30/12/2020
Credo sia stata la figura che più ho stimato durante i miei studi di fisioterapia. Grande stima e grande dispiacere.
Con la perdita del prof. Carlo perfetti, probabilmente la riabilitazione italiana ha perso uno degli ultimi grandi innovatori e lungimiranti precursori dei tempi attuali.
Alcune delle sue intuizioni hanno notoriamente trovato connotazione nella letteratura internazionale contemporanea con denominazioni diverse come "motor imagery", "mental practice", "sensor discrimination training", "action observation", "Cognitive Multisensory Rehabilitation", che chiaramente si riferiscono alle riflessioni che ha condiviso con tutti noi.
A lui, tra gli altri, il merito di aver colto la necessità di riferire l'intervento riabilitativo ad una cornice di riferimento scientifica ed aver colto che nelle nascenti scienze della neuropsicologia si dischiudevano sorprendenti chiavi di lettura per reinterpretare il ruolo del Fisioterapista come attore principale del processo di recupero spaziando dal recupero motorio a quello cognitivo, comunicativo e del linguaggio.
A lui il merito di aver introdotto il metodo scientifico in riabilitazione invitando i Fisioterapisti ad osservare il paziente al fine di formulare un ipotesi terapeutica da sottoporre a verifica tramite l'intervento terapeutico.
Numerose sono le memorie per chi lo ha conosciuto, memorie che hanno sempre prodotto riflessioni utili ad un processo di crescita delle conoscenze riabilitative.
Lo ricordiamo anche per la sua passione e siamo certi che anche i suoi più illustri compagni di viaggio che con lui hanno dato avvio alla cultura italiana della riabilitazione, anche se oggi non più fisicamente presenti, sono idealmente qui con noi a piangerne la scomparsa.
Il nostro viaggio al suo fianco non è terminato perchè le nostre memorie sono indelebili.
Grazie prof. Perfetti