Senologia Civitavecchia

Senologia Civitavecchia Una pagina che risponde ai problemi delle donne (ma non solo), un profilo che aiuta a conoscere il p

07/08/2020

I migliori auguri al dottor Pasquale Lepiane, nuovo Direttore della UOC di Chirurgia Generale del San Paolo di Civitavecchia!!

31/12/2019

COSA C’E’ DI NUOVO NELLA SENOLOGIA DELLA ROMA 4
Grazie alle risorse ottenute dalla ASL la Senologia della Roma 4 è stata in grado di offrire alle pazienti un servizio sempre più innovativo ed all’avanguardia.
Abbiamo iniziato l’anno acquistando delle basette dove posizionare i noduli asportati e da inviare per l’esame istologico: queste basette , di due misure diverse (Small e Large, Destra e Sinistra) , ci consentono di orientare alla perfezione i margini della neoformazione che vengono fissati con delle apposite spille nei quattro punti cardinali (craniale, caudale, mediale e laterale).
Subito dopo abbiamo acquistato dei contenitori che ci consentono di trasportare queste basette con una quantità di liquido per la fissazione dei tessuti (formalina, tossica) sensibilmente minore rispetto a prima.
Siamo poi passati all’acquisto di nuove medicazioni che favoriscono l’aspirazione delle secrezioni, mantenendo le ferite più asciutte, con minor tempo di guarigione, e con la possibilità di far uscire le pazienti dalla sala operatoria con il proprio reggiseno indossato.
Da luglio del 2019 la ASL Roma 4 ha poi deliberato l’acquisto di test genomici per il tumore della mammella, test validati in grado di predire la probabilità che la chemioterapia sia efficace in un gruppo selezionato di pazienti (con tumore della mammella allo stadio iniziale, a linfonodi negativi o positivi fino a un massimo di 3, con recettori estrogenici positivi ed HER2 negativi), come pure di predire la probabilità di ricaduta a distanza, a 10 anni dalla diagnosi.
Nell’UE, si stima che venga somministrata la chemioterapia al 40% - 50% delle donne, quando solo una percentuale molto modesta (< 5%) ne trae un reale beneficio. Gli schemi di trattamento correnti quindi determinano un significativo eccesso di prescrizione della chemioterapia adiuvante citotossica.
Il test permette di prendere decisioni personalizzate riguardo al trattamento fornendo informazioni sulla biologia che sta alla base di un determinato tumore, e risulta essere
 PREDITTIVO: dando informazioni sulla probabilità che la paziente tragga beneficio dalla chemioterapia
 PROGNOSTICO: quantificando la probabilità di ricaduta per tumore a 10 anni per quella paziente
Attualmente il test è a disposizione delle pazienti affette da carcinoma mammario, da parte dei Servizi Sanitari Statali nei seguenti paesi europei: Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Svizzera, Spagna, Grecia, mentre negli USA e Canada sono usati nella pratica clinica da oltre 10 anni.
Nello specifico si è dimostrato che:
- il 48% delle pazienti alle quali era stata originariamente prescritta la terapia ormonale più chemioterapia (prima di conoscere i risultati del test) è passato alla sola terapia ormonale dopo il risultato del test
- il 18% delle pazienti alle quali era stata originariamente prescritta la sola terapia ormonale è passato alla terapia ormonale più chemioterapia.
Quindi la genomica aiuta ad evitare una chemioterapia non necessaria ed i relativi effetti collaterali per le pazienti
La chemioterapia è associata ad importanti effetti collaterali indesiderati (tra i quali neutropenia febbrile, sepsi, tossicità gastro-intestinale, cutanea e neurologica, fatigue, alopecia, rischio di sterilità, menopausa precoce e neoplasie secondarie) che influenzano la qualità della vita della paziente e con un impatto negativo sulla vita lavorativa della paziente (per es. maggior numero di assenze dal lavoro, o la sua interruzione), dei suoi familiari (per es. più assenze dal lavoro dei familiari per assistere il paziente, maggiore necessità di aiuto per la cura dei figli, riflessi nella sfera privata/sessuale) e sulla sua vita sociale (per es. perdita di reddito, declassamento sociale). In una parola una qualità di vita fortemente inficiata.
Pertanto, riuscire ad identificare efficacemente le pazienti che possono trarre beneficio dalla chemioterapia sarà di grande aiuto per migliorare la qualità della cura del tumore della mammella e per aumentare la precisione del trattamento deciso.
La netta riduzione di prescrizione di chemioterapia determina la riduzione dei costi diretti (farmaci , ospedalizzazione) ed indiretti (riospedalizzazioni, comorbidità etc).
Il costo dei farmaci rappresenta solo una quota relativamente modesta del costo totale della chemioterapia:
- Il costo medio stimato della chemioterapia adiuvante per i contribuenti del servizio sanitario è di circa i € 6-7.000 a cui si aggiungono le spese di supporto (per es. antiemetici, fattori di crescita), il trattamento di eventi avversi nel breve e nel lungo periodo (per es. ospedalizzazione, visite e cure mediche), i costi relativi alla somministrazione (per es. catetere venoso centrale, tempo di assistenza infermieristica e per la preparazione della chemioterapia) costi di monitoraggio ed ulteriori esami (prima, durante e dopo la chemioterapia).
Il test si avvale di materiale bioptico di routine o di campioni di tessuto chirurgico. La decisione di prescriverlo è generalmente attuata nell’ambito del team multidisciplinare, tenuto conto dei tradizionali fattori prognostici individuali (età, dimensioni del tumore, stato linfonodale, stato dei recettori ormonali, grado istologico, attività proliferativa).
Su queste basi è possibile calcolare il Recurrence Score (RS) nell’ambito di un range predefinito da o a 100 con tre range di rischio: basso(0-18), Intermedio(18-30), ed alto (>30). Dal suo valore si estrapola la percentuale di potenziale recidiva del tumore stesso nei successivi 10 anni in quella determinata paziente, oltre che della sua chemio sensibilità, offrendo al medico ed alla paziente informazioni utili a determinare, nel contesto del quadro clinico laboratoristico della paziente, quali casi possono essere risparmiati da una potenziale chemioterapia inutile. I risultati sono resi disponibili online tramite un portale ad accesso sicuro, e/o sono inviati al clinico referente entro 7-10 giorni dalla presa in carico del campione, sotto forma di report che include non soltanto il valore di RS e le relative implicazioni prognostiche e predittive, ma anche lo stato dei recettori ormonali e dell’espressione del marcatore genico HER2.
In sintesi permette di:
1. Ridurre i costi derivanti dall’uso della chemioterapia
2. Ridurre i costi derivanti dalla gestione della tossicità da chemioterapia (farmaci di supporto, visite mediche, ospedalizzazioni)
3. Ridurre i costi indiretti derivanti dalla tossicità da chemioterapia (riospedalizzazioni, comorbidità)
4. Permettere alle pazienti affette da carcinoma mammario in fase precoce di continuare ad essere sottoposte al test, in modo da evitare un eventuale trattamento chemioterapico, con un significativo guadagno in termini di qualità di vita, indipendentemente dalle proprie disponibilità economiche.

L’anno 2019 si chiude infine con l’acquisto del PlasmaBlade, un nuovo bisturi al plasma che permette di operare a più basse temperature di esercizio, di non emettere fumi nocivi, di diminuire l’entità dei sieromi e di accorciare ulteriormente i tempi di recupero dall’intervento chirurgico.
Guardiamo al futuro in modo sempre più positivo, coscienti di aver fatto un lavoro serio e di aver reso un buon servizio alla popolazione della Roma 4 e dintorni: nel corso del 2019 sono state visitate per la prima volta circa 700 donne, 550 sono state le visite di controllo, 100 approfondimenti con ago aspirati e micro biopsie, circa 200 interventi chirurgici.

12/06/2019

Sono stati presentati durante il meeting dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) ulteriori dettagli che mostrano la precisione con cui il test genomico Oncotype DX riesce a predire i benefici della chemioterapia. I risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine
OFFRIRE cure personalizzate sulla base della firma genomica del tumore. È l’obiettivo del test Oncotype DX per il tumore alla mammella che riesce a identificare le donne con tumore in stadio iniziale - positivo ai recettori per l’estrogeno (ER+) e HER2 negativo - che possano trarre beneficio dalla chemioterapia e quelle per le quali, invece, non sarebbe necessaria. Già l’anno scorso era stata evidenziata l’importanza e l’utilità di questo test e ora a Chicago, durante il meeting annuale della American Society of Clinical Oncology (Asco), sono state presentate ulteriori evidenze del trial clinico TailorX. In particolare sono stati forniti nuovi dettagli sul rischio nelle pazienti di 50 anni o più giovani; i risultati - pubblicati sul New England Journal of Medicine - hanno mostrato che classificare le pazienti sulla base delle sole caratteristiche cliniche (come la dimensione del tumore) non è sufficiente per predire il beneficio della chemioterapia. Il rischio clinico fornisce informazioni prognostiche, ma è la valutazione della probabilità di recidiva misurata dal test Oncotype DX che permette di aiutare a identificare le donne più giovani in grado di ricevere beneficio dalla chemioterapia. Di solito, infatti, le pazienti vengono sottoposte, oltre che alla terapia ormonale, alla chemioterapia, ma la ricerca mostra che solo una minoranza di loro ne trae davvero vantaggio.

La maggior parte delle pazienti può evitare la chemioterapia
ll test analizza la biologia individuale del tumore alla mammella, in particolare l'attività di 21 geni presenti nel tessuto tumorale. I risultati dell'analisi vengono poi sintetizzati in una formula che fornisce un valore numerico: è proprio questo valore – compreso tra 0 e 100 – a fornire informazioni non solo sulla probabilità di recidiva del tumore a 10 anni dalla diagnosi, ma anche sull'utilità della chemioterapia per ogni singola paziente. Delle oltre 9 mila donne del trial TailorX, il 70% risultava avere un basso rischio clinico e il 30%, invece, un alto rischio clinico. Ma, indipendentemente dal rischio clinico, se il punteggio di recidiva indicato dal test risultava compreso tra 11 e 25, la sopravvivenza libera da malattia e i tassi di intervallo liberi da recidive apparivano simili con e senza chemioterapia. In altre parole, coloro che avevano un punteggio inferiore a 25 - ed erano circa l’80% delle pazienti - potevano evitare in modo sicuro la chemioterapia con i suoi ben noti effetti collaterali, mentre per coloro con punteggi da 26 a 100 la chemioterapia poteva essere determinante.

DOSSIER - I test genomici

L’importanza del trial TailorX
TailorX è il più grande studio randomizzato mai realizzato sui trattamenti adiuvanti per il cancro al seno, sponsorizzato dal National Cancer Institute e guidato dal gruppo di ricerca sul cancro della Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) e dalla American College of Radiology Imaging Network (ACRIN). Ancora, a distanza di un anno, si riconosce l’importanza di questo trial in grado di mostrare come il test Oncotype DX riesca a individuare definitivamente la stragrande maggioranza delle donne con carcinoma mammario allo stadio iniziale che non ricevono alcun beneficio dalla chemioterapia e un'importante minoranza per la quale la chemioterapia può essere, invece, fondamentale.

“Con questa nuova analisi - ha detto Joseph A. Sparano, M.D., autore principale dello studio e direttore associato di ricerca clinica presso il Cancer Center Albert Einstein e il Montefiore Health System di New York, e vicepresidente del gruppo di ricerca sul cancro di ECOG-ACRIN - è chiaro che per le donne di 50 anni o di età inferiore con un punteggio di recidiva tra 16 e 20 e un basso rischio clinico non è necessaria la chemioterapia. Inoltre, il test di Oncotype DX in combinazione con i fattori di rischio clinici, potrebbe identificare le donne in premenopausa con un rischio clinico più elevato che potrebbero trarre beneficio dalla soppressione della funzione ovarica e da una terapia anti-estrogenica più aggressiva”.

Aggiornamento delle linee guida Asco
Questi nuovi risultati mostrano come il test possa essere fondamentale per individuare una terapia efficace. Importanti linee guide a livello globale distinguono Oncotype DX da altri test solo prognostici sottolineando l’importanza di quest’ultimo nel predire i benefici della chemioterapia. Sulla base delle evidenze di questo trial clinico, sono state aggiornate anche le linee guida Asco che indicano un aumento della percentuale di donne che possono essere trattate efficacemente senza chemioterapia grazie all’utilizzo del test genomico. Inoltre le linee guida del National Comprehensive Cancer Network hanno classificato Oncotype DX come unico test “preferito” per decidere se sottoporre o meno a chemioterapia le pazienti con cancro al seno in stadio iniziale senza coinvolgimento dei linfonodi.
Argomenti

07/10/2018
11/11/2016
23/09/2016

Prevenzione senologica: Asl Rm4 in prima linea

CIVITAVECCHIA - Il tumore al seno colpisce una donna su otto. Oggi grazie agli esami diagnostici, è possibile conoscerlo e combatterlo in tempi precoci. L'informazione e la campagna di prevenzione, insieme alle avanzate tecnologie medico scientifiche dei nostri tempi, fanno si che di questo terribile male che colpisce così frequentemente la popolazione femminile si muoia sempre di meno.

La Asl Roma 4 ha dato pronta risposta alle direttive regionali riguardanti l'assistenza per la gestione del tumore alla mammella, organizzandosi su molteplici fronti rivolgendosi a tutte le donne e offrendo loro servizi che spaziano dalla prevenzione alla diagnostica clinica, dagli esami strumentali ai centri specifici di senologia. Grazie al collegamento in rete di tutte le strutture ospedaliere e territoriali sarà possibile garantire una continuità della presa in carico del percorso assistenziale rivolto all'utente.

"Lo scopo principale intorno al quale ruota il lavoro organizzativo della Asl Roma 4 - hanno spiegato dalla dirigenza - è quello di realizzare un percorso diagnosi-terapia fondato sulle migliori evidenze scientifiche attualmente esistenti, e quindi evitare l'inutile ripetizione di esami e offrire assistenza di prima qualità. A tal fine, tenendo conto delle direttive dettate dalla Regione Lazio con il DCA 38/2015 riguardante le linee di indirizzo sulle modalità organizzative e assistenziali della rete dei centri di senologia, la Asl Roma 4 ha concordato una specifica convenzione con il Centro di Senologia della Asl Roma 1 -Ospedale San Filippo Neri".

I servizi gratuiti rivolti alle donne sono organizzati in fasce di età e sintomatologia:

Alle donne asintomatiche in fascia di età tra i 50 e i 69 anni, verrà inviata con cadenza biennale una lettera di invito a recarsi presso le unità di screening mammografico per eseguire il controllo gratuito. Le donne comprese in questa fascia di età che non hanno mai ricevuto la lettera, possono comunque prenotare lo screening chiamando il numero verde 800539762. Questo tipo di prevenzione è prevista all'interno del Programma di screening regionale.

La Asl Roma 4 assicura la prevenzione anche al di fuori del Programma screening regionale, per tutte le donne di età inferiore ai 50 anni e superiore ai 69. Le donne che vogliono usufruire del servizio devono presentare richiesta del Medico di Medicina Generale o Specialista del Servizio Sanitario. Per le residenti nel territorio della Asl Roma F la mammografia è gratuita ogni 2 anni ed anche le prestazioni di secondo livello necessarie qualora lo screening lo richieda.

Per le donne che presentano i sintomi, o il sospetto di tumore alla mammella, l'accesso al percorso di avvia con richiesta da parte del Medico di Medicina Generale o Specialista del Servizio Sanitario, con l'indicazione di priorità breve (da effettuarsi entro 10 giorni). Gli approfondimenti diagnostici necessari, sono assicurati entro un termine massimo di 28 giorni dall'esecuzione della mammografia.

Alle donne a cui è stato diagnosticato un tumore alla mammella, la struttura di diagnostica garantisce la presa in carico della paziente dal centro di senologia dell'ospedale San Filippo Neri. I presidi sanitari della Asl Roma 4 collegati con il San Filippo Neri, sono i due ospedali presenti sul territorio: San Paolo di Civitavecchia e Padre Pio di Bracciano.

"Andare incontro alle esigenze di prevenzione della popolazione femminile, è molto importante per la Asl Roma 4 - hanno concluso - così come è importante ricordare ad ogni donna che anche in giovane età la prevenzione deve iniziare tra le mura di casa, mantenendo uno stile di vita sano, eseguendo periodicamente l'autopalpazione, e non esitando a consultare il proprio medico a qualsiasi segnale sospetto".

(22 Set 2016 - Ore 09:09)

Indirizzo

Ospedale S. Paolo
Civitavecchia
00053

Orario di apertura

09:00 - 12:30

Telefono

+390766591278

Sito Web

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