14/04/2026
Per vivere pienamente la filosofia alla base del Sanathana Dharma, non possiamo prescindere dal conoscerne le fondamenta. Spesso avete sentito parlare di caste (Varna) soprattutto dal punto di vista sociale/morale. Nelle Scritture, tuttavia, il varṇa non nasce come sistema sociale ereditario, ma come descrizione ontologica delle tendenze della coscienza incarnata.
La formulazione più autorevole è data da Bhagavad Gītā 4.13:
cātur-varṇyaṁ mayā sṛṣṭaṁ
guṇa-karma-vibhāgaśaḥ
«Le quattro classi sono state create da Me secondo la divisione di guṇa e karma.»
Non per nascita, solamente (seppur la Nascita dipenda dal karma), ma per qualità interiori (guṇa) e funzione esistenziale (karma).
Nelle scritture Sruti si evince una "Origine cosmica" dei Varṇa
La fonte primaria è il Ṛgveda, Inno del Puruṣa Sūkta (10.90).
Qui i varṇa non sono gruppi sociali, ma funzioni dell’Uomo Cosmico:
Brahmana → bocca (conoscenza, visione)
Kshatriya → braccia (potere e azione)
Vaishya → cosce (sostegno e produzione)
Shudra → piedi (servizio e stabilità)
L’umanità, e la creazione tutta, nel suo insieme è un solo organismo spirituale.
I Tre Guṇa, le energie della Natura, sono dunque alla radice dei Varṇa
Secondo il Sāṃkhya e la Gītā cap. 14, ogni essere umano è composto da:
Sattva — chiarezza
Rajas — dinamismo
Tamas — inerzia
I varṇa emergono da differenti predominanze:
Brahmana: Sattva puro
Kshatriya: Sattva + Rajas
Vaishya: Rajas + Tamas
Shudra: Tamas stabilizzato
Nessuno è superiore ontologicamente.
Sono semplicemente modalità operative della Prakṛti.
Ovviamente, in base alle azioni delle tre energie della Natura materiale, ogni Varna ha attitudini e "doveri" specifici:
Il Brahmana è descritto come manifestazione di : (Gītā 18.42)
śama — quiete mentale, equanimità
dama — controllo dei sensi
tapas — austerità
śauca — purezza
kṣānti — pazienza
ārjava — rettitudine
jñāna — conoscenza
vijñāna — realizzazione diretta
āstikya — fede nel reale trascendente
Il Brahmana è l’essere umano orientato alla Verità ed ha specifici ruoli dharmici:
Secondo il Manusmṛti il Brahmana deve studiare i Veda, insegnare, sacrificare e guidare i rituali, custodire il Dharma, vivere con semplicità non occupandosi di questioni materiali.
Nel Mahābhārata troviamo una dichiarazione rivoluzionaria:
«Chi possiede autocontrollo e verità è Brahmana, anche se nato altrove.»
Il vero Brahmana è rivelato da uno stato di coscienza, non per ereditarietà biologica.
Il Kshatriya, secondo la Bhagavad Gītā 18.43 possiede le seguenti qualità:
śaurya — coraggio
tejas — splendore energetico
dhṛti — fermezza
dākṣya — capacità organizzativa
yuddhe apalāyanam — non fuggire dal dovere
dāna — generosità
īśvara-bhāva — senso di responsabilità
Il Kshatriya non è il guerriero violento è il protettore dell’ordine cosmico.
Infatti il Dharma del Kshatriya è quello di
proteggere i deboli, governare con giustizia, difendere il dharma, sacrificarsi per la collettività.
Il re (sovrano/governante) ideale è un asceta in azione.
Il Vaishya, descritto nella Bhagavad Gītā 18.44, possiede le seguenti qualità:
spirito imprenditoriale , capacità di nutrire la società, gestione delle risorse, generare stabilità economica.
Krishna definisce i loro compiti:
agricoltura, allevamento, produzione, commercio.
Ma esotericamente il Vaishya è colui che fa circolare l’energia della vita.
Senza Vaishya non esiste civiltà.
Infine lo Shudra, descritto nella Bhagavad Gītā 18.44, manifesta le qualità di abilità manuale, concretezza, dedizione, servizio, stabilità fisica, il suodharma è: paricaryātmakaṁ karma — lavoro di servizio.
Ma attenzione:
Nel Mahābhārata troviamo, e lo abbiamo visto già molte volte: «Il servizio sincero conduce alla liberazione.»
Lo Shudra rappresenta la via dello Yoga dell’azione umile.
Alla luce di quanto sopra descritto possiamo addentrarci in una visione metafisica profonda della "differenziazione in Varna" degli esseri umani.
I varṇa, da questo punto di vista, sono anche quattro livelli interiori presenti in ogni individuo.
Brahmana: Intelligenza contemplativa
Kshatriya: Volontà
Vaishya: Energia vitale
Shudra: Corpo e azione
Ogni yogi maturo integra tutti e quattro.
Per concludere, nel Śānti Parva troviamo forse il passaggio più radicale di tutta la tradizione:
«Non la nascita, ma la condotta fa il Brahmana.»
E ancora:
«Tutti gli uomini nascono Shudra; attraverso la disciplina diventano due volte nati.»
Questo cambia completamente la prospettiva:
il varṇa è, dunque, uno stadio evolutivo della coscienza.
Infatti molti Maestri e commentatori tradizionali descrivono la risalita attraverso i Varna come un cammino "iniziatico" dell'Anima Individuale:
Shudra — imparare ad agire
Vaishya — imparare a gestire energia e desiderio
Kshatriya — dominare volontà e paura
Brahmana — conoscere il Sé
Pertanto è facile comprendere come il Varna non sia una condizione statica di cui vantarsi o rammaricarsi, ma un "momento" da trascendere (anche quello di Brahmana)
Per questo Krishna (Gītā 18.66) dice ad Arjuna:
Abbandona ogni dharma e rifugiati in Me.
Un abbraccio
A.🙏🔱🌸