migliora la regolazione glicemica
– riduce il colesterolo LDL
– modula l’infiammazione
– nutre il microbiota intestinale
– aumenta la sazietà fisiologica

Eppure è uno dei nutrienti più carenti nelle diete occidentali.
In un’epoca in cui si demonizzano carboidrati, legumi e cereali, forse vale la pena ricordarlo:
👉 eliminare interi gruppi alimentari spesso significa eliminare anche uno dei principali fattori protettivi per la salute.

La nutrizione è coerenza dei dati nel tempo, e sulla fibra, oggi, la scienza è sorprendentemente d’accordo.

19/01/2026

Succede spesso così: ti propongono un prodotto dimagrante, un protocollo “semplice”, una soluzione veloce. Accanto c’è il corpo di una persona magra, tonica, esteticamente perfetta.

Quel messaggio, prima ancora di parlare di cibo, ti dice una cosa: il tuo corpo non è abbastanza.

E quando interiorizzi questa idea, lo stress sale, inizi a pensare che devi fare di più, stringere di più, controllarti meglio, oppure compri quel prodotto, perché promette di accorciare la strada.

Il fatto è che le soluzioni magiche non funzionano!
Non perché “non ti sei impegnato abbastanza”,
ma perché vanno contro la fisiologia, contro il comportamento umano, contro il tempo.

La ricerca lo mostra chiaramente: gli approcci restrittivi e rapidi aumentano ansia, senso di fallimento e rischio di ricaduta, è il classico ciclo descritto dagli studi sulla restrizione cognitiva di Herman e Polivy e confermato da decenni di letteratura scientifica.

E così, quando il metodo fallisce, la colpa non viene data al metodo, viene data a te.

👉 “Non sono costante”
👉 “Non ho forza di volontà”
👉 “Se non funziona, è perché io non valgo abbastanza”

Ma il fallimento non è tuo, lo giuro, è del modello.

La soluzione non è mai quella più facile e veloce, è quella che richiede pazienza, ascolto, equilibrio.
Quella che non ti promette di cambiare corpo in 30 giorni, ma di costruire una relazione più stabile con il cibo e con te stessa.

È meno seducente, sicuramente, fa meno rumore, ma è l’unica che, nel tempo, diventa davvero sostenibile.

E chi ci tiene alla salute, organizza un percorso per aiutarti a stare meglio nel corpo che hai, oggi e domani.

18/01/2026

Pollo al curry e verdure!

📝 Ingredienti (per 2 persone):
• 300 g di petto di pollo a cubetti
• 1 vasetto di yogurt bianco (circa 125 g, anche greco va bene)
• 1 cucchiaino abbondante di curry in polvere
• 1 cipolla grande
• 1 carota
• 200 g di cavolfiore
• 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
• Sale q.b.

👩‍🍳 Procedimento:
1. Prepara le verdure: Taglia la cipolla a fettine sottili, la carota a rondelle e dividi il cavolfiore a cimette piccole.
2. In una padella capiente, scalda l’olio e aggiungi la cipolla. Lasciala appassire dolcemente, poi unisci le carote e il cavolfiore. Fai cuocere per 5-6 minuti, aggiungendo eventualmente un po’ d’acqua per stufare leggermente le verdure.
3. Aggiungi il pollo e poi lo yogur nella padella e cuoci a fuoco medio per altri 10-12 minuti, finché il pollo sarà ben cotto e la salsa cremosa.
4. Aggiusta di sale e spezie, poi servi con erbe fresche a piacere.

🍽️ Valori nutrizionali indicativi (per 1 porzione):
• Calorie: 310 kcal
• Proteine: 32 g
• Carboidrati: 10 g
• Grassi: 15 g
(valori variabili in base allo yogurt e all’olio usato)

“Ma allora in America mangiano cose vietate in Europa?”Sì, alcuni ingredienti usati negli USA sono vietati o fortemente ...
17/01/2026

“Ma allora in America mangiano cose vietate in Europa?”

Sì, alcuni ingredienti usati negli USA sono vietati o fortemente regolamentati in Europa.
Non perché in Europa “sappiamo tutto”, ma perché si applica un principio di precauzione diverso.

Negli Stati Uniti, sotto il controllo della FDA, un ingrediente può essere usato finché non si dimostra chiaramente che è dannoso.
In Europa, invece, l’EFSA richiede prove di sicurezza prima dell’approvazione, soprattutto per l’esposizione a lungo termine.

Il punto non è demonizzare il cibo americano
né idealizzare quello europeo.

Il punto è capire che la salute non dipende dal singolo alimento, ma dall’esposizione ripetuta, nel tempo, a certi additivi e pratiche industriali.

Per fare questo serve un’attenta valutazione del rischio da parte degli organi preposti, la priorità è proteggere i consumatori da potenziali rischi per la salute.

16/01/2026

Il mio lavoro non è spaventare, colpevolizzare o umiliare, è qualcosina di più: è spiegare la complessità dei fattori che incidono sul peso, prevenire e curare senza colpevolizzare, tutelare la salute fisica e mentale ed evitare che il messaggio sanitario diventi violenza.

Dire che l’obesità comporta rischi per la salute è corretto, ma usare quei rischi per giudicare, semplificare o disumanizzare non lo è.

Le persone con obesità lo sanno già, quello che spesso manca non è l’informazione, ma un approccio che tenga insieme scienza, complessità e rispetto.

La salute non migliora con lo stigma, non nasce dalla paura e non passa dall’umiliazione. Ed è terribile che tante persone invece ancora credano questo.
E si arrogano il diritto di giudicare e discriminare.

Posso parlare di prevenzione, rischi e cura
senza trasformare le persone in bersagli e non è essere indulgenti è fare educazione nutrizionale come va fatta.

Tutto ciò che umilia non è cura, ed è necessario che si comprenda.

15/01/2026

“Da quando mangio solo carne sto benissimo, quindi bisogna ascoltare il proprio corpo, non la scienza e le meta-analisi.”

Capisco perché questo messaggio sembri sensato.
Ma in nutrizione (e in sanità) è un ragionamento potenzialmente pericoloso.

Il fatto che una persona stia bene non dimostra che un approccio sia sicuro, efficace o adatto ad altri.
Il nostro corpo è bravissimo a farci sentire bene nel breve periodo, anche quando nel lungo termine si stanno creando squilibri.

È per questo che la scienza non si basa sulle esperienze individuali, ma su strumenti come le meta-analisi: studi che mettono insieme decine o centinaia di ricerche, valutandone qualità, limiti e risultati complessivi.
Non perché “la scienza sa tutto”, ma perché riduce i bias del singolo caso.

“Ascoltare il corpo” è importante.
Ma non è l’opposto dell’evidenza scientifica.

Il corpo va ascoltato dentro un contesto fatto di:
– fisiologia
– adattamenti metabolici
– effetti a lungo termine
– dati su popolazioni ampie

Altrimenti rischiamo di confondere il benessere percepito
con la sicurezza metabolica e salute nel tempo.

Se bastasse “sentirsi bene” per definire cosa è salutare,
non avremmo bisogno di ricerca, epidemiologia, linee guida, prevenzione.

La nutrizione non è fede e nemmeno testimonianza personale, è un dialogo continuo tra scienza, clinica e individualità.

E no: usare la propria esperienza per invalidare le evidenze non è ascolto del corpo, è solo un’altra forma di semplificazione.

Se parliamo di salute, il singolo caso non basta e la responsabilità professionale viene prima delle opinioni.

Indirizzo

Via Romolo Mori N. 32
Civitavecchia
00053

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