07/01/2026
Nella PCOS si parla spesso (sempre) di “perdere peso” perchè gli studi confermano che una perdita di peso tra il 5% e il 10% si è dimostrata efficace nella riduzione di molti sintomi.
MA c’è un MA
Prima di tutto si parla di piccole perdite di peso, in nessuno studio si nomina il “peso forma”, inoltre nella maggior parte degli studi non si afferma che è la perdita di peso che fa migliorare, ma il cambiamento di alcune abitudini che, come conseguenza, portano anche, spesso ma non sempre, a perdite di peso.
E’ stato inoltre dimostrato che nella PCOS diete troppo restrittive rischiano di peggiorare proprio ciò che vogliamo migliorare: il rapporto con il cibo, la stabilità glicemica, la regolazione ormonale.
Quando il corpo è sotto restrizione:
🔻 aumenta la fame biologica e mentale
🔻 cresce il rischio di episodi di alimentazione compulsiva
🔻 peggiora lo stress metabolico
🔻 e l’insulina oscilla ancora di più
E nella PCOS, dove l’insulino-resistenza è già un nodo centrale, tutto questo può creare un circolo vizioso difficile da interrompere.
Non è il “mangiare poco” che migliora la sensibilità insulinica, è il lavorare sull’equilibrio emotivo e ormonale.
E questo significa:
✔ pasti regolari e bilanciati
✔ buon apporto proteico
✔ carboidrati *di qualità*, non assenti
✔ fibre che modulano la risposta glicemica
✔ grassi buoni che sostengono gli ormoni
✔ gestione dello stress, del sonno e dell’infiammazione
La PCOS non ha bisogno di rigidità: ha bisogno di un corpo che si fida, che riceve ciò che serve, che non si sente minacciato dal cibo.
L’obiettivo non è “mangiare meno”, ma creare un ambiente interno in cui gli ormoni possano lavorare meglio.
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Dott.ssa Chiara Priante
Creazzo, Viale Italia 215
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