10/02/2022
CONSAPEVOLEZZA E PERFORMANCE (PARTE 1)
Ecco qua una serie di considerazioni rivolte a noi allenatori che abbiamo in palestra l’atleta “Oggi non è giornata!”
Per ottenere il controllo della pressione di gara, sia durante la stessa, sia nella fase di attivazione, serve consapevolezza.
Serve, cioè, saper riconoscere i pensieri, le emozioni e il loro grado di attivazione al fine di “regolarli” per ottimizzare la prestazione. L’atleta deve conoscere come favorire la sua concentrazione e saper riconoscere i cosiddetti distrattori interni (pensieri sabotatori) ed esterni (allenatore, avversari, pubblico). Deve essere in grado di portare la sua mente (pensieri ed immagini) al momento presente, al qui e ora, entrando in “sincronia” (il cosiddetto modello SFERA).
Per poter fare ciò, l’atleta deve, innanzitutto, raggiungere la consapevolezza dei suoi reali punti di forza che, solitamente, fatica a riconoscere e ad esplicitare, preferendo fare un elenco infinito dei suoi difetti (meglio denominati aree di miglioramento) ripescando nella memoria tutte le correzioni dei diversi allenatori.
Il compito e la funzione dello staff tecnico in questo processo è di favorire il riconoscimento dei punti di forza dell’atleta tramite colloqui in cui far emergere le peculiarità dell’atleta, utilizzando anche una visione comparata di filmati dell’atleta stesso, effettuati ad inizio stagione agonistica ed in itenere, per evidenziare sia il processo di apprendimento e di crescita (quindi se oggi non so ricevere in posto 5 e attaccare una palla super in 4, con un percorso tecnico posso migliorare e domani riuscire in questo compito) sia le sue attuali capacità.
Numerosi sono gli aspetti che influiscono sulla prestazione (fattori di prestazione) di cui l’atleta deve avere consapevolezza relativamente ai suoi punti di forza ed alle sue aree di miglioramento.
Si tratta della parte delle tecniche specifiche dello sport, delle capacità ed abilità individuali fisiche e sensomotorie, nonchè delle caratteristiche antropometriche, della parte tattica, della parte mentale, della gestione delle emozioni riferita alla autoregolazione dei processi cognitivi, affettivi, fisiologici e comportamentali e della parte di gestione delle relazioni all’interno del gruppo squadra, con lo staff, con la società, con le avversarie, con il pubblico e con i social media.
Di seguito ripropongo uno strumento da noi utilizzato attraverso il quale chiediamo una autovalutazione all’atleta dei fattori della sua prestazione, ponendo la domanda: “In questo momento da 1 a 10 quanto ti senti forte nell’area….?”. Viene poi chiesto di colorare l’area relativa a quel fattore di prestazione. La “ruota” colorata così ottenuta diventa poi oggetto di riflessione e di conoscenza individuale del Sé Atleta e ulteriore argomento di colloquio con lo staff tecnico.
(