Dott.ssa Rita Subioli - Psicologa Crema & Milano

Dott.ssa Rita Subioli - Psicologa Crema & Milano Psicologa nelle città di Crema e Milano per adolescenti e adulti

Invito tutti a guardare questo video: questa è la reazione di alcune bambine quando scoprono che la loro protagonista Di...
13/09/2022

Invito tutti a guardare questo video: questa è la reazione di alcune bambine quando scoprono che la loro protagonista Disney preferita è nera.

Dopo le polemiche di questi giorni non c'è risposta migliore.

Omg can't stop tearing up😢 these kids reaction to Ariel being Black🥺Love them

Per chi volesse approfondire ecco una mia intervista in cui si affronta il tema del ritiro sociale. Buona lettura!
14/10/2021

Per chi volesse approfondire ecco una mia intervista in cui si affronta il tema del ritiro sociale. Buona lettura!

Cioè le persone che interrompono i contatti col mondo esterno e vivono in ritiro sociale: è un fenomeno presente da tempo ma finora poco studiato

Attività estive per ragazzi delle scuole medie! Buona fine dell'estate!
19/08/2021

Attività estive per ragazzi delle scuole medie! Buona fine dell'estate!

Vi aspetto domani all'evento gratuito organizzato da Spazio Iris!
22/06/2021

Vi aspetto domani all'evento gratuito organizzato da Spazio Iris!

Conosci il fenomeno degli Hikikomori?

🗓️Mercoledì 23 giugno alle ore 19 parleremo con la dottoressa Rita Subioli di questa forma di isolamento sociale volontario.

Non perderti l’evento gratuito, iscriviti al webinar!!

👉🏻 bit.ly/webinarHIKIKOMORI

Cosa succede nella stanza della terapia?A me piace molto utilizzare le immagini. Anche gli adolescenti e gli adulti trov...
26/02/2021

Cosa succede nella stanza della terapia?
A me piace molto utilizzare le immagini. Anche gli adolescenti e gli adulti trovano nell'immagine un canale per contattare le proprie emozioni e i propri vissuti ed esprimere ciò che con le parole è difficile dire.
Ognuno noterà nell'immagine un aspetto che lo caratterizza e spesso dalla stessa immagine emergono contenuti molto diversi da persona a persona.
Questa immagine, ad esempio, è stata scelta da molti ragazzi universitari per esprimere l'incertezza per il proprio futuro ma anche la sensazione di essere in bilico tra l'infanzia e l'età adulta.
Qualche volta è emersa la voglia di andare avanti e vedere cosa ci sarà dopo, quando il sole sorgerà. Altre volte la fatica nel mantenersi in questo equilibrio precario.
Quanti contenuti possono emergere da un'immagine, quante storie, quante emozioni.

Quante volte agiamo spinti dall’impulso del momento per poi pentirci della nostra azione? Una parola detta nel momento s...
12/01/2021

Quante volte agiamo spinti dall’impulso del momento per poi pentirci della nostra azione? Una parola detta nel momento sbagliato, una confidenza che poi vorremmo non aver mai detto, una mancanza di attenzione verso una persona che poi si è allontanata.

Spesso agiamo senza pensare e poi ci chiediamo come mai abbiamo messo in atto quel comportamento. Qualche volta cerchiamo delle risposte per giustificarci o darci delle attenuanti ma raramente ripercorriamo tutta la catena, per comprendere cosa ha determinato il nostro comportamento, che spesso è solo l’ultimo anello di una catena molto lunga, iniziata tempo prima.

Ripercorrere il sentiero partendo dai fattori di vulnerabilità, osservando la causa scatenante e le nostre reazioni (pensieri, sensazioni, emozioni) in risposta all’evento, per arrivare a comprendere il significato del nostro agire.
Quando iniziamo a porci le domande necessarie per comprenderci?
Tra i buoni propositi per l'anno nuovo, aggiungerei questo!
Conoscersi, Comprendersi, Imparare ad Accettarsi

Una riflessione interessante sui giovani partendo da un ottimo spunto: "I ragazzi sono paragonabili a uno specchio: dent...
22/10/2020

Una riflessione interessante sui giovani partendo da un ottimo spunto:
"I ragazzi sono paragonabili a uno specchio: dentro di loro si riflettono gli esempi di ciò che hanno visto all'interno delle loro famiglie e della società che abitano".
Le nuove restrizioni fanno sentire molti di noi, e parlo degli adulti, arrabbiati, frustrati, preoccupati, delusi e impotenti.
Questo nostro malessere si riflette sui ragazzi: "i ragazzi sono di fronte a specchi confusi, e di conseguenza lo sono anche loro".
Prendiamoci cura anche di noi, impariamo a riconoscere e gestire le nostre emozioni per permettere ai giovani di specchiarsi in un'immagine limpida.

Adolescenti, sei consigli per combattere l'ansia nei giorni del coronavirus di GIUSEPPE LAVENIA 28 Ottobre 2020 3° minuti di lettura NEI GIORNI del Covid i ragazzi stanno vivendo in uno stato di grandissima confusione. Proprio quei giovani che hanno fatto un grande esercizio di resilienza, mostrand...

ADOLESCENTI, FAMIGLIE… E LA SCUOLA CHE RIPARTEBambini e adolescenti sono stati i primi ad entrare in lockdown e gli ulti...
07/09/2020

ADOLESCENTI, FAMIGLIE… E LA SCUOLA CHE RIPARTE

Bambini e adolescenti sono stati i primi ad entrare in lockdown e gli ultimi ad uscirne.

Ci sono state diverse fasi durante e dopo il lockdown, caratterizzate ognuna da differenti vissuti ed emozioni. L’impatto reale di questo periodo sulla psiche dei più giovani si vedrà nel tempo, negli anni.

La fase iniziale è stata caratterizzata, come per noi adulti, dalla prevalenza di paura e ansia verso un virus che non conoscevamo. La paura del contagio, dell’incontro con l’altro ha fatto sì che emergesse negli adolescenti un grande senso di responsabilità. Sono stati maturi, hanno compreso l’importanza del comportamento individuale per garantire il benessere della collettività e hanno rispettato le regole.

Dobbiamo sempre ricordare cosa significhi a 12-19 anni vivere un periodo di isolamento prolungato: significa allontanarsi dagli amici, dai fidanzati, in un momento in cui la costruzione dell’individuo è necessariamente legata al contesto relazionale.
Lo sforzo che gli abbiamo richiesto è stato enorme. Abbiamo chiesto loro di continuare le lezioni mentre veniva meno l’aspetto principale che li motiva ad andare a scuola, cioè la relazione.

Perché, diciamocelo, raramente a quell’età uno va a scuola volentieri perchè impara qualcosa: ci va perché ci sono gli amici.
Vivi la settimana scolastica in attesa del sabato sera, di vedere il ragazzo che ti piace, di andare all’allenamento. Ma quando tutto questo non c’è più, quando rimane solo il mero apprendimento, subentra la frustrazione.

In più ragazzi abituati a vivere sempre fuori casa si sono trovati in una convivenza forzata con genitori e fratelli. La privacy era ridotta, spesso assente. Le possibilità di fare qualsiasi cosa erano limitate. Non c’era una norma da sfidare, un genitore con cui combattere per poter uscire, perché l’autorità che indicava la norma da seguire non era fisica ma morale, era il bene collettivo.

Ed ecco la seconda fase, dominata da noia, frustrazione, isolamento, tristezza, rabbia, sfinimento. Tutto ciò era strettamente connesso alla mancata prospettiva sul domani. Non c’era una data prevista in cui sarebbe finito tutto e il giorno in cui è iniziata la riapertura non c’era alcun progetto per loro.

Poi c’è stata l’estate: una grande parentesi in cui tutto sembra essere stato dimenticato. La voglia di vicinanza, di normalità, di evasione ha portato gli adolescenti a superare il limite. È emersa in vari casi la frustrazione dei mesi precedenti: risse, rabbia, esplosività. Senza un momento di elaborazione di ciò che era stato, non poteva che andare così.

Nei ragazzi il disagio è emerso attraverso mancanza d’aria (attacchi di panico), alterazione del ritmo del sonno, instabilità emotiva. Quanti adolescenti hanno alterato totalmente il ritmo del sonno, andando a dormire alle 5 di notte?

COSA POSSIAMO ASPETTARCI?

Non possiamo aspettarci che la ripresa sia semplice: dopo mesi in cui ci sono stati cambiamenti così drastici, non sarà facile per loro tornare ad una normalità imposta e noi adulti dobbiamo essere capaci di accogliere ciò che emergerà.
Non potrà essere solo una ripresa delle attività didattiche in presenza ma dovranno esserci spazi e modi con cui ri-significare l’esperienza vissuta e il ritorno ad una normalità che sarà necessariamente diversa da prima.

Un ruolo fondamentale l’avrà la relazione alunno-insegnante.
Dobbiamo anticipare i probabili accadimenti: parlare fin da subito di cosa potrebbe accadere qualora un alunno risultasse positivo. Parlarne non solo con gli alunni, ma anche con le famiglie. Evitare il dilagare del panico ideando un piano di azione condiviso, sottolineando come tale situazione sia prevista e immaginata già da ora, e per questo sotto controllo.

Ricordiamoci di accogliere le preoccupazioni dei docenti, di star loro accanto quando le situazioni diventano pesanti. Perché ci saranno situazioni pesanti, sia per la gestione dell’emotività degli alunni, sia quando alcuni di essi spariranno, perché in seguito al lockdown molti ragazzi non rientreranno a scuola per paura, demotivazione o angoscia.

La scuola deve essere in grado di rivoluzionarsi e di stare al fianco degli ultimi, ripartendo necessariamente dalla relazione, mettendo l’alunno al centro.

IL FALLIMENTO COME OCCASIONE DI CRESCITAUna stanza buia, un ragazzo sul letto, le tapparelle abbassate.Cosa è accaduto a...
31/08/2020

IL FALLIMENTO COME OCCASIONE DI CRESCITA

Una stanza buia, un ragazzo sul letto, le tapparelle abbassate.
Cosa è accaduto al giovane che non si gode l’ultimo sprazzo di estate? Come mai è chiuso in casa, solo, senza energia e senza interesse verso il mondo?

Le risposte a queste domande variano da persona a persona ma spesso, alla base di questo malessere, c’è la paura del fallimento.

Il fallimento è visto come la certificazione della propria inadeguatezza, della propria incapacità. Non come una battuta d’arresto dalla quale ripartire, magari con nuovi insegnamenti utili ad affrontare gli ostacoli della vita.

Adolescenti che si tirano indietro prima ancora di provarci, perché l’idea di poter fallire è intollerabile.

Ma come si giunge ad una paura così marcata del fallimento?
Essa deriva spesso da una concezione di fallimento appresa fin dall’infanzia: l’errore del bambino assume una valenza catastrofica date anche le elevate aspettative genitoriali.
Quando sulle spalle del bambino vengono riposte troppe aspettative, infatti, il rischio è che l’inciampo non venga vissuto come tale, ma venga vissuto dal genitore stesso come un fallimento della propria capacità genitoriale.
È difficile per un genitore osservare il proprio figlio sbagliare, rimaner male per un compito non andato come si sarebbe aspettato oppure vederlo soffrire perché fatica ad inserirsi in un gruppo di pari.

Questa sofferenza genitoriale deve essere, però, elaborata e gestita in modo tale da continuare a trasmettere fiducia nelle capacità del figlio senza sminuirne il dolore, ma semplicemente affiancandolo nel suo percorso di crescita senza sostituirsi a lui.
L’alternativa è quella di diventare veri e propri genitori-Bulldozer, che eliminano gli ostacoli appianando discussioni, intromettendosi nella relazione con i docenti, inserendosi nella vita relazionale del bambino.

L’immagine di sé che il bambino riceve è quella di incapace, inaffidabile, non in grado di gestire in autonomia i compiti evolutivi che gli spetterebbero.

E così, data la scarsa fiducia nelle proprie capacità, inizia a temere il fallimento.
E poi ad evitarlo.
E quindi a ritirarsi dalla vita.

Vi aspettiamo venerdì prossimo!Mi raccomando: intasate la linea prenotazioni ;)
28/08/2020

Vi aspettiamo venerdì prossimo!
Mi raccomando: intasate la linea prenotazioni ;)

Indirizzo

Via XX Settembre 24
Crema
26013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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