Biologa Nutrizionista Dr.ssa Ilaria Iannetti

Biologa Nutrizionista Dr.ssa Ilaria Iannetti 👩‍⚕️Biologa Molecolare Nutrizionista e PhD in Genetica
🧬Dimagrimento e Ricomposizione Corporea Scientifica ZERO Stress! Come fare?

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https://bodycheck.nutrizionistailariaiannetti.com/ Sono Ilaria Iannetti, una Biologa Nutrizionista che si occupa di far perdere peso ai suoi pazienti senza ricorrere a inutili diete restrittive. Quelle da petto di pollo e insalata o beveroni, abbandonate in men che non si dica perché impossibili da portare nella propria vita. Sostanzialmente ti aiuto a gestire lo stress e la f

ame emotiva, fornendoti delle tecniche che ti fanno capire se il tuo bisogno di cibo è reale o se è un atto che serve a compensare un vuoto emotivo. Lo scorso 13 Novembre ho pubblicato un libro che si chiama "Distese di emozioni - riconoscere, combattere e vincere il bisogno di consolazione e compensazione attraverso il cibo" che tratta proprio di queste tematiche. Il mio metodo è ricco di ricette bilanciate e sazianti, in questo modo la fame fisiologica sparisce, e si ottiene uno stato di equilibrio che facilita il cambiamento emotivo rispetto al cibo, in questo modo puoi davvero fare caso se ciò di cui oggi hai bisogno è mangiare oppure iniziare a fare qualcosa per te stessa.

22/04/2026

I suggerimenti in voga per la fame emotiva?
“Prova con yogurt e noci”, “scegli uno snack sano”, “mangia qualcosa di leggero”.
La fame emotiva però non nasce da un bisogno di nutrimento, ma da uno stato emotivo.
Stress, noia, ansia, stanchezza possono attivare il desiderio di mangiare anche in assenza di fame fisiologica, e i primi passi da muovere sono quelli di imparare a distinguere ciò che ci accade.
Devi intanto sapere che:
👉🏻La fame biologica è regolata da segnali interni come ghrelina e leptina, cresce gradualmente ed è soddisfatta da diversi alimenti.
👉🏻La fame emotiva, invece, è spesso più improvvisa, più specifica e diretta verso cibi altamente palatabili.
E non è un caso infatti che alcuni alimenti, soprattutto quelli ricchi di zuccheri e grassi, attivano il sistema della ricompensa a livello cerebrale, coinvolgendo aree come il nucleo accumbens e il rilascio di dopamina (Volkow et al., 2011). Questo li rende più “desiderabili” nei momenti di vulnerabilità emotiva.
Per questo proporre uno yogurt o una manciata di noci come soluzione alla fame emotiva rischia di essere una semplificazione eccessiva.
Non perché siano alimenti sbagliati, non esistono alimenti buoni o cattivi infatti, ma in questo caso il problema non è il cibo.
Motivo per cui la fame emotiva non si “blocca” con un alimento. Si comprende lavorando sulle emozioni, sui contesti e sui meccanismi che la attivano.
E spesso il primo passo non è cambiare cosa mangi, ma iniziare a chiederti: cosa sto provando in questo momento? E se non è fame, di cosa ho davvero bisogno?

È un processo di apprendimento, di ascolto e comprensione, di compassione verso se stessi, non è semplice quindi e proprio per questo non può essere banalizzato.

L’adaptive thermogenesis (termogenesi adattativa) è uno dei motivi per cui dimagrire, col tempo, diventa più difficile.Q...
21/04/2026

L’adaptive thermogenesis (termogenesi adattativa) è uno dei motivi per cui dimagrire, col tempo, diventa più difficile.
Quando riduci l’apporto calorico, il corpo non si limita a “consumare le riserve”, man mano si adatta.
Riduce il dispendio energetico più di quanto ci aspetteremmo, consuma meno a riposo, ti fa muovere meno spontaneamente e diventa un risparmiatore più efficiente.
In pratica, il corpo entra in una modalità di risparmio energetico.
Questo fenomeno è stato osservato in diversi studi, tra cui il famoso Minnesota Starvation Experiment e, più recentemente, nei follow-up sui partecipanti di programmi come The Biggest Loser, dove il metabolismo restava ridotto anche dopo la perdita di peso.
Non è un errore, tu pensi di sì ma non lo è, perché è un meccanismo di sopravvivenza. Il tuo corpo non sa che stai cercando di dimagrire, per lui stai semplicemente introducendo meno energia, e la risposta è proteggerti.
Per questo, a un certo punto, il peso si blocca, per questo serve sempre più “controllo” per ottenere lo stesso risultato.

Ma il problema non è la tua volontà, è l’adattamento del corpo, è la biologia.
Ecco perché strategie troppo restrittive spesso non sono sostenibili nel lungo periodo.
Perché il corpo non collabora… si difende. Quindi mi prometti di non sentirti in colpa oggi?

20/04/2026

I legumi sono tra gli alimenti più demonizzati… e più fraintesi. 🫘

“Fanno gonfiare.”
“Non sono proteine vere.”
“Contengono antinutrienti.”
“Fanno ingrassare.”

Eppure sono uno degli alimenti più completi che abbiamo.

I legumi sono una fonte importante di:
– proteine vegetali
– fibre
– vitamine e minerali
– composti bioattivi con effetti benefici

Il gonfiore?
Spesso è legato a abitudine e preparazione.
Ammollo, cottura e introduzione graduale fanno la differenza.

Gli “antinutrienti”?
Sì, esistono.
Ma vengono ridotti significativamente con la cottura
e non rendono i legumi un alimento da evitare.

Le proteine?
Sono assolutamente valide.
E nell’arco della giornata si integrano perfettamente con altri alimenti.

E no, non fanno ingrassare.
Anzi, grazie alle fibre aumentano la sazietà e sono associati a un miglior controllo del peso.

Il punto è che spesso il problema non è il cibo.
È quello che ci viene raccontato sul cibo.

I legumi non sono il nemico.
Sono parte della nostra tradizione alimentare da sempre.

E forse meritano di tornare ad esserlo. 🤍

19/04/2026

Fino a poco tempo fa dovevamo fare debunking di diete miracolose.
Ora dobbiamo farlo anche di video creati con l’intelligenza artificiale.

Ho visto un contenuto che parlava di un semplice budino ai semi di chia, attribuendogli proprietà quasi miracolose: dimagrire, depurare, riequilibrare tutto.
Il problema non sono i semi di chia.
Il problema è la disinformazione amplificata dalla tecnologia.

I semi di chia sono un alimento interessante: contengono fibre, acidi grassi omega-3 e micronutrienti.
Ma non esistono alimenti miracolosi.
Non esistono cibi che “curano tutto”.

Quando un video attribuisce proprietà straordinarie a un singolo alimento, non sta facendo informazione.
Sta semplificando, e spesso confondendo.

Oggi l’intelligenza artificiale rende ancora più facile creare contenuti convincenti, ma questo significa anche che dobbiamo essere ancora più attenti.
Perché non tutto ciò che appare professionale o ben fatto è anche corretto.

La nutrizione non è fatta di soluzioni magiche.
È fatta di equilibrio, contesto e abitudini nel tempo.

E forse sì, oggi dobbiamo anche fare debunking dei video creati dall’intelligenza artificiale.
Perché la tecnologia può aiutare, ma la responsabilità di informare bene resta sempre nostra.

Quante volte pensi di avere fame ma in realtà è stress e stanchezza?Il corpo usa segnali simili per bisogni diversi.La s...
18/04/2026

Quante volte pensi di avere fame ma in realtà è stress e stanchezza?

Il corpo usa segnali simili per bisogni diversi.
La stanchezza, lo stress e il sonno insufficiente possono aumentare il desiderio di cibo, soprattutto di alimenti più energetici.

Quando dormiamo poco o siamo affaticati, il corpo cerca una fonte rapida di energia. Aumenta la fame (anche attraverso ormoni come la grelina) e si riduce la capacità di percepire la sazietà. Allo stesso tempo, il cervello diventa più sensibile agli stimoli legati al cibo.

Il risultato è che quello che percepiamo come “fame”
a volte è semplicemente bisogno di riposo.

Questo non significa che non devi mangiare, ma che forse quello non è l’unico bisogno.

Prima di mangiare, può essere utile fermarsi un attimo e chiedersi: ho davvero fame… o sono stanca, stressata, sovraccarica?

Per capire meglio.
Perché il corpo non parla solo di cibo.
Parla di bisogni.

Ascoltali. ❤️

16/04/2026

È difficile prendersi cura di qualcosa che si odia.
La cura nasce sempre da un gesto di rispetto, di ascolto, di gentilezza. Non dalla rabbia.

Eppure, quando si parla di corpo e di peso, spesso il messaggio è l’opposto: devi odiarti per cambiare, devi criticarti per migliorare, devi sentirti sbagliato per dimagrire.

Ma l’odio non genera cura, genera fretta, rigidità, punizione.

Viviamo in una cultura che ci spinge a giudicarci continuamente, soprattutto quando non corrispondiamo a determinati canoni estetici.
Se siamo in sovrappeso, se il corpo cambia, se non siamo “perfetti”, impariamo a guardarci con durezza.

E quando il punto di partenza è l’odio, il percorso diventa una guerra contro sé stessi.
Una guerra che spesso porta a soluzioni estreme, restrizioni, senso di colpa e frustrazione.

Prendersi cura del proprio corpo non significa arrendersi.
Significa cambiare prospettiva.

Perché il cambiamento più sostenibile nasce quando smettiamo di volerci punire e iniziamo, anche solo un po’, a volerci bene.

Non devi amare il tuo corpo ogni giorno.
Ma imparare a trattarlo con rispetto, è già un ottimo punto di partenza. 🤍

15/04/2026

C’è ancora chi pensa che il valore di una persona dipenda dal suo aspetto.
Che se una donna è in sovrappeso verrà ascoltata meno, mentre se è bella avrà automaticamente più attenzione.

Abbiamo imparato a dare credibilità ai corpi, non alle idee, a confondere l’estetica con la competenza e a pensare che per essere ascoltati bisogna prima essere “conformi”.

Ma la competenza non ha una taglia.
L’intelligenza non ha una forma.
La credibilità non ha un peso.

Questo modo di pensare non è realismo, non è “così funziona la società”, è un pregiudizio culturale profondamente radicato, che ci porta a giudicare prima ancora di ascoltare.

E così facendo non solo discriminiamo le persone, ma rischiamo anche di perdere contenuti, esperienze e competenze solo perché non corrispondono a un ideale estetico.

E forse la domanda non è chi viene ascoltato di più.
Ma perché abbiamo imparato ad ascoltare solo chi riteniamo “più bello”.

Dimagrire per la salute non è la stessa cosa che dimagrire per essere socialmente accettabili.E questa differenza cambia...
14/04/2026

Dimagrire per la salute non è la stessa cosa che dimagrire per essere socialmente accettabili.
E questa differenza cambia tutto.

La salute riguarda parametri metabolici, energia, qualità del sonno, mobilità, benessere psicologico e qualità della vita.
La pressione sociale, invece, riguarda l’aspetto, la taglia, il numero sulla bilancia e l’idea culturale di “corpo giusto”.

Il problema è che spesso queste due dimensioni vengono confuse.

Viviamo in una cultura che associa automaticamente la magrezza a salute, disciplina e autocontrollo, mentre il sovrappeso viene spesso collegato a pigrizia o mancanza di volontà. Questo fenomeno si chiama stigma del peso, ed è ampiamente documentato nella letteratura scientifica.

Una revisione pubblicata su Obesity Reviews guidata da Rebecca Puhl ha mostrato che lo stigma legato al peso è associato a:
– maggiore stress psicologico
– aumento del cortisolo
– peggior rapporto con il cibo
– maggiore rischio di comportamenti alimentari disfunzionali

Inoltre, uno studio pubblicato su The Lancet ha evidenziato che lo stigma del peso può paradossalmente peggiorare gli esiti di salute, riducendo l’accesso alle cure, aumentando l’evitamento dell’attività fisica e favorendo il ciclo restrizione–perdita di controllo.

Anche la World Health Organization sottolinea che la salute non coincide con il peso corporeo, ma è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale.

Quando il dimagrimento nasce dalla paura del giudizio, il percorso diventa più rigido, più ansiogeno e meno sostenibile.
Quando nasce dalla cura di sé, invece, cambia completamente prospettiva.

Non si tratta più di diventare più accettabili.
Si tratta di stare meglio.

E queste due cose, spesso, non sono la stessa cosa.

14/04/2026

Ora dobbiamo contrastare la disinformazione dei video creati con l’intelligenza artificiale.

Un semplice budino ai semi di chia può avere proprietà quasi miracolose? Può far dimagrire , depurare, riequilibrare tutto?

I semi di chia sono un alimento interessante: contengono fibre, acidi grassi omega-3 e micronutrienti, ma non esistono alimenti miracolosi.
Non esistono cibi che “curano tutto”.

Quando un video attribuisce proprietà straordinarie a un singolo alimento, non sta facendo informazione.
Sta semplificando, e spesso confondendo.

Oggi l’intelligenza artificiale rende ancora più facile creare contenuti convincenti, ma questo significa anche che dobbiamo essere ancora più attenti.
Perché non tutto ciò che appare professionale o ben fatto è anche corretto.

La nutrizione non è fatta di soluzioni magiche, ma di equilibrio, contesto e abitudini nel tempo.

E sì, oggi dobbiamo anche fare debunking dei video creati dall’intelligenza artificiale.
Perché la tecnologia può aiutare, ma la responsabilità di informare bene resta sempre nostra.

13/04/2026

Quando sento dire che 800 o 1200 kcal sono “la dieta giusta” per tutti, e che le 2000 kcal sarebbero “un’invenzione dell’élite”, non stiamo più parlando di nutrizione.
Stiamo parlando di messaggi pericolosi.

Il fabbisogno energetico non è uguale per tutti.
Dipende da età, sesso, altezza, composizione corporea, attività fisica, condizioni di salute.
Per questo le linee guida nutrizionali non danno un numero fisso, ma range e personalizzazione.

Una dieta da 800 kcal è generalmente considerata una dieta fortemente ipocalorica e viene utilizzata solo in contesti clinici specifici e sotto controllo medico.
Nel lungo periodo può portare a:
– perdita di massa muscolare
– rallentamento metabolico
– carenze nutrizionali
– stanchezza e irritabilità
– maggiore rischio di perdita di controllo sul cibo

Anche 1200 kcal per molte persone sono troppo poche, soprattutto per adulti attivi, e possono diventare restrittive e difficili da sostenere.

Le 2000 kcal non sono “la dieta perfetta”, ma semplicemente un valore di riferimento medio utilizzato per etichettatura e linee guida, come indicato da European Food Safety Authority e Food and Drug Administration.

La nutrizione non funziona con numeri uguali per tutti.
E soprattutto, diffondere messaggi estremi o complottisti sul cibo non è informazione.
È un modo per creare paura, confusione e, spesso, rapporti disfunzionali con l’alimentazione.

La salute non nasce da diete estreme.
Nasce dall’equilibrio, dalla sostenibilità e dalla personalizzazione.

12/04/2026

Sul web ormai funziona così: puoi fare quello che vuoi… basta “compensare” con qualcosa di magico.

Bevi alcol?
Bevi tè verde e “depuri” il fegato.

Fumi?
Bevi tè nero e “proteggi” i polmoni.

Vai spesso al fast food?
Prendi lo zenzero e “sistemi” colesterolo e trigliceridi.

Peccato che il corpo umano non funzioni come un tasto reset.

Non esistono alimenti che annullano comportamenti dannosi.
Il fegato non si depura con il tè verde.
I polmoni non si proteggono con il tè nero.
E lo zenzero non cancella un’alimentazione sbilanciata.

Sì, tè verde, tè nero e zenzero possono avere proprietà interessanti: contengono polifenoli, composti antiossidanti, sostanze bioattive, ma questo non significa che possano neutralizzare alcol, fumo o eccessi alimentari.

La salute non si costruisce con “trucchetti”, ma costruisce nel lungo periodo, con abitudini realistiche e sostenibili.

Questa narrativa del “fai pure, poi compensi” è solo un’altra forma di disinformazione, ed è anche pericolosa, perché fa credere che basti aggiungere qualcosa per bilanciare tutto il resto.

La verità è molto meno spettacolare, ma molto più utile:
non esistono scorciatoie, e soprattutto, non esistono alimenti magici.

L’effetto yo-yo è il ciclo di perdita e ripresa del peso che molte persone sperimentano dopo una dieta restrittiva.Se ha...
11/04/2026

L’effetto yo-yo è il ciclo di perdita e ripresa del peso che molte persone sperimentano dopo una dieta restrittiva.
Se hai passato una vita a incolparti per questo sappi che non è affatto colpa tua, è una risposta biologica e psicologica molto ben documentata.

Quando segui una dieta molto restrittiva, il corpo percepisce una riduzione dell’energia disponibile. Per difendersi, attiva una serie di adattamenti: aumenta la fame, si riduce il dispendio energetico, e il cervello diventa più sensibile agli stimoli legati al cibo.

Dal punto di vista neurobiologico, entrano in gioco diversi meccanismi.
Aumenta la grelina, l’ormone della fame, mentre diminuisce a leptina, che segnala la sazietà.
Si attivano i circuiti dopaminergici della ricompensa, rendendo il cibo più attraente e difficile da ignorare.

In parallelo, la restrizione cognitiva aumenta il controllo mentale sul cibo. Più cerchi di controllarti, più il cibo occupa spazio nella mente.
Questo aumenta la probabilità di una fase di perdita di controllo, seguita spesso da senso di colpa e nuova restrizione.

Ed è proprio questo ciclo che alimenta l’effetto yo-yo:
restrizione → fame biologica → perdita di controllo → senso di colpa → nuova restrizione.

L’effetto yo-yo, quindi, non è un fallimento personale.
È spesso il risultato di strategie troppo rigide che il corpo fatica a sostenere nel tempo.

Per questo, più che puntare su diete restrittive, ha senso costruire un’alimentazione sostenibile, flessibile e rispettosa dei segnali del corpo.

Indirizzo

Via Romolo Mori N. 32
Civitavecchia
00053

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