Dott.ssa Elisa Tiberto - Psicologa

Dott.ssa Elisa Tiberto - Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Elisa Tiberto - Psicologa, Psicologo, Via Vittorio Emanuele II, 2/A, Conselve.

Psicologa Clinica e di area Oncologica

🪭 Ogni storia ha il diritto di evolvere
🌱 Nodi da sciogliere, strade da scegliere, equilibri da trovare
💬 Giovani adulti, adolescenti, adulti
🫱🏻‍🫲🏼 Collaboro con PA e realtà territoriali
📍Conselve e online

29/05/2026

“Basta saperle le cose!”
A volte non basta SAPERE per ottenere un buon risultato,
per attivare e promuovere un cambiamento.

💭Nel reel di oggi una riflessione su cosa serve fare con ciò che diciamo di sapere!

22/05/2026

👩‍⚕️ reel di oggi una riflessione sui ruoli che abitiamo,
sul linguaggio e le parole che usiamo,
sulla cura che possiamo offrire.

Sulla nostra professionalità🧑‍⚕️

Vi è mai capitato di trovarvi in una situazione simile?
Ti leggo, con cura 💬

La vita non ti accade e basta.La costruisci, una scelta alla volta. Quale altra scelta aggiungeresti alla lista delle sc...
18/05/2026

La vita non ti accade e basta.
La costruisci, una scelta alla volta.

Quale altra scelta aggiungeresti alla lista delle scelte che danno forma e contenuto alla tua vita?

Ti leggo 💬

Ps. La foto del carosello l’ho SCELTA ricordando che in quel momento stavo prendendo una scelta.
Si, guardando il mare 🌊

11/05/2026

Quando ti perdi, spegni il navigatore o cerchi di capire come ricalcolare il percorso?🔄

👉🏻Questo video è per chi vive quella sensazione di stallo e pensa di stare facendo dei “passi indietro”.

Spesso, quando sentiamo di non aver rispettato i piani, la prima reazione è quella di ritirarci e rimandare gli incontri. Ma è proprio in quei momenti che il confronto con il professionista smette di essere un “controllo” e diventa lo strumento per non perdersi.
Quella fatica che oggi ti spaventa è, in realtà, materiale prezioso per ripartire ✨

Spegnere il navigatore è una scelta.
Ricominciare a darti una direzione, anche. 🧭

Guarda il video per cambiare prospettiva.

Sardegna, Baia Salinedda, 2026 ⛵️“Se volete lavorare con le persone, serve che vi connettiate con le loro fragilità. Imp...
07/05/2026

Sardegna, Baia Salinedda, 2026 ⛵️

“Se volete lavorare con le persone, serve che vi connettiate con le loro fragilità. Imparate a starci, a farvele alleate anziché cercare di rimuoverle. E questo vale anche per voi e per le vostre fragilità.”

Ci sono luoghi in cui puoi, devi e serve essere Altro. Essere Altri.
Esserci.
È una fatica necessaria. Una scoperta continua. Una goduria sottile che arriva quando smetti di resistere e inizi ad abitare lo spazio.
Sono stati giorni di immersione e denominazione. Giorni di contenimento e liberazione, dove la connessione è passata inevitabilmente attraverso l’Altro: quell’altro di te che scopri solo grazie all’altro da te.

Terapeuta ON. Terapeuta OFF. Funziona davvero così?
Ci siamo chiesti quali sono i nostri valori. Quelle stelle polari che a volte orientano il navigare e altre, invece, diventano pareti di vetro sulle quali sbattiamo, silenziosamente o potentemente.
È possibile tracciare un confine netto tra chi siamo e chi diventiamo nello spazio della terapia? Serve farlo? E cosa accade quando i nostri valori collidono con quelli di chi abbiamo di fronte?
Persona. Terapeuta.
Non un aut-aut, ma una coesistenza. Un’interconnessione che non annulla l’indipendenza ma apre alla possibilità. Esistono entrambi e vanno abitati, con cura ✨

La fine di un cammino non è un traguardo ma una direzione. Questo viaggio non finisce oggi, perché l’ultimo giorno è diventato la sede di nuove domande. Domande da cullare, curare e cucire addosso, mentre continuo a dare forma ad uno degli abiti che ho scelto di indossare.

Grazie a chi ha condiviso con me questo tratto di strada, in un gruppo che cura e fa sentire al sicuro 🤍

Grazie alla per averci offerto la possibile di collidere, formarci e crescere in quel luogo, in quel modo.

⛵️♥️
06/05/2026

⛵️♥️

Si è tenuto nei giorni scorsi a Baia Salinedda (OT) l'annuale training formativo della Scuola Interazionista.

Il titolo del training di quest'anno è stato:
"Quando i valori collidono: discrasie valoriali, morali, affettive, sentimentali nella clinica. Focus sul terapeuta"

Photo di Francesco Gardona, testo di Valeria Lorusso.

Baia Salinedda dopo tutti questi anni è ancora lì, sembra non cambiare. Culla di pianti e risate. Il mare, morbido e ostinato. Il cielo viola nel tempo sospeso tra il giorno e la notte. Le stelle che fanno capolino quando decidono che è ancora troppo presto per andare a dormire. Baia Salinedda, è un luogo sfumato dove le lancette dell’orologio cambiano il loro ritmo, è un luogo che sa stare e forse non è un caso che anche quest’anno, attorno a questo tema, siamo tornati qui.
Siamo arrivati con il vento addosso; quel vento sardo di primavera che molti di noi hanno imparato a conoscere, quello che cambia direzione senza preavviso, che a volte sorregge e a volte scompiglia. Un vento che, a pensarci bene, forse era già metafora di quello che ci aspettava: i valori, così invisibili quando soffiano nella stessa direzione, così prepotenti quando girano contro. Ed è nel loro attrito che se ne può scoprire la consistenza.
Cosa vi fa arrabbiare? Cosa vi dà così tanto fastidio da non riuscire a prendere fiato? Cosa per voi è davvero importante da non farvi fare un passo indietro?
Quest’anno villini e spiaggia sempre più affollati ci hanno accolti per osservare e sporcarci le mani ( e i piedi ) in quella zona di sé che di solito teniamo fuori dalla stanza ( o almeno crediamo…), convinti che metodo, conoscenze, presenza e intenzioni bastino ad arginare qualche ospite indesiderato. Abbiamo aperto la porta a quello che ci fa incazzare, quello che ci stringe lo stomaco e ci fa singhiozzare, con gli occhi troppo piccoli per contenere ciò che vogliamo urlare, quello che giudichiamo prima ancora di accorgercene. I nostri valori - quelli che sono diventati visibili solo urtandoli… l’uno con l’altro. Le morali, quelle che abitiamo senza saperlo finché qualcuno non entra nella stanza con le sue facendo a cazzotti con le nostre.
Discrasie, collisioni, punti in cui i nostri valori incontrano quelli dell’altro e non si incastrano, oppure si incastrano troppo lasciando buchi sui muri dove prima c’era qualcosa di (apparentemente) integro. Attraverso le sessioni di gruppo e la ricerca etnografica abbiamo imparato (o ci abbiamo provato almeno…) a guardare quei buchi senza metterci subito dello stucco— a starci dentro, nell'incertezza, nel disagio di non sapere ancora come si tiene insieme quello che si è come persone con quello che si vuole essere come terapeuti. Il gruppo ha fatto da superficie riflettente e da campo di battaglia gentile: ci si incastra, ci si sfrega, ci si sorprende. L'unicità di ciascuno non scompare nel gruppo… emerge, diventa più riconoscibile proprio nell’attrito con gli altri seduti accanto a noi. Qualcuno ha nominato il fastidio, qualcuno la rabbia, qualcuno quella sensazione fisica di quando qualcosa viene calpestato, non visto, giudicato e strappato. E insieme abbiamo provato a guardare ciò che, da soli, si tende a nascondere o giustificare.
Il rischio che abbiamo percorso è stato sottile, elegante nella sua insidiosità: credere che nell’interazione terapeutica ci sia un velo di neutralità, che il nostro posizionamento morale resti fuori dalla porta mentre lavoriamo. Che l’esperienza accumulata, la formazione solida, il desiderio di aiutare bastino a renderci impermeabili alle nostre stesse derive in mare aperto. Una sofisticata forma di cecità. I vincoli che non vediamo sono quelli che agiscono di più, quelli che crediamo di non avere finché qualcuno non ci mette uno specchio davanti, esattamente lì in quella interazione. Non le grandi certezze dichiarate, ma le piccole intolleranze, le preferenze travestite da principi, i fastidi che suonano come etica e giustizia sociale.
Abbiamo provato ad abitare i nostri limiti. Sapere dove sono, osservarli, interrogarli. Non per eliminare la propria posizione, le proprie idee, ma per non confonderle con la verità dell'altro.
Tra un'alba e un cielo notturno pieno di stelle, tra il vento che spostava tutto e la sabbia che restava tra le scarpe e i calzini zuppi di pioggia, tra bottiglie di mirto e cori da stadio, abbiamo fatto quello che ci chiediamo ogni giorno: stare a braccetto con l’incertezza, senza fuggirla. Questa Baia sa tenere insieme intensità e leggerezza - sa farti lavorare s**o e poi restituirti al silenzio, all’eco lontano di musica e risate, a una conversazione buia alla quale non sai mettere punto.
In questi giorni abbiamo avuto accanto persone che ci hanno aiutato a rendere questo spazio abbastanza sicuro da concederci di spogliarci, abbastanza vivo da volerci ridere e piangere dentro, abbastanza ampio da poter contenere le nostre colorate moltitudini, i nostri valori, i nostri attriti e le nostre mezz’arie. Carlo Massironi, Giacomo Chiara, Tania Fiorini con Tessa, Marco Diotallevi, Daniele Baron Toaldo, Lucia Cantafio, Luca Bidogia, Emiliano Subissi, Fabio Cinque, Patrizia Guadagnini , Elena Biondi, e tutta la Direzione. Grazie per non aver smesso di tenerci la mano anche quando ci sembrava di cadere. Grazie per la pazienza di chi sa che certi nodi si sciolgono solo quando smetti di tirarli. Grazie per le piccole e grandi evoluzioni di cui ognuno si accorgerà, se tiene caldo lo sguardo, nel tempo che verrà.
Un invito ora, con il cuore colmo di frizzante nostalgia, suggerito all’ombra e al riparo del Ginepro Sacro che protegge la Baia:
Danza sotto la pioggia dei tuoi punti di attrito.
Stai a mezz’aria e lì incontra te stesso e l’altro insieme.
Muoviti e sbaglia, oltre il confine, irriducibilmente … Altrove.
Con riconoscente imperfezione,
V.L.

22/04/2026

Ti è mai capitato di sentirti in ritardo?⏳
Scegliere richiede anche il coraggio di non aderire ad un copione già scritto da altri.
Significa smettere di subire le narrazioni sociali per iniziare ad abitare le proprio decisioni.

Ti leggo nei commenti 👇🏻

Scegli, con cura e consapevolezza.

17/04/2026

“Non mi cambia niente”. E invece, cambia tutto.

Quante volte hai detto “sì” per abitudine al copione della persona gentile e disponibile?

Leggo, con cura, le vostre esperienze nei commenti. 👇

Esisti, nelle relazioni 🌱

16/04/2026

Ti è mai capitato di sentirti incompreso pur avendo dato il massimo?
O di sentire che l’altra persona non stava considerando i tuoi bisogni?

💬In questo video ti condivido due presupposti fondamenti da considerare nelle relazioni con l’altro (da noi).

Relazionati, con cura.
🌱

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele II, 2/A
Conselve
35126

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:00
Martedì 08:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 19:00
Venerdì 08:30 - 19:00
Sabato 08:30 - 19:00

Telefono

+393516150797

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