14/12/2025
Ho trentotto anni, quasi 39 e lo specchio non mente.
Non restituisce solo un volto: restituisce una storia.
Dentro quel riflesso convivono due figure.
La donna che oggi รจ riconosciuta, competente, credibile.
E la bambina che รจ stata, cresciuta con lโurgenza di piacere, di dimostrare, di meritare ogni centimetro di spazio.
Molti traguardi li ho raggiunti anche per lei.
Per silenziare quella voce sottile e insistente che sussurra di non essere mai abbastanza. ร cosรฌ che nasce la sindrome dellโimpostore: cento conferme non bastano, una sola negazione pesa come una sentenza.
Eppure non ho mai corso contro nessuno,non contro le donne,non contro gli altri.
La vera corsa รจ sempre stata interiore.
Oggi scelgo ciรฒ che faccio per fedeltร a me stessa, non per approvazione. Per bisogno di senso, di stimolo, di veritร .
Ho imparato che lโunica riuscita autentica รจ vivere in accordo con ciรฒ che si sente, anche e soprattutto nella professione.
Perchรฉ il vero fallimento non รจ cadere, ma arrivare un giorno a guardarsi allo specchio e pensare: questa vita non mi somiglia piรน.
E oggi, finalmente, ho imparato a fregarmene.
Del giudizio altrui, delle opinioni non richieste, di chi parla senza sapere e sente di avere diritto a farlo.
Questa รจ la mia vittoria piรน grande.
Cโรจ sempre qualcuno pronto a dire qualcosa, anche quando non sa nulla.
Io ho scoperto che il silenzio, a volte, รจ lโunica forma di eleganza e di libertร .