11/02/2021
Nella letteratura psicologica “cambiamento” è tra i termini più citati e allo stesso tempo non esiste un’idea comune su cosa in effetti sia il cambiamento terapeutico.
Quando parliamo di cambiamento in psicoterapia, lo possiamo intendere come la scomparsa di un sintomo, come la soluzione di un problema, come un cambiamento a livello comportamentale o a livello emotivo, come un cambiamento di pattern interattivi, oppure ancora come un cambiamento di strutture profonde come la personalità, ecc.
Su un punto, però, tutte le psicoterapie sono d'accordo: la via maestra per il cambiamento in psicoterapia è quella che riconosce ed esalta il ruolo delle emozioni.
Il germe di questa idea, che ad oggi sta prendendo sempre più piede in tutti gli approcci terapeutici anche grazie ai contributi delle neuroscienze, lo si può in realtà già riscontrare in tempi più remoti. Lo psicoanalista Frank Alexander aveva ad esempio introdotto nella prima metà degli anni cinquanta del novecento il concetto di “esperienza emozionale correttiva”, sostenendo che “(...) il paziente, per essere liberato dalle sue modalità nevrotiche di sentire ed agire, deve subire nuove esperienze emotive adatte a disfare gli effetti morbosi delle esperienze emotive della sua vita precedente. Altri fattori – come l’insight intellettuale, l’abreazione, il ricordo passato, ecc. – sono tutti subordinati a questo centrale principio terapeutico”
Il vero cambiamento in psicoterapia si promuove non solo attraverso inght cognitivi, ma anche e sopratutto attraverso insight emotivi. Vedere le cose in modo nuovo non basta, bisogna anche sentirle in modo nuovo.