20/11/2025
CHE COSA HA DI “STRANO” QUESTA IMMAGINE?
Apparentemente forse nulla… se non fosse che ci permette di ragionare su un meccanismo cerebrale molto comune. Le persone in foto stanno entrando in una palestra, si suppone che ci vadano per migliorare la loro forma fisica (dimagrire? Tonificare i muscoli?), quindi non sarebbe più coerente che prendessero le scale normali invece di quelle mobili? Se il mio obiettivo (e forse anche valore?) è quello di avere una buona salute fisica, dovrei cercare di perseguirlo ogni volta che mi si presenta un’occasione, non solo in quell’ora di palestra.
In realtà qua entra in gioco questo meccanismo: SE IL CONTESTO CONSENTE DI AVERE UNA VIA PIU’ FACILE E BREVE, L’ESSERE UMANO, CON MOLTA PROBABILITA’, LA PRENDERA’. Perché è programmato cosi. Ecco perché queste persone scelgono le scale mobili anche se sono dissonanti con l’obiettivo che vogliono raggiungere.
Questo meccanismo nasce per proteggerci, è salvifico, perché la rapidità di pensiero e di azione ci permette di consumare meno energie (non posso ripassare ogni volta tutti i passaggi che mi servono per fare qualcosa), di progettare, di prevedere, di essere più efficienti… ma a volte la velocità fa commettere degli errori. In questo caso l’errore è non accorgermi che questo automatismo mi sta allontanando dalla persona che vorrei essere.
Generalizzando, potremmo fare anche questo esempio: perché se non c’è un cestino vicino buttiamo la sigaretta per terra? Perché è più rapido… ma così coltivi il tuo valore di rispetto per l’ambiente?
Conoscere il funzionamento del cervello, consente di poter modificare i nostri comportamenti senza giudicarci eccessivamente. A volte capita che in terapia le persone mi dicano: “faccio cosi perché il mio cervello è stupido” … no, il tuo cervello non è stupido, il tuo cervello fa il cervello, punto. Fa ciò per cui è stato programmato. E di solito è settato sul “salvarti la pelle” … sempre e comunque (anche a costo, a volte, di fare qualche errore).
Se avessi un problema al fegato diresti: “ho un fegato malato” o “ho un fegato stupido?” …Di solito siamo più indulgenti con le altre parti del corpo e meno con la nostra mente. Solitamente se succede qualcosa agli altri organi diamo loro un’accezione più passiva “gli è capitato questo e allora ha smesso di funzionare bene”, con la mente invece diamo un ruolo più attivo: “testa mia, sei tu che non funzioni bene!”. In realtà lei funziona benissimo, ma dobbiamo conoscere il suo linguaggio. Quindi, non insultiamola, cerchiamo di comprenderla, parliamole con gentilezza, e cerchiamo di tenere sempre presente i nostri valori, affinché siano la nostra bussola.
P.S. In questo post ho usato come sinonimi “obiettivo” e “valore”, cosa che chiaramente non lo sono, ma in questo caso potevano essere sovrapposti per esprimere il messaggio che volevo veicolare. In realtà il valore è evidentemente qualcosa per noi importante, l’obiettivo è qualcosa che voglio raggiungere ma non necessariamente è qualcosa a cui io tengo particolarmente.