15/04/2026
𝐌𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝟐 𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐠𝐨𝐥𝐚 𝐞 𝐯𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞.
“La mia amica mi ha consigliato di mettere 2 dita in gola e vomitare.”
«E perché mai?»
“Le avevo detto che ho mal di pancia da qualche giorno, ha detto che così mi sarebbe passato.
Lei lo fa spesso”.
10 anni, visitata in PS per addominalgia.
Mi è venuta la pelle d’oca.
Ho pensato subito ai DCA, i Disturbi del Comportamento Alimentare (detti anche DNA, Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione):
- anoressia nervosa
- bulimia nervosa
- disturbo da alimentazione incontrollata
- disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo.
Ho pensato subito che la sua amica potrebbe essere bulimica e a 10 anni, più o meno consciamente, volesse “promuovere” il 𝑣𝑜𝑚𝑖𝑡𝑖𝑛𝑔, dipendenza compulsiva tipica di questo disturbo.
Ho pensato che ne soffrono in Italia 6 persone su 100, che fa 3,5 milioni, e che tutti noi ne conosciamo più di qualcuna ma troppo spesso non ce ne accorgiamo, perché non conosciamo il problema.
Ho pensato che negli ultimi anni stiamo assistendo a un incremento delle nuove diagnosi in età pediatrica, che si sta abbassando, con esordio già a 8-9 anni, complici i social network messi in mano ai bambini pensando di aiutarli a diventare, prima e meglio, adulti.
Ho pensato che prevalgono nelle femmine (circa 90% dei casi) ma che i casi maschili sono in aumento.
Ho pensato che sono la prima causa di morte nei giovani dopo gli incidenti stradali e che ogni anno, in Italia, muoiono a causa dei DCA circa 4.000 persone, che sono più dei morti totali per incidenti stradali (circa 3.000).
Ho pensato che non se ne parla abbastanza, anzi, che non se ne parla affatto.
Ho pensato che le strutture pediatriche in Italia sono insufficienti, lo sono sempre più, e che spesso e per lunghissimi periodi questi bambini vengono “parcheggiati” nei reparti di pediatria in attesa di un posto per loro. Perché per guarire da quelle malattie, oltre un certo limite, serve il ricovero in strutture adeguate, con personale adeguato, lontano da casa.
Il nemico per sconfiggerlo bisogna conoscerlo ma trovo ci sia una ignoranza enorme su queste tematiche non solo tra i giovanissimi (a cui nessuno ne parla) ma anche e soprattutto tra noi adulti.
Ho pensato che non so proprio cosa potrei fare per sensibilizzare su questa tematica e allora ho deciso di scrivere qualche riga che, come al solito, sono diventate molte di più.
Cosa possiamo fare concretamente?
Qualche idea potrebbe averla chi ci è passato, ci sta passando, o li ha vissuti da vicino.
Dott. Giorgio Cuffaro
Immagine: www.stateofmind. it/disturbi-alimentari-dca/
𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.