09/03/2020
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Quando si innesca il processo di cambiamento, difficilmente si arresta. Può avere dei rallentamenti, si può talvolta retrocedere un po’, avere insomma un andamento altalenate, ma certo è che al punto iniziale non si torna.
E così è stato anche per me.
Il desiderio di aumentare le mie conoscenze nell’ambito della visione olistica e del benessere mi hanno condotta ad iscrivermi ad una scuola di naturopatia. Ed è iniziato il mio triennale pendolarismo mensile a Milano.
C’era però ancora qualcosa che non mi tornava.
Talvolta accadevano fatti e situazioni con alcune persone che mi lasciavano perplessa: discussioni e tensioni che spesso imputavo al loro comportamento; ma ad un tratto ebbi il lampo, l'intuizione. Ebbi la chiara visione che tutte queste persone, di fatto e in qualche maniera, mi corrispondessero. Erano come una sorta di grande specchio dove a me, inizialmente, sembrava di vedere limiti e difetti loro ma che, in effetti, mi mostravano delle caratteristiche a me affini: io stavo praticamente vedendo, attraverso loro, me stessa.
Quello che di loro non mi piaceva era ciò che non mi piaceva di me stessa.
Da qui il grande giro di boa, la decisione che ha segnato e ribaltato definitivamente la mia vita.
Ricordo le parole di una persona a quel tempo a me vicina che mi ripeteva che dovevo distruggere il mio "ego". E mi domandavo cosa avrei dovuto fare, in cosa stavo sbagliando e poi, cos'era 'sto benedetto "ego"?
Così, nel 2013, decisi di intraprendere un percorso di conoscenza personale andando ad incontrare la mia ombra, ovvero, in parole povere, la parte di me che meno avrei voluto vedere e cioè quella che non mi piaceva.
Feci dunque l’illuminante scoperta che il percorso terapeutico è un percorso di rivelazione e accoglienza profonda di sé e che prima di distruggerlo, l'"ego", va individuato…continua