Yoga sulla Luna

Yoga sulla Luna Nel suo spazio "Yoga sulla Luna" Silvia propone percorsi di conoscenza e riscoperta di sè attraverso l'esperienza della pratica dello Yoga.

Lo Yoga, disciplina millenaria e patrimonio per l’umanità, è una via di ricerca e un metodo di crescita personale secondo una filosofia pratica di vita che orienta ad una maggiore consapevolezza e comprensione di Sé per l’armonia fisica, psichica e spirituale. I movimenti e le posizioni dello Yoga coinvolgono ed integrano i diversi livelli dell’individuo, corpo, energia, mente e coscienza, con l’obiettivo di aiutarlo a recuperare uno stato più equilibrato dell’essere, migliorando così la qualità di vita. L’aspetto introspettivo di questa disciplina ci permette di creare una connessione più profonda con noi stessi, aiutandoci a gestire lo stress in maniera più adeguata. Gli strumenti e le tecniche utilizzate nell’Hatha Yoga, in particolare, favoriscono il recupero tonico ed energetico a livello muscolare e respiratorio, il riallineamento posturale ed il ripristino della mobilità e della flessibilità articolare
L’insegnante - Silvia Saragozza pratica yoga da trent’anni seguendo l’insegnamento delle maestre Lucilla e Letizia Monti e attraverso la loro associazione Yoganubhava partecipa ai seminari e ai corsi intensivi di formazione e aggiornamento tenuti dal dottor Bhole in Italia.
È socia della Yani (Associazione Nazionale Insegnanti Yoga) dove si perfeziona in Yoga in Gravidanza, nel Post-parto, in Posturologia e nell’insegnamento dello Yoga per i bambini.
È psicopedagogista e ha coordinato e gestito in ambito socio-educativo diversi interventi e servizi a sostegno delle famiglie con minori; in ambito socio-sanitario negli ultimi 15 anni si è specializzata nella gestione di servizi per la Maternità.

18/03/2026
18/03/2026
16/03/2026

Gli attacchi della vita ci portano a difenderci.
Sentiamo di ricevere rifiuti, pressioni, richieste, offese,
che ci portano a percepire la nostra vita come sotto assedio.

Persone per noi importanti non si interessano a fondo
alla nostra vita, magari proprio nostro padre o nostra madre,
o i fratelli, o i partner...
Al lavoro magari le richieste continue, gli impegni,
una mansione dopo l’altra da sbrigare, diventano pesi, proiettili,
che vanno affrontati come se fossimo in un campo di battaglia.

Non parliamo poi delle notizie che ci arrivano!

L’altro diventa una rottura, una seccatura, non più una persona,
ma una serie di richieste che aggravano ulteriormente la nostra percezione di non farcela più.
Oppure l'altro è completamente assente, un mero soggetto
da cui ricevere o a cui offrire servizi.

Se il mondo è così refrattario ad essere gentile,
attento ai miei bisogni, perché dovrei esserlo io
nei confronti del mondo?

Allora meglio rinunciare a questa apertura desiderante,
al nostro naturale protenderci verso il mondo,
e in fondo smettere di credere.

Magari all’esterno portiamo avanti il nostro ruolo di persona sociale, ma dentro siamo delusi, chiusi, disillusi,
tremendamente arrabbiati.

Il Salmo 95 dice: “Non indurite il vostro cuore”.
Perché è proprio questo che accade.
La tentazione innanzitutto, nel deserto, non è la trasgressione
di un divieto, ma la rottura della relazione
con l’alleanza alla Vita Vera.

La tentazione vera è quella di indurire il cuore.
Siccome quello che è stato promesso tarda ad arrivare,
siccome sentiamo di non ricevere ciò che desideriamo,
allora ci rivolgiamo agli idoli, e smettiamo di restare
nella mancanza come apertura all’inafferrabile.

Smettiamo di restare in attesa, ricettivi rispetto all’imprevedibile.
E allora cerchiamo di calcolare e quantificare tutto,
di rendere la vita un programma scandito alla perfezione,
magari da dispositivi e intelligenze artificiali..

Come scrive la saggista Rebecca Solnit su Internazionale,
«Così abbiamo finito per chiuderci sempre di più,
convinti che fosse la scelta giusta perché ce lo ripetevano
in continuazione.
Alla prova dei fatti, però, non lo è stata: ha indebolito la vita pubblica, ha svuotato le comunità, ci ha resi più soli».

Ecco, la nostra è una “società aperta”, dove non ci sono più divieti rispetto alle relazioni fra maschi e femmine, fra giovani
e adulti, dove abbiamo molta più libertà di movimento
e comunicazione,
ma la nostra è anche una società terribilmente chiusa.

Perché la vera apertura non scaturisce mai dal semplice garantire agli individui una libertà dalle coercizioni esteriori.
Questo semmai è il presupposto necessario, ma non sufficiente.
La vera apertura sgorga dalla liberazione dalle coercizioni
e coazioni interiori, mentali, emotive, corporee,
perché è dal cuore dell’uomo che nascono
tutti i propositi di male.
Come scriveva Aldous Huxley, autore de “Il Mondo Nuovo”:

«Può darsi benissimo che un uomo sia fuori dal carcere, eppure non libero, che non subisca alcuna costrizione fisica, eppure sia psicologicamente prigioniero, costretto a pensare, a sentire, agire come vogliono farlo pensare, sentire, agire, i rappresentanti del potere».

Per cui in questa precisa fase storica, sento che “non indurire il cuore”, è una pratica quotidiana di resistenza, di rianimazione, di coltivazione di un’altra modalità di esistenza.

Non indurire il cuore non è affatto facile, perché ci chiudiamo naturalmente e in continuazione, è normale. Per cui il primo passo è iniziare a riconoscere perché e come induriamo il nostro cuore, e iniziare a curarci, come facciamo nei nostri gruppi.

Perché tramite un lento, graduale, continuo lavoro
di ammorbidimento del cuore, iniziamo a sentire il palpito
della vita. E questa esperienza parla con la parte di noi impaurita e che ci porta a contrarci, in un dialogo che dura per sempre, conducendoci, speriamo, a restare in ascolto del leggero soffio dello Spirito.

Francesco Marabotti

27/02/2026

E' sconvolgente scoprire come possono vivere gli uomini su questa terra.
Questo è un modo per capire con più lucidità come viviamo noi.
Fate un salto, ne vale la pena.

🌀 Il Respiro vitale che ci nutre e sostiene. Respira, allontana lo stress e riconnettiti con te stesso 🌀Io e Padi siamo ...
20/02/2026

🌀 Il Respiro vitale che ci nutre e sostiene.
Respira, allontana lo stress e riconnettiti con te stesso 🌀

Io e Padi siamo felici di invitarvi al nostro Retreat di Yoga e Arteterapia.

Un fine settimana da dedicare a noi stessi.

🌷 Per prepararci al risveglio primaverile, permetterci di riposare e riorganizzare le energie interiori.

🌷 Per ritrovare spazio e chiarezza.

🌷 Per unirci nella pratica immersi nel silenzio e nella bellezza della natura.

🌷 Per vivere momenti di condivisione insieme ad altre persone che riconoscono il valore del gruppo come sostegno e specchio della propria esperienza.

In un contesto protetto in cui poter rallentare, osservare e coltivare un ascolto più attento e non giudicante, ci daremo la possibilità di trasformare ciò che dentro di noi ci crea disagio e ci chiede di essere accolto e integrato.

Dal 13 al 15 Marzo 2026

A Gera Lario sul Lago di Como a poco più di un'ora da Milano.

Se sei interessato e pensi di regalarti questa opportunità contattami: i posti sono limitati e vanno prenotati entro la fine di febbraio.

Lezioni di speranza?Ne abbiamo bisogno.
04/02/2026

Lezioni di speranza?
Ne abbiamo bisogno.

28/01/2026

“Ma cosa credete, che non veda il filo spinato,
non veda il dominio della morte, sí,
ma vedo anche uno spicchio di cielo,
e questo spicchio di cielo ce l’ho nel cuore,
e in questo spicchio di cielo che ho
nel cuore io vedo libertà e bellezza”.

In occasione della venticinquesima edizione di Yoga Porte Aperte, YANI, l'Associazione Nazionale Insegnanti di Yoga di c...
28/01/2026

In occasione della venticinquesima edizione di Yoga Porte Aperte, YANI, l'Associazione Nazionale Insegnanti di Yoga di cui faccio parte, proporrà una rassegna di incontri gratuiti di pratica ed approfondimento.

Il tema comune scelto per quest'anno è di grande attualità e valore: SATYA, la verità, uno dei fondamenti dello Yoga.
In un periodo storico segnato da incertezze e trasformazioni, la pratica dello Yoga può offrirci un cammino concreto per riscoprire l’autenticità e la coerenza tra pensiero, parola e azione.
Coltivare Satya significa imparare ad ascoltare sé stessi con sincerità, per contribuire alla costruzione di un mondo più consapevole, trasparente e vero.

Tante le iniziative gratuite aperte a tutti, esperti o principianti. Sarà sufficiente contattare il numero di riferimento segnalato per ciascuna per iscriversi e partecipare.

𝑮𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒏𝒊 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒆 𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒐 𝑴𝒂𝒏𝒄𝒖𝒔𝒐 – 𝑳𝒖𝒏𝒈𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒂𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒍𝒃𝒆𝒓𝒊Un bellissimo spettacolo a cui abbiamo potuto assistere sabato...
26/01/2026

𝑮𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒏𝒊 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒆 𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒐 𝑴𝒂𝒏𝒄𝒖𝒔𝒐 – 𝑳𝒖𝒏𝒈𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒂𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒍𝒃𝒆𝒓𝒊

Un bellissimo spettacolo a cui abbiamo potuto assistere sabato sera a Milano, in una delle tappe della tournée di questi mesi.

Stefano Mancuso e Giovanni Storti portano sul palco un viaggio nel mondo segreto delle piante che ha unito meraviglia, ironia e scienza: un percorso che attraversa radici, fusto e chioma per raccontare perché il mondo vegetale non è “decorazione”, ma vita vera, un universo vivo, intelligente, tutto da scoprire.

Uno spettacolo che fa ridere, riflettere e guardare la natura con occhi nuovi.

🌿 Perché le piante pensano. Ma in modo diverso da noi.

Un invito a cambiare prospettiva e a ripensare il nostro rapporto con la natura, iniziando proprio da chi, senza fare rumore, rende possibile la vita sulla Terra.

Perché capire il mondo vegetale significa scoprire un po’ di più anche noi stessi 🌿

💚 Grazie per aver trasformato il mondo vegetale in esperienza teatrale, conoscenza e consapevolezza.


23/01/2026

La grande passione è un antidepressivo naturale, un potente motore vitale (non solo per i ragazzi).

Trasmettere passione, non solo preoccupazione e doveri. Fa bene a te e fa bene a loro.

Un adulto che ha ancora passione è coinvolgente. Mostra che la vita non è solo sopravvivenza o "andare a lavorare", ma può essere anche altro. Quello che li blocca, spesso, è la paura che la vita da adulto sia una gabbia.

Trasmettere passione permette a te adulto di uscire dal ruolo rigido di "controllore" ai suoi occhi e di riconnetterti con la tua energia vitale.

Troppo spesso la relazione tra adulti (genitori, insegnanti, allenatori) e figli si riduce a una lista di controllo: hai fatto i compiti? Ti sei lavato? Hai sistemato la stanza? Quando il rapporto diventa solo gestione del dovere, l'entusiasmo si spegne per entrambi.

In un mondo che chiede loro di essere sempre "performanti", la passione sposta il focus dal risultato al processo. Non lo faccio perché "devo", ma perché credo di potercela fare.

Per questo lavoriamo continuamente sulla passione. Se ci credi, trovi il modo di far funzionare le cose.

Per le strategie “Usa e Ottieni” vai:

- nella pagina Instagram di AdoleScienza.it
- nel blog www.adolescienza.it e unisciti agli oltre 1 MILIONE di lettori.

20/01/2026

"Mai come ora, mi ritrovo nell’idea che educare significa educarsi, gli uni con gli altri. Cercare altre mani nel buio per orientare insieme i nostri passi. Giovani e adulti, professori e studenti, attivisti, studiosi e persone comuni. Chi più sa, più mette in comune. Chi è meno formato, ha comunque uno strumento magnifico da porre al servizio degli altri: l’arma potentissima del dubbio".

In queste parole di - pubblicate sul n.36 de Lavialibera dedicato proprio alle politiche governative sull’educazione - c’è l’essenza di ciò che crediamo debba essere la scuola: uno spazio di relazioni, domande, crescita reciproca. Un luogo dove si impara a vivere insieme, non a diffidare l’uno dell’altro.

E invece, di fronte alla tragedia di La Spezia in cui un ragazzo è morto dopo essere stato accoltellato in classe, durante l’orario di lezione, la politica discute una risposta basata su metal detector all'ingresso e forze armate nei corridoi.
Una scuola da presidiare, non da curare, non da educare.

Ragazze e ragazzi lo hanno detto chiaramente: la sicurezza non si costruisce con i varchi, ma con la responsabilità degli adulti, l’attenzione ai segnali, la presenza educativa. Non con la militarizzazione, né con la delega dell’educazione civica a chi porta un’uniforme.
L'educazione è nel dialogo, non nel controllo.

Abbiamo bisogno di investimenti nell’istruzione, nei docenti, nei luoghi di socialità, nel supporto psicologico. Di dubbi, non di slogan. Di relazioni, non di metal detector. Abbiamo bisogno di comunità educativa. Abbiamo bisogno di ascoltare i giovani.
Perché — lo ricorda don Ciotti — sono proprio loro che possono aiutarci a “buttare tutto per aria, in senso figurato s'intende, e ricomporre una visione del mondo che non sia passiva accettazione di ciò che accade, ma volontà dinamica di intervenire sulle sue forme".

20/01/2026

I ragazzi non sono più capaci di risolvere i conflitti con una discussione e per questo scelgono la via della violenza, dell'aggressività.

Litigare vuol dire sfogo ma vuol dire anche confronto. Vuol dire saper vedere e ascoltare il punto di vista dell'altro. In fondo questa è la base stessa della democrazia: sapersi confrontare nelle differenze Ma questa generazione passa così tanto tempo davanti allo schermo del telefonino che è del tutto dissociata dalla realtà. E nella gestione della quotidianità capita usi le stesse dinamiche di un videogioco.

Per questo sono convinto che sia necessario fare una seria prevenzione educativa. Significa che se un compagno non è d'accordo con te o ti ha fatto uno sgarbo, ci sono mille altri modi per affrontare la discordanza senza arrivare alla violenza.

Certamente la famiglia ha un ruolo importante, ma è soprattutto la scuola a dover tornare a valorizzare la discussione tra i ragazzi- Si tratta di uno strumento educativo utile a vedere i punti di vista di tutti. Anzi, penso sia molto più utile questo anziché puntare sul nozionismo.

Indirizzo

Via Don Abbondio, 2
Cormano

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 20:00
Martedì 17:30 - 19:30
Mercoledì 10:30 - 13:00
17:00 - 21:00
Giovedì 11:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Venerdì 17:00 - 21:00

Telefono

+393482216047

Sito Web

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