Patrizia Amadori - SportivaMente Psychology

Patrizia Amadori - SportivaMente Psychology Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Patrizia Amadori - SportivaMente Psychology, Psicologo dello sport, Coccaglio.

Spazio di confronto, condivisione e consulenza in materia di psicologia dello sport e della prestazione in ambito scolastico e lavorativo, al fine di dare valore al nostro lavoro educativo oltrechè sportivo

27/03/2023

Oltre la pallavolo!
Il gruppo under 18 verde ha iniziato la scorsa settimana un corso di Mental Coaching.
Assieme alla tutor Mental coach Patrizia Amadori, psicologa e allenatrice di Volley, le nostre ragazze cercheranno di comprendere come affrontare e superare blocchi psicologici e difficoltà che incontreranno nel volley e non solo.
Sono intervenute alla serata due atlete della Serie B di Cerea, che hanno portato la loro testimonianza.

20/03/2023
22/06/2022
10/02/2022

CONSAPEVOLEZZA E PERFORMANCE (PARTE 1)
Ecco qua una serie di considerazioni rivolte a noi allenatori che abbiamo in palestra l’atleta “Oggi non è giornata!”
Per ottenere il controllo della pressione di gara, sia durante la stessa, sia nella fase di attivazione, serve consapevolezza.
Serve, cioè, saper riconoscere i pensieri, le emozioni e il loro grado di attivazione al fine di “regolarli” per ottimizzare la prestazione. L’atleta deve conoscere come favorire la sua concentrazione e saper riconoscere i cosiddetti distrattori interni (pensieri sabotatori) ed esterni (allenatore, avversari, pubblico). Deve essere in grado di portare la sua mente (pensieri ed immagini) al momento presente, al qui e ora, entrando in “sincronia” (il cosiddetto modello SFERA).
Per poter fare ciò, l’atleta deve, innanzitutto, raggiungere la consapevolezza dei suoi reali punti di forza che, solitamente, fatica a riconoscere e ad esplicitare, preferendo fare un elenco infinito dei suoi difetti (meglio denominati aree di miglioramento) ripescando nella memoria tutte le correzioni dei diversi allenatori.
Il compito e la funzione dello staff tecnico in questo processo è di favorire il riconoscimento dei punti di forza dell’atleta tramite colloqui in cui far emergere le peculiarità dell’atleta, utilizzando anche una visione comparata di filmati dell’atleta stesso, effettuati ad inizio stagione agonistica ed in itenere, per evidenziare sia il processo di apprendimento e di crescita (quindi se oggi non so ricevere in posto 5 e attaccare una palla super in 4, con un percorso tecnico posso migliorare e domani riuscire in questo compito) sia le sue attuali capacità.
Numerosi sono gli aspetti che influiscono sulla prestazione (fattori di prestazione) di cui l’atleta deve avere consapevolezza relativamente ai suoi punti di forza ed alle sue aree di miglioramento.
Si tratta della parte delle tecniche specifiche dello sport, delle capacità ed abilità individuali fisiche e sensomotorie, nonchè delle caratteristiche antropometriche, della parte tattica, della parte mentale, della gestione delle emozioni riferita alla autoregolazione dei processi cognitivi, affettivi, fisiologici e comportamentali e della parte di gestione delle relazioni all’interno del gruppo squadra, con lo staff, con la società, con le avversarie, con il pubblico e con i social media.
Di seguito ripropongo uno strumento da noi utilizzato attraverso il quale chiediamo una autovalutazione all’atleta dei fattori della sua prestazione, ponendo la domanda: “In questo momento da 1 a 10 quanto ti senti forte nell’area….?”. Viene poi chiesto di colorare l’area relativa a quel fattore di prestazione. La “ruota” colorata così ottenuta diventa poi oggetto di riflessione e di conoscenza individuale del Sé Atleta e ulteriore argomento di colloquio con lo staff tecnico.
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I NOSTRI SUPEREROI FRAGILI Ecco una serie di riflessioni a cadenza mensile sugli adolescenti che popolano le nostre pale...
14/01/2022

I NOSTRI SUPEREROI FRAGILI
Ecco una serie di riflessioni a cadenza mensile sugli adolescenti che popolano le nostre palestre.
Chi sono i SUPEREROI FRAGILI?
Sono gli adolescenti, i cosiddetti Millenials, che nell'ultimo biennio hanno rappresentato una delle categorie più colpite a livello psicologico, sociale e relazionale dagli effetti della pandemia e che ci troviamo tutti i giorni (o quasi) nelle nostre palestre, impegnati in un’attività sportiva di medio-alto livello e che, negli ultimi due anni, hanno vissuto la valenza dello sport di squadra ma che non hanno goduto della formazione fisica, muscolo-scheletrica e articolare, nonché della crescita tecnica ed emotiva che solo uno spazio competitivo sa dare.
Mi occuperemo principalmente delle pallavoliste: dell’introversa, dell’insicura cronica, della permalosa, dell'iperattiva, della non consapevole, della “mi è appena morto il gatto”, della evanescente, della indolente, della "non ci riesco o io sono abituata da sempre a fare così" e…. di tante altre.
Sono le ragazze con una serie di manifestazioni comportamentali che celano una serie di bisogni latenti (ma spesso ben nascosti) che noi allenatori (ed agenzie educative in genere) siamo chiamati ad estrapolare, conoscere e soddisfare.
Come fare?
Non esiste né bacchetta magica, né una serie di eventi miracolosi ma una serie di strategie di intervento volte a sviluppare nelle atlete una gamma di caratteristiche ed aspetti mentali funzionali alla strutturazione della propria identità, sportiva e non, e alla prestazione sportiva nel nostro caso.
Il mio intento è di creare uno spazio di condivisione con altri professionisti, dirigenti, simpatizzanti in generale che operano con gli adolescenti al fine di favorire la reciproca comprensione e la gratificazione personale e di gruppo.

Buon viaggio a tutti i viaggiatori!
14/01/2022

Buon viaggio a tutti i viaggiatori!

A 40 anni Franz Kafka (1883-1924) che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo.
Kafka le disse di incontrarlo lì il giorno dopo e loro sarebbero tornati a cercarla.

Il giorno dopo, quando non avevano ancora trovato la bambola, Kafka diede alla bambina una lettera " scritta " dalla bambola che diceva: " per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure."

Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka.

Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.
Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.

"Non assomiglia affatto alla mia bambola", disse la bambina.
Kafka le consegnò un'altra lettera in cui la bambola scriveva: " i miei viaggi, mi hanno cambiato." la bambina abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.
Un anno dopo Kafka morì.

Molti anni dopo, la bambina oramai adulta trovò una letterina dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto:

" tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo." 💖

Tratto da - Kafka e la bambola viaggiatrice - di Jordi Sierra

14/01/2022

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