04/12/2020
LO SPORT E GLI ADOLESCENTI IN TEMPO DI COVID
Lo scorso 24 Ottobre, con uno dei famosissimi Dpcm, il governo ha limitato, quasi azzerando, la possibilità di fare attività sportiva. I centri fitness, le palestre, alcuni palazzetti dello sport sono stati chiusi, mentre per gli sport all’aperto vi è una minima concessione di proseguire l’attività ma con i distanziamenti e senza la possibilità di usufruire di spogliatoi, docce, ed altri indispensabili luoghi chiusi quali l’infermeria. In queste condizioni è davvero molto difficile proseguire, e molte società sportive, nonostante la buona volontà, si sono viste costrette a sospendere quella poca attività motoria ancora possibile.
Tutto ciò, unito alla didattica a distanza e al dover stare casa con i “terribili” genitori, sta generando negli adolescenti un generale abbassamento del tono dell’umore, e per i più fragili, delle vere e proprie crisi depressive caratterizzate da apatia, ansia, insonnia. Agli adolescenti, oggi, è stato limitato il proprio spazio vitale.
Emerge in modo inconfutabile l’importanza dello sport come momento di socialità. Lo Sport è Relazione.
Colui che pratica sport si relaziona continuamente con i compagni di squadra, con i pari che svolgono la stessa attività individuale, con gli allenatori, i preparatori, i fisioterapisti, lo psicologo dello sport e tutte gli altri collaboratori di qualsiasi società sportiva come il custode, l’autista del pulmino, il magazziniere.
Gruppi di pari e figure adulte che arricchiscono il mondo dell’adolescente di modelli alternativi ai genitori, uomini o donne con i quali l’adolescente si interfaccia sperimentandosi nel suo ruolo di transizione verso l’età adulta.
E frequentemente, a livello dilettantistico, la motivazione degli adolescenti a fare sport, parte proprio da qui. Ma non solo. Al di la delle peculiarità per cui lo sport è necessario per la cura del corpo biologico, vi è anche un altro motivo di benessere psicologico per cui in adolescenza lo sport assume rilievo: la canalizzazione delle pulsioni.
Con la pubertà l’insorgere delle pulsioni libidiche mette il ragazzo di fronte a nuove forze ed energie che deve imparare a conoscere e a gestire, e l’attività fisica diviene oggetto di investimento libidico e conseguentemente di scarico alleviando tensioni, ansie e riducendo eventuali conflitti e agiti tipici del periodo, nondimeno rappresentando un importantissimo elemento di prevenzione.
Limitare lo sport in adolescenza diviene, oggi, un’ esporre maggiormente gli adolescenti ai fattori di rischio quali la sedentarietà, l’uso ricreativo delle sostanze, un eccessivo calo del tono dell’umore, agiti e relazioni virtuali insane.