Selenia Greco - choros Spazio di Cura del Sé

Selenia Greco - choros Spazio di Cura del Sé Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Selenia Greco - choros Spazio di Cura del Sé, Psicoterapeuta, Via Tenente Colaci 121, Copertino.

Psicoterapeuta
Associazione EMDR Italia
EMDR Europe Practitioner
Esperta in Neuropsicologia Clinica e Forense
Referente nazionale Sindrome di Tourette Italia ETS
Esperta per Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche Gap e Cyberbullismo

In questi giorni, nelle uscite, nelle conversazioni che ho affrontato con le persone che ho incontrato, amici, pazienti,...
06/01/2026

In questi giorni, nelle uscite, nelle conversazioni che ho affrontato con le persone che ho incontrato, amici, pazienti, familiari, si è spesso parlato della strage di Capodanno a Crans-Montana. Ascoltando e leggendo anche molti commenti ai post, mi sono resa conto che è importante fare chiarezza, perché quando comprendiamo come funziona il nostro cervello smettiamo di giudicare e iniziamo a capire: possiamo osservare e accogliere meglio anche situazioni che non abbiamo vissuto direttamente.

Lo spiego meglio. Davanti a un trauma così estremo, il nostro cervello non “ragiona” come si fa comodamente seduti da casa: reagisce. Si attiva l’istinto più antico che abbiamo, quello della sopravvivenza, attacco, fuga o congelamento, (Spoiler: non è una scelta consapevole ma un riflesso automatico): il pensiero si spegne e il corpo prende il comando e non è una scelta volontaria ma un riflesso automatico.

Quando diciamo che “il pensiero si spegne e il corpo prende il comando” intendiamo che le aree più evolute del cervello, come la corteccia prefrontale che serve per riflettere e decidere, vengono temporaneamente messe in secondo piano, mentre si attivano le strutture più antiche come l’amigdala e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che regolano la risposta di allarme, il rilascio di adrenalina e cortisolo.

In questo contesto, molti hanno giudicato con durezza i ragazzi che hanno filmato l’incendio invece di scappare, etichettandoli come superficiali o immaturi, arrivando a commenti che li ritengono responsabili del loro destino.
Questo tipo di reazioni impulsive sui social nasce spesso dalla mancanza di consapevolezza su come reagisce il cervello sotto shock: dall’esterno sembra assurdo, ma dall’interno è un tentativo disperato di proteggersi da qualcosa di ingestibile.

Riprendere la scena, in quei momenti, può essere una forma di dissociazione: è come se la mente mettesse uno schermo tra sé e la realtà, trasformando l’orrore in qualcosa che si guarda “da fuori”. Tenere il telefono in mano, guardare attraverso lo schermo, dà una sensazione illusoria di controllo e di distanza emotiva. Non è cinismo, è una difesa automatica: il cervello cerca un modo qualsiasi per non sentire fino in fondo ciò che sta accadendo.

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞 𝐨 “𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚” 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐯𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐦𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐡𝐨𝐜𝐤 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨.

Quando reagiamo senza comprendere appieno, esprimendo giudizi severi da lontano, aggiungiamo violenza a un trauma già enorme. Quello di cui c’è bisogno, invece, è più educazione emotiva, consapevolezza ed empatia: chiederci cosa può portare un ragazzo a reagire così, invece di sentenziare chi merita cosa.

E non parliamo però solo di chi era lì: esiste anche il trauma vicario. Familiari delle vittime, soccorritori, chi guarda da lontano e si immedesima, chi sente che “poteva capitare a me o a qualcuno che amo”, possono provare angoscia, paura, vulnerabilità, perché il trauma passa anche attraverso l’empatia e le immagini che continuano a raggiungerci.

In momenti come questo, ciò che serve di più è vicinanza, rete, comprensione e, talvolta, silenzio.
Parlarne condividendo le emozioni, non giudicando le reazioni degli altri e neppure le proprie, ricordandoci che il dolore non si toglie ma può essere accolto e trasformato, così da non restarne prigionieri e da poter, un passo alla volta, tornare a respirare e a fidarci un po’ di nuovo della vita. Vicinanza. È questo che meritano tutte le persone coinvolte.

💫 Come vi preparate a questo cambio d’anno?🧳Io preparo la valigia e, mentre lo faccio, mi accorgo che questo tempo, spes...
31/12/2025

💫 Come vi preparate a questo cambio d’anno?

🧳Io preparo la valigia e, mentre lo faccio, mi accorgo che questo tempo, spesso identificato come il tempo dei bilanci e dei buoni propositi, per me è soprattutto un tempo di domande. Sono le stesse domande che oggi giro a te che leggi.

Cosa continui a portare con te?
Cosa è tempo di lasciare?
Qual è il nuovo che desideri portare?

Non per correggerti, non per prometterti cambiamenti che rischiano di essere ingannevoli, ma per guardare con onestà il viaggio che stai facendo.

💌 Preparando la mia valigia riconosco difese che hanno avuto una funzione e che mi hanno permesso di arrivare fin qui, e che oggi posso lasciare. Mantengo un amore più sano per me, quello che mi permette di prendermi cura senza perdere me stessa. Metto di nuovo in valigia il sentirmi andare bene nelle relazioni anche senza vecchi processi difensivi, la possibilità di restare senza dovermi proteggere per meritare. Ogni viaggio è un divenire, non una cancellazione. Non tutto ciò che è stato va buttato, non tutto deve continuare ad accompagnare il passo.

🫂 Condivido con voi il mio pezzettino, vi porto la parte di me persona che potrete incontrare non solo in choros ma anche in piazza a bere un caffè.

E tu? L’hai fatta la valigia per il 2026? Se ti va di condividere il tuo viaggio scrivimi in DM o nei commenti 🌿

❤️

In questi giorni così carichi di aspettative, auguriamo a ciascuna persona la libertà di vivere il Natale in coerenza co...
24/12/2025

In questi giorni così carichi di aspettative, auguriamo a ciascuna persona la libertà di vivere il Natale in coerenza con ciò che sente davvero. Come ci siamo detti prima di salutarci, senza dover essere diversi da come si è. Senza forzare la gioia, la presenza, la vicinanza.
Il rispetto per la propria persona passa da qui.
Dal concedersi ascolto, misura e verità.
Che questi giorni possano essere uno spazio gentile in cui stare.
Buone festività da choros 🤍🌿

Il Natale, le famiglie e il contributo dell'EMDR
18/12/2025

Il Natale, le famiglie e il contributo dell'EMDR

💌 Tra i tanti nuovi messaggi, ho trovato questo biglietto in bacheca...🪡 Ed eccolo, il processo di guarigione, il percor...
16/12/2025

💌 Tra i tanti nuovi messaggi, ho trovato questo biglietto in bacheca...
🪡 Ed eccolo, il processo di guarigione, il percorso di riconciliazione con sé. Un foglio semplice, poche parole, e dentro un’emozione che si lascia attraversare.
🫂 È un messaggio per gli altri, un passaggio di energie, di fiducia, di incoraggiamento lasciato lì come si lascia una luce accesa.
Quando chi ha imparato a contare su di sé sente il desiderio di dirlo anche a chi passa dopo.
“A te che stai leggendo, conta su di te, ce la stai facendo.”
✨ È il punto più alto e luminoso del lavoro terapeutico. Non perché tutto sia risolto, ma perché ciò che è stato trovato può essere condiviso.
🤝 Eccolo il Natale di choros. Il dono del mio pezzettino che può essere d'aiuto nel percorso degli altri. Quello che nasce da un lavoro silenzioso e profondo, che attraversa la fragilità e la trasforma in presenza, che non chiede di essere visto ma si offre.
👣 Un dono che non consola dall’alto ma cammina accanto, dicendo senza rumore che è possibile farcela, insieme e ciascuno a modo proprio.

Grazie per questo messaggio speciale sotto l'albero di ciascuno...🫶🏼


Scusate, ma faccio fatica a restare dentro la retorica di una giornata che celebra ciò che dovrebbe essere trasformato o...
25/11/2025

Scusate, ma faccio fatica a restare dentro la retorica di una giornata che celebra ciò che dovrebbe essere trasformato ogni giorno... Proprio non ci vado d'accordo con l'ipocrisia delle giornate di ricorrenza.
Nel carosello trovate una minima percentuale delle testimonianze che accolgo e mi capirete.

La verità è che non basta ricordare una data sul calendario. Non serve ripetere che oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne...bla!
Quello di cui abbiamo davvero bisogno è riconoscere e declinare le forme in cui la violenza e la prevaricazione si sono infiltrate nelle nostre persone, nei nostri corpi, nei nostri legami, nei nostri silenzi. La violenza non si manifesta solo nei gesti più eclatanti. Abita le parole che svalutano, gli sguardi che intimidiscono, le scelte imposte, le libertà che si restringono senza che nessuno se ne accorga.

La cultura dell’abuso, della violenza e della prevaricazione è antica. Si tramanda da generazioni e continua a riproporsi perché nessuno l’ha mai guardata fino in fondo. Merita di essere riscritta con parole nuove e con modalità nuove, perché senza questo cambiamento di sguardo ogni tentativo di intervento resta fragile.

E, attenzione, parlare di violenza non significa sminuire i maschi (Spoiler, siete vittime anche voi violenti o narcisi o fragili). Tutti coinvolti. Tutti cresciuti dentro una cultura che li ha educati a non restare in contatto con le emozioni, a non poter piangere, a considerare sbagliato provare paura, tristezza, angoscia. Una cultura che li ha spinti a mostrare forza anche quando avevano bisogno di comprensione, che li ha lasciati soli davanti alla vulnerabilità. Una cultura che, spesso, li ha resi più esposti all’uso dell’aggressività come unica lingua possibile.

L’unico modo per intervenire davvero è sradicare la cultura della violenza. Significa educare alla dignità, al limite sano, al rispetto reciproco e creare spazi in cui ogni persona possa sentirsi al sicuro nel proprio corpo, nella propria voce, nella propria storia. Solo così la violenza smette di essere un destino.

Come si sente la tua persona? Noemi Santoro Psicologa Psicoterapeuta ci indica la direzione dell'ascolto di sé e nell'in...
05/11/2025

Come si sente la tua persona? Noemi Santoro Psicologa Psicoterapeuta ci indica la direzione dell'ascolto di sé e nell'incontro con l'Altro 👉

💌 Ci sono incontri che restano impressi nella memoria del corpo, come una vibrazione che continua a muoversi dentro anch...
03/11/2025

💌 Ci sono incontri che restano impressi nella memoria del corpo, come una vibrazione che continua a muoversi dentro anche quando tutto sembra tornare al silenzio. Venerdì pomeriggio abbiamo vissuto uno di questi momenti: un incontro dedicato alla salute mentale, in cui si è parlato di cura, di dolore e di trasformazione. E poi, l’emozione più grande, la presentazione del libro 𝑴𝒆𝒎𝒐𝒓𝒊𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒕𝒓𝒐𝒑𝒑𝒐, di Nicole Prete.

🎻 È stato un incontro potente, autentico, attraversato da una verità che si poteva quasi toccare. Le poesie di Nicole, accompagnate dal suono profondo e vibrante del violoncello, hanno aperto uno spazio di ascolto collettivo raro, rivoluzionario, in cui ognuno ha potuto riconoscere una parte di sé. Le parole si sono intrecciate con la musica, e ciò che era stato dolore si è trasformato in testimonianza, in voce, in possibilità di incontro.

🌒 Jung diceva che non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza la propria oscurità interiore. È proprio questo il senso profondo della cura: Integrare le parti nascoste, rimosse e temute di sé, per restituire unità dove c’è la frammentazione. E come ricorda Bessel Van der Kolk, il corpo accusa il colpo: Il corpo è memoria vivente, e nella cura quella memoria può finalmente essere riconosciuta, accolta, liberata.

🗝️ Nelle parole di Nicole si percepisce un cammino: un inizio intriso di vuoto e dolore, un tempo di passaggio in cui si intravede la speranza, e infine un approdo, quello della riconciliazione con sé e dell’amor proprio. Il suo più che un moto creativo è un atto umano e politico insieme: Scegliere di dare voce alla sofferenza significa anche dire che chi soffre non deve essere lasciato ai margini, che la fragilità non è vergogna ma luogo di incontro e di verità.

🌿 Abbiamo attraversato la testimonianza che la memoria di chi sente troppo può diventare un dono. Che nella cura, come nella poesia, 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐚𝐫𝐜𝐨: 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚' 𝐝𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐬𝐞'.

Pensieri intrusivi ed EMDR 👉
30/10/2025

Pensieri intrusivi ed EMDR 👉

Hai mai sentito la voce del tuo sé bambino? 💌A volte parla nel silenzio, nelle paure, nei bisogni che ritornano.In quest...
28/10/2025

Hai mai sentito la voce del tuo sé bambino? 💌
A volte parla nel silenzio, nelle paure, nei bisogni che ritornano.
In questo articolo racconto come imparare ad ascoltarla e ad abbracciarla. 💫
Leggilo se ti va, e raccontami cosa ne pensi: mi piacerebbe ascoltare la tua voce. 🌿

Le parole della rinascita si intrecceranno in questo incontro, diventando memoria, voce, possibilità di nuovo inizio. Vi...
27/10/2025

Le parole della rinascita si intrecceranno in questo incontro, diventando memoria, voce, possibilità di nuovo inizio.

Vi aspettiamo

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