09/01/2026
Leonardo è grave.
A Zurigo c’è una stanza che non spegne mai la luce, nemmeno quando la città si addormenta.
Dentro quella stanza c’è Leonardo.
Sedici anni, studente del Virgilio, compagno di classe di Kean, Francesca, Sofia.
Ancora non può essere riportato a Milano.
I medici lo dicono con la stessa prudenza di chi sa che ogni parola pesa: il quadro clinico non è stabile.
Il corpo è troppo debole per reggere anche solo il trasferimento in elicottero.
Resta lì, in bilico tra sofferenza e speranza, in un tempo che scorre lentissimo, dove ogni ora sembra un giorno intero.
Accanto al letto ci sono i genitori.
Pochi discorsi, mani strette, occhi fissi sul monitor.
Contano i respiri, i bip del cuore, come se ogni segnale fosse un filo da non lasciar spezzare.
Gli psicologi sono presenti, ma ci sono dolori che le parole non raggiungono.
Si annidano nel petto, diventano un macigno silenzioso che non si sposta.
A Milano, intanto, la sua classe aspetta.
I banchi con il suo posto vuoto.
Le chat che si aprono sempre allo stesso modo:
«Novità di Leo?»
«Qualcuno sa qualcosa?»
I compagni scrivono messaggi di incoraggiamento, cuori, preghiere, promesse.
Lo aspettano come si aspetta qualcuno che deve tornare per forza, perché senza di lui la terza D non è più la stessa.
Leonardo non è solo un nome su un referto medico.
È il ragazzo che rideva forte, che giocava a calcio con passione (attaccante under 17), che aveva sogni normali da sedicenne.
Ora è un corpo che combatte contro ustioni gravi, contro il veleno dei fumi inalati, contro un incendio che ha cambiato tutto in una notte di festa.
In quella camera illuminata di Zurigo c’è un adolescente che lotta per ogni respiro.
Ci sono due genitori che non mollano la presa, che credono con una forza che fa quasi male.
E c’è una scuola intera, una città, un pezzo d’Italia che tiene il fiato sospeso con loro.
Perché quando un ragazzo come Leonardo resta sospeso tra la vita e il resto,
non è mai solo una notizia.
È una ferita aperta che riguarda tutti noi.
E la speranza, per quanto fragile, continua a tenere accesa quella luce.
Forza Leonardo, tutta Italia è con te!