Dr.ssa Faiza Ahmed Ali

Dr.ssa Faiza Ahmed Ali Psicologa | Psicodiagnosta |Sessuologa | Criminologa

La psicologia è la più nobile forma di politica.

Credo nelle relazioni che liberano, nelle parole che curano e nei corpi che riprendono voce. Psicologa clinica ad orientamento dinamico, Sessuologa e Criminologa Clinica specializzata in relazioni, sessualità, traumi e violenza di genere. Integra una prospettiva clinica e intersezionale, con attenzione alle differenze culturali, identitarie e di orientamento. Lavora in ambito clinico, psicoeducativo e sociale con adulti, adolescenti, famiglie e coppie. Esperta in mindfulness, psicodiagnostica e sessuologia, propone percorsi che coniugano rigore scientifico, consapevolezza corporea e ascolto empatico. Promuove relazioni sane, autodeterminazione e benessere psicologico.

26/02/2026

Parliamo di come spesso sembriamo stabili e funzionanti dall’esterno, ma dentro stiamo battendo le ali furiosamente per non cadere, proprio come un colibrì. Esploriamo il costo enorme dell’iperattivazione, di come restiamo sospesi tra lutti non elaborati e versioni di noi che non esistono più, e ci chiediamo: quanto energia spendiamo per sembrare forti? E soprattutto, ci permettiamo mai di posarci?

26/02/2026

Parliamo di Penelope e della sua complessità psichica oltre il mito della donna che aspetta. Analizziamo come il suo telaio rappresenta un atto di resistenza e controllo del tempo dentro una struttura patriarcale, ma anche come la sua fedeltà a Ulisse potrebbe essere strategica: finché lui è assente, lei governa Itaca e possiede un’autonomia che la sua presenza comporterebbe. Esploriamo l’ambivalenza femminista di questo personaggio e la domanda scomoda che emerge: quando aspettiamo qualcuno, proteggiamo davvero quella persona o proteggiamo la versione di noi stessi che esiste solo nella sua assenza?

25/02/2026

Parliamo di un concetto fondamentale della terapia familiare sistemica: la terapia di coppia camuffata. Spieghiamo come le famiglie arrivano in terapia dicendo di avere un problema con il figlio, ma osservando le dinamiche emerge che il vero lavoro riguarda la coppia. Analizziamo come il sintomo del figlio non nasce nel vuoto, ma è spesso una risposta relazionale alla tensione coniugale non risolta. Scopriamo il concetto di paziente designato e come la triangolazione funziona quando due persone non riescono a stare nella tensione e coinvolgono un terzo. Mostriamo come il figlio migliora non quando lavoriamo direttamente su di lui, ma quando la coppia ridefinisce i propri confini e detriangola il figlio, riprendendo la propria funzione coniugale. Infine, condividiamo la domanda trasformativa che cambia completamente il punto di vista: Se vostro figlio stesse improvvisamente bene, che cosa cambierebbe tra voi?

Ai rari, le cose rare.Non è elitismo.È risonanza.Non tutti sanno restare.Non tutti sanno ascoltare davvero.Non tutti san...
23/02/2026

Ai rari, le cose rare.

Non è elitismo.
È risonanza.

Non tutti sanno restare.
Non tutti sanno ascoltare davvero.
Non tutti sanno scegliere con profondità invece che per comodità.

La rarità non è perfezione.
È autenticità non negoziata.

È chi non si svende per essere accettato.
È chi non si appiattisce per non disturbare.
È chi non si adatta a ciò che lo impoverisce.

Le cose rare non cercano chiunque.
Cercano chi è disposto a riconoscerle.

E questo richiede presenza.
Coraggio.
Verità.

Ai rari, le cose rare.
Non per privilegio.
Ma per coerenza.

La pioggia non è poesia.È scomoda.È fredda.A volte rovina i piani.E il dolore non è un dono.Non è un maestro magico.Non ...
21/02/2026

La pioggia non è poesia.
È scomoda.
È fredda.
A volte rovina i piani.

E il dolore non è un dono.
Non è un maestro magico.
Non è “necessario” in senso morale.

Ma è reale.

E quando attraversa la nostra vita,
lascia tracce.
Modifica il terreno.
Ci costringe a rivedere equilibri, scelte, direzioni.

I fiori non giustificano la pioggia.
La rendono comprensibile.

Non perché il dolore fosse bello.
Ma perché qualcosa, nonostante tutto, è cresciuto.

Non si tratta di dire
“era giusto che accadesse”.

Si tratta di riconoscere
che anche ciò che non volevamo
ha avuto un effetto.

E che possiamo scegliere
cosa farne.

20/02/2026

Il carico mentale non è una sensazione: è un fenomeno psicologico reale, studiato, misurato e... quasi sempre invisibile.
E la parte sommersa della relazione: quella che non si vede, ma che tiene tutto in piedi.
In molte coppie funziona così: una persona pensa, anticipa, organizza, ricorda...
e l’altra si offre di aiutare “se serve”.
Ma non è questo il punto.
Il carico mentale non è fare. È dover pensare ogni cosa prima che accada.
È monitorare il sistema, tenere le fila, essere il motore emotivo e logistico della relazione.
E accorgersi delle scadenze, dei bisogni, dei vuoti, dei problemi... prima ancora che diventino problemi.
E quando questo lavoro ricade sempre sulla stessa persona, non si chiama
“naturale inclinazione”.
Si chiama sbilanciamento relazionale.
Nelle coppie sane, la responsabilità è una danza.
Nelle coppie disfunzionali, diventa un peso.
E quando qualcuno dice:
“Se hai bisogno, dimmelo”, sta già spostando il carico:
perché significa che tu devi accorgerti, tu devi chiedere, tu devi coordinare.
E l’altro resta spettatore.
Una relazione solida non funziona così.
L’amore non è aiutare chi porta tutto: è dividere il peso prima che diventi peso. assumersi il proprio 50%, ogni giorno, senza che nessuno debba chiedere.
Se ti riconosci, non è che ti serve aiuto.
Ti serve corresponsabilità.
E qualcuno che comprenda che la parte invisibile del lavoro di coppia... è lavoro.

19/02/2026

Parliamo della tesi radicale di Hannah Arendt secondo cui la solitudine è all’origine del totalitarismo. Analizziamo come la perdita della verifica intersoggettiva della realtà rende l’ideologia seducente, e come oggi la polarizzazione affettiva online, alimentata dagli algoritmi, ricrea le condizioni per la radicalizzazione. Riflettiamo su come la democrazia non è un sistema da ottimizzare, ma uno spazio relazionale da abitare insieme, e su come ricostruire comunità reali di incontro.

17/02/2026

Parliamo di Hamnet, un film che esplora il lutto, la maternità e la trasformazione del dolore attraverso la storia di Agnes e la morte di suo figlio. Analizziamo come la natura nel film rappresenta il ciclo di vita e morte, il mito di Orfeo ed Euridice, e come Shakespeare trasforma il suo dolore privato scrivendo Amleto. Scopriamo come il teatro diventa il luogo dell’addio e come l’arte permette di trasformare il lutto personale in un’esperienza collettiva che ci tocca tutti.

16/02/2026

Parliamo della celebre frase di Virginia Satir pioniera della terapia familiare e il significato profondo degli abbracci come metafora relazionale. Esploriamo come il contatto emotivo e fisico contribuisce alla costruzione dell’autostima, alla stabilità psicologica e alla crescita personale. Discutiamo di come la qualità delle relazioni primarie e la comunicazione congruente siano fondamentali per il benessere umano, e come un ambiente familiare caratterizzato da chiarezza e accettazione favorisca lo sviluppo psicologico.

12/02/2026

Parliamo di cosa succede quando chi doveva amarci ci ha amato male e ci ha fatto male. Vi invitiamo a una diretta Instagram martedì 17 febbraio alle 19:30 per presentare il libro Figli amati male con l’autore Basilio Petruzza. Attraverso domande e la narrazione di come esorcizzare il proprio vissuto con la scrittura e la condivisione, scopriamo come trasformare la sofferenza personale in un patrimonio comune e rielaborare il dolore nei legami tra genitori e figli.

11/02/2026

Parliamo insieme del disturbo borderline di personalità e dell’ADHD, due condizioni che spesso coesistono ma non vanno confuse. Spieghiamo le caratteristiche distintive di entrambi i disturbi, come l’instabilità emotiva e relazionale nel borderline versus le difficoltà nelle funzioni esecutive nell’ADHD, e analizziamo dove queste condizioni si incontrano. Discutiamo dell’importanza di riconoscere entrambe le diagnosi per evitare interventi parziali e letture colpevolizzanti, sottolineando che queste diagnosi descrivono un funzionamento, non il valore di una persona.

Il cambiamento fa male.Perché interrompe un’abitudine,rompe un equilibrio,sposta identità costruite nel tempo.Ma quel do...
11/02/2026

Il cambiamento fa male.
Perché interrompe un’abitudine,
rompe un equilibrio,
sposta identità costruite nel tempo.

Ma quel dolore è transitorio.
È il dolore della trasformazione.

C’è un altro dolore, però, più silenzioso.
Quello di restare dove non ti riconosci.
Di vivere una vita che funziona per gli altri
ma non vibra per te.

Quello non esplode.
Non fa rumore.
Si sedimenta.

Accettare una verità non è debolezza.
È smettere di combattere contro ciò che sai già.

Essere vento non significa essere instabili.
Significa non mettere radici in un terreno che non ti nutre.

A volte la vera maturità non è resistere.
È spostarsi.

Indirizzo

Via Vito Manchisi, 20 Conversano BA
Conversano
70014

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