04/06/2025
🚨Io e l'algoritmo di Instagram siamo diversi.
Lui si aspetta che io faccia, non lo so, cose tipo i reel ballati, editing impeccabile, pubblicazioni regolari, post che ti tengano sulla piattaforma il più a lungo possibile.
La realtà è che io sono ancora quella bambina che non riusciva a guardare la TV senza aprire un libro accanto.
La ragazza che sfogliava riviste saltando le foto cercando la chicca tra le righe: un nuovo mercatino vintage, quella pasticceria con un arredamento particolare.
Non sono mai stata da grandi gruppi, ma da gruppetti di tre o quattro persone.
Quando c’è da divertirsi, non mi troverai mai in fila sugli scivoli più alti: cercami nella zona degli idromassaggi, a chiacchierare.
Eppure, sono la stessa che da adolescente era la prima a salire a ballare sui tavoli nei pub dove si poteva, e che veniva mandata dalle amiche a gestire situazioni scomode dove serviva una dose notevole di faccia tosta e di improvvisazione per uscire dai guai.
Nella vita o in terapia non penso che esista un modo di stare nelle cose buono per tutti.
Non credo nel bianco e nel nero e nemmeno nei grigi, per quanto sia uno dei colori che amo di più.
🎨 Preferisco l' armocromia: trovare i colori che davvero facciano risplendere te.
Su di me, purtroppo, il nero fa lutto.
Ho per questo smesso di metterlo? No perché mi piace, ma so anche che quando gli avvicino un lilla sembro meno stanca.
Sono qui: su una piattaforma visiva, veloce, spesso rumorosa.
Mi sento fuori luogo, e questo può essere anche un modo.
Imparare a scoprire davvero chi sei ti permette poi di scegliere in modo autentico.
➡️Restare, cambiare, andare via, trasformare.
Puoi scoprirlo solo se prima ti fermi e ti metti in ascolto, facendo pace con l'urgenza ad eliminare ed imparando a guardarti con curiosità e disponibilità alla comprensione.
Io penso a questo spazio come una piccola sala da the tranquilla nel mezzo del feed.
Non a tutti piace, ma questo è il modo mio.
✨Penso che la chiave del benessere interno nasca non dalla chirurgia emotiva radicale, ma dalla composizione di una nuova armonia.
Tu invece? Quanto spesso ti senti obbligata a cambiarti per sentire di esistere?