Dott. Marco Piccolo - Psicologo del Profondo

Dott. Marco Piccolo - Psicologo del Profondo Sono uno Psicologo ad orientamento psicodinamico integrato.

Psicologo a Cosenza ad orientamento psicodinamico 🌓

“Pensare trasforma il dolore e la paura in energia e cambiamento”

Radici inconsce, emozioni profonde, traumi e relazioni: offro un percorso di analisi, comprensione e trasformazione 🌱

📲 349 2620568 Ho svolto un training psicoanalitico basato su analisi personale, didattica e supervisione, con esperienze di formazione presso la Scuola di Psicoterapia Adleriana di Milano e la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Reggio Calabria. Nel tempo ho arricchito il mio approccio clinico con la Psicoterapia Umanistica Esistenziale (Ipue di Roma), la Mindfulness (Istituto Beck di Roma), la Psicologia Positiva e l’EMDR per il trattamento dei traumi. Il mio lavoro si concentra sulle radici profonde del malessere, sulla storia personale, sui contenuti inconsci e sui meccanismi di difesa che possono condizionare la propria vita. Attraverso l’elaborazione delle emozioni e dei traumi, aiuto a ritrovare equilibrio, fiducia e la capacità di affrontare la complessità dell’esistenza. Il mio intervento clinico si muove lungo le quattro dimensioni fondamentali dell’esperienza umana: affettivo-relazionale, corporea, cognitiva ed esistenziale. Ricevo su appuntamento in uno spazio comodo (parcheggio), riservato e accogliente.

𝗗𝗌𝘁𝘁. 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗌 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗌𝗹𝗌 - 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗌𝗹𝗌𝗎𝗌 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗌𝗳𝗌𝗻𝗱𝗌 🌓

📲 349 2620568

06/03/2026
𝗔𝗡𝗊𝗜𝗔 𝗘 𝗔𝗡𝗚𝗢𝗊𝗖𝗜𝗔 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗖𝗜𝗣𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 (𝗊𝗶𝗎𝗺𝘂𝗻𝗱 𝗙𝗿𝗲𝘂𝗱)Per Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, 𝗹’𝗮𝗻𝗎𝗌𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗻𝗌𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗌𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁...
05/03/2026

𝗔𝗡𝗊𝗜𝗔 𝗘 𝗔𝗡𝗚𝗢𝗊𝗖𝗜𝗔 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗖𝗜𝗣𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 (𝗊𝗶𝗎𝗺𝘂𝗻𝗱 𝗙𝗿𝗲𝘂𝗱)

Per Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, 𝗹’𝗮𝗻𝗎𝗌𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗻𝗌𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗌𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗌 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝗜𝗲𝗿𝗶𝗰𝗌𝗹𝗌. Spesso Ú 𝗹’𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗌 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗮𝗹𝗰𝗌𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗌𝗿𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗿𝗲. È un segnale.

Freud osservò che in molte persone 𝗹’𝗮𝗻𝗎𝗌𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗌𝗺𝗜𝗮𝗿𝗲 𝗜𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗌 𝘁𝗲𝗺𝘂𝘁𝗌, come se la mente cercasse di prepararsi a un pericolo imminente. Non si tratta solo di paura di ciò che accade fuori, ma di 𝘂𝗻 𝗰𝗌𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗌 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗌: 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶, 𝗶𝗺𝗜𝘂𝗹𝘀𝗶 𝗌 𝗲𝗺𝗌𝘇𝗶𝗌𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗌𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲.

In questa prospettiva, 𝗹’𝗮𝗻𝗎𝗌𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗜𝗮𝘁𝗌𝗿𝗶𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗌𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗺𝗲 𝗜𝘀𝗶𝗰𝗵𝗶𝗰𝗌. L’Io percepisce che qualcosa di interno potrebbe diventare troppo intenso — un desiderio proibito, una rabbia, una perdita possibile — e attiva l’angoscia per mobilitare le difese.
Così la mente prova a prevenire il caos.

👉 𝗟’𝗮𝗻𝗎𝗌𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗻𝗌𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗺𝗜𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗌. A volte Ú il modo con cui la psiche segnala che qualcosa di importante sta cercando di emergere.

Nella 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗌𝗹𝗌𝗎𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗌𝗳𝗌𝗻𝗱𝗌, il lavoro clinico non consiste semplicemente nel ridurre il sintomo. 𝗟’𝗮𝗻𝗎𝗌𝘀𝗰𝗶𝗮 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝘀𝗰𝗌𝗹𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗌𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗎𝗎𝗶𝗌: quale conflitto sta annunciando? quale emozione Ú diventata troppo pericolosa per essere sentita direttamente?

𝗀𝘂𝗮𝗻𝗱𝗌 𝗰𝗶𝗌̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗜𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗜𝘂𝗌̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗜𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗌 𝗲 𝗻𝗌𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗌, l’angoscia perde la sua funzione di allarme permanente. Non scompare la vulnerabilità umana — quella resta — ma la persona non ha più bisogno di vivere costantemente nel futuro.

𝙌𝙪𝙖𝙡𝙚 𝙚𝙫𝙚𝙣𝙩𝙀 𝙚𝙩𝙖𝙞 𝙘𝙚𝙧𝙘𝙖𝙣𝙙𝙀 𝙙𝙞 𝙥𝙧𝙚𝙫𝙚𝙣𝙞𝙧𝙚?
𝙌𝙪𝙖𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙙𝙞𝙩𝙖 𝙩𝙚𝙢𝙞 𝙙𝙞 𝙣𝙀𝙣 𝙥𝙀𝙩𝙚𝙧 𝙚𝙀𝙥𝙥𝙀𝙧𝙩𝙖𝙧𝙚?
𝙌𝙪𝙖𝙡𝙚 𝙚𝙢𝙀𝙯𝙞𝙀𝙣𝙚 𝙚𝙩𝙖𝙞 𝙖𝙣𝙩𝙞𝙘𝙞𝙥𝙖𝙣𝙙𝙀 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙖𝙣𝙘𝙀𝙧𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙖𝙘𝙘𝙖𝙙𝙖?

È lì che spesso l’angoscia trova la sua origine.

𝗗𝗌𝘁𝘁. 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗌 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗌𝗹𝗌 🌓

📘 “𝙂𝙧𝙖𝙢𝙢𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙧𝙀𝙛𝙀𝙣𝙙𝙀” 𝘊̀ 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘶𝘣𝘳𝘪𝘀𝘢 𝘪𝘯 𝘀𝘶𝘪, 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘊𝘳𝘎𝘰 𝘪 𝘚𝘳𝘢𝘯𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘊𝘎𝘵𝘳𝘪 𝘥𝘊𝘭𝘭𝘢 𝘗𝘎𝘪𝘀𝘰𝘭𝘰𝘚𝘪𝘢 𝘥𝘊𝘭 𝘗𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘊𝘎𝘱𝘭𝘰𝘳𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘭𝘊 𝘥𝘪𝘯𝘢𝘮𝘪𝘀𝘩𝘊 𝘥𝘊𝘭𝘭’𝘊𝘎𝘱𝘊𝘳𝘪𝘊𝘯𝘻𝘢 𝘱𝘎𝘪𝘀𝘩𝘪𝘀𝘢: 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘭𝘰𝘳𝘊, 𝘪𝘭 𝘥𝘊𝘎𝘪𝘥𝘊𝘳𝘪𝘰, 𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘊𝘎𝘢, 𝘭’𝘢𝘮𝘰𝘳𝘊, 𝘭𝘢 𝘱𝘊𝘳𝘥𝘪𝘵𝘢. 𝘊𝘰𝘯 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘊 𝘎𝘊𝘮𝘱𝘭𝘪𝘀𝘪. 𝘕𝘰𝘯 𝘱𝘊𝘳 𝘎𝘊𝘮𝘱𝘭𝘪𝘧𝘪𝘀𝘢𝘳𝘊 𝘭𝘢 𝘀𝘰𝘮𝘱𝘭𝘊𝘎𝘎𝘪𝘵𝘢̀, 𝘮𝘢 𝘱𝘊𝘳 𝘳𝘊𝘯𝘥𝘊𝘳𝘭𝘢 𝘱𝘊𝘯𝘎𝘢𝘣𝘪𝘭𝘊, 𝘊 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘢𝘣𝘪𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘊.

🀩 Felice di aver partecipato e di aver contribuito al convegno con una relazione dal titolo: “Pari opportunità e adolesc...
04/03/2026

🀩 Felice di aver partecipato e di aver contribuito al convegno con una relazione dal titolo: “Pari opportunità e adolescenza: le radici psicologiche che nascono in famiglia”.

Ringrazio le assessore, la Commissione Pari Opportunità del Comune e gli altri relatori per l’invito e per il confronto serio e rispettoso.

Un grazie particolare a tutti i partecipanti: genitori, nonni, adolescenti e cittadini che hanno scelto di dedicare tempo a un tema che riguarda il futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.

Dott. Marco Piccolo

Per gli amici di Cosenza, domani ore 17, vi aspetto! Marco Piccolo Ciccio Serra Nicoletta Perrotti .greco .bruno .ricchi...
02/03/2026

Per gli amici di Cosenza, domani ore 17, vi aspetto!

Marco Piccolo Ciccio Serra Nicoletta Perrotti .greco .bruno .ricchio

📖 𝗔𝗹𝗲𝘅𝗮𝗻𝗱𝗲𝗿 𝗟𝗌𝘄𝗲𝗻 – 𝙄𝙡 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙀 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙀𝙧𝙥𝙀In questo libro 𝗔𝗹𝗲𝘅𝗮𝗻𝗱𝗲𝗿 𝗟𝗌𝘄𝗲𝗻, fondatore dell’𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗯𝗶𝗌𝗲𝗻𝗲𝗿𝗎𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮, parte ...
28/02/2026

📖 𝗔𝗹𝗲𝘅𝗮𝗻𝗱𝗲𝗿 𝗟𝗌𝘄𝗲𝗻 – 𝙄𝙡 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙀 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙀𝙧𝙥𝙀

In questo libro 𝗔𝗹𝗲𝘅𝗮𝗻𝗱𝗲𝗿 𝗟𝗌𝘄𝗲𝗻, fondatore dell’𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗯𝗶𝗌𝗲𝗻𝗲𝗿𝗎𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮, parte da un’idea semplice e radicale: 𝙞𝙡 𝙘𝙀𝙧𝙥𝙀 𝙣𝙀𝙣 𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚. Molti dei nostri conflitti emotivi non restano solo nella mente, ma si inscrivono nel corpo, nella postura, nel respiro, nella tensione muscolare.

Lowen osserva come, 𝗳𝗶𝗻 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗳𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮, 𝗶𝗺𝗜𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗌 𝗮 𝗰𝗌𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗿𝗲 𝗜𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝗌𝗶 𝗜𝗲𝗿 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗰𝗶: tratteniamo il pianto, irrigidiamo le spalle, blocchiamo il respiro, controlliamo l’impulso. Quelle che all’inizio sono difese necessarie diventano nel tempo assetti corporei stabili. Pensiamo a chi, quanto Ú sotto stress, scopre di avere le spalle alzate e il respiro corto — senza essersene mai accorto.
𝗜𝗹 𝗜𝗿𝗲𝘇𝘇𝗌 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗜𝗲𝗿𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗱𝗶 𝘀𝗜𝗌𝗻𝘁𝗮𝗻𝗲𝗶𝘁𝗮̀, 𝗱𝗶 𝗰𝗌𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗌 𝗰𝗌𝗻 𝗶𝗹 𝗜𝗿𝗌𝗜𝗿𝗶𝗌 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲.

La 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗌𝗹𝗌𝗎𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗜𝗿𝗌𝗳𝗌𝗻𝗱𝗌, in questo testo, si intreccia con il lavoro sul corpo: non basta capire razionalmente la propria storia, occorre anche riconoscere dove essa Ú rimasta impressa fisicamente. 𝗜𝗹 “𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙀” 𝗻𝗌𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗌𝗿𝗮𝗹𝗲, 𝗺𝗮 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗎𝗲𝘁𝗶𝗰𝗌: Ú il momento in cui ci allontaniamo dal nostro sentire autentico per sopravvivere.

Questo Ú un libro divulgativo, scritto in modo diretto, che invita a guardarsi non solo attraverso i pensieri, ma attraverso il modo in cui si sta seduti, si respira, si abita il proprio corpo. Lo consiglio a chi sente una 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗶𝗌̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗮𝗜𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗲́ 𝗲 𝗰𝗶𝗌̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗌 𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲.

𝗗𝗌𝘁𝘁. 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗌 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗌𝗹𝗌 🌒

📖 “𝘜𝙞𝙗𝙡𝙞𝙀𝙩𝙚𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙧𝙀𝙛𝙀𝙣𝙙𝙀” 𝘰𝘧𝘧𝘳𝘊 𝘶𝘯𝘢 𝘎𝘊𝘭𝘊𝘻𝘪𝘰𝘯𝘊 𝘥𝘪 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪 𝘱𝘊𝘯𝘎𝘢𝘵𝘢 𝘱𝘊𝘳 𝘀𝘩𝘪 𝘥𝘊𝘎𝘪𝘥𝘊𝘳𝘢 𝘢𝘷𝘷𝘪𝘀𝘪𝘯𝘢𝘳𝘎𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘗𝘎𝘪𝘀𝘰𝘭𝘰𝘚𝘪𝘢 𝘥𝘊𝘭 𝘗𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘊𝘳𝘎𝘰 𝘵𝘊𝘎𝘵𝘪 𝘀𝘩𝘪𝘢𝘳𝘪, 𝘀𝘰𝘯𝘀𝘳𝘊𝘵𝘪 𝘊 𝘢𝘀𝘀𝘊𝘎𝘎𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪. 𝘖𝘚𝘯𝘪 𝘎𝘊𝘵𝘵𝘪𝘮𝘢𝘯𝘢 𝘶𝘯 𝘵𝘪𝘵𝘰𝘭𝘰.

𝗙𝗢𝗕𝗜𝗘 𝗊𝗣𝗘𝗖𝗜𝗙𝗜𝗖𝗛𝗘 𝗘 𝗔𝗡𝗚𝗢𝗊𝗖𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗊𝗘𝗣𝗔𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 (𝗊𝗶𝗎𝗺𝘂𝗻𝗱 𝗙𝗿𝗲𝘂𝗱)Per Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, 𝗹𝗮 𝗳𝗌𝗯𝗶𝗮 𝗻𝗌𝗻 ...
25/02/2026

𝗙𝗢𝗕𝗜𝗘 𝗊𝗣𝗘𝗖𝗜𝗙𝗜𝗖𝗛𝗘 𝗘 𝗔𝗡𝗚𝗢𝗊𝗖𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗊𝗘𝗣𝗔𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 (𝗊𝗶𝗎𝗺𝘂𝗻𝗱 𝗙𝗿𝗲𝘂𝗱)

Per Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, 𝗹𝗮 𝗳𝗌𝗯𝗶𝗮 𝗻𝗌𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗺𝗜𝗹𝗶𝗰𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗜𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗶𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗮𝗹𝗲. 𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗌𝗹𝘂𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗜𝘀𝗶𝗰𝗵𝗶𝗰𝗮.

Nel celebre caso del “𝘗𝘪𝘀𝘀𝘰𝘭𝘰 𝘏𝘢𝘯𝘎”, un bambino terrorizzato dai cavalli, Freud mostra come 𝗹’𝗌𝗎𝗎𝗲𝘁𝘁𝗌 𝘁𝗲𝗺𝘂𝘁𝗌 𝗻𝗌𝗻 𝘀𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗌 𝗜𝗿𝗌𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮, 𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗌𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝘁𝗌𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗌𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗌 𝗜𝗶𝘂̀ 𝗜𝗿𝗌𝗳𝗌𝗻𝗱𝗌. Hans non aveva paura dei cavalli in sé. Il cavallo rappresentava altro: il desiderio per la madre, la rivalità con il padre, e soprattutto la paura di essere punito per ciò che desiderava. 𝗚𝗻’𝗮𝗻𝗎𝗌𝘀𝗰𝗶𝗮 𝘁𝗿𝗌𝗜𝗜𝗌 𝗎𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗜𝗲𝗿 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗜𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗮, spostata su qualcosa di esterno — e quindi evitabile.

𝗟𝗮 𝗳𝗌𝗯𝗶𝗮, 𝗰𝗌𝘀𝗶̀, 𝗌𝗿𝗎𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗌𝘀. Se il pericolo Ú “là fuori”, può essere tenuto a distanza. Il sintomo protegge dall'ingestibile, ma restringe il mondo.

👉 La fobia non nasce dalla debolezza. Nasce dall'intelligenza della psiche: 𝗺𝗲𝗎𝗹𝗶𝗌 𝘂𝗻 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗌 𝗰𝗌𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗌 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗌𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗌 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗌𝗿𝗺𝗮.

Nella 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗌𝗹𝗌𝗎𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗌𝗳𝗌𝗻𝗱𝗌, il lavoro clinico non consiste nel convincere la persona che l’oggetto temuto non Ú pericoloso. Quello Ú il compito dell'esposizione graduale. Il nostro lavoro va altrove: verso ciò che quell'oggetto rappresenta, verso il conflitto che il sintomo tiene a bada.

Perché 𝗟𝘂𝗮𝗻𝗱𝗌 𝗹’𝗮𝗻𝗎𝗌𝘀𝗰𝗶𝗮 𝘁𝗿𝗌𝘃𝗮 𝗜𝗮𝗿𝗌𝗹𝗮 — 𝗟𝘂𝗮𝗻𝗱𝗌 𝗶𝗹 𝗰𝗌𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗌 𝗜𝘂𝗌̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗜𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗌 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝘁𝗌 — 𝗹’𝗌𝗎𝗎𝗲𝘁𝘁𝗌 𝗜𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗌 𝗜𝗌𝘁𝗲𝗿𝗲. Non perché il mondo diventi sicuro, ma perché la persona smette di aver bisogno che sia lui a contenere la paura.

𝙌𝙪𝙖𝙡𝙚 𝙚𝙚𝙥𝙖𝙧𝙖𝙯𝙞𝙀𝙣𝙚 𝙣𝙀𝙣 𝙚̀ 𝙚𝙩𝙖𝙩𝙖 𝙩𝙀𝙡𝙡𝙚𝙧𝙖𝙩𝙖?
𝙌𝙪𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙚𝙞𝙙𝙚𝙧𝙞𝙀 𝙝𝙖 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙀 𝙩𝙧𝙀𝙥𝙥𝙖 𝙥𝙖𝙪𝙧𝙖?
𝙌𝙪𝙖𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙙𝙞𝙩𝙖 𝙚̀ 𝙧𝙞𝙢𝙖𝙚𝙩𝙖 𝙚𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙀𝙡𝙚?

Sono queste le domande che aprono uno spazio in cui il sintomo, lentamente, non serve più.

𝗗𝗌𝘁𝘁. 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗌 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗌𝗹𝗌 🌒

📘 “𝙂𝙧𝙖𝙢𝙢𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙧𝙀𝙛𝙀𝙣𝙙𝙀” 𝘊̀ 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘶𝘣𝘳𝘪𝘀𝘢 𝘪𝘯 𝘀𝘶𝘪, 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘊𝘳𝘎𝘰 𝘪 𝘚𝘳𝘢𝘯𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘊𝘎𝘵𝘳𝘪 𝘥𝘊𝘭𝘭𝘢 𝘗𝘎𝘪𝘀𝘰𝘭𝘰𝘚𝘪𝘢 𝘥𝘊𝘭 𝘗𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘊𝘎𝘱𝘭𝘰𝘳𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘭𝘊 𝘥𝘪𝘯𝘢𝘮𝘪𝘀𝘩𝘊 𝘥𝘊𝘭𝘭’𝘊𝘎𝘱𝘊𝘳𝘪𝘊𝘯𝘻𝘢 𝘱𝘎𝘪𝘀𝘩𝘪𝘀𝘢: 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘭𝘰𝘳𝘊, 𝘪𝘭 𝘥𝘊𝘎𝘪𝘥𝘊𝘳𝘪𝘰, 𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘊𝘎𝘢, 𝘭’𝘢𝘮𝘰𝘳𝘊, 𝘭𝘢 𝘱𝘊𝘳𝘥𝘪𝘵𝘢. 𝘊𝘰𝘯 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘊 𝘎𝘊𝘮𝘱𝘭𝘪𝘀𝘪. 𝘕𝘰𝘯 𝘱𝘊𝘳 𝘎𝘊𝘮𝘱𝘭𝘪𝘧𝘪𝘀𝘢𝘳𝘊 𝘭𝘢 𝘀𝘰𝘮𝘱𝘭𝘊𝘎𝘎𝘪𝘵𝘢̀, 𝘮𝘢 𝘱𝘊𝘳 𝘳𝘊𝘯𝘥𝘊𝘳𝘭𝘢 𝘱𝘊𝘯𝘎𝘢𝘣𝘪𝘭𝘊, 𝘊 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘢𝘣𝘪𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘊.

🎙 𝗣𝗊𝗜𝗖𝗢-𝗊𝗔𝗡𝗥𝗘𝗠𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲: 𝗟’𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗊𝗖𝗜𝗢 𝗗𝗜𝗘𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗘 𝗖𝗔𝗡𝗭𝗢𝗡𝗜𝘔𝘪 𝘎𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘊𝘎𝘰 𝘭𝘢 𝘣𝘳𝘪𝘚𝘢 𝘥𝘪 𝘭𝘊𝘚𝘚𝘊𝘳𝘊 𝘵𝘊𝘎𝘵𝘪 𝘊 𝘱𝘳𝘊𝘎𝘊𝘯𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘊𝘪 30 𝘣𝘳𝘢𝘯𝘪...
24/02/2026

🎙 𝗣𝗊𝗜𝗖𝗢-𝗊𝗔𝗡𝗥𝗘𝗠𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲: 𝗟’𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗊𝗖𝗜𝗢 𝗗𝗜𝗘𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗘 𝗖𝗔𝗡𝗭𝗢𝗡𝗜

𝘔𝘪 𝘎𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘊𝘎𝘰 𝘭𝘢 𝘣𝘳𝘪𝘚𝘢 𝘥𝘪 𝘭𝘊𝘚𝘚𝘊𝘳𝘊 𝘵𝘊𝘎𝘵𝘪 𝘊 𝘱𝘳𝘊𝘎𝘊𝘯𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘊𝘪 30 𝘣𝘳𝘢𝘯𝘪 𝘪𝘯 𝘚𝘢𝘳𝘢. 𝘕𝘰𝘯 𝘱𝘊𝘳 𝘧𝘢𝘳𝘊 𝘪𝘭 𝘀𝘳𝘪𝘵𝘪𝘀𝘰 𝘮𝘶𝘎𝘪𝘀𝘢𝘭𝘊 𝘯𝘊́ 𝘱𝘊𝘳 𝘎𝘵𝘪𝘭𝘢𝘳𝘊 𝘀𝘭𝘢𝘎𝘎𝘪𝘧𝘪𝘀𝘩𝘊. 𝘔𝘊𝘯𝘵𝘳𝘊 𝘭’𝘈𝘳𝘪𝘎𝘵𝘰𝘯 𝘢𝘀𝘀𝘊𝘯𝘥𝘊 𝘭𝘊 𝘭𝘶𝘀𝘪 𝘥𝘊𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘪𝘣𝘢𝘭𝘵𝘢, 𝘩𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘷𝘢𝘵𝘰 𝘢 𝘧𝘢𝘳𝘊 𝘪𝘭 𝘀𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘳𝘪𝘰: 𝙚𝙥𝙚𝙜𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙞 𝙧𝙞𝙛𝙡𝙚𝙩𝙩𝙀𝙧𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙖𝙘𝙘𝙚𝙣𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙪𝙣𝙖 𝙥𝙞𝙘𝙘𝙀𝙡𝙖 𝙡𝙪𝙘𝙚 𝙚𝙪𝙡𝙡’𝙞𝙣𝙘𝙀𝙣𝙚𝙘𝙞𝙀.

Molti testi di quest’anno, di primo acchito, sembrano semplici. A tratti persino “banali”. Ma la “banalità”, molte volte, Ú una forma di protezione per non farsi travolgere dalle emozioni. E infatti ci sono 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗯𝗿𝗮𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗌 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗟𝘂𝗮𝗹𝗰𝗌𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗌𝗹𝘁𝗌 𝘃𝗲𝗿𝗌 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗌𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗜𝘀𝗶𝗰𝗵𝗲: 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲, 𝗰𝗌𝗜𝗶𝗌𝗻𝗶, 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗲.

𝗡𝗲 𝗵𝗌 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗶 𝗟𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗌 (𝗜𝗶𝘂̀ 𝘂𝗻𝗌). Non perché siano “i più belli” (come voi, non li ho ancora ascoltati), ma perché nei loro testi si vedono meglio alcune “psico-dinamiche” care alla mia 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗌𝗹𝗌𝗎𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗜𝗿𝗌𝗳𝗌𝗻𝗱𝗌.

Il primo Ú “𝗠𝗮𝗎𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗮𝘃𝗌𝗹𝗮” 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗶𝘀𝗮, una canzone che mette a tema la regressione psicologica come richiesta di cura.
Il testo Ú un viaggio a ritroso. Non per nostalgia estetica, ma per bisogno. Quando il presente diventa stancante, disordinato, confuso, la psiche cerca un luogo dove tornare. E quel luogo ha un nome antico: “tra le braccia di mia madre”.
Qui la regressione non Ú infantile, ma una richiesta di contenimento. Donald Winnicott direbbe: quando l’ambiente vacilla, riemerge la domanda di qualcuno “sufficientemente buono” che ci permetta di riposare senza vergognarci di essere fragili.
E c’Ú un altro dettaglio importante: la passione che si confonde con la sofferenza. In molte relazioni, il soggetto chiama “amore” ciò che in realtà Ú un impasto di bisogno e di ferite. La favola, allora, non Ú una fuga. È un modo di sopravvivere senza crollare.

“𝗠𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗌” 𝗱𝗶 𝗙𝗲𝗱𝗲𝘇 & 𝗠𝗮𝘀𝗶𝗻𝗶 Ú la seconda canzone che ho scelto, un brano che parla del padre, della colpa e dell’Ombra.
Questo Ú forse il brano più esplicitamente “clinico”. Non tanto per le parole forti, ma per la struttura interna: un Io che prova a separarsi da un Ego che lo imprigiona, e un “tribunale interiore” che continua a parlare.
Il verso sul padre Ú centrale: “Ogni padre inizia come fosse un Dio, ma poi finisce che diventa un alibi”. Qui si sente il crollo dell’idealizzazione. Sigmund Freud direbbe: quando cade il padre ideale, il soggetto resta solo davanti alla propria colpa e alle proprie cicatrici. Carl Jung aggiungerebbe: in quel momento emerge l’Ombra: ciò che abbiamo rimosso perché non coincide con l’immagine che volevamo essere.
Un punto delicato Ú anche il titolo: “male necessario”. È un’idea ambigua, e proprio per questo interessante. Per alcuni Ú trasformazione: attraversare il dolore per smettere di scappare. Per altri Ú condanna: restare attaccati alla sofferenza perché almeno quella fa sentire vivi.

Il terzo brano Ú “𝗔𝘃𝘃𝗌𝗹𝘁𝗌𝗶” 𝗱𝗶 𝗘𝗱𝗱𝗶𝗲 𝗕𝗿𝗌𝗰𝗞 che parla dell’impulso irrefrenabile a scegliere l’oggetto che ferisce. La canzone lo esprime con durezza: parla di chi “sceglie sempre quello che farà male”. Qui non siamo nel romanticismo. Siamo nella ripetizione.
Freud la chiamerebbe “coazione a ripetere”: il soggetto torna, senza saperlo, nello stesso punto doloroso per tentare di controllarlo, di trasformarlo, di dominarlo. Ma finisce per riaprirlo.
Gli “avvoltoi” diventano una bella immagine psichica: non solo nemici esterni, ma figure interne che si posano sulla nostra vulnerabilità e impediscono il gesto più semplice e più difficile: “spogliare il cuore”, cioÚ uscire dalla corazza. È una canzone sul masochismo relazionale, ma detta senza moralismi: come se il testo dicesse “lo so, eppure ci ricasco”.

La canzone di 𝗧𝗿𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗌 “𝗚𝗌𝗺𝗌 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗮𝗱𝗲” Ú la quarta che ho scelto perché descrive la fragilità del Sé e la vergogna del maschile. Già il titolo Ú perfetto: l’uomo che cade. Non l’uomo che combatte, non l’uomo che vince. Cade. E nel testo compaiono immagini di buio interno, mancanza di rispetto per sé, “interni neri”.
Qui sento un tema molto contemporaneo: la mascolinità che non riesce più a reggere l’obbligo culturale della prestazione. E forse Ú un bene. Perché quando il Sé Ú costretto a essere sempre “forte”, la fragilità non sparisce: diventa sintomo, dipendenza, anestesia.
Winnicott direbbe che la caduta può essere un varco: smettere di recitare un falso Sé performante e incontrare, finalmente, un punto di verità. L’imbarazzo, la macchia, il fallimento diventano paradossalmente l’unica autenticità possibile.

Come dicevo, c’Ú un quinto brano che merita assolutamente di stare accanto ai quattro: “𝗊𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗮” 𝗱𝗶 𝗘𝗿𝗺𝗮𝗹 𝗠𝗲𝘁𝗮. Qui il dolore non Ú un tema: Ú un ambiente. Il tempo si spezza, diventa irregolare, quasi irreale. È il lutto quando non scorre, quando non “passa” e ti cambia la percezione del mondo. Il testo oscilla tra due movimenti opposti: tenere vivo il legame e anestetizzare per non sentire. Melanie Klein parlerebbe di riparazione: il dolore come tentativo di salvare l’oggetto dentro di sé. Wilfred Bion aggiungerebbe che il dolore diventa pensiero solo se può essere contenuto.

Oltre a questi cinque, ci sono altri brani “psy” che vale la pena citare brevemente. “𝙊𝙚𝙚𝙚𝙚𝙚𝙞𝙀𝙣𝙚” 𝙙𝙞 𝙎𝙖𝙢𝙪𝙧𝙖𝙞 𝙅𝙖𝙮 parla di quando l’altro diventa una sostanza; non una relazione ma un vero e proprio “craving” con picchi e sindrome di astinenza. “𝘌𝙣𝙞𝙢𝙖𝙡𝙞 𝙣𝙀𝙩𝙩𝙪𝙧𝙣𝙞” 𝙙𝙞 𝙈𝙖𝙡𝙞𝙠𝙖 𝘌𝙮𝙖𝙣𝙚 parla della notte come luogo del legame clandestino, come se l’identità possa reggere solo al buio. “𝙋𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙘𝙝𝙚” 𝙙𝙞 𝙉𝙖𝙮𝙩 esprime il bisogno di esistere nello sguardo dell’altro – la fame di riconoscimento – prima dell’immagine e del ruolo. E infine “𝙇𝙚 𝙘𝙀𝙚𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙣𝙀𝙣 𝙚𝙖𝙞 𝙙𝙞 𝙢𝙚” 𝙙𝙞 𝙈𝙖𝙧𝙖 𝙎𝙖𝙩𝙩𝙚𝙞 che parla del silenzio come forma di controllo: non ti dico tutto non perché non ti ami, ma perché ho paura di essere presa.

In conclusione, se dovessimo fare una diagnosi a questo Sanremo, parlerei di 𝘂𝗻’𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗻𝗌𝘀𝘁𝗮𝗹𝗎𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘂𝗻 𝗜𝗌’ 𝗱𝗲𝗜𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮, ma con un dettaglio molto importante: il dolore non viene mascherato da eroismo, ma viene cantato. E 𝗟𝘂𝗮𝗻𝗱𝗌 𝗶𝗹 𝗱𝗌𝗹𝗌𝗿𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗮𝘁𝗌, a volte, smette di essere solo dolore e comincia a diventare simbolo. Come dico spesso alle persone che incontro: 𝗟𝘂𝗮𝗻𝗱𝗌 𝗶𝗹 𝗱𝗌𝗹𝗌𝗿𝗲 𝗜𝘂𝗌̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗜𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗌, 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗳𝗌𝗿𝗺𝗮. 𝗗𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗎𝗶𝗮 𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗌.

𝘿𝙀𝙩𝙩. 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙀 𝙋𝙞𝙘𝙘𝙀𝙡𝙀 – 𝙋𝙚𝙞𝙘𝙀𝙡𝙀𝙜𝙀 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙧𝙀𝙛𝙀𝙣𝙙𝙀 🌓

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