Dott. Antonio Liguori - Allergologo

Dott. Antonio Liguori - Allergologo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott. Antonio Liguori - Allergologo, Medico di famiglia, Via Nazionale 22/E Corigliano/Rossano. AU Corigliano, Corigliano Calabro.

05/01/2022

Sono disponibili vaccini Moderna per i pazienti dei Medici che afferiscono alla AFT CORIGLIANO.
Per informazioni e prenotazioni telefona al 0983 859130

23/04/2020
‼️‼️ EMERGENZA CORONAVIRUS ‼️‼️Nonostante il bollettino della Regione Calabria del 18.03.2020 affermi che ci siano solo ...
18/03/2020

‼️‼️ EMERGENZA CORONAVIRUS ‼️‼️

Nonostante il bollettino della Regione Calabria del 18.03.2020 affermi che ci siano solo 15 contagi in più, LA PRUDENZA E IL RISPETTO DELLE REGOLE DEVONO ESSERE ASSOLUTI!
Nella nostra zona i laboratori NON POSSONO EFFETTUARE PIÙ DI 5-10 tamponi al giorno, per cui queste cifre potrebbero essere drammaticamente sottostimate.

Con l’avvento dei test rapidi per il COVID-19 si potrà chiarire meglio la situazione e individuare i portatori asintomatici.

‼️‼️ PER QUESTI MOTIVI IL COMPORTAMENTO IRRESPONSABILE DI MOLTI CITTADINI PUÒ TRASMETTERE IL CONTAGIO E TRASFORMARE L’ATTUALE SITUAZIONE VERSO UN EPILOGO DRAMMATICO ‼️‼️

08/03/2020

‼️‼️‼️EMERGENZA CORONAVIRUS ‼️‼️‼️
Per salvaguardare la loro salute: I PAZIENTI A RISCHIO DAI 65 ANNI IN SU E QUELLI CON PLURIPATOLOGIE NON DEVONO RECARSI NELLO STUDIO DI MEDICINA GENERALE FINO A NUOVA DISPOSIZIONE.
Ci organizzeremo per le prescrizioni/ trascrizioni dei farmaci da ritirare da parte dei pazienti più giovani rispettando le norme di distanziamento sociale, in alternativa potranno essere inviate tramite email.
CHI DOVESSE AVERE SINTOMI RESPIRATORI NON DEVE VE**RE IN STUDIO MA TELEFONARE, in questo caso sarà sottoposto a triage telefonico per la valutazione del decorso. ‼️

ALLERGIA DA CONTATTO AL NICHEL: Prurito, asma, bronchite, ulcere cutanee, angioedema, dermatite nelle zone flessorie, ra...
23/08/2019

ALLERGIA DA CONTATTO AL NICHEL:

Prurito, asma, bronchite, ulcere cutanee, angioedema, dermatite nelle zone flessorie, rash maculopapulare e vasculite. Se almeno una volta nella vita vi è capitato di soffrire di uno di questi sintomi, potreste essere allergici al nichel.
Si tratta di un metallo abbondantemente usato nell’industria, soprattutto per la produzione della maggior parte degli oggetti di uso quotidiano come bigiotteria, orologi, cellulari, maniglie, cerniere, stoviglie, pentole, accendini, forbici, aghi, batterie, coloranti, materiale elettrico, ceramiche, parti metalliche di occhiali.
Il nichel inoltre è una sostanza usata anche in cosmesi: lo ritroviamo infatti nello shampoo, prodotti per il make-up, smalti e prodotti per la rasatura. Mentre i fumatori assumono una maggiore dose di nichel tramite i loro polmoni. Ciò vuol dire che ogni giorno siamo a contatto con questa sostanza pur non sapendolo, e possono verificarsi diversi tipi di allergie con i sintomi più svariati.
Secondo un recente studio medico, oggi le allergie provocate dal nichel sono in netto aumento rispetto al passato e colpiscono un numero sempre crescente di individui. Potremmo dire che è come se la nostra pelle si stesse sensibilizzando per il fatto che viviamo a contatto con un numero sempre maggiore di allergeni. La reazione allergica può manifestarsi sia nel punto del corpo in cui c'è il contatto con il prodotto sia in zone lontane.

•Cosa fare allora in caso di allergia? E' semplice: bisogna necessariamente ridurre la possibilità di contatto col metallo ed evitare anche l'assunzione di certi tipi di cibi che potrebbero scatenare la reazione allergica: cacao, cioccolato, legumi freschi e secchi, cereali, farina di mais, farina e prodotti integrali, noci, mandorle, spinaci, asparagi, pomodoro intero e concentrato, margarina, pere, lievito chimico, liquirizia, funghi, lattuga, grano saraceno, pasta sfoglia, alimenti in scatola, aringhe, ostriche, acciughe e the.
Ovviamente non bisognerebbe usare pentole smaltate, in teflon, in alluminio ed utilizzare soltanto stoviglie di vetro, acciaio inox 100% e vetroceramica.
Attenzione infine anche poi ai detersivi e ai deodoranti, meglio scegliere per quelli ipoallergenici.

Elevato consumo materno di zuccheri legato ad asma e atopia nella seconda infanzia.Sono state rivelate associazioni molt...
23/08/2019

Elevato consumo materno di zuccheri legato ad asma e atopia nella seconda infanzia.

Sono state rivelate associazioni molto forti con le diete ricche di zuccheri, che dimostrano chiare associazioni positive tra l'assunzione materna di zucchero e lo sviluppo di atopia o asma.
Perché è importante

La riduzione del consumo di zuccheri è un approccio privo di costi per ridurre il rischio di asma infantile.
Disegno dello studio

Questionario prospettico compilato da 1068 coppie di madri (primo e secondo trimestre) e figli (età media: 3,3 anni) per valutare l'assunzione di bevande zuccherate e fruttosio totale.
Sono stati registrati sibilo, asma e cartelle cliniche dei farmaci.
È stata utilizzata l'analisi multivariata per identificare i rapporti diretti tra quartili di assunzione di zuccheri e l'insorgenza di asma.
Risultati principali

Elevati consumi materni in gravidanza di bevande zuccherate (aOR: 1,70; IC al 95%: 1,08-2,67) e fruttosio totale (aOR: 1,58; IC al 95%: 0,98-2,53) erano associati a maggiori probabilità di presenza di asma nella seconda infanzia (prevalenza: 19%).
Le linee guida per il consumo di zuccheri in gravidanza dovranno essere modificate in futuro.

Vaccinazione antinfluenzale: nessuna precauzione particolare per chi è allergico alla uova, neppure in caso precedenti r...
23/08/2019

Vaccinazione antinfluenzale: nessuna precauzione particolare per chi è allergico alla uova, neppure in caso precedenti reazioni gravi all’alimento.
Dato il bassissimo contenuto di ovoalbumina nei vaccini in uso, il rischio di reazioni a qualunque vaccino antinfluenzale vivo e attenuato (LAIV) o inattivato (IIV), per i soggetti allergici all’uovo, non è superiore a quello della popolazione generale (~1 caso/milione di vaccinazioni).
La vaccinazione non richiede quindi in questi casi nessuna cautela ulteriore rispetto a quelle già suggerite per tutti (né la scelta di prodotti a contenuto di albumina ancora più basso di quello abituale, né l’esecuzione preventiva di test cutanei, né la suddivisione o somministrazione rallentata della dose, né più lunghi tempi di attesa in ambiente protetto dopo la vaccinazione o setting particolari per la sua esecuzione).
Chi ha invece avuto uno shock anafilattico dopo vaccinazione antinfluenzale, non dopo ingestione dell’alimento, dovrebbe consultarsi con un allergologo prima di ripeterla.
La domanda su eventuali allergie alimentari non dovrebbe comparire nell’anamnesi né nei questionari precedenti la vaccinazione.

• Un gruppo di lavoro costituito da esperti del settore è stato incaricato dalla Joint Task Force on Practice Parameters (JTFPP) di condurre una valutazione della necessità di mantenere cautele particolari nel vaccinare i pazienti allergici alle uova.
Sulla base di una revisione della letteratura, integrata da altri documenti ritenuti importanti e dal parere consensuale degli esperti, sono state elaborate 4 raccomandazioni in risposta alle seguenti domande:
1) La somministrazione di IIV è sicura nei soggetti con allergia alle uova, compresi quelli con una storia di reazione grave in seguito all’ingestione di questo alimento?

2) Occorre prendere particolari precauzioni per somministrare IIV in alcune categorie di soggetti allergici alle uova?

3) Sono necessari IIV prodotti senza uova per i soggetti allergici alle uova stesse, nelle fasce di età per cui questi sono approvati?

4) La somministrazione di LAIV è sicura nei soggetti con allergia alle uova, compresi quelli con una storia di reazione grave in seguito all’ingestione di questo alimento?

•Rispondendo alle precedenti domande, il gruppo di lavoro ha prodotto le seguenti raccomandazioni, pienamente sottoscritte dall’American Academy of Allergy, Asthma, and Immunology (AAAAI) e dall’American College of Allergy, Asthma, and Immunology (ACAAI):

1) I vaccini antinfluenzali dovrebbero essere somministrati ai soggetti con allergia alle uova di qualunque gravità, proprio così come si farebbe con una persona non allergica.

Forza della raccomandazione: forte. Livello di evidenza A/B.

2) Per i pazienti allergici alle uova non è necessaria alcuna precauzione ulteriore, oltre a quelle già raccomandate per la somministrazione del vaccino antinfluenzale alla popolazione generale.

Forza della raccomandazione: forte. Livello di evidenza A/B.

3) Si possono usare vaccini antinfluenzali prodotti senza uova (ccIIV3, RIV3, or RIV4) nelle fasce di età in cui questi sono raccomandati, ma non ci sono ragioni mediche per raccomandare o preferire questa opzione.

Forza della raccomandazione: moderata. Livello di evidenza: C/D.

4) Il vaccino antinfluenzale vivo e attenuato (LAIV) può essere somministrato ai soggetti con allergia alle uova di qualunque gravità, nelle fasce di età per cui è approvato (2–49 anni), nei Paesi e nelle stagioni in cui fosse raccomandato in relazione alla sua efficacia.

Forza della raccomandazione: forte. Livello di evidenza A/B.

Particolare attenzione è stata prestata a evitare conflitti di interesse degli autori nella stesura del documento.
Perché è importante

L’influenza stagionale è un’importante causa di morbidità e mortalità, con alti costi socio-economici.
Il vaccino antinfluenzale, in genere coltivato su uova, è considerato un’importante strumento per ridurne l’impatto.
L’allergia alle uova è diffusa (2% dei bambini americani), e spesso si manifesta anche con asma, che rappresenta un ulteriore fattore di rischio per la malattia e una ragione in più per cercare di prevenirla.
Dalla stagione 2016-2017 il vaccino inattivato prodotto in colture cellulari non è più disponibile In Italia e non può quindi rappresentare un’alternativa.

POLLINI E ALLERGIE: i sei peggiori nemici degli occhi e delle vie aereeL'allergia è una malattia immunitaria, una spropo...
12/05/2019

POLLINI E ALLERGIE: i sei peggiori nemici degli occhi e delle vie aeree

L'allergia è una malattia immunitaria, una spropositata reazione che qualche individuo sviluppa al contatto con i pollini di alcune piante anemofile, quelle specie cioè che affidano al vento le cellule riproduttive maschili. Ma quali sono le piante più “cattive” con gli occhi degli italiani?

1. LE GRAMINACEE
Al primo posto troviamo le Graminacee. Sono tra le piante erbacee più diffuse nel mondo e comprendono quasi 9mila specie, tra cui le principali coltivate (i cereali). Solo una piccola parte di queste specie, però, produce facilmente allergie nell'uomo. Fra queste le principali sono il logliarello (Lolium perenne), l’erba mazzolina (Dactylis glomerata), l’erba codolina (Phleum pratense), la festuca dei prati (Festuca pratensis), la fienarola dei prati (Poa pratensis), la bambagiona (Holcus lanatus) e l’erba canina (Cynodon dactylon). Emettono polline in primavera (aprile e maggio) e soprattutto nel Nord e Centro Italia dove le temperature più basse fanno sopravvivere queste piante più a lungo.

2. LA PARIETARIA
L'erba muraiola o Parietaria (la specie officinalis è più diffusa nel nord mentre la judaica nel sud) cresce generalmente tra le crepe dei vecchi muri a secco o su superfici rocciose frastagliate. Ha un polline molto piccolo, quindi facilmente trasportato dalle correnti d’aria e per tal motivo in grado di penetrare nelle vie aeree anche in profondità. Nel Sud, la pianta rilascia il polline per un periodo molto lungo – inizia a febbraio e permane fino a luglio con un picco tra aprile e maggio - e questo comporta un elevato grado di esposizione. Nel Nord la presenza pollinica della Parietaria è minore anche se si ha un picco tra maggio e giugno.

3. LE COMPOSITE
Le specie ad alto rischio allergologico di questa famiglia sono l'ambrosia, una grande pianta di origine nordamericana che emette pollini da luglio a ottobre e che cresce soprattutto al Nord e l’assenzio selvatico, altra specie spontanea piuttosto comune in Italia che produce fiori e pollini da luglio ad ottobre.

4. LE BETULACEE
La pollinosi da Betulacee (betulla e ontano) è la più comune nell'Europa del Nord e da circa 20 anni sta aumentando anche in Italia, in gran parte per l'uso ornamentale che si fa di questi alberi. Gli alberi sono concentrati soprattutto nel Nord Italia e lungo la dorsale appenninica e i pollini si diffondono nella prima parte dell'anno (gennaio ad aprile) con l’eccezione di quelli dell’ontano verde, che fiorisce tra maggio e luglio.

5. LE CUPRESSACEE
L’ allergia al cipresso è una pollinosi emergente, nonostante l'albero sia presente nel Mediterraneo sin dall’antichità. Il picco pollinico è invernale.

6. LE OLEACEE
Anche l'olivo è responsabile di sintomi soprattutto rinitici. Il problema nasce tra fine maggio e giugno, in alcune regioni, tra cui Puglia, Campania e Toscana. Un'altra oleacea pericolosa è il frassino, che pollinifica da febbraio a marzo.

Indirizzo

Via Nazionale 22/E Corigliano/Rossano. AU Corigliano
Corigliano Calabro
87064

Orario di apertura

Martedì 08:30 - 12:00
Mercoledì 08:30 - 12:00
Giovedì 08:30 - 12:00
Venerdì 08:30 - 12:00

Sito Web

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