Amici Dei Funghi Civitavecchia

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Cantharellus lutescens (Pers. : Fr.) Fr. 1821TassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine Cantharellales...
06/11/2022

Cantharellus lutescens (Pers. : Fr.) Fr. 1821

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Cantharellales
Famiglia Cantharellaceae
Genere Cantharellus

Nome italiano
Finferla.

Sinonimi
Merulius xanthopus Pers. 1825
Merulius luteolus O.K. 1898
Cantharellus xanthopus (Pers.) Duby 1830
Craterellus lutescens (Pers.) Fr. 1838

Etimologia
Dal latino lutescens = di colore tendente al giallo.

Cappello
2-6 cm, submembranoso, inizialmente convesso, ombelicato, poi espanso infundibuliforme. Superficie finemente fibrillosa–squamulosa, di colore bruno scuro su fondo giallo-aranciato. Margine crespo, a lungo ricurvo e sottile poi revoluto e sinuoso. Imenoforo da giovane liscio, poi con venature o pieghe sinuose più o meno spesse, forcate o ramificate, che decorrono sul gambo. Colore rosa carne o giallo-arancio.

Gambo
4-8 × 0,5-1,5 cm, irregolare, più largo in alto e via via più svasato verso la base, spesso ricurvo, normalmente a maturità più lungo del diametro del cappello, cavo, poco carnoso, liscio. Color giallo-oro con la base a volte biancastra.

Carne
Delicata, minuta, elastica, giallo-crema. Odore forte di frutta, sapore gradevole e dolce.

Microscopia
Spore 9,6-11,4 × 6,4-7,2 µm, ellittiche, lisce, bianco crema in massa.

Habitat
Fungo assai comune, nasce numeroso in gruppi nei boschi di latifoglie ed aghifoglie, in luoghi umidi, dall'estate e fino all'autunno inoltrato, nel Centro-Sud Italia fino all'inverno, se non ci sono gelate significative.

Commestibilità e tossicità
Buono, gustoso ed aromatico adatto per frittate e trifolati misti, ma anche essiccato e polverizzato come condimento. Viene consumato fresco e conservato attraverso surgelazione o essiccazione come già detto. Se surgelato deve essere precotto, pena l'instaurarsi di una sgradevole amarescenza, che ne rovinerebbe inesorabilmente il gusto.

Osservazioni
Molto apprezzato per la sua buona commestibilità, si riconosce per la caratteristica forma.

Specie simili
Ben conosciuto sotto il nome popolare di "Finferla", è uno fra i funghi più ricercati nella stagione autunnale, trattandosi di specie di buona qualità e molto abbondante nelle stazioni di crescita. Spesso viene senza rischi confuso col Cantarellus tubaeformis, grigio-bruno occasionalmente giallo citrino più o meno soffuso di fuligginoso o di olivaceo, imenio a pliche lamellari più evidenti e senza il profumo di frutta, non così comune come il Cantarellus lutescens, ma altrettanto gustoso. Altre specie con le quali è confondibile sono Cantharellus melanoxeros, con pileo giallo-verdastro, pseudolamelle maggiormente evidenti e in particolare presentante annerimento delle superfici e della carne. Cantharellus ianthinoxanthus, con imenoforo rosa-azzurrognolo e pileo giallastro, privo di annerimento. Infine è decisamente diverso da Cantharellus cinereus e Craterellus cornucopioides, con superfici nerastre in modo diffuso ed uniforme.Cantharellus tubaeformis var. lutescens, che in parte ne emula i cromatismi generali, pur distinguendosi in modo chiaro per l'assenza di odore fruttato e per un imenoforo che presenta nette pseudolamelle in rilievo.

Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825TassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine CantharellalesFam...
06/11/2022

Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Cantharellales
Famiglia Cantharellaceae

Etimologia
Derivazione mista dal latino e dal greco, Craterellus = piccola coppa e cornucopioides = a forma di cornucopia.

Cappello
È la parte superiore ed interna che si prolunga per tutto il gambo, misura 3-10(12) cm e ricorda una cornucopia o una trombetta, molto svasata in alto e con il margine arrotolato; la colorazione è inizialmente scura, nero-bluastra con presenza di piccole squamette che si evidenziano maggiormente da adulto quando la pigmentazione schiarisce apparendo grigio-brunastra. La zona fertile o imenio si presenta nella parte inferiore ed esterna ed è liscia con rugosità verticali; il colore è da grigio-cenere a grigio-bluastro, tendente a schiarire maggiormente anche per le spore che sono bianche.

Gambo
2-5(6) cm, risulta quasi inesistente, inglobato nel cappello ed è fibroso.

Carne
La consistenza è sottile ed elastica, color grigio-nerastro, da giovane con delicato odore di frutta ma, con l'invecchiamento, ricorda la cantina o il tartufo; il sapore è gradevole, un po' dolciastro.

Habitat
Comunissimo nelle faggete e nei boschi di altre latifoglie, poco frequente sotto aghifoglia.

Commestibilità e tossicità
Craterellus cornucopioides è un ottimo commestibile, molto ricercato, anche se non tutti gradiscono un piatto ingrigito o addirittura annerito da questi funghi; essiccato ha una ottima resa.

Osservazioni
Talvolta si incontrano zone del bosco dove è praticamente impossibile procedere senza calpestare questi funghetti che quasi sempre crescono in gruppi molto numerosi.

Somiglianze e varietà
Piuttosto simile per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerasta, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose "Trombette". Altro fungo somigliante a Craterellus cornucopioides è Faerberia carbonaria, commestibile, somigliante ad un Cantharellus ed infatti, in un passato lontano, veniva chiamato Cantharellus carbonarius; cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo odulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle.

Curiosità
Il nome "Trombette dei morti" non è dovuto al colore nero, ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. Fungo molto caratteristico per l'aspetto morfologico a tromba, per i suoi cromatismi nerastri, per il suo crescere densamente aggregato e subcespitoso, per il suo odore e sapore aromatico fungino.

Foto scattate questa mattina presso la sala espositiva Almadiani a Viterbo, in occasione della mostra micologica
29/10/2022

Foto scattate questa mattina presso la sala espositiva Almadiani a Viterbo, in occasione della mostra micologica

ARMILLARIA MELLEATassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine AgaricalesFamiglia PhysalacriaceaeNome ita...
24/10/2022

ARMILLARIA MELLEA

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Physalacriaceae

Nome italiano
Famigliola buona, Chiodino.

Sinonimi
Armillariella mellea (Vahl : Fr.) P. Karst. 1881
Clitocybe mellea (Vahl : Fr.) Ricken 1915

Etimologia
Color del miele, da latino melleus.

Cappello
3-15 cm, convesso, ma presto piano e umbonato con l'età, margine ondulato, striato ed infine fessurato; cuticola viscida col tempo umido; colore del miele o della cannella o del cuoio, brunastro o bruno rossastro o olivastro a seconda delle piante che la ospitano. Più scuro al centro con sottili squame irte, maggiormente presenti nell'umbone centrale del cappello, che in parte, scompaiono con la maturità.

Lamelle
Rade, basse, un poco decorrenti sul gambo; prima biancastre con iridescenze gialle o rosee, poi stinte e con tonalità sempre più scure.

Gambo
5-7(18) × 0,5-3 cm, slanciato, fibroso, elastico, midolloso, assottigliato verso la base quando cresce in cespi, allargato e bulboso alla base se solitario; roseo e striato in alto, brunastro e via via più scuro dall'anello al piede.

Anello
Il velo parziale forma un anello supero, simile alla parte superiore di una calza svasata (armilla = calza) di notevole spessore, duraturo e striato, bianco pallido di sopra e bruno-giallastro fino a bruno-rossastro nella parte sottostante.

Carne
Soda quella del cappello, fibrosa e coriacea quella del gambo, che per tale motivo non deve essere utilizzato ai fini alimentari. Odore tenue, fungino, non molto gradevole. Sapore acidulo, dolciastro.

Habitat
Cresce in autunno a cespi su alberi vivi, alla base di ceppaie, qualche volta tra l'erba che occulta radici; a volte anche solitaria assumendo maggiori dimensioni.

Spore
7-9,5 × 5-7 µm, bianche, lisce, ellittiche.

Commestibilità o Tossicità
Buono se ben cotto, escludendo il liquame che si forma nella prima cottura ed il gambo coriaceo. Si presta anche alla conservazione. Si consiglia di schiumare con ramaiolo durante la bollitura per eliminare il viscidume indigesto e di non raccoglierla mai dopo gelate o congelarla cruda, in questi ultimi due casi diverrebbe tossica.

Osservazioni
E' un fungo camaleontico a seconda del ceppo ospite: giallo miele se nasce dal Gelso, bruno o bruno-rossastro dalle Querce fino a volte completamente candido se ospite dell'Acacia.

Specie simili
Kuehneromyces mutabilis (Schaeff. : Fr.) Singer & A.H. Sm. = Pholiota mutabilis (Schaeff. : Fr.) P. Kumm. al pari ottima specie commestibile, forse superiore.
Hypholoma fasciculare (Huds. : Fr.) P. Kumm., velenoso, ha lamelle che da giallo verdastro diventano nere, sapore amaro della carne, la superficie del cappello sempre liscia e la presenza di un effimero anello nel gambo.

ARMILLARIA TABESCENS TassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine AgaricalesFamiglia PhysalacriaceaeSino...
24/10/2022

ARMILLARIA TABESCENS

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Physalacriaceae

Sinonimi
Armillaria tabescens (Scop.) Emel 1921
Clitocybe tabescens (Scop.) Bres. 1900

Etimologia
L'epiteto Desarmillaria deriva dal prefisso des dal latino de ex = che indica sostituzione e dal nome di genere Armillaria, per essere stato separato dal genere Armillaria per la mancanza di anello.
L'epiteto tabescens deriva dal latino tabescens = che si dissolve.

Cappello
Dimensioni 4-8 cm, è carnoso, ma assottigliato al margine, tenace ed elastico, la forma varia in base alla maturazione, da sub-campanulato a piano-depresso, provvisto di un leggero umbone centrale, generalmente irregolare e con una spiccata igrofaneità; il colore è bruno-ocraceo, color tabacco. L'epicute è ornata da sottili e numerose squame concolori alla cuticola, più numerose verso il disco, il margine sottile è solitamente lobato e facilmente inciso.

Imenoforo
Lamelle f***e e decorrenti, negli esemplari giovani la colorazione è biancastra, in quelli maturi assumono invece una tonalità rosata; tale colorazione non è attribuibile alla maturazione delle spore, in quanto siamo di fronte a un fungo leucosporeo, è invece da considerare come il colore della carne.

Gambo
8-12 × 0,8-1,5 cm, di consistenza molto tenace e fibrosa, anello assente, portamento curvo e caratterizzato da un andamento flessuoso. Nella parte alta si presenta con colorazioni simili o leggermente più chiare del cappello, in basso invece i toni ocraceo-bruni sono più carichi per prendere una colorazione più scura rispetto a quella del cappello.

Carne
Non abbondante, ha consistenza elastica nel cappello e tenace-fibrosa nel gambo, la colorazione è biancastra ma alla base del gambo si nota una colorazione fulvo-rossastra. L'odore non risulta particolarmente significativo e può essere definito gradevole.

Habitat
Cresce cespitoso a gruppi di molti esemplari, sui tronchi e in prossimità di latifoglie con una spiccata preferenza per le Querce, non è difficile però trovarlo in forma apparentemente terricola, in corrispondenza delle radici interrate delle essenze arboree a cui si lega.

Commestibilità e Tossicità
È un buon commestibile ben cotto, ma tossico da crudo; usufruire solo dei cappelli scartando i gambi, come per il più conosciuto Chiodino, l'Armillaria mellea, con il quale condivide molte caratteristiche. È consigliabile la prebollitura e la successiva eliminazione dell'acqua di cottura. Si presta ottimamente alla preparazione e conservazione sott'olio.

Specie simili
Facile la separazione dagli altri funghi appartenenti al genere Armillaria, in quanto il genere Desarmillaria, a cui appartegono due sole specie, è privo di anello. Occorre invece prestare la massima attenzione nel separarlo da altre specie lignicole, sempre a crescita cespitosa, come quelle appartenenti al Genere Hypholoma di cui alcune specie sono tossiche.

AMANITA RUBESCENSTassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine AgaricalesFamiglia AmanitaceaeGenere Amani...
24/10/2022

AMANITA RUBESCENS

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Sottogenere Lepidella
Sezione Validae

Nome italiano
Amanita rossa, Tignosa vinata, Tignosa rosseggiante.

Etimologia
L'epiteto Amanita deriva dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.
L'epiteto rubescens deriva dal latino rubescens = rosseggiante, per la proprietà della carne di virare al rosso-vinoso.

Cappello
4-10 cm, globoso, poi sempre più espanso fino ad appianato, margine pileico non striato, interamente rivestito da residui velari scagliosi ed acuti di tonalità grigiastra. Cappello rossastro, rosso brunastro, tendente a decolorarsi con l'età o con piogge intense. Lamelle molto strette e distanziate dal gambo, alte e fragili, biancastre, con presenza di maculature rossastre se vetuste o manipolate.

Gambo
1-3 × 8-18 cm, rettilineo, progressivamente si allarga verso la base che presenta aspetto bulboso, superficie liscia. Bianco in alto e poi sempre più sfumato di rosa fino al rosso verso la base. Possiede un anello carnoso, inserito in posizione sommitale, che ricade con ampio gonnellino sul gambo, colorato nella faccia inferiore, giallo nella minuta varietà annulosulphurea. Volva non ben visibile, il velo generale si frammenta e residua alla base del gambo solo delle piccole protuberanze perliformi.

Carne
Biancastra, tende ad assumere sfumature rossastre se tagliata, soda e spessa quella del cappello, filacciosa quella del gambo. contusa, larvata.
Odore non significativo e sapore dolciastro, aromatico.

Habitat
Ovunque presente e diffusa, dalla montagna alla pianura, in tutti i boschi, sia di latifoglie che di conifere. Tra i primissimi funghi a fare la sua comparsa, già da Aprile Maggio, prosegue con le nascite fino all'autunno anche inoltrato.

Commestibilità e tossicità
Buon commestibile da consumare cotto, contiene tossine termolabili, si disgregano e svaniscono con adeguata cottura, così come indicato nel capitolo di micotossicologia.

Osservazioni
Pur trattandosi di un buon commestibile, aromatico, delicato, non deve mai essere consumato in preparazioni che non ne garantiscano adeguata cottura, alla griglia risulterebbe quasi crudo nelle parti interne, con conseguente grave rischio di intossicazioni con sindrome emolitica.

Specie simili
Si consiglia prudenzialmente di non raccogliere e consumare quegli esemplari che non presentano i caratteristici colori rosso-vinoso, ancor di più ed in particolare, in caso di assenza del viraggio della carne dopo opportuna sezione. Questo per la possibile confusione con la somigliante e tossica Amanita pantherina (DC. : Fr.) Krombh., dalla quale si distingue per l'assenza di striature al margine del cappello, per i residui velari grigiastri, per il viraggio della carne e in particolare per l'assenza della caratteristica volva circoncisa. Altra specie molto vicina è Amanita franchetii (Boud.) Fayod, con carne bianca non virante e residui velari giallastri.

Curiosità
Il sapore di questa Amanita molto dolciastro e forte può non risultare a tutti congeniale, nei misti va quindi dosata per evitarne una predominanza, se utilizzata da sola, deve prima essere sperimentata, in quanto potrebbe risultare ad alcuni non gradita.

AMANITA GEMMATATassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine AgaricalesFamiglia AmanitaceaeGenere Amanita...
24/10/2022

AMANITA GEMMATA

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Sottogenere Amanita
Sezione Amanita

Sinonimi
Amanita junquillea Quél. 1877
Amanita amici Gillet 1898

Etimologia
L'epiteto Amanita deriva dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.
L'epiteto gemmata deriva dal latino gemmata = ornata di gemme, per le verruche del cappello. junquillea per il colore giallo giunchiglia del cappello.

Cappello
4-15 cm, carnoso, emisferico, convesso, poi convesso spianato, con centro anche depresso, margine striato soprattutto a maturità; superficie pileica umida, di aspetto ceroso, a tempo secco brillante facilmente separabile, decorata da verruche bianche, piccole o a lembi più o meno grandi, facilmente detersili, spesso anche completamente nuda. Colori variabili da crema a giallastro-dorato fino a giallo con riflessi aranciati e disco con tonalità più marcate.

Osservazioni
Si tratta di un’Amanita in ampia diffusione, che predilige i periodi più caldi dell'anno. Molti autori non la considerano come specie a sé, ma come semplice forma dell'Amanita junquillea Quélet.

Specie simili
Amanita amici possiede una taglia più massiccia, dei colori più smorti ed un habitat più strettamente termofilo. Una specie molto simile è l'Amanita gioiosa S. Curreli, che differisce per i caratteristici e numerosi giunti a fibbia, assenti in Amanita amici, e per la crescita presso Eucalyptus sp. L’Amanita pantherina (DC. : Fr.) Krombh. si differenzia facilmente per il cappello più scuro, l’anello membranoso, spesso più basso e per la volva dissociata in uno o più cercini.

Lamelle
Libere, abbastanza f***e, bianche, con orlo e con lamellule.

Gambo
6-12 × 1-2,5 cm cilindrico, da slanciato a tozzo, bianco, liscio o un po' fioccoso, attenuato all'apice, base bulbosa rotondeggiante–ovoidale o napiforme, radicante, inizialmente è pieno, poi si presenta midolloso.

Anello
Anello supero, nella zona alta, membranoso ma fragile, spesso fugace, a volte dissociato in minuti fiocchi sul gambo e le lamelle (Amanita gemmata var. exannulata J.E. Lange).

Volva
Circoncisa, submembranosa, bianca o biancastra, a volte dissociata in piccoli cercini sopra il bulbo.

Carne
Fragile, biancastra, giallastra o con alone citrino sotto la cuticola e nella corteccia del gambo. Odore e sapore insignificanti o leggermente rafanoidi.

Habitat
Cresce in primavera, ma a volte anche in autunno, nei boschi di latifoglie e aghifoglie, su terreno sabbioso sul litorale marino in presenza di pineta con sottobosco di Cisto.

Microscopia
Spore 8,5-9 × 7-7,5 µm, lisce, ovoidali ellittiche, non amiloidi, in massa di colore biancastro.

Commestibilità e tossicità
Tossica.

AMANITA CROCEATassonomia Divisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine AgaricalesFamiglia AmanitaceaGenere AmanitaS...
24/10/2022

AMANITA CROCEA

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitacea
Genere Amanita
Sottogenere Amanita
Sezione Vaginatae

Sinonimi
Amanitopsis crocea (Quél.) E.-J. Gilbert 1928
Amanita vaginata var. crocea Quél. 1898

Nome italiano
Bubbolina.

Etimologia
L'epiteto Amanita deriva dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.
L'epiteto crocea deriva dal latino crocus = pianta del croco, per il colore giallo come quello dello zafferano.

Cappello
5-8(12) cm, all'esordio allungato e stretto sul gambo, infine allargato, senza essere quasi mai totalmente espanso, con umbone centrale ampio; sericeo con tempo asciutto, untuoso e viscido in caso di pioggia, non presenta quasi mai decorazioni velari sul cappello, margine del cappello nettamente rigato; sul cappello predominano i cromatismi dell'arancio con varie sfumature, tenui ma anche molto forti, i colori sono più intensi al centro del cappello. Lamelle separate dal gambo, serrate e minute, biancastre o crema, con numerose lamellule.

Gambo
7-14 × 1-2,5 cm, allungato, stretto in alto, rivestito da minute squamule concolori al pileo (biancastre nella varietà subnudipes); in origine pieno e poi con cavità. Anello assente "obliterato". Volva consistente, alta sul gambo, strettamente ancorata alla base dello stipite, svasata in alto, biancastra, più scura internamente.

Carne
Poco spessa e consistente, leggera, bianca o biancastra, aranciata ai margini in modo abbastanza netto. Odore leggero, priva di sapori significativi, dolciastra.

Habitat
Specie ubiquitaria, la troviamo prevalentemente nei luoghi umidi, muschiosi ed erbosi. Si tratta di una specie abbastanza localizzata e non reperibile ovunque, dove presente può mostrarsi con produzioni densamente gregarie, fruttifica dal mese di Agosto fino a tutto Novembre.

Commestibilità e tossicità
Buon commestibile dal sapore delicato (esige cottura adeguata, 15 minuti dal primo bollore, perché è tossica da cruda, quindi con commestibilità condizionata alla cottura).

Osservazioni
Pur avendo cromatismi del cappello che ricordano molto la ben più conosciuta Amanita caesarea, l'assenza di anello e il colore biancastro del gambo e delle lamelle, ne consentono una facile separazione.

Specie simili
Viene considerata dalla maggioranza degli autori specie a sé stante e non una delle tante varietà della Amanita vaginata (Bull. : Fr.) Lam. Si tratta di una delle poche Amanita del sottogenere Amanita, sezione Vaginatae, che si riescono a riconoscere e delimitare con facilità in particolare per il colore aranciato del cappello, per il margine nettamente striato e per il gambo tipicamente screziato.
Amanita fulva Fr.,è simile, ma è un fungo di taglia solitamente inferiore, con colore pileico fulvo brunastro e con crescita solitamente addossata a ceppaie di castagno, anche se è presente in altri boschi di latifoglie. La mancanza dell’anello la distingue dagli esemplari tossici di Amanita, in particolare da forme aranciate e senza velo generale di Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.

Curiosità
Il Gruppo delle Amanita del sottogenere Amanita, sezione Vaginatae, è costituito da un numero di specie molto vasto e ancora non ben delimitato. Tranne rarissimi casi, per una corretta deterinazione di una specie appartenente a questo gruppo è indispensabile un'attenta osservazione microscopica. Le Amanita della sezione Vaginatae sono tutte commestibili di ottimo pregio; si utilzza solo il cappello ed è obbligatoria una cottura adeguata di 15 minuti (commestibilità condizionata alla cottura). Essendo funghi molto fragili devono essere raccolti con grande delicatezza.

Indirizzo

Civitavecchia
00053

Telefono

+390766000000

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